Martedì 28 Marzo 2017 - 15:41

Il Bonus sugli investimenti per il 2017

Il credito d’imposta sugli investimenti aumenta fino al 45% in favore di tutte le imprese situate nelle aree svantaggiate e che effettueranno investimenti in favore di competitività e crescita. Un’emendamento al Decreto Mezzogiorno 243/2016 ha aumentato del 15% la concessione del Bonus e per le imprese minori si potrà ottenere un bonus fiscale del 45%. Tra le novità: l’eliminazione del divieto di cumulo con altri aiuti in regime de minimis; un credito d’imposta rafforzato per tutte le imprese del Sud che decideranno di investire in beni strumentali definito bonus Sud 2017; gli importi del credito d’imposta Sud 2017 variano sulla base delle dimensioni dell’azienda: per le grandi imprese il bonus Sud passa dal 10 al 25%, per le medie imprese è del 35% e per le piccole imprese l’agevolazione arriva al 45%. Le nuove soglie relativamente ai progetti di investimento che potranno beneficiare del credito d’imposta Sud 2017, passeranno da 1,5 a 3 milioni di euro per le piccole imprese e da 5 a 10 milioni di euro per le medie imprese. Ulteriore elemento in positivo, è rappresentato dal calcolo del bonus Sud 2017, che sarà effettuato sul costo complessivo dei beni acquistati al lordo degli ammortamenti fiscali, quindi migliorativo rispetto alla precedente versione che era al netto degli ammortamenti del periodo. Il credito d’imposta sugli investimenti nasce con la legge di stabilità 2016 con la quale si stabilì che le imprese operanti nel mezzogiorno, e che investono in beni strumentali, anche in locazione finanziaria, potranno beneficiare di un bonus fiscale Il Bonus Sud 2017 potrà essere richiesto da tutti i titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica utilizzata e i beneficiari del credito d’imposta sono tenuti a dimostrare gli investimenti legati all’acquisto, anche tramite contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti, tecnologie e attrezzature. Sono esclusi dal beneficio le imprese in difficoltà e quelle che operano nei seguenti settori: industria siderurgica; industria carbonifera; fibre sintetiche; costruzione navale; trasporti e relative infrastrutture; produzione e distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche; settore creditizio, finanziario e assicurativo. Questa norma che il Governa sta potenziando, rientra in quelle misure dove le aziende dovrebbero approfittarne per incrementare il loro parco beni strumentali, aumentare l’efficienza dei propri beni, migliorare le proprie strutture, rendere il prodotto finito più competitivo nella qualità e nel prezzo. Non bisogna dimenticare che la concorrenza non è più solo dalle imprese italiane, ma il mercato insegna a difenderci dai paesi terzi, primi fra tutti Cina e India.

di Carmine Damiano

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