Giovedì 24 Gennaio 2019 - 2:37

Intervenga Mattarella contro i sindaci ribelli

Opinionista: 

Fabrizio Carloni

Siamo convinti che il Governo di Conte sia adeguato alle urgenze della Nazione e che nel suo ambito Salvini costituisca l’asse portante e primario. L’uomo politico, nella nuova versione patriottica a tutto campo, sta prendendo in mano una situazione che si era consolidata da decenni e che, al pari del branco di bisonti inseguito dai nativi americani precipitatosi nel baratro, sembrava irrecuperabile. Meraviglia molto, però, con particolare riferimento alla rivolta dei sindaci veteromarxisti o cattocomunisti di alcune importanti città italiane contro il Decreto Sicurezza, come Salvini, che così tanto si è speso e si sta spendendo per l’Italia e per l’Europa, preso buon atto dei molti atti di sabotaggio che vengono attuati da cariche importanti dello Stato, da alcuni settori della Magistratura, e da alcuni rappresentanti periferici della Nazione, come i Prefetti ed i responsabili di alcuni settori delle Forze dell’Ordine, non reagisca in modo adeguato e coerente con la sua natura caratteriale. Viene da chiederci perché il ministro dell’Interno non esiga, prima di tutto, dal Presidente Mattarella, così affettuosamente attento e vicino alle traversie di tutti gli immigrati che hanno arricchito il nostro Paese anche di spacciatori, peripatetiche schiavizzate e falsi mendicanti, una presa di posizione che stigmatizzi la sostanziale insubordinazione dei sindaci e che richiami i magistrati ed i rappresentanti periferici delle Istituzioni primarie ad attenersi alla Costituzione definita, con tanta enfasi “democratica”, la “Carta”. Ci sentiamo in obbligo, anche e sommessamente, di chiedere al responsabile apicale dell’ordine pubblico nazionale, perché non applichi le leggi e non commissari quei Comuni dove giuggioloni in giallo con la fissa di Castro, o vecchi satrapi con i capelli untuosi, proclamano, senza remore, la loro intenzione di non applicare le leggi che si è data un’entità superiore alla loro che si chiama Stato; o perché, sempre il Primo ministro consenta che questi primi cittadini esaltino il rifiuto di obbedienza ai rappresentanti della Patria; ridicolizzino i suoi padri, o commettano apologia di reato. Così come ci lascia interdetti che il Primo ministro, che tanto apprezziamo, parliamo del professor Conte, non solleciti il Presidente della Repubblica a richiamare quei giudici che stravolgono il dettato e lo spirito delle leggi e consentono che siano permessi i riconoscimenti formali della genitorialità alle coppie omosessuali che, non potendone concepire per l’incompatibilità degli organi dell’apparato digestivo con la riproduzione, acquistano i figli sul libero marcato.

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