Giovedì 21 Febbraio 2019 - 19:50

Bagnoli, all’Ovest è nulla di nuovo

Opinionista: 

Gerardo Mazziotti

“All’Ovest nulla di nuovo”: è il titolo del famoso libro di Erich Maria Remarque sulla crudeltà e la stupidità della guerra ripreso da Vincenzo Spagnuolo Vigorita in un articolo pubblicato il 10 giugno 2009 sull’edizione napoletana di “Repubblica” per denunciare i ritardi della trasformazione delle aree dismesse dall’industria nella zona occidentale a distanza di tredici anni dalla legge 582/96. “L’Ovest per i napoletani è Bagnoli, dove si consuma la strage più stupida e disumana delle speranze e delle opportunità di ripresa per i cittadini e il loro territorio. Bagnoli giace lì, abbandonata, terra di nessuno: giorni e anni, ma all’Ovest, appunto, niente di nuovo (…). La rinomata società BagnoliFutura alleva tartarughe, esibisce quadriglie tra presidente e vicesindaco (e viceversa), cambia amministratori, moltiplica gli incarichi, ingoia i contributi della Comunità europea, fallisce nel disinquinamento, ridisegna come i naif jugoslavi un porto quanto mai ordinario, dibatte sulla colmata, bandisce appalti settoriali per imprese asfittiche, litiga sulle volumetrie ricettive di ogni genere. Ma non compie alcun passo nella unica direzione utile, di riconvertire l’intera area in una maestosa “marina” di portata europea”. E invocava la nomina di un Commissario di governo perché “Il provincialismo, la simonia, l’incompetenza, la corruzione negano al ferrigno e avvitato governo locale la possibilità stessa di contemplare i modelli internazionali di Miami, Valencia, Barcellona, Montecarlo, Cannes, Nizza, i Doks di Londra”. Ma il governo Berlusconi non nominò il Commissario, invocato insistentemente anche da me sin dall’aprile 2002 quando sostenni l’errore di affidare la trasformazione urbana alla società partecipata BagnoliFutura, dopo il bilancio fallimentare della Bagnoli SpA e la sua liquidazione, senza la rendicontazione dello sperpero di 400 miliardi di lire. Ricordai che le due grandi trasformazioni urbane realizzate a Napoli, il nuovo rione Carità e la Mostra Triennale delle Terre Italiane d’Oltremare, furono affidate a due Commissari straordinari. E che vi sono state realizzate opere considerate tra le più importanti dell’architettura moderna europea, ancora oggi oggetto di ammirazione del mondo culturale internazionale. Il 30 maggio 2011 arrivò il nuovo sindaco, l’ex magistrato e l’ex deputato europeo (si dimise dopo un anno) Luigi de Magistris, che entrò a Palazzo San Giacomo con la bandana in testa e con la promessa “spacco tutto, governerò in forte discontinuità col passato”. Ma, pur disponendo del Pua (piano urbanistico di attuazione), approvato nel 2005 dal consiglio comunale, non ha fatto nulla per Bagnoli. Promise nel 2013 di rimuovere la colmata con i fondi comunali e di sciogliere la BagnoliFutura ma poi non fece né l’una né l’altra. Pensò che toccasse all’Iritecna rimuoverla. E lasciò che la società partecipata venisse dichiarata fallita. Nel vuoto creato dal sindaco si inserì il governo Renzi, che il 24 settembre 2015 nominò Salvo Nastasi Commisario straordinario di governo per la bonifica ambientale e rigenerazione urbana dell’area di rilevante interesse nazionale Bagnoli Coroglio. Da quel giorno cominciò “la guerra” del sindaco al premier Renzi (dichiarò Napoli “città derenzizzata”) e al Commissario Nastasi (lo definì “incostituzionale”). Tant’è che si rifiutò di partecipare agli incontri con Regione, Governo e Commissario per concordare gli interventi più urgenti per Bagnoli. Del resto, nei tre anni di Commissariato (Nastasi sì è dimesso nell’agosto scorso) abbiamo avuto le solite promesse, i soliti incontri, i soliti comunicati, ma nessun fatto concreto. Men che meno la rimozione della colmata, promessa anche dal premier Renzi. Le uniche novità sono state le affabulazioni urbanistiche di Invitalia (demenziale l’idea di una funivia Posillipo-Nisida), la sorprendente stretta di mano tra de Magistris e Nastasi in occasione dell’accordo Governo-Regione-Comune del 15 luglio 2017 (non ha prodotto nulla) e la preoccupante dichiarazione della ministra Barbara Lezzi: “A Bagnoli ci penso io”. Talchè è avvilente ripetere. “All’Ovest niente di nuovo”

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