Mercoledì 14 Novembre 2018 - 19:35

“Birrificio dei Bardi”, tra musica e buon bere

La birra e la musica hanno sempre avuto un filo conduttore fortissimo che le unisce, grazie allo spirito conviviale che entrambi esprimono. Quando il binomio si manifesta all’interno di una famiglia di musicisti e appassionati di birra, l’argomento diventa ancora più interessante. Questo è ciò che ho toccato con mano conoscendo la famiglia Di Domenico. Alfredo, Claudia e Andrea, con la supervisione del padre Errico, nell’aprile del 2017 partono con la prima cotta del “Birrificio dei Bardi” a Baronissi. Interessante la realizzazione della sala cotta da 600 litri, progettata per effettuare un mashing all’inglese, quindi senza che i cereali vengano a contatto con la fonte di calore diretta. La cantina da 32 hl è un buon inizio per un birrificio giovane che utilizza la musica come veicolo di diffusione della cultura brassicola. Infatti, nelle serate organizzate nei locali, oltre ai fusti e alle bottiglie, i “Bardi” portano con sé diversi strumenti musicali, per delle vere e proprie “jam session”, durante le quali tutti possono prendere uno strumento e improvvisare qualche nota, bevendo le birre proposte. Un modo originale, quello dei ragazzi del “Birrificio dei Bardi”, per coinvolgere gli amanti della musica e avvicinarli al mondo della birra artigianale. Ma vediamo nel dettaglio com’è articolata la proposta brassicola del birrificio. La birra che fa da apripista è certamente la Bonaventura, una lager di bassa gradazione alcolica che esprime grande equilibrio tra le note maltate e quelle luppolate, ponendosi come una birra beverina e di facile approccio. Passando dalla Germania al Belgio, troviamo la Bellavista, saison speziata con note agrumate e buona secchezza finale. Con un salto in Gran Bretagna, abbiamo la Malagamba, amber ale dove sono ben presenti le note di caramello, ben bilanciate da un accennato amaro finale. Dalle origini inglesi, contaminate con luppoli americani, ci viene incontro la Spadalesta, india pale ale dal naso che va dall’agrumato, al resinoso. Il sorso è pieno e ben equilibrato tra le note di caramello e l’amaro finale dei luppoli. Ricordando le notti senza luna, possiamo scoprire la Cupanotte, stout che affascina per le note tostate dei malti, armonicamente presenti sia al naso che al palato. Per chiudere in bellezza l’anno, abbiamo anche la NatAle, birra natalizia ispirata alle strong ale inglesi, molto avvolgente e calda, con note che vanno dal caramello alle leggere tostature dei malti, con accenni di frutta secca. Le produzioni sopra elencate toccano tutte le nazioni che hanno fatto la storia della birra e che, più di altre, hanno affascinato Alfredo, Claudia e Andrea. Il “Birrificio dei Bardi”, seppur giovane, è in continua fase evolutiva, con tanti stimoli che vengono proprio dalla musica che scorre nelle vene dei tre ragazzi salernitani. Una sfida nuova e intrigante quella del “Birrificio dei Bardi”, che merita di essere osservata con curiosità dagli amanti della birra. Cheers! alfdelforno@gmail.com

di Alfonso Del Forno

Commenta


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici