Mercoledì 14 Novembre 2018 - 10:51

Calcoli e pronostici sul contratto di governo

Opinionista: 

Giuseppe Scalera

Quanto può durare il feeling tra Lega e 5 Stelle? Il potere è sempre un solido collante ma, in un mese, sono successe troppe cose per non porsi solidi interrogativi. Innanzitutto, si ha voglia di parlare di forze populiste ma i due partiti nascono da storie e basi sociali diverse. La Lega è sicuramente partito più tradizionale, meglio orchestrato sul territorio che conosce, da molti anni, le lusinghe e i limiti del potere. I 5 Stelle, invece, devono ancora costruire la conoscenza della macchina amministrativa, hanno maggiori difficoltà ad addentrarsi nei gangli dei poteri ministeriali, sono meno smaliziati e, per questo, più giacobini nell’ impostazione delle loro dichiarazioni. Tecnicamente, le due forze politiche stanno costruendo lentamente le loro classi dirigenti di riferimento. Sanno, al momento, di avere solo qualcosa in più di un semplice manipolo di discreti parlamentari. Hanno dovuto inventarsi un Presidente del Consiglio, hanno dovuto fare ampio ricorso ad un articolato ventaglio di tecnici e, poi, hanno riempito le fila del governo con facce nuove, in molti casi non ancora in grado di distinguere con chiarezza limiti e profili della dialettica del mondo politico. E i problemi fioccano, settimana dopo settimana. L’ultimo attacco del sottosegretario leghista alla Giustizia ai magistrati di sinistra, con relativa, successiva retromarcia, è solo l’ esempio più clamoroso ma anche le recenti uscite della ministra pentastellata alla Sanità Giulia Grillo (dalle vaccinazioni obbligatorie all’ autocertificazione, fino all’outing di mamma in attesa) seminano sinceri sospetti sulla tenuta complessiva di questo Governo. Nel frattempo, è esplosa la vicenda dei 49 milioni che la Lega dovrà restituire. Roba del passato, certo, ma qualcuno dovrà chiarire quale fine abbiano fatto queste cifre, da sempre nella disponibilità dei vertici di via Bellerio. E soprattutto chiarire i passaggi che hanno praticamente portato alla loro vaporizzazione. Una realtà sulla quale Calderoli, con la sua esperienza, ha provato nelle ultime ore a far luce, un tema che Salvini, ha tentato di trasferire, impropriamente, sul tavolo del Capo dello Stato, ovviamente senza esiti. Si andrà avanti, probabilmente, senza particolari patemi, fino alle Europee. Sbirciando i sondaggi. Cercando di non perdere consenso, senza magari farlo acquisire al partner di governo. Se il test elettorale confermerà sostanzialmente i numeri oggi, la navigazione continuerà tranquilla. Se così non fosse, si aprirebbe una stagione nuova dagli esiti imprevedibili. Lo stesso “Contratto di governo” conserva un respiro corto. Grandi programmi, tutti mischiati insieme, senza coperture, senza scadenze, senza priorità in un Paese già fortemente indebitato. Mentre Renzi sconta ancora, a distanza di anni, la sua fame di annunci roboanti e la gente del Sud, senza fatti concreti, è sempre pronta ad innamorarsi di un nuovo Masaniello.  

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