Domenica 16 Dicembre 2018 - 5:38

Ecco tutte le “puzze” di Napoli

L’argomento trattato dai nostri ultimi due “Fattarielli” ha riguardato la discussa guida Feltrinelli e la monnezza nella nostra città. Oggi invece vogliamo parlarvi della “puzza”, o meglio, di quanto e come puzza la nostra città. L’input ci è stato dato da quella stupida frangia di tifosi fiorentini, sabato scorso nel corso della partita Napoli- Fiorentina, che continuavano a gridare “Napoli puzza”! Cari (sic) tifosi fiorentini, noi a Napoli diciamo “nun sputà ’ncielo ca ’nfaccia te torna” (non ve lo traduciamo… arrangiatevi); eh sì perché a sigillare la vittoria del Napoli, guarda caso, è stato Lorenzo il Magnifico, ma non il vostro di Firenze, bensì il nostro, più modestamente di Frattamaggiore. Voi cari (sic) sottospecie di tifosi, affermate che Napoli puzza e, onestamente, non sappiamo darvi torto; quindi permetteteci di spiegarvi di cosa essa puzza: la puzza delle sfogliatelle appena sfornate; quella dei panni stesi al sole e freschi di bucato; chella d’‘o mare che “appesta” via Caracciolo; quella del caffè che, proveniente dalla cucina, attraversa stanze e corridoi fino a penetrarti nelle narici, facendoti sobbalzare dal letto; quella della pizza che “stagna” su Napoli al pari della nordica nebbia; nun ve basta ancora? E andiamo avanti con le nostre puzze: puzza di sole che si insinua tra persiane socchiuse, rivelandoci, disteso sul letto, il magnifico corpo ’e ’na femmena ’e Napule. Abbiamo tenuto per ultima una puzza particolare: quella d’‘o rraù, ’o rraù che peppeia sul fuoco dalle prime ore della domenica mattina e, la cui puzza, che è puzza di tutta Napoli, imbocca la tangenziale, poi la A1, esce a Firenze e raggiunge la statua del Davide. E qui è doverosa una precisazione: il Buonarroti, genio assoluto ed universale, non è che abbia fatto fare ’na bella figura al maschio italiano, conferendo al Davide un pisellino ca se vede e nun se vede ma... fortunatamente, e forse non ci crederete, quando gli arriva la puzza del nostro ragù, novello viagra, questo “organetto” più che organo, alla stregua del principio di Archimede, “un corpo immerso nella “puzza” del ragù, riceve una spinta dal basso verso l’alto, il cui peso corrisponde a quello del marmo spostato...” facendo sobbalzare i numerosi turisti lì assiepati. Perciò cari (sic) tifosi fiorentini, vi salutiamo dandovi un consiglio: la domenica mattina recatevi davanti al Davide e, se notate qualcosa di “strano”, non meravigliatevi... è la puzza della nostra terra. Auguri a tutti i Gennaro. Alla prossima.

di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)

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