Domenica 23 Settembre 2018 - 5:38

Uocchie c’arraggiunate: meno male

Il titolo di oggi è della omonima stupenda canzone del 1904. Ci si potrebbe chiedere: “Ma come, gli occhi ragionano?”; al che noi rispondiamo ”ragionano e come”. Essi catturano tutto quanto ci circonda e lo trasmettono al cervello, pregandolo di distribuirlo negli appositi canali ricettivi. E così immaginiamo l’interno del nostro corpo, alla stregua di un groviglio di intersezioni stradali, dirottare quanto riceve. Qualche esempio? ’Na bella guagliona con un magnifico paio di gambe? L’immagine imbocca la tangenziale delle arterie coronarie e arriva direttamente al cuore. La foto della cancelliera Angela Merkel? E quella senz’altro bypassa tutto e tutti e finisce direttamente nell’intestino retto. E jamme annanze. Il Napoli… ’o Napule nuosto batte la Juve? S’appiccecano cuore, polmoni, fegato e curatella, a chi se l’ha da piglià. E quando gli occhi si inteneriscono, magari alla vista di un bambino che gioca, dove possono mandare questa immagine se non al nostro animo che ha tanto bisogno di dolcezza, nel bailamme quotidiano che viviamo. Ma di che bella cosa ci ha fornito Domineddio: la vista attraverso quei due bulbi chiamati occhi. Altrimenti come faremmo a fare l’occhiolino ad una ragazza? Come sbatteremmo le palpebre per ripararci dai raggi del sole? Come sgraneremmo gli occhi per lo stupore? Come faremmo un cenno (una zenniata) durante un tressette? E poi, non dimenticate che, se l’occhio non vede, il cuore non sente e, attenzione quando friggete il pesce... cu n’uocchio guardate pure ’a gatta e… secondo voi, che c’è di più bello che sognare ad occhi aperti… magari un terno al lotto? E poi, si è sempre detto che gli occhi sono la finestra dell’anima e… essendo una finestra, ogni tanto ha bisogno di una lavatina, ed eccole belle e pronte accorrere le lacrime. Ecco perché gli occhi ragionano... come dedusse Alfredo Falconi nel lontano 1904 quando scrisse “St’uocchie ca tiene belle, lucente cchiù d’‘e stelle - so nire cchiù d’o nniro - so comm’a dduje suspire”. Ed a questo punto, scusate se vi lasciamo, ma scrivendo scrivendo, ci è venuta un po’ di fame e mò, ci andiamo a preparare due uova… come? Gesù, e ce vò tanto a capì? A ucchietielle. Alla prossima.

di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)

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