Mercoledì 19 Settembre 2018 - 21:34

Partire ad handicap non è da grande team

Opinionista: 

Salvatore Caiazza

Stavolta non è andata bene. Stavolta la rimonta non c’è stata del Napoli. Lo aveva detto Carlo Ancelotti alla vigilia della sfida con la Sampdoria: «Non sempre si può recuperare». E così è stato. Al Ferraris gli azzurri sono caduti sotto i colpi dei Doriani permettendo a Quagliarella di segnare un gol straordinario di tacco. È stata una serataccia a Genova. Soprattutto nel primo tempo dove si è caduti sotto i colpi di un avversario ben organizzato che ha trovato due reti in contropiede. È stato irriconoscibile la formazione partenopea in terra ligure. Al punto che Ancelotti dopo il riposo ha lasciato in panchina Verdi ed Insigne. Troppe le distrazioni nella prima parte di match e la manovra non è stata all’altezza. L’esperimento Diawara, infatti, non ha funzionato per niente. Carletto, lasciando Hamsik in panchina, sperava che il 21enne potesse avere le qualità per impostare ma si è rivelato un fallimento. Ha subito il pressing di Saponara prima e di Ramirez poi. Ha giocato troppo basso facendo le fortune dei suoi dirimpettai. Ma Ancelotti lo ha lasciato in campo anche nella ripresa. Una ripresa che sembrava diversa rispetto alla prima frazione di gioco. Soprattutto nei primi 25 minuti dove Ounas ha fatto vedere le sue potenzialità. Ci sono state delle occasioni da gol ma niente di che. Poi come detto a chiudere i conti ci ha pensato l’ex di turno che con un tacco ha beffato Ospina. Non ha esultato Quagliarella, anzi è andato a scusarsi con il portiere. Ha provato fino alla fine il Napoli ma l’impresa, rispetto alle gare con Lazio e Milan, non è riuscita. La sconfitta è stata sonora e anche meritata perché non possono bastare 25 minuti di secondo tempo per salvare una squadra che sta prendendo la brutta abitudine di cominciare con l’handicap. Qualcosa deve rivedere Carletto. Assurdo subire sei reti in tre partite. Anche perché la difesa è rimasta quella dell’anno passato che con Sarri era praticamente blindata. Si è sbandato troppo, soprattutto in contropiede dove la Sampdoria ha fatto i suoi comodi. Naturalmente, poi, vanno fatti i complimenti a Giampaolo che ha mostrato una organizzazione tattica diligente dove ci sono state pochissime pecche. Lascia il primato, dunque, il Napoli. Lassù c’è la Juventus che pur giocando male col Parma si è portato a casa i tre punti. C’è da lavorare a Castelvolturno in questa pausa anche se andranno via molti nazionali. Ancelotti deve capire dove si sbaglia in fase difensiva. Anche lui non si aspettava una caduta del genere. Il tecnico di Reggiolo dovrà dimostrare da subito le sue capacità di gestire il momento delicato. Anche perché poi alla ripresa ci saranno altri incontri importanti e le sfide Champions. Di sicuro nulla è compromesso. Si è solo all’inizio della stagione ma Carletto ha vari spunti su cui riflettere. Con la Lazio e il Milan i successi avevano coperto un po’ di problemi e forse chissà, questa sconfitta arrivata alla terza giornata può essere salutare per il futuro. Va migliorato l’approccio prima di tutto e poi si deve avere la consapevolezza di saper gestire le difficoltà in mezzo al campo. Sicuramente ad Ancelotti verrà contestata la scelta di lasciare fuori Hamsik e Callejon per inserire Diawara e Verdi ma non è il caso di fare polemiche. Uno stop ci può stare ma poi bisogna crescere per cercare di rimanere fino alla fine nella corsa allo scudetto con la Juventus. In questo momento, tranne la Signora, tutte le altre concorrenti al titolo hanno avuto una pausa. Certo, sarebbe stato meglio almeno non perdere ma si era capito da subito che non era serata. Anche in virtù poi della scivolata di Ancelotti in panchina e della puntura di ape ad Albiol. Ma non può andare sempre così male. L’importante è ricaricarsi bene provando ad avere un buon approccio ed evitando di prendere sempre gol al primo tiro in porta.

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