di Dario De Martino

NAPOLI. Si studiano i bitcoin e le altre criptovalute, ma per arrivare ad una criptovaluta tutta napoletana. I test sono partiti proprio per capire quale modello si adatta meglio all’economia cittadina. Come si chiamerà? Ci sarà un sondaggio attraverso un sistema di votazione elettronico su blockchain. Chi la controllerà? Ci si sta ragionando: forse tutti, con un sistema di controllo diffuso senza poteri centrali, proprio come i bitcoin. Chi la sta sperimentando? Il gruppo di lavoro che sta lavorando sullo studio della tecnologia blockchain è composto da circa 200 volontari, ma le richieste a partecipare sono aumentate dopo l’annuncio del sindaco. Sono già partiti i test con 5 noti commercianti napoletani che sono le prime “cavie” per il progetto. Ecco gli ultimi sviluppi del lavoro portato avanti da Palazzo San Giacomo per varare la valuta legata all’economia cittadina, che come anticipato dal “Roma” qualche giorno dopo il post del sindaco, si tratterà di una criptovaluta. A coordinare i lavori del gruppo è uno degli staffisti del primo cittadino, Felice Balsamo (nella foto a destra), esperto di informatica che da anni, anche con un suo blog, si occupa del sistema blockchain e delle criptovalute, che spiega a che punto è il progetto.
Chiariamo subito un concetto: state lavorando solo sui Bitcoin? 
«No, e nemmeno solo sulla criptovaluta, ma sulla tecnologia blockchain in genere. Abbiamo quindi tre gruppi di lavoro in materia di trasparenza amministrativa, pagamenti in criptovalute e studio di una nuova criptovaluta.Relativamente al “pagamento in criptovalute” il progetto è stato divisi in 3 fasi e non si limita al semplice uso del più famoso Bitcoin».

A che punto siamo con queste tre fasi di lavoro?
«La prima è partita ad aprile ed è ormai completata, prevedeva lo studio di più scenari per utilizzare le criptovalute come sistema di pagamento alternativo. Ora è in corso la fase due, che terminerà a novembre, cioè quella dei test». 

Come si stanno svolgendo questi test?
«Si tratta della diffusione di sistemi di pagamento utilizzando le attuali criptovalute. È un periodo che ho chiamato di “evangelizzazione”, cioè spiegare soprattutto ai commercianti come funzionano le criptovalute e come possono essere utilizzate. Stiamo iniziando a testare le varie criptovalute con cinque esercenti. È una fase che serve a capire quale modello di criptovaluta si adatta meglio all’economica napoletana. L’evangelizzazione sarà aperta a tutti coloro hanno voglia di fare “vera” innovazione, è sufficiente avere solo una qualità: voglia di cambiamento».

I test si stanno facendo con criptovalute, come i bitcoin, già esistenti. Ma ci sarà, poi, una criptovaluta napoletana?
«È proprio la fase tre, ma per arrivarci bisogna concludere la fase 2, così da creare una criptovaluta calata sulle esigenze di una città come Napoli. Se prima non diffondi la tecnologia sfruttando le attuali criptovalute, pur con i loro limiti legati alle microtransazioni, non puoi avere abbastanza dati statistici per calibrare bene le caratteristiche tecniche della nuova criptovaluta».

Avete già un’idea di quale modello è più adeguato? 
«Abbiamo già previsto studi e scenari possibili, sia normativi che tecnologici ma attualmente è in pausa. Quale soluzione studiata adottare lo sapremo dalle transazioni medie al giorno, o dall’importo medio transitato, che avremo nella fase 2». 

Quali sono i dubbi da sciogliere?
«In base ai test sapremo se conviene minarla tutta o farla minare, se e come emettere token, da quale blockchain partire e sopratutto “chi” deve detenerne il controllo. Una delle soluzioni prevede la logica utilizzata oggi dal bitcoin, nessun potere centrale, ma distribuito».

Sarà compatibile con le altre criptovalute già esistenti? 
«Su questo a breve faremo partire un altro gruppo di lavoro, l’idea è quella di renderla compatibile dal punto di vista tecnologico e giuridico con interessanti “valute complementari” in giro per il mondo che ogni giorni ci vengono presentate».

Infine la curiosità di tutti: come si chiamerà?
«Per il nome invece pensiamo di attivare un sistema di votazione online, il gruppo di lavoro ha già predisposto le basi per un sistema di votazione elettronico su blockchain».