Mercoledì 19 Settembre 2018 - 21:33

Il presidente Caldoro e la legge elettorale

Opinionista: 

Ugo Grippo

La recente polemica nel Consiglio regionale della Campania per la proposta avanzata dal presidente Stefano Caldoro di elevare il quorum della rappresentanza delle liste per le elezioni dei Consiglieri al 10% merita alcune considerazioni. La proposta è stata ritirata per la mancata disponibilità del Pd, ma anche se ritirata, tale emendamento è in netto contrasto con quanto sancito nell’art.49 della Carta Costituzionale che recita testualmente: “Tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per  concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
Altra considerazione è quella che una Giunta regionale che ha governato per cinque anni con maggioranza assoluta allargando anche la sua platea elettorale per aver acquisito altri consiglieri eletti sia da liste apparentate che da liste di opposizione non dovrebbe aver timore di essere riconfermata, sempre che abbia operato bene nell’interesse dei cittadini della Regione.
In caso contrario tale proposta va interpretata come un segnale di debolezza e poi non è possibile che alla vigilia della scadenza elettorale si modifichi la legge. Se delle modifiche andrebbero apportate sia sul piano nazionale che su quello regionale, dovrebbero essere quelle di garanzia per gli elettori.
Garanzie nei seggi elettorali al fine di evitare brogli che spesso alterano e modificano il voto espresso dai cittadini. Andrebbero anche introdotte norme precise sulla ineleggibilità e altre sulla decadenza di quei soggetti che una volta eletti in una lista poi con estrema indifferenza cambiano casacca specie in un sistema elettorale come quello vigente (per il Parlamento) in cui sono state abolite le preferenze.
Ma quando il Presidente del Consiglio dei ministri dichiara con grande enfasi a proposito dell’ex alleato (?) Forza Italia: “Stiamo distruggendo il loro gruppo al Senato” che mi sembra che davvero la politica  sia caduta molto in basso.
La tendenza in atto è quella di mortificare il cittadino a cui invece va restituito il diritto-dovere di essere partecipe alle scelte politiche che riguardano il suo futuro.
La democrazia e il pluralismo sono indispensabili per garantire la libertà.
                                                    
                                                              Ugo Grippo

 

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