Domenica 16 Dicembre 2018 - 5:41

Lo spesometro e la scadenza di settembre

Entro il 30 settembre si trasmette lo spesometro, una delle comunicazioni che i soggetti passivi iva devono presentare periodicamente all’Agenzia delle Entrate. Tale adempimento ha lo scopo di limitare l’evasione fiscale in ambito Iva ed è uno strumento di lotta all’evasione fiscale e di controllo introdotto dal Governo al fine di vigilare e prevenire tutte le azioni fraudolente nell’ambito delle operazioni Iva, finalizzate all’elusione del pagamento dell’Iva in modo che tali operazioni non vadano a comparire e “pesare” sul reddito dell’impresa o dei soggetti coinvolti. Lo spesometro è un provvedimento tipicamente italiano che non trova corrispondenza in altri paesi, e nasce nella nostro ordinamento fiscale come elenco clienti e fornitori, cioè i soggetti iva dovevano compilare e consegnare un modello comprensivo delle fatture clienti e fornitori. I vari Governi hanno modificato, abolito e reintrodotto tale adempimento, considerato ripeto unico e solo per la legislazione italiana. L’invio all’Agenzia delle Entrate può essere effettuato direttamente dal contribuente, se detiene i codici di accesso al servizio Entratel, oppure a mezzo intermediario autorizzato( commercialista ecc). Tale obbligo ha cadenza trimestrale e semestrale. I soggetti obbligati a tale invio, sono i contribuenti che hanno effettuato cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali c’è obbligo di emissione della fattura, a prescindere dall’importo della transazione. Sono invece esclusi dall’obbligo di comunicazione i soggetti che compiono: le importazioni, le esportazioni indicate all’articolo 8, comma 1, lettere a) e b), del Dpr 633/1972, le operazioni intracomunitarie, le operazioni che costituiscono già oggetto di comunicazione all’Anagrafe tributaria. I soggetti giuridici obbligati alla comunicazione invece, sono società di persone, di capitali, consortili, cooperative e di mutua assicurazione, imprese individuali, esercenti arti/professioni, imprese agricole, enti privati che svolgono esclusivamente o prevalentemente attività commerciale, curatori fallimentari e commissari liquidatori per conto della società fallita o in liquidazione coatta amministrativa. Sono altresì esclusi da tale adempimento: i soggetti in regime dei minimi e forfettari, associazioni e enti associativi sportivi dilettantistiche, pubblica amministrazione, commercianti al minuto, non residenti con stabile organizzazione in Italia. I soggetti interessati dall’obbligo di comunicazione dello spesometro devono indicare: partita Iva o il codice fiscale del cedente/prestatore e del cessionario/ committente Importo delle operazioni effettuate, con la relativa imponibile e imposta, o specificato che si tratta di operazioni non imponibili o esenti. Per le operazioni effettuate nei confronti di soggetti non residenti, privi di codice fiscale, vanno indicati: per le persone fisiche, il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita e il domicilio all’estero per i soggetti diversi dalle persone fisiche, la denominazione, la ragione sociale o la ditta e la sede legale. Per i soggetti obbligati alla compilazione e alla trasmissione telematica dello Spesometro che omettono, o ritardano la Comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva è prevista una sanzione amministrativa compresa tra un minimo di euro 258 ed un massimo di euro 2.065. cdamiano@damianoeassociati.it

di Carmine Damiano

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