Domenica 28 Maggio 2017 - 18:32

E ora a chi spetta pagare i danni?

Opinionista: 

Luciano Schifone

Gli scontri, i poliziotti feriti, un quartiere devastato con danni alle strutture pubbliche e private, che proiettano a livello mediatico nazionale una immagine ulteriormente negativa di una città allo sbando. Queste le conseguenze più immediate di una guerriglia che era stata accuratamente preparata ed anche voluta, non solo dai teppisti dei cosiddetti "centri sociali", che ne sono stati gli esperti esecutori materiali, ma sapientemente orchestrata da professionisti dell’antagonismo sovversivo, che tra l’ altro siedono nel consiglio comunale e nelle municipalità, su una strategia della violenza e della contrapposizione "rivoluzionaria" teorizzata dal loro capo indiscusso Luigi de Magistris. Basta rileggere in successione tutte le dichiarazioni di alcuni/e consiglieri comunali o di municipalità, sempre subito accompagnate dal sostegno e dall’ incoraggiamento pubblico del Sindaco; basta mettere insieme le attività preparatorie con riunioni ed assemblee convocate ad hoc per la protesta; basta verificare le mosse istituzionali del Sindaco, che abusivamente ha interferito sulla tremebonda dirigenza della Mostra d Oltremare (una volta autonoma), per avere chiaro il quadro di come tutto sia stato accuratamente preordinato e preparato, evidentemente compreso gli scontri e la guerriglia, che solo Alice nel paese delle Meraviglie poteva non prevedere. Il fatto che, come rilevato da più parti, il tutto si sia risolto con un enorme assist e vantaggio per Salvini, che così ha guadagnato, da una modesta manifestazione locale, una vetrina da prima notizia nazionale, nulla toglie alla responsabilità diretta del Sindaco! Ora si pongono due questioni, una apparentemente minore è quella di capire “chi paga?", chi deve pagare i danni conseguenti ad un corteo autorizzato dal Comune e capeggiato da assessori comunali e pubblicizzato sul sito del Comune? Vero che la responsabilità penale è personale, ma nel nostro codice esiste anche la responsabilità di istigazione, induzione e di omissione. La seconda questione è più impegnativa politicamente ed investe sia il livello politico che il corpo sociale della città, e pone l’ interrogativo se Napoli può permettersi il lusso di subire ancora un Sindaco che usa la città per teorizzare e realizzare la sua rivoluzione popolare, sottomettendo gli interessi pubblici a quelli delle proprie ambizioni, precipitandola in una serie di conflitti istituzionali sociali e politici che rispondono a precise strategie personali.

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