Martedì 20 Novembre 2018 - 15:49

Fa bene Aurelio a difendere Ancelotti e le sue scelte

Opinionista: 

Salvatore Caiazza

Il fantasma di Maurizio Sarri era dietro l’angolo. Si sapeva che sarebbe bastata una sconfitta per far tornare di nuovo in auge il vecchio allenatore. Che in Premier sta dominando con il suo Chelsea. Carlo Ancelotti aveva messo in preventivo una situazione del genere. L’allenatore di Reggiolo è troppo esperto per non conoscere come funziona nel calcio. Fino a quando si vince sei il top, non appena perdi una partita diventi un tecnico normale. Il ko in casa della Sampdoria è stato abbastanza traumatico per tutti. Il Napoli visto all’opera al Ferraris non è stato nè quello vecchio di Sarri, nè quello nuovo di Ancelotti. Si sono persi gli azzurri a Marassi. E in molti hanno dato la colpa al turn over. Anche in virtù del fatto che sia Diawara che Verdi non hanno brillato. Il primo è stato surclassato da Saponara nel primo tempo e solo nella ripresa è uscito un po’ con la testa fuori dal sacco. Il secondo, invece, non è riuscito a fare il lavoro faticoso di Callejon. E la sua corsia è rimasta molte volte scoperta. Se Sarri faceva giocare sempre lo spagnolo un motivo c’era. La verità è che bisogna decidersi a seppellire il gioco di sir Maurizio da Figline Valdarno. Anche perché quel Napoli la c’è ma è come se non ci fosse. Manca prima di tutto Reina. Era Pepe a guidare la difesa e a registrarla quando non funzionava. Parlava, parlava, parlava e tutti lo stavano a sentire. Il povero Ospina si è trovato buttato nella mischia appena arrivato e ha subito cinque gol in due partite. Va detto che è stato anche sfortunato. Quasi tutte le reti erano imprendibili. Avrà anche la sua esperienza ma Reina era un numero uno completo. Se si va un po’ più avanti ci si rende conto che Jorginho serviva come il pane. Non solo in fase di impostazione ma anche in quella di copertura. L’italobrasiliano ha seguito il maestro al Chelsea ed è molto contento. Purtroppo ancora non c’è Ghoulam e Mertens sta entrando sempre nella ripresa. Se poi si cambiano anche pedine importanti come Hamsik e Callejon ecco che qualcosa di brutto può succedere. Come è accaduto domenica sera contro la Sampdoria. Bisogna, però, rialzarsi. «Date tempo ad Ancelotti», ha detto De Laurentiis alla radio ufficiale (Kiss Kiss Napoli). Fa bene Aurelio a difendere Carletto e le sue scelte. Come dargli torto. Solo che il patron sa bene come funziona dalle nostre parti: “tutto e subito”. Altrimenti diventi un brocco anche se ti chiami Ancelotti e ha una carriera brillante alle spalle con molti trofei vinti. Le possibilità per migliorare ci sono ma senza perdere troppo tempo. La Juve non aspetta e la Champions è terribile quest’anno. Le sfide, poi, europee capitano vicine agli incontri con Juventus e Roma. Come sempre i calendari non aiutano il Napoli. Ma bisogna aspettare affinché Ancelotti faccia suo il Napoli. E gli dia la possibilità di vincere giocando bene ma anche male. Perché ora più che mai conta solo il risultato. Non ce ne voglia Sarri.

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