Giovedì 24 Gennaio 2019 - 2:31

Domani il saldo Imu, martedì la Tasi

Entro domani va versato il saldo Imu e Tasi riferiti al periodo 2018. A seguito delle introdotte modifiche riconosciute dalla legge , l’Imu non è più dovuta per l’abitazione principale e le relative pertinenze, ad eccezione di quelle “di lusso”, e con precisione A/1, abitazione di tipo signorile; A/8, abitazione in ville; A/9, castelli palazzi di eminenti pregi artistici o storici. Inoltre l’Imu non si paga sulle pertinenze dell’abitazione principale, riferito ad una singola pertinenza per ciascuna delle seguenti categorie catastali: C/2, C/6 e C/7. Esistono casi di immobili che vengono equiparati alle abitazioni principali, e pertanto non soggetti Imu e precisamente: unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari; fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali ex DM 22.4.2008; casa coniugale assegnata all’ex coniuge a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio; unico immobile, iscritto o iscrivibile in Catasto come unica unità immobiliare, non concesso in locazione, posseduto dal personale delle Forze armate, Forze di polizia, Corpo nazionale dei vigili del foco e carriera prefettizia. Sono invece soggetti all’imposta Imu le aree fabbricabili e i terreni agricoli, mentre sono esentati i terreni che ricadono in aree montane o di collina. Sono inoltre esenti dall’Imu gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali e dal 2014 gli immobili merce e i fabbricati rurali strumentali. Il pagamento della seconda rata può essere effettuato attraverso modello f24 o con bollettino di conto corrente postale. In alternativa al modello F24 è possibile effettuare il versamento con bollettino di c/c/p, indicante il numero di c/c 1008857615 valido per tutti i Comuni, la differenza, e che bisogna compilare bollettini postali per ogni singolo comune a differenza del modello F24 che basta compilarne uno e indicare i codici di ogni comune. Martedì è ultimo giorno anche per pagare la seconda rata della Tasi. La Tasi è l’imposta nata nell’anno 2014, i cui beneficiari sono i comuni e che tale entrata serve per sopperire alle spese riguardanti l’illuminazione pubblica, i lavori di riparazione e manutenzione delle strade, l’ampliamento e il mantenimento delle zone verdi. Per questo motivo ogni comune ha autonomia di scelta su come calcolare e riscuotere l’imposta suddetta. La Tasi è una delle imposte che, insieme alla Tari (tassa sui rifiuti) e all’Imu compongono la Iuc (imposta unica comunale). Anche per la Tasi il pagamento segue le stesse regole dell’Imu, cioè modello F24. Sono tenuti al pagamento della Tasi sia i proprietari o possessori o detentori a qualsiasi titolo dei fabbricati, ivi compreso l’abitazione principale, che i proprietari di aree scoperte e aree edificabili. Inoltre sono tenuti anche gli inquilini in una percentuale compresa tra il 10% e il 30%, dell’aliquota stabilita dai Comuni nel regolamento della Tasi, pertanto è fondamentale per i contribuenti verificare la delibera comunale, per calcolare la tassa stessa, tenendo conto delle detrazioni e esenzioni. Attenzione sempre, alla rendita catastale, che potrebbe essere variata ( riferimento è al 1° gennaio 2018); o alle diverse modalità di utilizzo del fabbricato (2017 abitazione principale e nel 2018 tenuto a disposizione ), l’acquisto o la vendita di un immobile nel corso dell’anno 2018, le are che da terreni potrebbe avere avuto un cambio nel piano regolatore diventando area fabbricabili , e quindi soggetti a base imponibile IMU diverse. La base imponibile Imu dei fabbricati è pari alla rendita catastale (risultante dal certificato catastale), rivalutata del 5 per cento e moltiplicata per 160 (per i solo immobili abitativi). I coefficienti moltiplicativi cambiano a secondo della tipologia degli immobili, per semplificare i fabbricati di, interesse storico ed artistico (base imponibile è ridotta del 50 per cento) e così anche i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili. Per i terreni agricoli la base imponibile è il reddito dominicale per il coefficiente di rivalutazione del 25 per cento e successivamente applicato ancora il coefficiente moltiplicativo 135. Per le aree edificabili, la base imponibile è data dal valore edificabile.

di Carmine Damiano

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