Domenica 19 Novembre 2017 - 15:04

Incidenti, i conducenti giovani categoria più a rischio

Nei Paesi dell’Unione Europea un terzo delle morti su strada è dovuto a incidenti che riguardano un solo veicolo senza che vengano coinvolti altri utenti della strada. Nel 2015, quasi 7.300 persone hanno perso la vita in questo genere di sinistri: circa 100.000 negli ultimi 10 anni. Più del 60% dei decessi avvengono su arterie extraurbane e i conducenti giovani sono quelli che rischiano di più: 38,1 per milione di abitanti quelli coinvolti nella fascia d’età 18-24 anni, il doppio rispetto ai 25-49enni (18,7), e più del triplo se confrontati con i conducenti di età compresa tra 50 e 64 anni (11,7). È quanto emerge dalla relazione Etsc - European Transport Safety Council che ha analizzato questa tipologia di incidenti (Single Vehicle Collisions - Svcs) e come prevenirli. Lo studio rivela che, in Italia, la mortalità in questo tipo di incidenti è diminuita meno della media e rimane più elevata di quella europea. Tra le cause principali, spicca l'anzianità del parco veicolare nazionale che si traduce in un’elevata concentrazione di modelli in circolazione carenti di dispositivi di sicurezza attiva. Ma, sotto questo aspetto, anche le condizioni dei collegamenti viari hanno il loro peso, motivo questo che impone l’urgente applicazione della Direttiva di gestione della sicurezza delle infrastrutture, recepita in Italia con decreto legislativo 35/2011. Secondo la relazione Etsc, infatti, la corretta progettazione delle strade e l’adozione di appropriati limiti di velocità sono le misure che stanno contribuendo a ridurre i decessi in numerosi Paesi europei. In particolare, oggi esistono programmi di Road assessment, come EuroRap, che forniscono un valido contributo al miglioramento delle infrastrutture in alcuni Stati europei e che l’Automobile Club d’Italia sta cercando di diffondere anche nel nostro Paese. I Paesi Bassi, (che hanno tassi di decessi in incidenti con un unico veicolo inferiori alla media), per esempio, si sono impegnati ad elevare i livelli di sicurezza sulla rete stradale nazionale attraverso la rimozione degli ostacoli presenti sulla sede stradale, elevando a tre il livello di sicurezza delle arterie a due stelle (in base al sistema internazionale standard di sicurezza EuroRap). Anche la Danimarca ha adottato alti standard di sicurezza per le proprie strade extraurbane e limiti di velocità generalmente più bassi: 80 Km/h, rispetto ai 90/100 Km/h di molti altri Paesi. Per questi motivi, l’Etsc ha invitato la Ue a rivedere gli standard minimi di sicurezza per i nuovi veicoli in modo da rendere obbligatori i sistemi di limitazione della velocità impostati volontariamente (Isa), i sistemi di frenata autonoma di emergenza (Aeb) e quelli di avviso cinture di sicurezza. Inoltre, i governi nazionali, sono sollecitati ad adottare una serie di misure, riassumibili in cinque punti: 1) Eliminare tutti gli ostacoli rimovibili dal margine della sede stradale delle principali strade extraurbane e delle autostrade o installare barriere di sicurezza là dove tali ostacoli non possano essere rimossi; 2) Condurre approfondite analisi investigative su campioni rappresentativi di incidenti all’origine di decessi o feriti gravi, al fine di identificare possibili misure di miglioramento delle banchine stradali; 3) Introdurre sistemi graduali di rilascio della patente di guida per ridurre gli alti rischi connessi ai conducenti neo-patentati; 4) Migliorare le norme sul rispetto dei limiti di velocità sulle strade extraurbane e sulle autostrade, sull’utilizzo delle cinture di sicurezza e del casco e quelle concernenti la guida in stato di ebbrezza e la distrazione al volante. 5) Installare barriere di protezione per i veicoli su due ruote nelle aree a maggior rischio di collisione per i motocicli.

di Automobile Club Napoli

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