Domenica 18 Novembre 2018 - 14:07

La guerra corre anche sui siti web

Opinionista: 

Pietro Lignola

Cari amici lettori, vi stavo dicendo, la scorsa settimana, che l’operazione Triton dovrebbe servire a riportare i migranti in Libia. Avrete certamente letto che l’altro giorno un natante della guardia costiera e due mercantili sono andati a recuperare i migranti su un barcone nelle acque territoriali libiche per portarli a Lampedusa. Converrete con me che, invertendo l’ordine dei fattori, il prodotto cambia, eccome! Intanto la costa libica era più vicina di Lampedusa e poi, riportando quella gente alla riva di partenza, avremmo risparmiato un bel po’ di soldi da pagare alle coop tanto care al signor ministro del governo Renzi. In ogni modo, il personale da recuperare per il controllo delle frontiere non si riduce soltanto agli uomini di Triton e ai soldati impiegati in fantomatiche “missioni di pace”, ma comprende anche gli innumerevoli agenti di ps, finanzieri e carabinieri distaccati a far da scorta a politici del presente e del passato. Bertinotti e Fini, per esempio. Ora per Fini non ci giurerei, ma mi sembra improbabile che gli italiani si ricordino così bene del simpatico frequentatore di salotti buoni piemontesi da volerlo picchiare, se non addirittura ammazzare. Io ho già chiarito che non basta fermare gli invasori alle frontiere, ma occorre pensare a quelli che già teniamo in casa. In realtà i nostri investigatori (ma assai più quelli del Mossad) hanno ben chiara la mappa degli arruolatori di miliziani e jihadisti, dei predicatori d’odio e dei potenziali terroristi. Se poi qualcuno fosse sfuggito, c’è Anonymous che ha iniziato una campagna informatica contro i siti del califfato e del terrorismo musulmano internazionale. È vero che la Cassazione, nel dicembre scorso, ha stabilito essere quella dagli hacker un’associazione per delinquere: ma le statistiche già ci informano che l’invasione è più avanzata nelle regioni d’Italia in cui la criminalità organizzata non ha il completo controllo del territorio. Speriamo allora che riescano a far fuori il tunisino di nome Majdi, il quale sembra essere, al momento, il grande capo dell’esercito informatico musulmano. Occorre, in effetti, una minuziosa opera d’intelligence; si parla, a livello governativo, di progetti per potenziare i servizi. È necessario, però, che le operazioni antiterroristiche non finiscano a vrénna: ricordate il caso Abu Mazen? Costui vive sereno in Egitto, nonostante la condanna per terrorismo, gli agenti Usa che lo stanarono sono stati condannati dalla giustizia italiana (ma gli Usa, giustamente, se ne fregano), i nostri hanno passato infiniti guai giudiziari e i giudici italiani hanno liquidato un risarcimento milionario in favore della “povera vittima” Abu. Roba da chiodi! Si sottraggano, allora, alle grinfie di certa magistratura le attività antiterroristiche. L’unico rimedio valido, a mio avviso, è sottrarre del tutto queste attività all’ingerenza del potere giurisdizionale: al minimo, occorre subordinarla all’autorizzazione a procedere del potere esecutivo. Poiché ci troviamo a ragionare di diritto, vorrei ricordare l’esistenza dell’articolo otto, secondo comma, della Costituzione: “Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano”. Richiamo l’attenzione sull’inciso “in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano”: appare ovvio che l’incitamento all’odio e alla jihad, il reclutamento di miliziani e terroristi sono certamente in contrasto con il nostro ordinamento. Lo Stato italiano, allora, non costruisca nuove moschee, ma sorvegli quelle esistenti e metta in condizione di non nuocere i predicatori della guerra santa contro i crociati. Sarebbe anche opportuno controllare le madrasse spesso abbinate alle moschee: questo governo che ha tanto in odio la scuola non statale, a partire da quella cattolica, impedisca concretamente che i bambini musulmani vengano educati al fondamentalismo (sappiamo che nel califfato essi imparano a scuola il taglio delle teste, l’uso delle cinture esplosive e l’uccisione degli ostaggi). Last but not least, consentitemi di compiacermi per la reazione di re Abdallah II, del suo governo e del suo esercito al vergognoso comportamento del nemico che, molti giorni dopo aver bruciato vivo il pilota giordano, ne voleva trattare lo scambio con una sua terrorista. Occhio per occhio e dente per dente era scritto già nel Vecchio Testamento, libro sacro a tutte e tre le religioni che, appunto, sono state dette “del libro”. Libro che la Chiesa ha recuperato in tempi recenti, inserendone un brano in ogni celebrazione di messa. Mentre i giordani si muovono, l’abbronzato premio Nobel per la pace solo ora comincia a studiare le modalità di un intervento. Più avanzati sono i suoi preparativi per muovere guerra a Putin: una scelleratezza per la quale ancora una volta, al fianco degli Usa, troviamo in prima fila la Francia di Hollande (come quella di Sarkozy per la nefasta guerra a Gheddafi). Storia vecchia, quella della entente franco-islamica, ove si pensi che sia al tempo di Lepanto sia a quello del secondo assedio di Vienna, i re di Francia erano alleati del Sultano. Quanto agli Stati Uniti, io auspico che, in futuro, il presidente venga scelto fra cittadini bianchi, neri, rossi o mulatti che siano cristiani almeno di seconda generazione. Chi vuole intendere, intenda. Le questioni concernenti la guerra dell’islam contro il resto del mondo sono ben lontane dall’essere esaurite. Ritorneremo, ovviamente, sull’argomento.

 

Share

Commenta

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Global tokens will be replaced with their respective token values (e.g. [site:name] or [current-page:title]).
  • Twitter-style #hashtags are linked to search.twitter.com.
  • Twitter message links are opened in new windows and rel="nofollow" is added.
  • Twitter-style @usernames are linked to their Twitter account pages.
  • Replaces [VIDEO::http://www.youtube.com/watch?v=someVideoID::aVideoStyle] tags with embedded videos.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale