Sabato 17 Novembre 2018 - 12:56

Pompei, un sacchetto di monete al petto: così scappava l'ultimo fuggiasco

Si arricchisce di un altro elemento la drammatica storia emersa dal cantiere della Regio V

POMPEI. Fuggiva dalla furia del Vesuvio con la speranza di salvarsi e con sacchetto di monete stretto al petto, quanto bastava alla sussistenza di una famiglia per un paio di settimane. Si arricchisce di un altro elemento la drammatica storia emersa dall'area archeologica di Pompei e precisamente dagli scavi in corso nel cantiere della Regio V. Nell'area è stato rinvenuto di recente appunto lo scheletro di un fuggiasco che era stato sbalzato all'indietro dal potente flusso piroclastico e colpito da un blocco di pietra che gli aveva tranciato la parte alta del torace e la testa, il tutto all'altezza del primo piano di un edificio adiacente, ovvero al di sopra dello strato di lapilli formatosi nella prima parte dell'eruzione, indizio che il fuggiasco cercava la salvezza ben dopo l'inzio dei fenomeni eruttivi. Ora da quello scavo sono emerse 20 monete d'argento e 2 in bronzo che erano contenute in una piccola borsetta che l'individuo stringeva al petto. Tra le costole del torace sono dapprima emerse 3 monete poi, via via, rimuovendo i resti della vittima, che saranno portati al Laboratorio di ricerche applicate del Parco archeologico di Pompei per il prosieguo delle indagini, è venuto fuori il prezioso bottino. Le monete sono allo studio dei numismatici che ne stanno definendo il taglio e il valore, mentre i resti decomposti della piccola borsa contenitore, saranno analizzati in laboratorio per definire il materiale. Ad un primo esame sembrerebbe trattarsi di 20 denari d'argento e due assi in bronzo per un valore nominale di ottanta sesterzi e mezzo. Una tale quantità di monete poteva all'epoca garantire il mantenimento di una famiglia di tre persone per 14, 16 giorni. Le monete hanno cronologia molto varia: è stato possibile esaminarne 15 monete, per la maggior parte repubblicane, a partire dalla metà del II secolo a.C. Una delle monete repubblicane più tarde è un denario legionario di Marco Antonio, comune a Pompei, con l'indicazione della XXI legio. Tra le poche monete imperiali individuate, un probabile denario di Ottaviano Augusto e due denari di Vespasiano. 

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di Redazione


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