Martedì 25 Settembre 2018 - 2:15

Allegri vince ma non gode per i complimenti a Maurizio

Opinionista: 

Salvatore Caiazza

Il record dei punti al Napoli e lo scudetto alla Juventus. Non ci sono state sorprese nella penultima giornata di campionato in testa alla classifica. Maurizio Sarri voleva superare quota 86 per entrare ancora di più nella storia e c’è riuscito arrivando ad 88. Ad Allegri bastava un punto contro la Roma per poter festeggiare il settimo titolo consecutivo della Signora il quarto personale. Ma i giochi già erano stati fatti prima per il titolo. Il signor Orsato di Schio e la Var di Inter-Juve avevano contribuito a spingere il tricolore verso Torino sponda bianconera. E alla fine così è stato. E iersera tutti felici e contenti nei salotti televisivi nazionali. Non vedevano l’ora di incensare il gruppo juventino. Nessuno che dicesse come siano andate veramente le cose. Ma si sapeva. Figurarsi se qualcuno si metteva contro il potere. Ci ha provato De Laurentiis e il presidente dell’Aia, Nicchi, si è arrabbiato dicendo che deve intervenire la Procura sportiva. Qualcosa dovrà pur cambiare per il bene del calcio italiano. Ci vuole più imparzialità ma molto probabilmente si dovrà aspettare ancora molto. Si è sfogato iesera Massimiliano Allegri Invece di godere per l’ennesimo successo ha voluto mandare dei messaggi a chi ha sempre elogiato Maurizio Sarri e il suo gioco. «A me l’estetismo non piace, mi interessa il risultato. Ad un certo punto il livornese ha avuto paura di perderlo lo scudetto. E se fosse successo a quel punto avrebbe dovuto ammettere il fallimento al di là della conquista della Coppa Italia. Quando è stato sconfitto in casa dal Napoli è stato messo in croce per aver rinunciato a giocare. Quell’unico punto di distacco da Sarri dopo il colpo alla Stadium ha fatto tremare le gambe al popolo juventino. Che poi ha sorriso a Milano con l’Inter grazie alla mancata espulsione di Pjanic per fallaccio su Rafinha. Si era sul risultato di 2-1 per i nerazzurri e dieci contro dieci difficilmente negli ultimi minuti ci sarebbe stata la rimonta con la vittoria finale. Una vittoria che ha distrutto mentalmente gli azzurri di Sarri che a Firenze hanno perso e col Toro hanno pareggiato. A quel punto non c’è stato più la possibilità di andare a vincere il titolo. Che secondo Maurizio Sarri «è stato perso nell’albergo e non in campo». Naturalmente non poteva tenersi la posta il tecnico di Figline Valdarno. «Io non riesco a capire come si possa pensare di vincere giocando peggio. Magari ci provo l’anno prossimo. Ma non credo che ci riuscirò», ha affermato l’allenatore azzurro. Che sul suo futuro non si è voluto sbilanciare. «Sicuramente non smetto di allenare poi si vedrà. Sono innamorato di questa città e di questo pubblico e non capisco come si possano offendere i napoletani. Se fossi il sindaco inviterei questi personaggi per fargli cambiare idea», la polemica di Sarri riguarda i cori continui che si sono sentiti a Marassi contro i napoletani. Addirittura l’arbitro Gavillucci ha dovuto fermare per tre minuti la gara. Una vergogna incredibile che dovrebbe far scattare qualche pena seria altrimenti è tutto inutile. Tornando al futuro di Sarri tra mercoledì e giovedì ci dovrebbe essere l’incontro con De Laurentiis per capire il da farsi. Il presidente dovrà cercare di convincerlo a restare con una proposta seria di contratto e con un programma ancora più vincente. Perché va bene conquistare i record ma la storia la fanno i titoli. Che purtroppo il sor Maurizio fino ad oggi li ha visti vincere solo alla Juventus. Dovesse decidere di restare ancora alla guida della squadra azzurra potrebbe tentare il grande colpo l’anno prossimo. Magari con quasi tutti gli stessi uomini di oggi più qualche campione. Nel caso in cui dovesse andare via a quel punto si dovrebbe scegliere un sostituto che faccia ancora meglio. Vedremo.

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