Lunedì 10 Dicembre 2018 - 12:52

Il piano sanitario che non decolla

Opinionista: 

Doriana Buonavita

In relazione al nuovo scenario che investe il sistema sanitario della Campania emerso in sede di ultima verifica ministeriale, relativo alla proroga del commissariamento, ad un paventato cambio di guardia nella figura dell’attuale Commissario, al mancato raggiungimento dei Lea, alla necessità di rivedere i Dea di primo livello, alla rivisitazione del piano della rete ospedaliera, all’appropriatezza delle prestazioni e dei ricoveri, al potenziamento della rete territoriale ed alle procedure di reclutamento del personale più snelle e rapide, il concetto della riduzione della spesa fine a se stessa, che attiene prevalentemente la riduzione del costo del personale medico e del comparto, appare paragonabile alla “vittoria di Pirro”. Le letture diverse sulle prescrizioni in capo alla Campania ci rendono il quadro sempre più fosco e pieno di ombre che alimentano false rappresentazioni di una realtà sempre più sconcertante. La Cisl della Campania ha riunito il proprio gruppo dirigente della funzione pubblica, dei medici, della ricerca, della scuola, dell’università e degli atipici per determinare ogni utile proposta ed ogni azione in grado d’intercettare il nuovo quadro di responsabilità per una complessiva rivisitazione del sistema sanitario campano. Lo scorso febbraio Cgil, Cisl e Uil hanno siglato con il Presidente De Luca un protocollo d’intesa che definiva la necessità e la volontà delle parti di affrontare congiuntamente le tematiche ancora oggi oggetto di analisi e verifiche da parte del Ministero competente. Purtroppo registriamo da allora solo un confronto sulla stabilizzazione dei precari che sta riscontrando incongrue e fuorvianti applicazioni nelle aziende. L’agenda resta fitta di criticità che devono trovare risposte complessive nelle diffuse responsabilità a cominciare dalla Regione, dalle parti sociali in un’azione coordinata con il Ministero della Salute. È in questo contesto che va rivisitato il riordino finalizzato all’efficacia dei servizi della rete ospedaliera e realizzando finalmente il contestuale rilancio dell’assistenza territoriale, ciò al fine di ridurre i tempi previsti dalle liste di attesa e realizzare un sistema di filtri che assicurano il concetto di deospedalizzazione e di riduzione della mobilità passiva e dei costi di beni e servizi impropri. Allo stesso tempo vanno realizzati gli organici funzionali al fabbisogno di assistenza, si pone dunque la necessità di un “reclutamento speciale” per la Campania. Le stabilizzazioni - per le quali la Cisl continua a denunciare gli insostenibili e inspiegabili ritardi - non saranno sufficienti a garantire la qualità dei servizi. Lo stesso accordo con la struttura commissariale del settembre scorso, dopo un avvio di procedure, resta oggi fermo, registrando discrasia tra la volontà politica e la gestione dirigenziale delle intese. La Cisl ripropone a questo punto, la rivisitazione dei criteri di riparto del Fondo Nazionale per la Sanità superando il mero criterio del requisito anagrafico che come è noto privilegia le regioni del Nord, a tal punto l’obiettivo è di far riferimento al tasso epidemiologico e al degrado socio-economico-ambientale; come pure va rivisitato il riparto della non autosufficienza che anche in questo caso penalizza il Mezzogiorno. Ulteriore intervento è quello di riequilibrare il rapporto tra sistema pubblico e privato e la rivisitazione delle norme di accreditamento. La Cisl ritiene anche non più rinviabile rimodulare i meccanismi che fino ad oggi hanno ispirato il governo del terzo settore, che in molti casi sono stati necessari per il mantenimento dei Lea, seppur, talvolta, in mancanza di una reale valorizzazione delle professionalità e rispetto delle norme contrattuali. È di queste ore - dopo anni di proroghe - la volontà di mettere a regime il sistema senza una visione di insieme né tantomeno con soluzioni di transizione dettate dalla normativa vigente anche in tema di appalti e gare, che comporteranno di fatto il licenziamento entro il 31 dicembre 2018 di migliaia di lavoratori, con gravissime ripercursioni sui soggetti più deboli che già sono destinatari di assistenza e sulle loro famiglie. È evidente che quanto sopra, non può che essere in capo alle responsabilità istituzionali e non già ad una gestione commissariale che, come è noto, privilegerà sempre nella propria azione l’equilibrio finanziario. La Cisl, le sue categorie, le unioni sindacali territoriali hanno prodotto ogni sforzo nel ricercare un confronto produttivo con la Regione per rilanciare il sistema sanitario campano ed è sotto gli occhi di tutti, che nonostante gli accordi raggiunti contenenti soluzioni e proposte condivise le emergenze restano ancora in larga parte irrisolte (vedi il processo delle stabilizzazioni e del mancato avvio delle procedure assunzionali di nuove professionalità anche nel rispetto della norma sulla riserva dei posti). La Cisl, le sue categorie e le uu.ss.tt. auspicando l’intesa con Cgil e Uil, ripropongono l’apertura immediata di un confronto su tali temi con la Regione Campania e il ministro Giulia Grillo. L’emergenza non consente di attendere i tempi tecnici e le procedure per la nomina del nuovo commissario che andrebbero a gravare ulteriormente la crisi del sistema sanitario. È necessario l’assunzione di precise responsabilità per proposte condivise in grado di assicurare le più opportune risposte alla collettività, in particolare ai cittadini che vivono condizioni di disagio tali da necessitare un’assistenza tempestiva e di qualità. 

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