Giovedì 24 Gennaio 2019 - 2:32

Le due razze umane, dello stesso colore

Opinionista: 

Pietro Lignola

Cari amici lettori, come voi riuscite facilmente a immaginare, io sono razzista. Attenzione, però! Io non credo affatto che i bianchi (o i neri, o i gialli, o i rossi siano superiori a quelli di un altro colore. Se pensassi una cosa del genere, sarei un radical chic, un comunista da salotto, da studio televisivo o da social network, convinto della propria innata superiorità, come individuo e come gruppo, rispetto a tutto il resto dell’umanità. Sarei, in altre e più poche parole, un imbecille. Io sono invece propenso a ritenere che esistano due razze umane, distinte dalla quantità di propensione ad accostarsi alla divinità e, di conseguenza, ad atteggiarsi positivamente verso il mondo e verso il prossimo, a svolgere attività costruttive, utili a migliorare la propria e l’altrui condizione. C’è, quindi, una razza che è fornita in maggior misura di tali qualità: chiamerò questa la razza B, non perché sia la seconda, ma perché la lettera B è l’iniziale di bene, di buona volontà, di benevolenza. La seconda razza è sprovvista di tali qualità o ne dispone in quantità minime, tende ad attribuirsi la divinità o, quanto, meno, a ricercarla nel proprio io; questa forma di superbia, ancorché inconsapevole, la induce al disprezzo degli altri e quindi ad attività intese ad assicurarsi lo sfruttamento del prossimo, migliorando soltanto la propria condizione. Chiamerò questa la razza M, poiché questa lettera è l’iniziale di male, di malessere, di malvagità. Gli esseri umani non sono uguali fra loro, ma ciascuno è diverso da tutti gli altri. Di conseguenza, ci sono gradazioni e sfumature in entrambe le razze. La razza B non è fatta solo da persone simili a San Francesco d’Assisi o a Madre Teresa da Calcutta, né la razza M raggiunge sempre i livelli di Adolf Hitler, Iosif Stalin o Mao Tse Tung (in ordine alfabetico). Sono B quelli che danno un contributo alla società svolgendo con coscienza la propria attività e rendendosi utili agli altri; costoro hanno un atteggiamento di benevolenza verso il prossimo, che sopportano pazientemente finché ciò è possibile. Sono M coloro che approfittano del prossimo, che si sforzano di assoggettarlo e che attaccano gli altri, usando violenza o astuzia o anche soltanto critica preconcetta e malevola. Sto provando a filosofare? No, sto cercando di stabilire un criterio di valutazione per i fatti e i personaggi del giorno. Non v’è certo bisogno di criteri speciali per stabilire di che razza siano terroristi, assassini, rapinatori, stupratori oppure grandi finanzieri e altri mercanti di schiavi; nemmeno, per collocarli a un piano più basso, assenteisti e abusivi di vario genere. I criteri sono invece assai utili per valutare personaggi nei cui confronti opinionisti e cittadini danno diverse valutazioni. Prendiamo, come tipico esempio, il caso del decreto sicurezza e della rivolta dei sindaci e la questione “immigrazione clandestina” che sta alla base di tutto. Non ci vuol molto per rendersi conto che i globalisti, i quali organizzano la tratta dei negri per trasformare a proprio utile la società, o le cooperativa e gli altri soggetti che lucrano sul fenomeno migratorio appartengono a pieno titolo alla razza M. Più sottile è il problema per altre categorie di persone. I migranti clandestini sono considerati da molti, a cominciare dal Romano Pontefice, delle povere vittime. Concediamo senz’altro che una simile valutazione non è sempre dovuta a mala fede globalista, ma può scaturire da un’ingenua superficialità. Concediamo pure che, alla fine, molti clandestini finiscono per essere vittime, come gli annegati in mare, le nigeriane avviate alla prostituzione, i disgraziati ai quali vengono rubati gli organi, gli sfruttati che colgono frutta per pochi euro, vivono come polli nelle stie e muoiono quando i camioncini che li trasportano si ribaltano per via. Concediamo, infine, che fra le vittime rientrano coloro che hanno diritto d’asilo perché sfuggono a guerre e persecuzioni (a proposito, Asia Bibi è ancora nascosta in Pakistan). La maggior parte dei clandestini, quelli che spacciano, uccidono, rubano, stuprano o mendicano in maniera molesta, al contrario, non sono vittime ma prevaricatori, gente che, in un modo o nell’altro, usa violenza per entrare in casa d’altri e sfruttare gli indigeni. Costoro appartengono, quindi, alla razza M. Ci sono, poi, gli uomini pubblici nostrani e i loro seguaci. Taccio, per carità cristiana, di certo clero che confina la nascita di Cristo nella spazzatura, anche se si pone comunque a un alto livello nella graduatoria satanica. Parliamo dei sindaci. Sarà un caso che alla guida di chi dichiara guerra al decreto sicurezza (gradito alla maggioranza del popolo sovrano) ci sono i primi cittadini delle due capitali dell’antico Regno? Vediamo un poco. Svolgono costoro con coscienza la propria attività, per il bene dei propri amministrati? Noi cittadini partenopei possiamo meglio valutare il nostro sindaco, poiché abbiamo sotto gli occhi quello che ha fatto e quello che non ha fatto. Non abbiamo quindi difficoltà a inserirlo nella razza M; valutazione confermata dagli attacchi che ha sempre mosso agli altri, usando gruppi di violenti, e che oggi rivolge al Governo in generale e al Ministro degli Interni in particolare. Non abbiamo notizie altrettanto precise sul palermitano, ma tutto ciò che ne sappiamo attraverso i media ci induce a ritenere che, se non è zuppa, è pan bagnato. Che dire, poi, di quegli attivisti che bruciano o appendono a testa in giù simulacri di Salvini? Saranno ispirati da quelle pubblicazioni clericali che, senza adeguata motivazione, lo affratellano al Signore del Male? Sta di fatto che nessuno si è sognato, fino ad oggi, di bruciare o appendere a testa in giù Renzi, Boldrini, de Magistris, Fiano o Murgia, anche se talvolta qualcuno lo meriterebbe. Cari amici lettori, io mi sento di razza B perché ho sempre cercato di non far male a nessuno e di sopportare pazientemente gli “altri”, finché è possibile. Sono certo che anche tutti voi la pensiate come me. Io credo, tuttavia, che tutti noi siamo anche reazionari, almeno un poco, nel senso che quando si varca il limite siamo disposti a reagire. Questo la razza M deve tenerlo presente e, di conseguenza, evitare le esagerazioni che potrebbero superare la soglia di sopportazione.

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