Lunedì 18 Febbraio 2019 - 0:07

Ora l’aborto tardivo è legge a New York

Opinionista: 

Carmine Ippolito

L’abominio negli Stati Uniti è diventato legge. Non vi è alcun dubbio che il nascituro, dopo il sesto mese di gravidanza, è perfettamente vitale. Ciononostante, lo Stato di New York, tradizionalmente tra i più liberal e progressisti degli Stati Uniti, ha appena introdotto una legge che legittima l’aborto anche fino al nono mese di gravidanza. Per qualunque ragione di difficoltà lamentata, o per qualsivoglia malattia riscontrata nel feto, la madre è legittimata la soppressione del nascituro fino al momento che precede la nascita. Il governatore Cuomo ha salutato con giubilo l’approvazione di una legge che – stando alle sue affermazioni – consente alle “donne di godere sempre del diritto fondamentale di gestire il proprio corpo”. Per festeggiare l’approvazione della legge legittima l’aborto fino al nono mese, il One World trade Center si è illuminato di rosa. Anche per l’universo abortista si tratta però di un’esperienza peculiare, che viene definita per quello di cui realmente si tratta: un aborto a nascita parziale. Nessuno può disconoscere infatti che il nascituro può venire alla luce - e di fatto, spesso e volentieri nasce e sopravvive - ad otto e persino a sette mesi. Come può non essere infanticidio, allora, la soppressione dello stesso nascituro in prossimità delle doglie e del parto? La legge newyorkese abilita, peraltro, alla pratica dell’aborto il personale sanitario, anche se non necessariamente medico. Ed anche questa è una conquista civile! Vero è, infatti, che – stando ai dati italiani – diminuisce il numero degli aborti, in corrispondenza alla diminuzione del numero delle nascite e dei concepimenti. Quello che aumenta è invece il numero dei medici obiettori di coscienza, ovvero di coloro che rifiutano di praticare l’aborto nel mondo intero. Qualcuno, allora, tra i gruppi di pressioni e gli attivisti a favore dell’aborto, dovrebbe porsela la domanda: medici, chirurghi ed uomini di scienza, disposti per professione a qualunque tipo di intervento medico sanitario, si rifiutano di praticare l’interruzione di gravidanza. Non è il segno tangibile che l’interruzione di gravidanza, piuttosto che un millantato diritto della donna, costituisca soltanto la più abominevole forma di infanticidio che si consuma nel grembo materno? Un bambino di sette, otto o nove mesi è perfettamente vitale, essendo in grado di sopravvivere al parto anche senza l’ausilio dell’incubatrice o della culla termica. Le esigenze delle donne, che vivono come un insuperabile intralcio la maternità non desiderata, possono costituire allora un buon motivo per sopprimerlo? È utile operare una descrizione pratica di un aborto a nascita parziale, questo moderno abominio, consentito e celebrato, nello stato di New York. Una donna, all’ottavo od anche nono mese di gravidanza, si rivolge ad un medico lamentando di avere buoni motivi per non volere mettere al mondo un figlio. Un qualsivoglia medico scrupoloso si adopererà a vantaggio della donna, affinché, dopo avere indotto il parto, il bambino, venuto normalmente alla luce, venga dato in adozione. Nello stato di New York, invece, il sanitario, farà un aborto a nascita parziale: induce il parto e, quando il bambino è parzialmente nato, lo sopprime nel grembo della madre! Se il bambino nascesse e piangesse, non si potrebbe più uccidere perché risulterebbe integrato un vero e proprio omicidio. È necessario allora che il bambino non nasca vivo, e non pianga. O meglio, non se non oda il pianto o lo strazio. Il sanitario, allora, indurrà il parto, e durante il parto praticherà una manovra che renderà il nascituro podalico. Dopodiché il corpicino del bambino verrà estratto dall’utero unicamente dai piedi e - mentre starà scalciando con la testa nel corpo di quella signora non più definibile donna e, meno che mai, madre - si vedrà praticata la recisione del midollo spinale a livello del rachide cervicale. Il corpicino, ormai cadavere, si affloscerà su se stesso, con la testa è ancora nell’utero materno. Nel frattempo il parto podalico è una complicazione per la donna, perché richiede una tecnica ancora più complicata e pericolosa per la madre rispetto al parto semplice del neonato che viene vivo alla luce. Deve riconoscersi, allora, che l’introduzione della legge che legittima l’aborto a nascita parziale non si prefigge lo scopo di consentire alla donna di tornare padrona del proprio utero, ma è finalizzata ad appagare il suo desiderio omicida, in quanto finalizzato a cagionare la morte del figlio, anche a costo di sottoporsi ad un parto più pericoloso di quello naturale. Fermiamo questo abominio affinché Iddio possa perdonarci tutte le nostre formidabili “conquiste civili” e, soprattutto, di appartenere tale forma degenerata di umanità. 

Share

Commenta

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Global tokens will be replaced with their respective token values (e.g. [site:name] or [current-page:title]).
  • Twitter-style #hashtags are linked to search.twitter.com.
  • Twitter message links are opened in new windows and rel="nofollow" is added.
  • Twitter-style @usernames are linked to their Twitter account pages.
  • Replaces [VIDEO::http://www.youtube.com/watch?v=someVideoID::aVideoStyle] tags with embedded videos.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno