Il triste fenomeno della emigrazione della nostra gente del sud, è senza dubbio da ascriversi alle conseguenze della cosiddetta sventurata unità nazionale. Privata e fottuta del tutto, la povera gente resistette qualche decennio, prima di imbarcarsi ’ncopp’o vapore, pe’ cercà furtuna all’estero; e la meta più ambita fu La Merica, come la chiamavano i poveri contadini analfabeti e, dopo settimane e settimane di navigazione, giunti a New York, mentre osservavano da lontano la statua simbolo della Libertà, quelli di salute più cagionevole ( ed erano tanti) venivano posti in quarantena sull’isolotto Ellis Island, praticamente privati “Della Libertà” per ben 40 giorni. E loro, con santa pazienza, sottostavano a queste ferree regole, in attesa di poter finalmente calpestare il suolo americano e guadagnarsi la sudata pagnotta… “E ce ne costa lacreme st’America”! 40 giorni senza Libertà! Ma i tempi cambiano; e così arriviamo ai giorni nostri e precisamente all’agosto 2018, quando ai 137 migranti provenienti da paesi diversi, viene vietato lo sbarco e sono costretti a vivere sulla nave per 10 giorni… 10 non 40 come i nostri migranti. Poi finalmente vengono fatti sbarcare ed inviati in diversi paesi europei. Quindi si potrebbe dire “tutto bene ciò che finisce bene!”. Ma così non è, perché 41 di questi, ritenendo di “essere stati privati della libertà personale” per ben 10 giorni, chiedono il risarcimento di circa 50mila euro a Salvini e Conte. Ma scusate, “privare della libertà” nel nostro paese significa costringere una persona regolarmente residente a non poter fare ciò che più gli aggrada. Ma tenere fermo su una nave un migrante giunto nelle nostre acque territoriali, per sua scelta su di un barcone, quali diritti dovrebbe vantare? E qui non si tratta di essere razzisti, o tifare per Salvini od altri; si tratta di essere coerenti e rispettare le nostre leggi. E i nostri emigranti, privati della libertà per ben 40 giorni, cosa avrebbero dovuto chiedere al governo americano? E se mai ci avessero provato, in men che non si dica, si sarebbero ritrovati reimbarcati e rispediti in Italia in quattro e quattro otto. Ci viene da pensare a quell’imprenditore che, dopo aver subito 90 furti, ha sparato ai ladri, ed ora dovrà scontare 4 anni e mezzo di detenzione oltre a risarcire i ladri. Si d’accordo con Socrate che affermava Dura lex sed lex, cioè “seppur la legge è dura, comunque è legge”. E allora cari giuristi, c’sapettate? Cagnaterla sta legge si nun è bbona. Alla prossima.