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Caro Sindaco, da napoletano verace in volontario e gradito esilio lombardo da quasi sessant’anni, sono sensibilissimo alle notizie della mia città natìa e oggi mi ha colpito quella del rischio di default comunale
e della conseguente decisione di mettere in vendita l’Ippodromo di Agnano. Un monumento dell’ippica italiana e della tradizione scommettitoria napoletana. Il telegiornale chiariva che, dopo quello dell’ippodromo, sono sotto osservazione altri beni dell’argenteria partenopea: come, per esempio, il mercato del pesce in piazza Duca degli Abruzzi. E dava conto di un suo post su Facebook, dove imputa la responsabilità di questi dolorosi sacrifici a una non meglio precisata “usura di Stato”. Deve trattarsi della stessa “usura”, che scortica vivi noi contribuenti. E che i compagni di Sinistra – suoi colleghi di ideologia, mi pare – vorrebbero non solo non tagliare, ma addirittura accrescere. E qui mi viene in mente il bifrontismo alquanto ipocrita di tanti sindaci, per i quali le imposte sono “usura” quando glie le chiede lo Stato e “dovere civico” quando le pretendono dai cittadini. Il mio allarme, caro Sindaco, è fondato. Non vedendo alcun modo di porre fine alla bieca “usura di Stato”, mi domando che cosa altro il suo Comune metterà in vendita in futuro. I preziosi di periferia, come l’ippodromo di Agnano, prima o poi finiranno. E allora, su quali pezzi si appunteranno i rapaci occhi comunali? Mi sgomenta l’ipotesi di vendere l’Albergo dei Poveri, l’immensa costruzione voluta da Carlo III, a un qualche emiro arabo voglioso di farci un mega-hotel orizzontale. Oppure il Castel dell’Ovo, che un tycoon cinese potrebbe trasformare in resort con annesso casinò, rispolverando un vecchio progetto del Comandante Lauro. Anche Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino potrebbero fornire una discreta sommetta, se venduti come possibili grand hotel con vista panoramica… Però, caro Sindaco, mi permetta di rivolgerle una domanda indiscreta ma partinente: prima di rassegnarsi a mettere in vendita l’ippodromo di Agnano, la sua Giunta ha provato a far pagare le imposte comunali a tutti i contribuenti napoletani? Ha provato a far pagare le multe a tutti gli automobilisti e scooteristi indisciplinati? Ha provato a farsi pagare il plateatico da tutti i multi-etnici titolari delle bancarelle che si ammassano nelle strade del Vasto e nel Borgo di Sant’Antonio? Ha provato a far controllare i biglietti di tutti quelli che salgono sui mezzi pubblici napoletani? Lo Stato italiano è certamente “usuraio”. Ma lei e i suoi assessori siete proprio sicuri di non essere prodighi, involontari e distratti benefattori civici? Al posto vostro, prima di cominciare a vendere l’argenteria di famiglia, darei una guardata più attenta al fondo del barile.