Al via il Congresso mondiale delle famiglie, al centro di un'accesa polemica di questi giorni che non accenna a placarsi. Una polemica "costruita ad arte sul nulla dalla sinistra - l'affondo del ministro dell'Interno, Matteo Salvini - Io andrò a ribadire la libertà di scelta di tutti per uomini e donne, le conquiste sociali non si toccano, non si discute della revisione del divorzio, dell'aborto, della libertà di scelta per donne e uomini". Nel suo intervento all'apertura dei lavori del Congresso il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha scandito che "la famiglia è la famiglia, punto e basta. Non può essere messa in discussione" e che "la Regione Veneto è aperta alle idee di tutti, con un principio: la tua libertà finisce nel momento in cui inizia la mia, e nel rispetto di tutti". "In questi ultimi giorni sono stato molto attaccato per la baggianata del patrocinio della Regione. Ecco, per questo il Medioevo non sta qui in questo congresso. Il Medioevo da combattere è quello dove alle donne è negata perfino l'istruzione e il diritto al voto e sono costrette a portare il burka", ha sottolineato Zaia.

Il fondatore dei Family day Massimo Gandolfini ha parlato di unioni, maternità surrogata e aborto. "Da un'unione donna-donna e uomo-uomo non nasce una vita, per cui non possono essere genitori", inoltre "siamo convintamente contrari alla maternità surrogata e all'utero in affitto, una pratica incivile", ha stigmatizzato. Poi, parlando della legge 194: "In Italia dal 1978 ad oggi sono stati uccisi 6 milioni" di bambini "e ne sono stati salvati 200mila, li ha salvati il Movimento per la Vita". "L'aborto è l'uccisione di un bambino in utero, e la legge 194 è stata applicata soltanto negli articoli che permettono la soppressione di una vita e non in quelli che aiutano la maternità" il duro j'accuse lanciato da Gandolfini.

Oggi i Cinque Stelle sono tornati a marcare la distanza dall'evento. Vincenzo Spadafora, parlamentare del M5S e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha detto a chiare lettere: "Io mi sento di poter dire, come rappresentante del governo, che quello di cui si discuterà a Verona non sarà mai nell’agenda di questo governo". E i gruppi parlamentari M5S alla Camera e al Senato sono intervenuti con una nota congiunta. "Affermiamo con orgoglio che siamo lontani anni luce dalla visione degli organizzatori del Congresso" hanno sottolineato i parlamentari, "allarmati dalla diffusione di modelli che rischiano di sconfessare le conquiste raggiunte in questi anni sui diritti civili e sociali, minacciando un ritorno al passato e un arretramento culturale pericolosissimo per un Paese civile, come il nostro". "Noi non arretriamo - ha rimarcato la ministra della Salute, Giulia Grillo - Per quanto ci riguarda è una manifestazione fortemente ideologizzata, chiaramente di estrema destra".