Domenica 21 Ottobre 2018 - 19:32

L’Italia sarà leader dell’antieuropeismo?

Opinionista: 

Ottorino Gurgo

Abbiamo già rilevato sulle colonne di questo giornale che una grande sfida attende le forze politiche: quella che vede, l'uno contro l'altra armati, populismo e democrazia rappresentativa. E già s'annuncia, a non lontana scadenza, un appuntamento di tutto rilievo che sin d'ora mpegna i partiti e i loro leader. Ci riferiamo al voto per il rinnovo del Parlamento europeo sul quale sembra deciso a giocare le proprie carte, con particolare determinazione, Matteo Salvini. Intenzionato a entrare a far parte del ristretto gruppo dei leader europei di prima grandezza. Se il lettore ci consente una confessione di carattere strettamente personale, diremo che non affideremmo al capo della Lega - mi perdonino i suoi fan che so essere numerosi e in crescita costante - neppure il portierato del nostro condominio. Ma, detto questo, dobbiamo prendere atto che il personaggio ha rivelato una straordinaria capacità di occupare la scena. Con le sue iniziative rodomontesche e spettacolari, facendo in particolare leva sulla questione dei migranti, è divenuto, in tempi rapidi, elemento di coagulo tra i non pochi paesi europei attestati su posizioni sovraniste. Per conseguire questo risultato, Salvini si è servito della posizione dominante ottenuta in Italia operando con innegabile abilità su due tavoli apparentemente contrapposti: quello del Movimento Cinquestelle dove ha approfittato della scarsa resistenza oppostagli da interlocutori come Di Maio e Conte, fragili e incompetenti e quello del patetico desiderio di Berlusconi di restare comunque agganciato ad una coalizione guidata ormai da una Lega che esprime una politica del tutto antitetica a quella che egli dà sempre proclama. Un'antitesi particolarmente evidente sul tema europeo dove la contraddizione tra la Lega e Forza Italia, (che, tra l’altro, esprime il presidente del Parlamento europeo) si fa addirittura stridente. Così, grazie a queste "complicità", Salvini è divenuto il leader di un vasto fronte che alle prossime elezioni europee si porrà come concorrente fortemente competitivo del tradizionale schieramento democratico. In Italia il fronte populista e sovranista, stando ai sondaggi, sembra, comunque destinato, ad avere nettamente la meglio. Ci sarebbe, in realtà, il tempo necessario per cercare, quantomeno, di porre un argine al dilagare di Salvini e della sua squadra ma quanti dovrebbero contrapporglisi sembrano preoccuparsi più delle beghe intestine delle loro componenti, che di combattere l'avversario. È così del tutto probabile che le prossime elezioni europee faranno dell’Italia, anche formalmente, il paese portabandiera del sovranismo e dell'antieuropeismo: un primato che non ci entusiasma neppure un po'. E, pur sapendo che in politica non bisogna mai volgere lo sguardo all'indietro, non possiamo fare a meno di pensare a uomini come Altiero Spinelli, Alcide De Gasperi, Carlo Sforza, Luigi Einaudi. Ezio Vanoni (molti altri nomi ci rimangono nella penna) che vissero la loro vita politica inseguendo il sogno dell'unità dell'Europa. Un sogno che, per quel che riguarda noi italiani, rischia di essere infranto. Oggi il nostro rapporto con l’Ue si sintetizza nella risposta che Matteo Salvini “uomo forte” del nuovo regime ha dato a chi gli faceva osservare che l’Europa non ha gradito la manovra economica varata dal governo: “Me ne frego”.

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