Lunedì 10 Dicembre 2018 - 12:45

La sonda Insigne vuole volare sull’Europa

Opinionista: 

Mimmo Carratelli

C’è una sonda volata su Marte, Insight. C’è una sonda azzurra, Insigne, che vola sulla Champions. Lorenzo è il cannoniere azzurro della competizione: dieci gol. Ne ha segnati di fantastici sul palcoscenico europeo. Stasera contro la Stella Rossa (un palo di Lorenzo a Belgrado) si aspetta il suo tiro ad arcobaleno per avviare l’impresa, la qualificazione agli ottavi centrata sinora due volte, con Mazzarri (2012) e con Sarri (2017). Dimenticare il Chievo e tuffarsi in Champions con altro spirito, altra grinta, altra determinazione e altra formazione. Serata ad alta tensione al San Paolo. La vittoria vale il passaggio agli ottavi di finale se aiutano buone notizie da Parigi (Psg-Liverpool). La Stella Rossa, battendo sorprendentemente gli inglesi nell’ultimo turno, si è rimessa in corsa, almeno per un posto in Europa League. Sarà un ostacolo alto. L’orgoglio serbo darà filo da torcere e ci vorrà un Napoli super per non trascinarsi in un match ingarbugliato. Il pareggio col Chievo non ha tolto il sonno ad Ancelotti. E’ chiaro ormai, se ce ne fosse stato veramente bisogno, che la Juve se ne va per suo conto. Il campionato è bianconero. In Europa il Napoli cerca maggior gloria e quattrini, giusto il programma del presidente. La squadra si è destreggiata sinora meravigliosamente nel gruppo impossibile comprendente Liverpool e Paris Saint Germain. Può persino recriminare per i pareggi esterni a Belgrado e Parigi dove ha lasciato punti che sarebbero oggi d’oro. Ma quel che è fatto è fatto. La qualificazione agli ottavi resta un’impresa anche dopo la svolta discretamente favorevole dei due incontri col Psg. Ricomponendosi con i nuovi quasi- titolarissimi, ai quali neanche Ancelotti può rinunciare, cancellando la bislacca mediana schierata contro Sampdoria e Chievo (Diawara-Zielinski), il Napoli se mai si è lasciato andare contro i veronesi pensando alla Champions dovrà dimostrare stasera di pensarci molto bene. Compromettere la qualificazione contro l’avversario ritenuto comunque il meno attrezzato del girone sarebbe un peccato. La Stella Rossa è meno temibile quando gioca lontano dal suo Maracanà (1-6 a Parigi, 0-4 a Liverpool). Ancelotti ha detto che il Napoli monco di domenica pomeriggio ha fatto la prova generale per la partita di stasera. Si aspetta cioè un avversario rintanato a difendersi. La prova contro il Chievo è fallita. La formazione riveduta e corretta dovrebbe far meglio contro i serbi. Persistono limiti fondamentali nel Napoli, il più evidente è l’incapacità di sfruttare i corner (totalmente) e i calci piazzati (parzialmente). Le cosiddette “palle inattive” si trasformano in una vera condizione di impotenza. Rappresentano l’arma vincente nelle partite chiuse e un po’ di allenamenti specifici sono necessari. Non è pensabile che non si facciano, però sul campo i risultati son quelli che si vedono. Venti corner contro il Chievo hanno prodotto nulla. Sarà per la strada del gioco (ingiusto ricordare quello sarriano, ormai passato) che il Napoli dovrà fare breccia contro la formazione di Belgrado. Occorreranno velocità, precisione, passione e grinta mancate contro il Chievo. Partenza a tambur battente prima che i serbi prendano fiducia. Si vedrà subito quale sarà la condizione fisica degli azzurri, molti avendo giocato sul campo pesante di domenica. Ancelotti si è lamentato del “poco spirito” della squadra contro il Chievo, salvo l’affannoso e impreciso finale, anche sfortunato (il palo di Insigne, il quasi-palo di Koulibaly). Ma ha anche confessato che non c’è stata l’opportuna preparazione alla partita, compreso il mancato ritiro della vigilia. Stasera è l‘occasione di riscattarsi. Qualche dubbio sulla condizione di Allan dopo i due impegni in Inghilterra con la nazionale brasiliana. Si spera nella riapparizione brillante di Hamsik che non trova alternative nella “rosa” del Napoli, nessuno avendo la visione di gioco di Marek. Rivedremo il turboelica Fabian Ruiz, il più anziano dei giovani per personalità, coraggio iniziativa. Va in campo la formazione dei titolari al di là della forte suggestione del giro di giostra di tutta la “rosa” voluta da De Laurentiis ed eseguita da Ancelotti per tastare gli elementi trascurati da Sarri che, però, sinora hanno dato ragione all’allenatore che se ne è andato. Non appaiono mai pronti e non danno il massimo per conquistarsi una maglia (l’involuzione di Diawara). Ancelotti gli ha dato ampie possibilità. Ma concentriamoci sul match. Partita da vincere a tutti i costi, tre punti essenziali per sbarcare negli ottavi. Il Napoli può farcela. Lo stadio sarà gonfio di passione perché la musichetta Champions eccita e fa sognare. Per giunta, la sensazione è che con Ancelotti, rispetto a Sarri, si sono capovolti gli obiettivi. Se Sarri aveva puntato tutto sul campionato, arrivando a sfidare la Juve per lo scudetto, risparmiando energie in Champions, quest’anno la Champions è la preferita rispetto al campionato consegnatosi ancora alla Juventus. E Ancelotti è mister Champions. Ci porterà lontano.

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