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(AdnKronos) - “Se l’uscita dell’Inghilterra dall’UE fosse confermata – continua Bonomo – il problema più importante che le nostre aziende dovrebbero immediatamente affrontare sarebbe quello relativo a ciò che, attualmente, dal punto di vista tecnico, non può essere definito “esportazione” ma che potrebbe diventare improvvisamente, con la conseguente introduzione della normativa doganale europea. Si tratta, di una svolta importante, in considerazione del numero di settori coinvolti e dei tempi ristrettissimi di applicazione - puntualizza il Presidente- infatti, difficile pensare che un cambiamento così radicale non determini un impatto negativo sulle quote di import/export con il Regno Unito, almeno nel breve periodo”.
Secondo le segnalazioni che Confartigianato Imprese Veneto ha raccolto dagli imprenditori, le principali preoccupazioni sono 2: l’eventuale applicazione di IVA e dazi che comporterebbe un maggiore costo finale per l’acquirente inglese e soprattutto il “fiorire” di norme, leggi, direttive, circolari esplicative che andrebbero a ingrossare il carico burocratico che già grava sulle attività produttive italiane. E, come si sa, l’incertezza non favorisce le aziende e le “non decisioni” danneggiano le attività imprenditoriali.
“Il timore più grande è quello di tornare indietro di decenni – conclude Bonomo - passando da una situazione di libera circolazione di merci e lavoratori ad una frattura profonda, fatta di chiusura dei mercati e ripristino di dazi e tariffe, sia da una parte che dall'altra. Come Associazione Imprenditoriale siamo fiduciosi che l’Italia e l'Europa saranno in grado di trovare le modalità necessarie per gestire e minimizzare le ricadute di quanto si potrà verificare”.

Data Notizia: 
20-03-2019
Ora Notizia: 
11:15