Dal 6 aprile e fino al 5 maggio presso il Complesso Monumentale San Domenico Maggiore di Napoli (Sala della Biblioteca), sarà in mostra l’ultimo progetto espositivo ed editoriale di Caterina ArcipreteGATE” (a cura di BIN e in collaborazione con Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli). Dopo la presentazione a San Domenico Maggiore, i lavori dell’Arciprete verranno, poi, esposti anche nello Spazio Arte dell’Aeroporto Internazionale di Napoli.

L’Arciprete, come si legge nel comunicato stampa, “in questo racconto di immagini e poesia crea, come risposta al momento storico contemporaneo, un unicum paesaggistico in cui un’opera scivola nell’altra. Una visione del pianeta spogliato dai confini stabiliti dall’uomo. Una narrazione senza frontiere tecnicamente resa dalla commistione di fotografia e pittura. Gli scatti fotografici, catturati in diversi luoghi della Terra, hanno prolungamenti pittorici che l’artista sviluppa come a voler restituire all’occhio ciò che in foto è celato. Nel libro, edito da Arte’m, un testo breve accompagna il lettore nel viaggio attraverso varchi fisici o ancestrali catturati in circa trenta opere rappresentate in sequenze di pagine pieghevoli. GATE nasce come messaggio di apertura, di accoglienza, e dunque sarà divulgato anche in formato ridotto a tutti i viaggiatori presso l’aeroporto internazionale di Napoli che ha sostenuto il progetto”.

È stato un anno di ricerca, di racconto - spiega l’Arciprete - A narrare del viaggio che l’anima intraprende per arrivare al centro del pianeta, di se stessa. Ma Gate è anche una risposta (la mia sicuramente poetica ed utopistica) a quel che accade nel mondo. Alle frontiere, i muri, i confini circoscritti dall’uomo che nel mio spazio si sfaldano, generando un ‘tutto’ emozionale e paesaggistico.  Gate è una porta d’accesso catturata in diversi scatti fotografici, in luoghi della Terra che si prolungano in mie visioni pittoriche. Dettagli, luci, flussi che restituisco al paesaggio senza un contenitore di forma, a rimanere materia plasmabile, disegno unico del mondo, senza porte a chiudere, ma anzi, ad accogliere il viaggiatore bianco. Come l’anima è, bianca- senza distinzione di razza o colore".