Martedì 20 Novembre 2018 - 13:42

Ischia, il caso italiano dei tre “commissari”

Opinionista: 

Giuseppe Mazzella

La battuta di Charles de Gaulle più famosa è certamente quella del “vaste programme” per eliminare gli imbecilli. Ma ce ne è un’altra, meno famosa, sulle “Commissioni”. Si attribuisce a de Gaulle la considerazione che “se non si vuole risolvere un problema o lo si vuole rimandare bisogna nominare una Commissione”. In Italia si nominano i “Commissari”. Il caso del terremoto di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio del 21 agosto 2017 e quello del crollo del viadotto Morandi a Genova del 14 agosto 2018 sono emblematici della confusione istituzionale vigente in Italia. Il drammatico che si aggiunge al tragico. Dolore con dolore.La nomina del Consigliere di Stato Carlo Schilardi a Commissario di Governo per la Ricostruzione, decisa con delibera del Consiglio dei Ministri l’8 agosto, aveva suscitato molte speranze. Ma il nuovo Commmissario ha subito chiarito che non gli saranno assegnate funzioni “straordinarie”. Rimangono le competenze dei Comuni, della Città Metropolitana ex-Provincia, della Regione e dello Stato. La nomina del Commissario alla Ricostruzione doveva essere indirizzata sulla strada maestra della assunzione piena, rapida ed efficiente di “competenze” frastagliate tra Stato, Regione, Città Metropolitana e Comuni che il “Commissario all’emergenza” architetto Grimaldi non ha saputo o potuto coordinare. Ad un anno dal sisma lo “Stato decentrato” non ha dato buona prova di sé. Lo Stato all’indomani del terribile terremoto del 28 luglio 1883 - allora Regno d’Italia - assunse in pieno tutte le responsabilità dei soccorsi, delle demolizioni e della ricostruzione nella persona del Ministro dei Lavori Pubblici, Francesco Genala. Un anno dopo il sisma Casamicciola aveva già il suo Piano Regolatore Generale redatto dall’ingegner Lo Gatto. Erano già sorti i “rioni baraccati”. Il Parlamento aveva già approvato la legge per la ricostruzione. Quel metodo – che riduceva ad un ruolo “consultivo” i poteri del sindaco e del consiglio comunale – si rilevò efficace tanto che viene ripetuto ad ogni calamità naturale”. Da queste premesse il Commissario Straordinario dovrà costituire una vera e propria struttura amministrativa. Dovrà far redigere ed approvare un Piano Regolatore. Dovrà coordinare tutte le competenze statali, regionali e comunali. Il caso delle “competenze” sull’Istruzione è emblematico perché fin dal 12 settembre 2017 il Ministero dell’Istruzione dell’allora Governo Gentiloni veniva indicato come “soggetto attuatore” di interventi per la scuola con uno stanziamento di 6 milioni di euro. ”Soggetto attuatore” significava e significa in Diritto Amministrativo che gli spettavano tutti gli oneri e tutte le scelte. Come si sia comportato questo “soggetto attuatore” in 11 mesi è sotto gli occhi di tutti. Definire l’agire amministrativo “pessimo” è dire poco. Casamicciola non ha edifici scolastici agibili. Il Comune cerca ex-alberghi o case per “provvisoriamente” mettere i ragazzini delle medie ed i bambini delle elementari (800 giovanissimi). Ma prima di “deliberare” bisogna “conoscere”, come ammoniva Luigi Einaudi, ed allora bisognava e bisogna raccogliere l’appello del professor Giuseppe Luogo, il più grande esperto della sismologia ed il vulcanesimo dell’isola d’Ischia, lanciato fin dalla conferenza stampa del 26 agosto 2017: “Volare alto: chiedete un Centro Europeo di Ricerca Scientifica ed il vulcanesimo dell’isola d’Ischia e di tutto il Mediterraneo. Passate alla Storia”. Questo appello del professor Luongo è stato costantemente ripetuto per un intero anno in ogni occasione. Non è stato recepito. Speravo che il Commissario Schilardi avesse impiegato tutto l’ordinamento giuridico della Repubblica nella “concertazione istituzionale” già proposta ed approvata all’unanimità nel Consiglio Regionale della Campania con l’ordine del giorno presentato dalla consigliere regionale di Forza Italia, Maria Grazia Di Scala, con il quale si impegna la Giunta Regionale della Campania a costituire un Ufficio Speciale qui nell’isola d’Ischia per gli interventi di Pianificazione Territoriale e di Programmazione già attualmente possibili con le attuali leggi dello Stato, della Regione ed i regolamenti dei Fondi Europei 2014-2020. Alle dichiarazioni di Schilardi ha fatto eco il Vice Presidente della Giunta Regionale della Campania, Fulvio Bonavitacola, che ha dichiarato che “il Commissario per la Ricostruzione mi sembra sia partito con il piede giusto ma con le idee sbagliate”, ed ha rivendicato alla Regione la responsabilità della necessaria ed inevitabile Pianificazione non solo per Casamicciola ma per l’intera isola d’Ischia. Infatti per legge regionale entro il 31 dicembre 2018, cioè tra 4 mesi, i sei Comuni dell’isola d’Ischia dovranno adottare il Piano Urbanistico Comunale che un tempo si chiamava “Regolatore”. Se non lo faranno – a meno di un’altra “proroga” della Regione – saranno “commissariati”. È probabile quindi che arriverà un “terzo Commissario” perché alla condizione elementare di un “Piano” o “progetto” o “disegno” o “schizzo” per avviare una seria ricostruzione che prima è demolizione non ne hanno fatto cenno né il Comune di Casamicciola né quello di Lacco Ameno, i più colpiti dal sisma del 21 agosto 2017. Se quindi non ci sarà un “concerto istituzionale” tra i due Commissari, i sei Comuni, la Città Metropolitana, la Regione dovrà usare i poteri sostitutivi ed il “decreto” del Governo annunciato dal Vice Presidente, Luigi Di Maio, dovrà fare i conti con una “legislazione concorrente” o peggio ancora un “conflitto di competenze” tra Stato e Regione. Questa sarebbe la beffa che si aggiungerebbe al danno per le popolazioni colpite. Ma Ischia è in buona compagnia. La tragedia di Genova del crollo del Ponte Morandi con 43 morti ha riproposto il problema “istituzionale”. Il Presidente della Regione Liguria, Toti, è Commmissario all’“emergenza” ma c’è il “giallo dei poteri” come scrive il “Corriere della Sera” di sabato 25 agosto 2018. Il Governo vorrebbe nominare un “Commissario alla Ricostruzione”. Ma con quali poteri? Mettere ordine “istituzionale” nell’Italia “federale” a guida pentastellata-leghista è forse operazione più difficile del “vaste programme”.

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