Domenica 23 Settembre 2018 - 13:14

La novità di Ancelotti è nel possesso-palla

Opinionista: 

Mimmo Carratelli

Due colpi hanno contrassegnato l’inizio del campionato con gli anticipi del sabato. Con un colpo Cristiano Ronaldo ha mandato all’ospedale il portiere cavese Sorrentino (frattura del naso, sospetto trauma cranico). Con un colpaccio imprevisto il Napoli di Ancelotti ha sbancato la Lazio all’Olimpico. A Roma, un Napoli metà Sarri e metà Ancelotti ha cancellato dal campo la Lazio. Il gol di Milik col cambio-gioco Insigne- Callejon è stato di marca sarriana. Ma il resto del Napoli è stato ancelottiano. La novità impressa da Ancelotti è nel possesso- palla. Era difensivo con Sarri (sottrarre il pallone agli avversari tenendolo a lungo per concedere agli altri minor tempo di gioco e minori occasioni per colpire). E’ offensivo con Ancelotti (giro-palla ridotto al minimo, portato sempre in verticale a favore degli attaccanti). Quando la condizione fisica migliorerà e migliorerà l’intesa, e saranno maggiormente assorbiti i precetti del nuovo tecnico, vedremo il Napoli di Ancelotti nella sua pienezza. Una squadra che si guarderà meno allo specchio, più decisa a rompere gli specchi avversari. Col buon senso e l’esperienza di una lunga carriera vittoriosa, Ancelotti è partito dalle “conoscenze” sarriane degli azzurri, senza rivoltarle, per proporre il suo Napoli limando, ritoccando, cercando una maggiore incisività. La seconda novità è una certa scioltezza in campo. L’ossessiva guida di Sarri spesso ha “traumatizzato” il Napoli della grande bellezza. I giocatori sembrano meno condizionati dagli schemi, che Sarri imponeva in maniera maniacale, più liberi ora di inventare soluzioni non previste, quindi di maggiore difficoltà di lettura per gli avversari. Cioè un Napoli non più monocorde (ma spettacolare) e una nuova squadra più agile. In questo quadro, oltre alle certezze passate (subito Allan e Insigne, poi verranno le altre), si staglia la figura di Milik, il centravanti che per i due infortuni ai ginocchi è mancato a Sarri. Il polacco ha una voglia matta di riprendersi il ruolo di grande attaccante, pagato 35 milioni due anni fa quando le cifre del calciomercato avevano un senso prima di impazzire quest’anno. Chissà che non l’azzecchi De Laurentiis che ha pronosticato venti gol per il corazziere polacco che non è un centravanti- boa, statico, punto fermo e fisico in area di rigore, ma è giocatore di gran movimento, pronto a collaborare alla manovra offensiva e molto mobile nel togliere punti di riferimento alle difese avversarie spostandosi in continuazione e cercando la profondità con variazioni di corsa. Diciamo la verità. Ancelotti ci ha sorpreso. Il precampionato del Napoli aveva deluso e preoccupato. La trasferta sul campo della Lazio l’avevamo considerata ad alto rischio. Il Napoli ha vinto addirittura con grazia. Molto ha collaborato la Lazio scomparendo dal campo dopo mezz’ora, illusa forse dal gol del vantaggio di Immobile. Il centrocampo a cinque della squadra di Inzaghi sembrava fatto per imprigionare i tre azzurri della zona centrale. Avanzando i terzini, giocando alto, il Napoli ha scompaginato i piani laziali e, meraviglia delle meraviglie, ha palesato una condizione fisica sorprendente in agosto. Il Napoli, anziché correre, fa correre la palla. Un “segreto” vecchio come il cucco. Ancelotti ha vinto un’altra scommessa, l’inserimento di Zielinski (una traversa con tiro da fuori) nella linea mediana. Il polacco fa poco filtro e poteva essere un punto debole, ma prendendo iniziativa è risultato una mossa vincente. Certo, verranno partite in cui il Napoli sarà costretto a subire, ma Ancelotti, come s’è visto a Roma, ha i cambi a portata di mano (Diawara e Rog) sollecitati come Sarri era restio a fare. Hamsik continua le lezioni da regista. Ancelotti ci insiste per le qualità tecniche di Marek che però non ha il passo del centromediano metodista e molto dovrà lavorare nel nuovo ruolo. Callejon, che veniva dato per spacciato nel “nuovo” Napoli per l’arrivo di Simone Verdi e l’effervescenza di Ounas, ha forse avvertito la concorrenza ed è tornato splendido-splendente. Con l’irrinunciabile Milik di questo avvio, Mertens sembra destinato alla vecchia staffetta con Insigne, ma non è detto. Ancelotti sa come motivare e muovere le sue pedine. E la squadra lo segue con la massima disponibilità. Non ci sono più i titolarissimi e ognuno cerca di dare il meglio (che deve ancora venire). Il clima-campionato ha fatto bene anche a Kernezis. La difesa è caduto sull’unico pateracchio contro Immobile. De Laurentiis ha chiesto tempo sette/otto partite per vedere compiuto il lavoro di Ancelotti. Ma Carlo, nuovo re di Napoli, sta anticipando i tempi. Curiosità: lo sta facendo col “vecchio” Napoli. Di nuovo, a Roma, s’è visto il solo Karnezis. 

Share

Commenta

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Global tokens will be replaced with their respective token values (e.g. [site:name] or [current-page:title]).
  • Twitter-style #hashtags are linked to search.twitter.com.
  • Twitter message links are opened in new windows and rel="nofollow" is added.
  • Twitter-style @usernames are linked to their Twitter account pages.
  • Replaces [VIDEO::http://www.youtube.com/watch?v=someVideoID::aVideoStyle] tags with embedded videos.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
BIRRE IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli