Domenica 17 Dicembre 2017 - 14:56

Dagli errori di Renzi all’assoluzione di Mastella

Opinionista: 

Franco Iacono

Diciamo la verità: Matteo Renzi ci manca. Un annuncio al giorno. E via a vedere l’effetto che fa con i sondaggi riservati, che spesso gli davano ragione. Aveva questo gran piacere, quasi infantile, di determinare… miracoli. Gli era riuscito con i famosi 80 euro al mese che effettivamente arrivarono nelle tasche degli Italiani e subito fu effetto devastante nelle urne. Oltre IL 40%al Pd alle Europee del 2014. Dopo non è andata più così. Eppure, al netto del molto opinabile Jobs Act, alcuni provvedimenti potevano essere davvero efficaci, come quello, solo un esempio, della rottamazione delle cartelle esattoriali. Un po’ non si è spiegato bene, un poco non lo hanno capito, un poco ha fatto errori, almeno tattici, come quelli relativi al referendum costituzionale: bastava spacchettarlo, come consigliava un costituzionalista del calibro di Valerio Onida, e non personalizzarlo. Starebbe ancora a Palazzo Chigi. Invece ora c’è Paolo Gentiloni: persona navigata, seria, senza capacità di voli miracolistici, posato, ma complessivamente non entusiasmante. L’apparente tranquilla navigazione del suo governo lo propone, agli antireazioni interni ed esterni al Pd, quale candidato, più o meno obbligato, alla Presidenza del Consiglio. Matteo Renzi scalpita, si sente accerchiato. Riuscirà a rompere l’accerchiamento o, quanto meno, ad essere riconosciuto il candidato per Palazzo Chigi dal suo partito, a cominciare dallo stesso Gentiloni? Sarà il tema dei prossimi mesi convulsi. Intanto mi sembra francamente irrazionale l’obiettivo dello schieramento che fa capo a Pisapia, con i fuoriusciti del Pd, Bersani e D’Alema, che schiumano rabbia non sempre repressa. Si legge nel comunicato emesso a conclusione dell’incontro di questi giorni di tutti i pro-Pisapia “babies” che l’obiettivo, a parte le giaculatorie su centrodestra e Cinque Stelle, è quello di “costruire un centrosinistra alternativo alle politiche sbagliate del Pd di Renzi”. Con questi “avversari”, il fu Cavaliere può tranquillamente coltivare sogni di rivincita. Così come il nostro concittadino campano, Luigi Di Maio, può legittimamente aspirare a diventare presidente del Consiglio. E così, ancora una volta, l’odio è più forte dell’amore. Se mai si può parlare di amore in politica. Mi domando dove sono gli anti berlusconiani viscerali, quelli che lo volevano in galera o addirittura morto?! Dimenticavo, loro pensano che Renzi equivalga al Cavaliere, con l’aggravante di essere molto più giovane e con la prospettiva, dovesse vincere, di durare a lungo. Allora, meglio che ritorni il Cavaliere: facendo gli scongiuri per lui, almeno non dovrebbe durare a lungo. Così è se vi pare, ci ammonisce Luigi Pirandello. MASTELLA. “Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli” Matteo 5.3. Ricordando questa promessa del Cristo, che Matteo ci riporta magistralmente nel Discorso della Montagna, ho pensato di “consolare” Clemente Mastella e sua moglie Sandra e gli altri imputati di un processo, che è durato ben nove anni per arrivare a questa sentenza, di assoluzione. E siamo ancora al primo grado. Naturalmente il “premio” che assicura nostro Signore dovrà essere “assegnato” anche a Romano Prodi, il cui governo nel 2008 cadde proprio a seguito di quella imputazione a Clemente Mastella, che si dimise da ministro della Giustizia e tolse la fiducia al Governo, anche per la scarsa, a suo dire, solidarietà ricevuta. Ne beneficiò Silvio Berlusconi, che già stava lavorando di suo, e che “lavoro!”, per sottrarre senatori alla risicata e rissosa maggioranza che sosteneva Romano Prodi. Conseguenze politiche a parte, che comunque segnarono il destino del Paese, chi mai ripagherà quegli imputati, quelle persone, per le sofferenze patite in questi anni, tra insulti e sberleffi?! Una storia antica, non solo quella riferita ai coniugi Mastella, di dolori e delegittimazioni, che prima che le sorti dell’Italia, hanno segnato la vita delle persone tante, troppe, prima distrutte e poi, nella maggior parte, assolte. Spesso troppo tardi per “rifarsi” una vita. Chi ha il dono della Fede può rifugiarsi in quella promessa del Cristo: Saranno Beati e conseguiranno il regno dei Cieli. E così sia. Ma agli altri, ai “persecutori” quale sorte sarà riservata? Questo il Vangelo non ce lo dice, ma sappiamo che se si pentiranno, se riconosceranno le loro colpe, avranno di certo la Misericordia di Dio. Ma solo se si pentiranno e riconosceranno le loro colpe. Chi ci deve pensare, ci pensi.   

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