Domenica 15 Luglio 2018 - 20:47

Occhio al Brasile e al Moulin Bleu

Opinionista: 

Mimmo Carratelli

I brasiliani che in Russia alti e schietti, guidati da Tite vanno in duplice filar, sempre in corsa giganti giovinetti spazzano, dribblano e la palla va a Neymar. Un Brasile carducciano, tosto e forte, non più samba e virtuosismi, riprende questa sera la corsa mondiale a Kazan incontrando il Belgio nei quarti di finale dopo avere già conosciuto chi gli toccherà in semifinale tra Francia e Uruguay che giocano nel pomeriggio a Novgorod. Il peggio sarebbe il bastione sudamericano. Il Belgio trine e merletti, spuma vallone e champagne fiammingo, col bel gioco che può durare poco contro la salda concretezza brasiliana, può essere veloce e pimpante, il Bel-Belgio di Bobo Martinez col ragazzoprodigio e pel di carota Kevin De Bruyne e la banda dei badboys, Eden Hazard, Dries Mertens, Axel Witsel, Yannick Carrasco, schierati in un arricciato 3-5-2 ma svelti ad aprirsi correndo a cercare la zampata di Romelu Lukaku. Basteranno la velocità e l’audacia dei “rossi volanti” a imbarazzare le quadrate legioni verde-oro? Obiettivamente, solo un Brasile che si dovesse lasciar sorprendere regalerebbe una chance ai belgi. Questi cercheranno di giocare a un tocco con un centrocampo mobile, fughe sugli esterni e imbucate centrali. Ma la difesa brasiliana, protetta da solidi centrocampisti di rincalzo (gioca Fernandinho, fuori Casemiro squalificato), ha incassato sinora un solo gol e ha concesso appena cinque tiri nella porta di Alisson, due alla Svizzera, zero al Costa Rica, due alla Serbia, uno al Messico. è anche verosimile che, stringendosi ormai i tempi per la conquista del sesto titolo mondiale, il Brasile non starà ad aspettare che il Belgio prema sull’acceleratore, ma vorrà comandare il gioco, pronto comunque a fare muro se i belgi si dovessero scaldare troppo per impiccarli in contropiede, una tattica che riesce benissimo ai sudamericani perché non è più tempo di danze dimostrative. Il Belgio è andato giù di tono contro i giapponesi quattro giorni fa rischiando la qualificazione e acchiappandola in rimonta e al quarto minuto di recupero con un gol di Nacer Chadli dopo l’apparizione folgorante di Marouane Fellaini e la sua testa di riccioli rotanti, i due giocatori di origini marocchine in una squadra di matrice congolese. è che i giapponesi correvano il doppio dei belgi. Il Brasile, piuttosto, farà correre la palla. Se Neymar ha finito di rotolarsi, chiedendo vendetta al cielo, e sarà entrato in forma, come pare, dopo i mesi di stop per l’ultimo infortunio, il Mondiale presenterà il nuovo protagonista della sua lunga storia, il brasiliano con gli spaghetti biondi in testa, le gambe guizzanti, le finte e le contro-finte che l’ex tennista qatariota Nasser Al-Khelaifi pompando petrolio nel suo paese ha portato al Paris Saint Germain per mezzo miliardo di euro, 222 milioni al Barcellona per la clausola rescissoria, 300 al fenomeno in cinque anni e 40 di commissione al padre del fenomeno Neymar Santos senior. Se la stella di Neymar junior brillerà nella sera di Kazan, accesa anche dai guizzi di Coutinho, a Novgorad si attende l’astro lucente e pomeridiano di Kylian Mbappé che sempre l’ex tennista qatariota Nasser Al-Khelaifi ha portato al Psg pagando 180 milioni al Monaco. Così che, il Brasile superando il fox-trot dei belgi e la Francia abbattendo la muraglia uruguagia, si profilerebbe un derby parigino nella semifinale di San Pietroburgo, martedì. Il sagittario Mbappé, francese di origini camerunesi, contro l’acquario Neymar, brasiliano nato nella macroregione di San Paolo sulle rive del fiume Tieté. Ma che partita sarà tra Francia e Uruguay, il can-can francese, gambe che sgambettano, e la cumparsita uruguayana triste y solitaria? Senza Cavani, l’Uruguay dell’infinito e dolorante Tabarez accentuerà il fortino, la fortezza, il treno blindato e il carro di Tespi. Francia- Uruguay, il Louvre e l’onda lunga del Rio de la Plata. L’artista e il muratore. Il calcio degli estremi tra chi sa solo attaccare in baldanza e in paranza e chi sa eternamente difendere. Quanto sarà veloce la Francia di Griezmann, Mbappé, Tolisso, Pogba, Kanté, le star del Moulin Bleu, per smantellare la resistenza sudamericana? Quanto resisterà l’Uruguay schioccando il contropiede che può sfregiare il ballo de la Galette di monsieur Deschamps? Oggi Francia-Uruguay e poi Brasile- Belgio, mentre l’altra parte del tabellone con le comparse e gli outsider andrà in scena oggi, Svezia-Inghilterra nel pomeriggio di Samara, la città aerospaziale russa, e Russia- Croazia sotto le stelle di Sochi. Toh, la Svezia nei quarti col pass regalatogli dall’Italia di Ventura! Avanti i migliori, ma se Rocco fosse svedese direbbe: “Speremo de no”.

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