Venerdì 19 Ottobre 2018 - 10:14

I trasporti a Napoli: ogni giorno è “venerdì”

Opinionista: 

Ermanno Corsi

Saranno capitati anche di lunedì e mercoledì -comunque scelte che agli utenti appaiono cervellotiche e fatte a caso, mentre per i Sindacati hanno sempre un “grande valore strategico”- ma gli scioperi di venerdì sono quelli  che lasciano i segni più profondi e “neri”: utenti avviliti e snervati dalle attese, città prostrata, aziende che segnano perdite ulteriori (ma tanto che fa? è un rosso “storico” che diventa “solo” un po’ più rosso…). Simbolicamente, nello straziato immaginario collettivo, il giorno che ricorda la bellezza di Venere è quello delle maggiori sofferenze che accumulano stress e fanno maledire l’ora e il momento che si è dovuti uscire di casa per andare in fabbrica, nel negozio, a scuola o in ufficio. “Lavorare stanca”, scrisse il cuneese Cesare Pavese (e se fosse vissuto a Napoli, cosa avrebbe detto?). *** La testa è malata. Palazzo San Giacomo, con sedi e distaccamenti vari, dovrebbe essere la maggiore azienda erogatrice di servizi per il funzionamento della città (innanzitutto la possibilità di muoversi agevolmente intendendo la mobilità come diritto primario). Per provvedervi si dispone, almeno sulla carta e a libro paga, di 9mila dipendenti: tutti animati dalla volontà di esser utili ai cittadini? Se una spia di questa volontà, e dello spirito partecipativo- pubblico che la denota, è l’adesione ai Sindacati comunali, c’è da avere più di una ragionata riserva. E’ vero che la platea dei dipendenti è vasta ma, in rapporto ad essa, la presenza di oltre 20 sigle - tra quelle maggiori e quelle che sono dei gusci vuoti - appare decisamente sproporzionata. Del resto, per esistere e fruire dei permessi sindacali retribuiti dando vita a una sigla qualsiasi, bastano tanti iscritti quanti una sola mano può contenerne. *** Dìvide et ìmpera. Chi ha detto così la sapeva lunga. Nel mondo moderno l’espressione latina è stata ripresa, in pieno ‘400, da Luigi XI, re tanto cinico da essere definito “il ragno universale”. Possibile che, piano piano - senza scomodare un autore unico di cui si possa conoscere nome e viso - Palazzo San Giacomo sia diventato un golem, un moloch o un leviatano: il Comune grande corpo le cui membra sono, obtorto collo (meglio “obstorto”) i singoli cittadini? Le divisioni danno solo l’illusione della forza e del pluralismo che fa bene alla società. Di questo frazionamento pagano le conseguenze tutti: a cominciare dai Vigili urbani su cui ricade il delicato compito di tenere in ordine la viabilità (traffico, trasporti, mobilità, uso del suolo, parcheggi). *** Un Comando senza comando. Nella zona di Capodichino c’è una strada non lunga, ma importante perché facilita gli accessi all’aeroporto, alle autostrade e alla tangenziale. Quasi a metà c’è la sede dei Vigili urbani. Passandoci davanti sembrerebbe che dentro regni l’ordine. Ma forse per poco senso della riservatezza o scarso rispetto della privacy, tensioni e malumori escono dalla porta principale e se ne trovano ampie narrazioni sui giornali. Non nuovo l’allarme per un “sistema dei piaceri” (più volte denunciato con relative querele e contro querele), per un software d’avanguardia rimasto molto tempo giacente in un ripostiglio in barba all’esigenza di una più efficiente riorganizzazione dei servizi, per turni di lavoro decisi quasi tirando a sorte. Non facile la mediazione del comandante Ciro Esposito in mezzo a 1800 “caschi bianchi” spesso refrattari a una linea decisionale unitaria. *** Il mostro città. Ogni giorno i Vigili (con le auto di servizio fin quando la Corte dei Conti lo permetterà) scendono da via Vincenzo de Giaxa intitolata a un grande igienista che, dalla nativa Zara, venne a Napoli e dalla cattedra universitaria compì studi molto utili per isolare i bacilli del colera e della peste. Questo potere di isolare, oggi, almeno uno dei tanti “mali oscuri” che affliggono la città, certamente nessuno ce l’ha. Ma almeno di avere più impegno e rigore nello svolgimento dei compiti loro assegnati, questo ai Vigili si può chiedere (corsie preferenziali non sorvegliate; soste in doppia e tripla fila; strisce bianche, semafori e sensi unici ignorati; parcheggiatori che da abusivi sono ora anche aggressivi; privatizzazione di tratti stradali; rifiuti sversati dove capita). ”Dobbiamo occuparci di 42 attività, dalla sicurezza alla prostituzione minorile”, si giustifica il comandante Ciro Esposito. Ma basta? La presenza dei “caschi bianchi” diventa ancora più necessaria proprio quando anche la meno rappresentativa delle sigle sindacali dichiara uno sciopero dei trasporti. Allora il caos è padrone assoluto e ogni giorno diventa un nero “venerdì”. *** Mobilità immobile. Se il Sindacato si frantuma in tante sigle (non si sa più nemmeno che nome hanno), i trasporti pubblici vengono “manovrati” da poche, ma altrettanto inconcludenti, sigle di cui si può dire che “se le conosci le eviti” (potendone fare a meno, si intende!). L’Anm è sempre in rotta con la Corte dei Conti: si sentì dire che, per risanarla, occorrevano 120 milioni l’anno, poi che un piano di recupero era possibile però con lacrime e sangue. L’Eav si occupa di Cumana, Flegrea e Vesuviana (sempre più fa ricordare gli assalti alla diligenza del far west). Ctp è il consorzio che spesso lascia a piedi la provincia (i dipendenti sono andati, con mogli e bambini, a protestare sotto la casa pomiglianese del vice premier Di Maio). Nel campus universitario di San Giovanni a Teduccio si studia la mobilità del futuro: strade intelligenti, trasporti puntuali, smart city. Sì va bene, ma quanto è “futuro” questo futuro?   

Share

Commenta

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Global tokens will be replaced with their respective token values (e.g. [site:name] or [current-page:title]).
  • Twitter-style #hashtags are linked to search.twitter.com.
  • Twitter message links are opened in new windows and rel="nofollow" is added.
  • Twitter-style @usernames are linked to their Twitter account pages.
  • Replaces [VIDEO::http://www.youtube.com/watch?v=someVideoID::aVideoStyle] tags with embedded videos.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli