SALERNO. Corruzione in atti contrari ai doveri d'ufficio, peculato, falso ideologico e falso materiale: queste le accuse mosse al sindaco di Eboli, Massimo Cariello, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Salerno sulla videosorveglianza comunale. Oltre Cariello sono stati iscritti sul registro degli indagati, l'assessore Ennio Ginetti, la dirigente del settore Urbanistica Lucia Rossi, il dipendente comunale Achille Pirozzi, l'esperto informatico Fabio Ciaglia e il commerciante Gennaro Mastrolia. Il fascicolo è stato aperto già qualche mese fa dal pm Silvio Marco Guarrielo ma nei giorni scorsi il Gip Alfonso Scermino ha concesso al magistrato una proroga per le indagini. 

«FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA». «Siamo fiduciosi nell'operato della magistratura. Così come nella trasparenza degli atti prodotti dai nostri uffici e dai nostri funzionari, insieme con l'azione dell'assessore preposto, Ennio Ginetti». Commenta così il sindaco di Eboli, Massimo Cariello, l'indagine a suo carico della Procura di Salerno. Il primo cittadino è indagato per corruzione in atti contrari ai doveri d'ufficio, falso ideologico e falso materiale, insieme all'assessore Ennio Ginetti, il dirigente Lucia Rossi, il dipendente Achille Pirozzi, l'esperto informatico Fabio Ciaglia e Gennaro Mastolia. «Si prosegue - spiega Cariello -  nel tentativo di delegittimare il governo della città e gettare fango sulla comunità, ma sono certo che in poco tempo tutto sarà chiarito ed emergeranno le vere responsabilità. Confido nel lavoro della Procura salernitana, di cui riconosco l'imparzialità ed il rigore metodologico nella corretta disamina dei fatti. Ho già dato incarico al mio legale di attrezzare quanto necessario per la rapida definizione della questione. Constato, senza più sorpresa, di essere ancora una volta l'epicentro di una trama tanto suggestiva, quanto bizzarra, ordita all'interno del perimetro cittadino, che qualcuno sta da tempo seminando con l'odio e la ritorsione giudiziaria, così pensando di mascherare la difficoltà di proporre una valida alternativa politica. È, in buona sostanza, solo l'ennesimo tentativo di colmare con il clamore mediatico il vuoto assoluto di idee e progetti politici per il bene comune dei cittadini».