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Un a cosa è certa, questo Napoli ha gli attributi. Un’altra squadra, per ciò che era successo al minuto 25’ del primo tempo, avrebbe mollato e permesso alla Juventus di avere vita facile fino alla fine. L’errore di Malcuit, l’inferiorità numerica per l’espulsione di Meret e l’uno due di Pjanic e Can avrebbe steso chiunque. Ma non il Napoli appunto. Si sarebbe prima di tutto pareggiare subito se Zielinski non avesse colpito il palo. Ma la carica che c’è stata nella ripresa non ha eguali. Di sicuro il rosso a Pjanic ha aumentato le possibilità partenopee ma in campo si è vista una sola squadra. Che dopo aver accorciato con Callejon ha chiuso nella propria area di rigore la capolista e ha collezionato una miriade di palle gol. Il pezzo pesante l’avrebbe potuto fare Insigne dagli undici metri ma purtroppo a dirgli di no è stato il palo altrimenti a quest’ora si starebbe festeggiando una vera e propria impresa. Quando Rocchi è andato a controllare al Var il fallo di mano di Alex Sandro tutti speravano che potesse indicare il dischetto. E così è stato. Il San Paolo è esploso di gioia sperando che poi non si sarebbe sbagliato. Ed, invece, il destino ha voluto che i desideri si spegnessero su quel maledetto legno. Un peccato perché non doveva andare a finire così. Niente si può dire al capitano che il pallone lo ha piazzato. Purtroppo è uscito e non si è potuto esultare fino in fondo. La prova di carattere c’è stata da poco da parte di un gruppo che non si ferma davanti a niente. Neanche al cospetto della Signora favorita dalla fortuna. I bianconeri sono in calo e a prescindere dai risultati, se si presentano così il 12 marzo contro l’Atletico non hanno speranze per andare ai quarti di finale. Il Napoli è stato superiore in tutto dimostrando di avere caparbietà e voglia di fare bene sempre e comunque. Senza se e senza ma, undici contro undici la partita di iersera l’avrebbero vinta gli azzurri. Addirittura, però, l’hanno persa. Ma è solo una questione di risultati non di prestazione. Lo confermano gli applausi a fine gara dei tantissimi tifosi presenti al San Paolo. Neanche un fischio c’è stato. I giocatori sono andati lo stesso a fare i giro di campo fermandosi sotto la Curva B dove di solito si festeggiano le vittoria. Con questa verve, comunque, si possono raggiungere traguardi importanti in Europa League a partire già da giovedì sempre a Fuorigrotta contro il Salisburgo. Sicuramente il tecnico degli austriaci avrà vista questa sfida e avrà tratto le sue considerazioni.. Ci voleva una prova del genere, magari senza perdere, per essere consapevoli di essere forti. D’altronde, a prescindere da tutto e dall’1-2 finale, i punti di distacco sarebbero stati lo stesso tanti. Certo, la Juventus chiude definitivamente i conti con lo scudetto. Con sedici lunghezze avanti non ci sarà più storia fino a maggio. I bianconeri avranno la mente libera per concentrarsi sulla Champions. Ma se dovessero uscire agli ottavi, sarebbe un fallimento stagionale non da poco visti gli investimenti fatti dalla società. Il Napoli, invece, va avanti per sua strada cercando di gioire per un trofeo altrove. Ancelotti a fine partita si è detto soddisfatto della prova dei suoi ragazzi. Questa sconfitta non lascia segni, quindi, e si va avanti a testa alta provando a giocare così sempre. Perché non ci possono essere sempre pali a dire no al Napoli.