Domenica 23 Settembre 2018 - 21:11

Auto in fiamme, salvati tre bambini

AVERSA. Gli agenti della polizia del commissariato di aversa, hanno salvato una madre e i suoi tre figli uno dei quali di 16 mesi, intrappolati in un'autovettura in fiamme. L’automobile, una “Fiat 600”, ha preso fuoco in via San Lorenzo, a pochi metri dal commissariatodi Aversa. I poliziotti attirati dal fumo che fuoriusciva dall’auto sono subito interbenuti. La situazioni si è fatta velocemnte critica perché il rogo del vano motore iniziava ad essere sempre più devastante. Sui sedili posteriori  dell'autovettura erano intrappolati i tre bambini e i polizziotti normanni li hanno immediatamente tratti in salvo. L'auto è saltata in aria pochi secondi dopo il provvidenziale intervento degli agnti di polizia. La donna e i tre figli sono stati portati in ospedale ma fortunatamente hanno subito solo una leggera intossicazione da fumo .

3A/LES: Merola Erica, Maria Lagnese, mariacristina Ragosta, Vincenzo Aurilio, Giulia Parillo e Martina Carusone

 

Il maggio della Reggia di Caserta

CASERTA. La Reggia di Caserta, storico palazzo reale dei Borbone, caratterizzato dalla presenza di grandi giardini , durante il Maggio dei Monumentidove, ospita rappresentazioni teatrali e visite guidate. Durante tutto il mese di maggio, nel teatro di corte, splendido esempio di architettura teatrale settecentesca, è andata in scena la drammatizzazione "Maria Sofia di Baviera, l'ultima regina di Napoli" ad opera della compagnia teatrale "La Mansarda" di Caserta. Inoltre sempre nello stesso periodo, i turisti, hanno potuto prendere parte, negli appartamenti storici, al focus sugli ultimi regnanti: Maria Sofia di Baviera e Francesco II di Borbone. In seguito sono state proposte anche le visite guidate al giardino inglese a cura degli studenti dell'ITIS Buonarroti, del liceo Manzoni, dell'ISISS Terra di lavoro di Caserta e del liceo Segrè di San Cipriano d'aversa per il progetto  di alternanza scuola lavoro. In conclusione la Reggia parteciperà anche all'international Museum Day con la conferenza- dibattito su "Musei e storie controverse: raccontare l'indicibile nei musei- La fine del Regno delle due Sicilie e la nascita del Regno d'Italia" che si terrà presso il teatro di corte. 

 

TERZA A/Les: Senese Noemi, Minicucci giada, Carusone Valeria, Manzo Florinda 

Gabbani: dalla delusione di Kiev al nuovo tormentone estivo

ROMA. Francesco Gabbani due volte vincitore del Festival di Sanremo, rispettivamente nel 2016, anno in cui ha vinto come esordiente con il brano Amen , e nel 2017 nella categoria "Big" con il brano Occidentali's Karma,  nel 2017 è stato scelto come rappresentante dell'Italia all'Eurovision Song Contest 2017. Gabbani la sera del 14 maggio si è recato a Kiev per partecipare all’Eurovision Song Contest presentando il suo brano Occidentali’s karma. Mentre in Italia la canzone vincitrice del Sanremo 2017 ha avuto un gran successo, a Kiev si è classificata al sesto posto. Il 34enne cantautore Toscano non si aspettava questo risultato ma per lui è già stato un successo essere riuscito ad avere il supporto di tutti gli italiani e non. Il pubblico di Kiev ed in particolare la Bcc lo ha accusato di essere ubriaco durante la performance, pubblicando un tweet cancellato dopo poche ore. Al ritorno in Italia è stato ospite alla trasmissione “Che tempo che fa”di Fabio Fazio, dove ha alzato al cielo il premio ricevuto dalla stampa, ricevendo così un grande applauso dal pubblico italiano. Deluso ma non troppo, Gabbani ha già in mente di presentare un nuovo singolo “Tra le Granite e le Granate”, ecco il nuovo tormentone estivo.

Alunne della 3°\LES: ROSA MINOLFI, IVANA PICCIUOLO, SYRIA PERILLO, MARIANNA PENNACCHIO 

A Caserta negato il diritto alla scuola

CASERTA. Ciò che stata accadendo a Caserta è davvero preoccupante. I ragazzi del Casertano che frequentano le scuole di secondo grado, rischiano di non poter andare a scuola a causa di una crisi finanziaria in cui versa la Provincia, ente in dissesto e senza soldi in cassa, incapace di provvedere alla manutenzione degli istituti e delle strade. Il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha annunciato: «Per questo abbiamo deciso di stanziare un milione di euro per gli istituti scolastici del Casertano. La nostra priorità è evitare la chiusura delle scuole». Sono 97 le superiori in provincia di Caserta, il 99 per cento delle quali senza certificato di agibilità. «Faremo una task force per fare in modo che i soldi vadano direttamente alle scuole in base a quelle che saranno le richieste dei dirigenti» ha assicurato De Luca dopo aver incontrato una delegazione dei lavoratori della Provincia, della società Terra  di lavoro e dei rappresentanti della Rete informale dei genitori delle scuole superiori casertane.

3A\LES: Pagano Maria, Merola Erica, Lagnese Maria, Caprarola Giulia, Ragosta Mariacrstina, Aurilio Vincenzo

Maratona fra le pagine al Liceo Mazzini

È una vera e propria "Maratona fra le pagine" quella che il Liceo Mazzini, in via Solimena 62, propone per il Maggio dei libri 2017. Martedì dalle 9 alle 13 gli studenti accoglieranno il pubblico in aula magna per presentare e commentare i libri letti nel corso dell'anno La mattinata sarà divisa in due parti: “DiversaMente lib(e)ri” e “A Tu per Tu con Pirandello”. Si comincia alle 9 con “DiversaMente lib(e)ri”: gli studenti della I B presentano i libri del premio Elsa Morante Ragazzi e le idee nate dalle letture intraprese nel corso dell’anno scolastico. Lo scrittore Davide Cerullo e la giornalista Tjuna Notarbartolo, direttrice del Premio Elsa Morante  racconteranno le loro esperienze di scrittura e commenteranno gli interventi dei ragazzi che, in particolare si soffermeranno sui romanzi “Quella notte sono io” di Giovanni Floris, “La mia vita all’ombra del mare” di Simona Dolce, “Il Delfino” di Sergio Bambarén. La seconda parte della giornata prende il via alle 11 con la presentazione di  “A Tu per Tu con Pirandello, racconti e idee di liceali emozionati” (Homo scrivens), un libro, a cura di Armida Parisi, che raccoglie racconti, saggi, graphic novel e riscritture di diversi studenti del liceo. Saranno gli stessi autori a parlarne con gli ospiti: Vincenzo Caputo, ricercatore di Letteratura Italiana all’uUiversità Federico II, e Chiara Tortorelli, scrittrice ed editor di Homo scrivens. "Dopo un intenso lavoro i ragazzi di IV A - scrive la curatrice nella prefazione - hanno partecipato con i loro scritti alla XVI edizione del Colloqui Fiorentini. Il tema del condizionamento sociale che opprime la libertà degli individui, è stato a lungo oggetto di riflessione. In particolare è stato stimolante per i ragazzi ragionare sul fatto che la percezione delle vicende cambia in base alla prospettiva da cui osservano. Hanno così scoperto che la sofferenza dei personaggi pirandelliani nasce dal loro rifiuto di lasciarsi guardare secondo un unico punto di vista, dal rivendicare il diritto a una complessità che la società nega imponendo loro di indossare una maschera. È una sofferenza che, però, smette di essere tale se l’individuo ne diventa consapevole e non rinuncia a quella caratteristica meravigliosa che lo rende uomo: la fantasia. In un volume dedicato a Luigi Pirandello non poteva mancare un riferimento al teatro: ci hanno pensato le studentesse di quinta I con un breve saggio su “Questa sera si recita a soggetto”. Completa l’opera il graphic novel delle studentesse di quarta B, che si sono aggiudicate il Premio Pirandello ad Agrigento, e una riscrittura del primo quaderno di Serafino Gubbio firmata da Francesco Olivieri"

Alba Brundo, Chiara Lubrano, Sara Quagliero, Lucrezia Pisani

 

 

 

 

 

Morte di Danton: è grande spettacolo

La rivoluzione francese al teatro “Politeama” di Napoli

Amicizia, amore e rivoluzione. Questi sono i tre elementi più presenti che mai in “Morte di Danton” di Georg Büchner, tradotto da Anita Raja e diretto da Mario Martone e fino al 7 maggio al teatro “Politeama”, in via Monte di Dio. Tra i trenta attori in scena, anche Paolo Pierobon, nelle vesti di Robespierre, Giuseppe Battiston, con il suo Danton, e Fausto Cabra, che ha interpretato il violento Saint-Just.

Il Terrore, periodo di grande povertà e sacrifici per i francesi, subito dopo la rivoluzione francese, fa da sfondo all’antagonismo tra le due differenti idee di rivoluzione di Danton e di Robespierre. Il primo, deciso a lottare contro la violenza del Terrore, sostiene che la rivoluzione debba diventare strumento per l’emancipazione del popolo; il secondo giudica, invece, necessario mantenere il potere e dominare su tutti. Sarà proprio questo scontro di idee che porterà Robespierre e i suoi a scagliare la gente contro Danton e a condannarlo alla ghigliottina, insieme a tutti i suoi seguaci moderati.

Lo spettacolo, della durata di tre ore e suddiviso in due atti, è animato dalla particolare scenografia, composta da pochi oggetti e sipari rossi che definiscono li diversi ambienti  - la casa di Danton, il tribunale, le strade di Parigi, la prigione - e talvolta seguono il mondo interiore del protagonista, incrementando l'enfasi della scena.

Lunghi monologhi e dialoghi complessi tra i protagonisti rivoluzionari sono intervallati da scene di vita quotidiana nelle strade, spesso svolte tra il pubblico. Sono proprio questi ritmi alti e bassi che catturano l'attenzione dello spettatore nonostante l'opera risulti complessa nei concetti e la vicenda proceda si sviluppi lentamente.

Eccellente l'interpretazione: ogni personaggio ha una propria caratterizzazione, perfettamente in armonia con tutti gli altri.

Malgrado la non eccellente acustica del teatro e l'eccessivo riverbero, soprattutto nelle scene tra il pubblico, i dialoghi risultano comprensibili, pur se difficoltosi da cogliere nelle scene a “fondo palco”.

Altro punto di merito è nei costumi, realizzati da Ursula Patzak e nelle luci di Pasquale Mari che hanno contribuito a realizzare diverse atmosfere, talvolta cupe, come nello studio di Robespierre, talvolta sensuali, come le scene iniziali, e talvolta inquietanti, come nella scena finale, in cui la micidiale ghigliottina diventa protagonista assoluta, nella sua solitudine e nel suo dondolio incessante e angoscioso.

Carla Pisani Massamormile

IV A Liceo Mazzini

 

Eraldo Affinati racconta don Milani

La presentazione del libro “L’uomo del futuro” di Eraldo Affinati, scrittore e professore di lettere che si è interessato alla vita di Don Lorenzo Milani, ha riscontrato grande successo tra gli studenti del liceo Mazzini catturando particolarmente la loro attenzione. Introdotto da Ugo Olivieri, docente di Letteratura italiana all'Università e da Marina Cecchini, docente di Italiano e latino nonché organizzatrice dell'evento, lo scrittore ha affrontato svariati temi tra cui il rapporto studente-insegnante e le sue le avventure nel mondo per conoscere le diverse realtà dei suoi studenti immigrati. Tante le domande dei ragazzi.

Se sostiene che è da evitare il convincersi che Don Lorenzo Milani non sia servito a niente, ma che la società ha preso il suo insegnamento con superficialità, ritiene che la scuola possa ancora portare ad un cambiamento concreto di questa mentalità, o sono necessari altri strumenti?

«Credo che la scuola oggi serva più di ieri. Non basta semplicemente accedere alle informazioni tramite internet. La scuola è il luogo della conoscenza, dà inizio a imprese conoscitive facendo esperienza insieme. La scuola oggi fa una supplenza etica nei confronti della società contemporanea, ma è un lavoro che si deve fare insieme, serve una comunità educativa.”

Perché nel libro usa la seconda persona?

«L’ho utilizzata per conoscere me stesso tramite un viaggio interiore. La prima persona era troppo incentrata su di me, la terza troppo lontana, ho trovato una via di mezza».

Perché è andato in Gambia? I bambini lì hanno più voglia di studiare di noi?

«Mi hanno portato gli occhi di un mio studente quando mi chiese di conoscere la mamma da poco ritrovata. Come facevo a dirgli di no, ho fatto tutte le vaccinazioni necessarie e sono partito. Ho visto tutti bambini attentissimi nonostante le condizioni pessime, senza libri, penne o addirittura senza pavimenti nelle scuole».

Chi è per lei il viaggiatore?

“«l viaggiatore è colui che si mischia alle popolazioni locali, avendo un contatto umano con le persone. Soprattutto c’è una differenza con il turista, che si limita solo a visitare e a fotografare»

Se Don Milani insegnasse nella scuola italiana attuale cosa vorrebbe cambiare?

“Probabilmente cambierebbe la burocrazia ed eliminerebbe i test Invalsi, sostenendo sia sbagliato basarsi su parametri oggettivi. Cercherebbe di coinvolgere Insegnanti e studenti nell’impresa conoscitiva, cambiando il metodo valutativo».

Secondo lei si può agire senza la fede?

«Penso di sì perché la forza di Don Lorenzo Milani ha parlato ai credenti e non. Riusciva a stare sempre in equilibrio tra comunisti e cattolici, pur rimanendo un cristiano profondo, poiché aveva un linguaggio che coinvolgeva tutti».

C’è una differenza tra il rispettare le regole e l’essere obbedienti?

«Come don Milani penso che l’obbedienza non debba essere più una virtù: se si vede che una legge è sbagliata si deve avere la forza di disobbedire alla legge. La scuola ti deve insegnare il senso critico, quindi discutere, capire ed accettare la regola, se questa è giusta»

Da studente lei era un Pierino o un Gianni? Perché ha scelto di insegnare?

«Io sono un Gianni, perché la mia famiglia era povera culturalmente. Anche per questo faccio l’insegnante, per curare una ferita che è anche personale».

Chiara Lubrano

IV A LICEO MAZZINI

Un caffè immerso nell'oro

Avete mai sorseggiato caffè da una tazza decorata con dell’oro? I nobili del ‘700 sicuramente sì soprattutto se napoletani e clienti della Real fabbrica di Capodimonte fondata nel 1741 e chiusa nel 1759. La fabbrica fu la prima ad essere aperta a Napoli da Carlo di Borbone prendendo spunto dallo stabilimento di Meissen, a caratterizzare la porcellana napoletana era la totale assenza del caolino la quale pasta, formata dal feldspato ed altre argille, era maggiormente tenera e dal colore latteo. Molti dei pezzi prodotti sono oggi conservati nel museo di Capodimonte e nel museo Duca di Martina che ha sede all’interno della Villa Floridiana.

La terza sala al secondo piano del museo Duca di Martina è dedicata alla Real fabbrica di Capodimonte. Nelle due vetrine ci sono vari tipi di vasellame, dalle tazze ai vasi. Tutti i pezzi sono pregiati ed ognuno ha la sua storia che racconta le abitudini e i costumi dell’epoca. Anche se difficile da comprendere sappiamo che i nobili usavano queste piccole opere d’arte, decorate da veri e propri pittori, semplicemente per berci caffè o tè.  Nella sala è spiegata, inoltre, attraverso i vari tipi di vasellame anche come lo stile sia cambiato nel tempo. Nella prima teca ci sono capolavori di espressione principalmente orientale, semplici e uniformemente abbelliti e nell’altra invece porcellane di carattere europeo, più sfarzose e appariscenti.

Possiamo immaginare le composizioni piuttosto che in una teca in un mobile di un aristocratico, il quale avendo ospiti in casa decide di mostrare la propria collezione spiegando la storia e le caratteristiche di ogni porcellana. Iniziando con una caffetteria, composta da sei tazze impreziosite con dell’oro e una caffettiera, entrambe di chiaro gusto cinese, perché ornate con dei rametti di fiori di pruno in altorilievo e completamente bianche (nella foto).

Proseguendo, mostrando dei piatti che danno la chiara idea del passaggio dalla forma asiatica alla forma occidentale, passaggio dato dall’ isolamento di alcuni fiori dalla decorazione principale e dall’ uso del chiaro-scuro all’ interno delle foglioline verdi.

Un esempio, invece, di produzione di stile europeo possono essere quattro tazzine adornate con natura morta di strumenti musicali le quali hanno un tratto molto sottile assimilabile a quello delle calcografie e un vaso guarnito con scene di battaglia.

Ogni fine settimana di aprile e maggio in Floridiana ci saranno visite guidate con i ragazzi dell’alternanza scuola-lavoro. Gli studenti del liceo Mazzini vi aspettano sabato 6 maggio dalle 9 alle 13 e sabato 20 maggio dalle 14 alle 18.

RAFFAELE PEREZ

IVA LICEO MAZZINI

Placido de Sangro, un collezionista di razza

Vi siete mai chiesti a chi appartenga l’intera collezione di ceramiche all’interno della Villa Floridiana?

Placido de Sangro, Duca di Martina, invita a visitare la sua splendida raccolta di porcellane, che ha collezionato in giro per il mondo.

Secondogenito di Riccardo e Maria Caracciolo, strettamente legati alla corte borbonica, il Duca era un uomo estremamente facoltoso che, durante il suo rifugio a Parigi nel corso dell’Unità d’Italia, comincia ad acquistare oggetti di enorme valore. Successivamente, tornato nella sua residenza napoletana di piazza Nilo fa trasportare tutti i suoi oggetti collezionati con sé: Placido aveva un vero e proprio museo privato in casa.

Appassionato d’arte e amante del bello, il ricco Duca acquistava oggetti definiti di “arti applicate”.

Queste due parole definiscono totalmente l’intera concezione della collezione di Placido de Sangro, tutti gli oggetti presenti nelle vetrine da esposizione sono di un enorme valore artistico, culturale e monetario, ma sono prima di tutto oggetti di uso quotidiano, improntati all’uso di tutti i giorni. Oggetti come piatti, bicchieri, posate, salsiere senza mancare i vasi da notte.

Opere d’arte che non rientravano nella cerchia delle “arti maggiori”: pittura, scultura e architettura, venivano pertanto definite “arti minori” siccome non erano figlie di un genio superiore, ma solo della semplice manualità dell’artigiano; differenza che con l’andar del tempo andrà ad affievolirsi fino a scomparire del tutto.

Naturalmente non mancano opere destinate a mettere in risalto il proprio ceto elevato, come bastoni intarsiati con avori o metalli preziosi, scatolette piene di nei finti da usare nelle occasioni importanti e altre galanterie, stavano continuamente a simboleggiare lo “status” di quei tempi, tipi di oggetti che rappresentavano le mode dell’epoca.

La storia del Duca di Martina però non è stata sempre col vento in poppa. Nel 1881 scomparso prematuramente il suo unico figlio, l’intera collezione passò nelle mani dell’omonimo nipote, Conte dei Marsi. Quest’ultimo, sotto forte spinta della moglie, regalò nel 1911 l’intera collezione alla città di Napoli, che decise di posizionarla all’interno della Villa Floridiana, dove si trova tutt’oggi.

Non c’è quindi nessun rapporto storico o familiare che colleghi Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia e proprietaria della Villa Floridiana con Placido de Sangro. Le due bellezze, architettoniche e collezionistiche, si sono fortunatamente incontrate in uno scenario altrettanto splendido.

Un’occasione per immergersi completamente nel mondo borbonico, fatto di arte e bellezza senza eccessi sfarzosi. Lasciamo al visitatore il gusto di immaginare come sarebbe stato vivere una quotidianità immersa nella bellezza.

I ragazzi dell’alternanza scuola lavoro, provenienti da sei scuole differenti, saranno nella Villa Floridiana per tutto il mese di aprile e maggio, ad accogliere chiunque sia desideroso di cultura e arte appartenuti al mondo napoletano.

Claudio Catalano

IV A LICEO MAZZINI

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