Mercoledì 14 Novembre 2018 - 19:44

Il Napoli a -6 dalla Rube “grazie” all’arbitro

La Calciopoli del 2006 sembrava cosa lontana anni luce ma… e qui ci va un”MA” enorme perché, come dicevano i latini “panta rei” cioè “tutto scorre”; ma ccà nun è scurruto proprio niente; allora vennero condannati De Santis e Paparesta, nonché i designatori Pairetto e Lanese; oggi chi andrebbe, se non condannato, almeno inquisito? Secondo noi, almeno ultimo della serie, l’arbitro calvarese (’a maiuscola se la sogna), per aver, sabato scorso, “regalato” un rigore alla Rube che, nemmeno cento var avrebbero convalidato. Ma nun se po’ ij annante accussì. Allora, cominciamo a chiederci “Ma chi li paga gli stipendi agli arbitri?” In primis precisiamo che l’Aia (Associazione italiana arbitri), è una costola della Figc e che vive grazie a sostanziosi sponsor quali: Tim, Compass, Fiat e Iveco. Non vi dicono niente questi nomi? A noi tanto, eh sì perché, (prendiamo uno sponsor a caso) e, se la mente non ci inganna, questa Fiat appartiene ad una certa famiglia Agnelli e, sempre se la mente non ci inganna, un certo Andrea Agnelli è il presidente della Rube. Quindi è logico che un arbitro (calvarese) per citare uno dei tanti giuda, non può sputare nel piatto in cui mangia e un rigorino qua ed un altro là e nuje, poveri ortolani del calcio, riceviamo il citrullo in quel posto. Al riguardo vi vogliamo citare il pensiero espresso dall’amministratore delegato di Eurovita (sempre riconducibile agli sponsor degli arbitri): “Negli arbitri italiani riconosciamo gli stessi valori che abbiamo posto alla base del nostro lavoro: il desiderio di eccellenza, indipendenza, professionalità e rispetto delle regole. Ringraziamo la Figc e l’Aia e tutti i 30mila arbitri italiani che siamo orgogliosi di considerare come nostri ambasciatori nel mondo del calcio”. Avite capito? Gli arbitri italiani “rispettano le regole”. E quale sarebbe la regola che calvarese rispetta, se non quella di leccare il culo di chi foraggia l’associazione arbitri? Ma allora cari lettori, se le cose stanno così e pe’ forza ce avimma zucà ’a caramella, non sarebbe meglio tornare ai campionati degli anni ’20? Almeno allora c’era il campionato lega Nord e quello lega Sud; poi alla fine, i vincitori dei rispettivi campionati si disputavano la finale. Ma è mai possibile che sti saboiardi del caxxo, continuano impunemente a inchiappettarci? Dovremmo essere a -4 dalla Rube e invece, per colpa del venduto, prezzolato e lecchino calvarese, siamo a -6. Però, orgogliosamente dobbiamo riconoscere al nostro Napoli che, i punti che ha in classifica, se li è tutti guadagnati sul campo e senza alcun favoritismo. Alla prossima.

di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)

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