Martedì 25 Settembre 2018 - 14:10

Il Napoli si rilancia, attacco devastante

Opinionista: 

Mimmo Carratelli

Il sorteggio era favorevole, il Trabonzspor era addomesticabile, ma è stato soprattutto addomesticato sul suo campo da un Napoli a tutta birra, unica squadra italiana delle quattro a vincere nei sedicesimi di Europa League. Le altre hanno pareggiato contro avversari più temibili (2-2 dell’Athletic Bilbao sul campo del Torino). A Trebisonda il Napoli ha fatto diventare “facile” una partita che era abbordabile. Al Trabzonspor mancava la mediana titolare (Ekici, Constant) più altri quattro giocatori (i difensori Belkalem ed Erdogan, gli attaccanti Denis Yilmaz e Yatabarè). Da ridimensionare il successone azzurro a Trebisonda? E’ stato un allenamento? E’ stato un bellissimo allenamento. Perché bisogna pur giocare, e giocare bene, per battere chiunque. Quindici conclusioni, quattro gol, una traversa, un rigore fuori. Il Napoli è sempre la squadra che tira di più con un attacco che vale 48 gol (Higuain 19, Callejon 9, Zapata 6, Hamsik 5, Mertens 5, Gabbiadini 4 con Insigne a riposo forzato). Ha aggredito i turchi con baricentro e pressing alti. Ha segnato presto e in 27 minuti si è presa la partita. I turchi apparivano ancora più lenti, aggirati e superati dalle manovre azzurre in velocità. Nella formazione molto offensiva, Gabbiadini e Mertens hanno badato a coprire le loro corsie nella fase passiva: è stato il 4-4-1-1 modellato da Benitez ritoccando la formula consueta (4-2-3-1). Prima De Guzman alle spalle di Higuain, poi Gabbiadini. Giocando a due tocchi il Napoli è stato irresistibile. Troppo bello a Trebisonda per essere vero in campionato? In campionato non sarà così facile, neanche il Parma ultimo gioca come il Trabzonspor di giovedì sera. In Italia è altra musica. E vedremo lunedì contro il Sassuolo se in Turchia è stata vera gloria. Il vantaggio è stato soprattutto in difesa con la sola novità di Henrique a destra (un gol e un partitone), poi Albiol e Koulibaly centrali, Ghoulam a sinistra, Andujar portiere di coppa. La difesa non è stata mai impegnata, un solo tiro dei turchi (Zengin). Così il Napoli ha potuto dedicarsi completamente alla fase offensiva, riducendo il ritmo solo nella ripresa. Il valore tecnico degli attaccanti azzurri ha pochi riscontri in Italia. Gabbiadini è un grande acquisto, 23 anni, longilineo, agile, forte fisicamente (1,86), già a segno in quattro partite consecutive, prezioso negli scambi e negli assist a Higuain (nell’azione del 2-0, fuga, testa alta, visto e servito il Pipita). Gioca per la squadra, non è un solista. Cerca la profondità, cerca il gol per sé e per gli altri, è abile in tutti i ruoli offensivi, mancino di indubbio talento. Un bel colpo di Riccardino Bigon, forse il suo più tenace ammiratore, e una bella ventata italiana sul tessuto internazionale di Benitez. Quando Callejon e Mertens saranno più pimpanti e tornerà Insigne, l’attacco del Napoli avrà pochi paragoni ora che Gonzalo Higuain è il guerriero che trascina la squadra come Benitez pretendeva. Corre, rientra, lotta e segna (19 gol stagionali). In campionato la squadra deve avere equilibrio, i difensori non avranno la libertà di andare avanti a sostenere l’attacco come è successo a Trebisonda. Ma qualcosa resterà della galoppata in Turchia. La determinazione, la manovra ampia e corale, il gusto del gioco palla a terra, l’attenzione per 90 minuti, l’incisività “per segnare un gol più degli avversari”. La squadra è in grande forma fisica, gioca di corsa, ha resistenza e fiato. A Trebisonda non ha avuto pressione neanche a centrocampo. Gargano (poi David Lopez) e Inler hanno potuto giocare in libertà. Ma il Napoli è stato bravo ad azzannare subito la partita. Senza tentennamenti, senza aspettare, senza giocare sotto ritmo. Senza l’atteggiamento italiano in trasferta, difesa e contropiede. L’avversario modesto lo ha avvantaggiato? C’è anche questo nel match di Trebisonda, senza dubbio. Come il vantaggio del gol dopo sei minuti. Però, stavolta, il Napoli non si è fermato. E’ stato sempre in partita, con una padronanza continua del gioco, pochi sprazzi dei turchi, trovando gusto a giocare perché tutto riusciva alla perfezione, gli scambi, i lanci, le triangolazioni, le giocate in corsa. Non ha mollato mai la presa. Gli ottavi di Europa League sono in cassaforte e presenteranno avversari di tutto riguardo, presumibilmente l’Everton, il Wolfsburg, l’Ajax, il Guingamp, il Liverpool tra i più temibili (venerdì 27 il sorteggio del nuovo turno). L’Europa League diventa più affascinante e stuzzica molto Benitez che in campo internazionale ha colto cinque trionfi con quattro squadre diverse: l’Europa League con Valencia e Chelsea, la Champions e la Supercoppa europea col Liverpool, il Mondiale per club con l’Inter. Bisognava cancellare la “dormita” di Palermo. Il Napoli si è riscattato in pieno. Il gioco è tornato arioso, incisivo, continuo. La riprova in campionato, tornando con i piedi per terra. Perché il Sassuolo non è il Trabzonspor.

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