Domenica 17 Febbraio 2019 - 16:04

La cicala e... le formiche

È fuori dubbio che, il più celebre narratore di fiabe, con protagonisti gli animali, sia stato Esopo, morto nel 564 a.C. e, come ancora accade oggi, in tema di scopiazzamenti o riadattamenti di testi di canzoni o musiche, circa 500 anni dopo, un tal Fedro, ispirandosi al suo predecessore, ripropose le sue fiabe, con protagonisti ancora una volta gli animali; ed alzi la mano chi almeno una volta, anche se mentalmente, non ha mandato a quel paese l’insegnante di latino, che ci massacrava con “lupus et agnus” - “vulpes et uva” et cumpagnia cantantis. Ma la cosa bella è che a questi due grandi latini, ’na quindicina di secoli dopo, si ispirò il francese Jean La Fontaine, con le sue favole, tanto per cambiare, con protagonisti gli animali. E venimme a nuje, perché proprio di una fiaba di La Fontaine vogliamo parlarvi “La cicala e la formica” che senz’altro voi tutti conoscerete. Comunque, per quei pochi sprovveduti, ne diamo un breve sunto: “quando in inverno, la cicala si reca dalla previdente formica a chiederle qualcosa da mangiare, questa le risponde: hai cantato tutta l’estate, ed ora balla!”. Queste reminiscenze scolastiche succitate, ovviamente hanno un senso. La formica, come ben si sa, temendo il freddo inverno, d’estate fa incetta di insetti vari che nasconde gelosamente nella sua tana, dove vi si rifugia fino all’arrivo del caldo. Ma quest’inverno è accaduto qualcosa che stravolge le abitudini delle formiche; eh sì, perché anziché restarsene al caldo della tana, sfrattate con la forza dalla cicala, e da essa guidate, alla stregua del famoso pifferaio magico, sono uscite dagli alberi del bosco di Capodimonte, ed una dietro l’altra, in formazione militare, sempre con la cicala in testa, sapete dove sono state portate? All’ospedale San Giovanni Bosco ed ivi giunte ovviamente, per trovare quel calore lasciato, hanno pensato bene di inserirsi nei letti di alcuni pazienti. Ma, direte voi, perché lo hanno fatto? Noi un’ideuzza ce l’avremmo e ve la sottoponiamo: probabilmente la cicala, fatta la bella vita d’estate, mò voleva imporre il “pizzo” alle formiche, sotto forma di richiesta di vermi, lombrichi, mosche e quant’altro. “Ma allora questa è una cicala camorrista?” direte voi; non lo sappiamo, però vi diamo un suggerimento: andate al San Giovanni Bosco e parcheggiate l’auto nello spazio preposto; se si avvicina qualche “cicala” e vi chiede i soldi, allora… allora non vi siete sbagliati. Alla prossima.

di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)

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