Martedì 20 Novembre 2018 - 13:34

Carlo, hai i migliori: falli giocare sempre

Opinionista: 

Italo Cucci

Capita di prendere lezioni di calcio. Ieri sera è successo al Napoli. Meglio ancora: una legnata. Quasi uno scoop. Di Giampaolo parlano bene, anche troppo, è una versione del Maestro Sarri. Così si è preso la soddisfazione di castigare il Maestro Ancelotti. Con un gioco nuovo che è la somma di due giochi vecchi: il tikitaka e il contropiede. Ha fregato anche me: guardavo infastidito quell’insistito valzerino, possesso palla frenetico di una Samp inedita, quasi sfottente, poi in un attimo la squadra s’è compattata ed è partito il contropiede mentre tutti gli avversari cincischiavano tentando d’impossessarsi del pallone. E ho visto Defrel cogliere e colpire di destro il pallone (lui sinistro) e metterlo in rete. Imparabile. Dieci minuti, non il solito gol bislacco preso dalla Lazio o dal Milan: un’azione proprio bella, ben costruita, il Napoli beffato come un sodalizio di novizi. Defrel: l’ho visto giocare a Cesena, sei/sette anni fa. Ne parlai bene in tivù - uniche segnalazioni che mi consento, o scritte - ma non ebbi grande ascolto. Rimuginavo questa storia, ho fatto in tempo a vedere un quasi-gol di Milik e Defrel ci ha rifatto, meglio di prima, un contropiede assassino: Napoli in barca, come mai da anni. E prime riflessioni. Quasi in automatico: la Juve non ha avversari, più che mai, anche se Ronaldo fa solo passerelle e vende magliette. Perché quell’Inter, niente di speciale anche a Bologna; perché quella Roma, peggio che peggio. (Visto a Marassi Walter Sabatini, l’uomo cui hanno impedito di perfezionare Roma e Inter); perché quel Milan promette bene ma deve ritrovare l’Higuaìn napoletano per far sognare scudetto. Juve sola più di sempre perché questo Napoli è impazzito. Ho smesso di parlare con Ancelotti sennò, magari ridendo, gli avrei detto di evitare il turnover che aveva castigato i suoi predecessori. Per un momento ho pensato che fosse una scelta consapevole, Verdi per Callejon, l’assenza di Hamsik, poi ho capito che era solo una sfida a cambiare tanto per cambiare e non insistere con il Napoli di Sarri. Ma tutta la squadra era scombinata e s’è visto nella ripresa con l’uscita di un Insigne vuoto e l’ingresso di Mertens e altri compari. Una breve illusione eppoi il castigo finale, irridente se non umiliante anche se Quagliarella non ha festeggiato il suo tachetazo, uno di quei gol che se lo fa Ronaldo sta un mese in prima pagina. E se lo fa Mancini se ne parla ancora. A proposito, sosta azzurra, per fortuna, e una riflessione obbligata per Ancelotti: qualcuno gli ricordi quello che lui stesso ha detto: «Ringrazio De Laurentiis che mi ha permesso di tenere tutti i migliori». E allora li faccia giocare.

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