Sabato 21 Luglio 2018 - 23:27

Bagnoli, niente di nuovo dopo la stretta di mano

Opinionista: 

Gerardo Mazziotti

Un quotidiano cittadino ha pubblicato il 6 giugno scorso una mia lettera in cui denunciavo lo scandaloso stallo di Bagnoli. E il giorno dopo ha dato ampio spazio a una lettera del dottor Domenico Arcuri, responsabile di Invitalia, con la quale mi accusava di avere scritto falsita e affermava: “Il governo, il commissario ed il soggetto attuatore stanno operando in piena sintonia e con estrema rapidita. Il 6 aprile la cabina di regia ha, infatti, tra l’altro condiviso, all’unanimita dei presenti, il piano di bonifica e di rigenerazione urbana presentato da Invitalia. Ci abbiamo messo 4 mesi per elaborarlo (…) Nel piano e prevista la rimozione totale della colmata: non sappiamo in quale linguaggio esprimere un concetto cosi adamantino. Del resto e previsto da una norma di legge in vigore. Sinora non applicata”. Ha dimenticato che l’impegno di rimuovere la colmata l’aveva preso il 19 aprile 2013 il sindaco Luigi de Magistris. Ma poi penso che questo compito toccava all’Iritecna e nel mese di dicembre glielo ordino. Ma la societa Iri rispose picche. E ha dimenticato che l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri di venerdi 13 novembre 2015, aveva annunciato: “Lo stanziamento di 50 milioni di euro per Bagnoli ha l’obiettivo di bonificare l’area e di rimuovere la colmata. Dopo 21 anni di indolenze e di ritardi l’operazione Bagnoli e finalmente pronta alla sua attuazione con il Commissario Nastasi″. Il quale Nastasi il 5 febbraio 2015 mi aveva ricevuto in Prefettura per esaminare le mie proposte operative per la trasformazione urbana di Bagnoli e mi aveva detto che, prima di decidere la rimozione della colmata, avrebbe consultato tecnici di sua fiducia per avere la garanzia che questa rimozione non sarebbe stata la causa di disastri ambientali di dimensioni catastrofiche. Aveva aggiunto: “Non vorrei essere chiamato dalla magistratura contabile e da quella penale a render conto del mio operato”. Ma non ho mai saputo se questi tecnici sono stati consultati e cosa gli hanno detto. Ovviamente la decisione di rimuovere la colmata mi procura una legittima soddisfazione perche corona una battaglia di vent’anni non solamente mia (sulla vicenda ho scritto 565 articoli scritti dal 1991 ad oggi, raccolti e sistematizzati in tre libri) ma anche dell’associazione “Salviamo Bagnoli”, del Comitato giuridico di difesa ecologia, dell’Assise di Palazzo Marigliano, di Italia Nostra, dell’Assise di Bagnoli, della Fondazione Iannello, di NapoliPuntoaCapo contro un blocco sociale di imprenditori, architetti, amministratori comunali e regionali, intellettuali, giornalisti, direttori ministeriali e ministri a favore della sua conservazione e del suo utilizzo per una varieta di funzioni. La tecnologia disponibile e in grado di eliminare tutti i veleni in essa contenuti e di rendere edificabile un’area di ben 27 ettari. Due volte la Villa comunale di Napoli. Evidentemente qualcuno degno di fiducia deve aver garantito al presidente Renzi, a Nastasi e a Arcuri che la rimozione della colmata non provoca alcun disastro ambientale. Men che meno di proporzioni catastrofiche. Pero e sfuggito anche al dottor Arcuri che la rimozione della colmata ha senso solo se effettuata contemporaneamente alla bonifica dei fondali marini. Solo un imbecille puo pensare che le due operazioni non sono strettamente correlate. Tant’e vero che il Ministero delle Infrastrutture espleto la gara del 2 dicembre 2009 e la successiva del 2014 per la bonifica dei fondali marini antistanti il litorale di Coroglio ma le annullo quando gli feci rilevare che era demenziale curare gli effetti senza eliminare la causa. Ma non decise di realizzare le due operazioni. Sta di fatto che, a dispetto dell’impegno della Cabina di regia e della fattivita - di Invitalia, lo stallo di Bagnoli permane. Dopo 21 anni di promesse. E ho molti dubbi che possa risolverlo il Grande Accordo Governo-Regione- Comune del 15 luglio scorso firmato anche da Luigi de Magistris, sindaco di una citta non piu “derenzizzata”, e con una sorprendente stretta di mano tra lui e Salvo Nastasi, Commissario non piu “abusivo”, in omaggio alla canzone “scurdammece ‘o passato simme ‘e napule paisa”.

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