Domenica 28 Maggio 2017 - 10:31

Epifani e Falconio lanciano "e-Laborazione" a Napoli

L’on. Guglielmo Epifani, deputato di Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista, terrà a battesimo la neonata associazione politico-culturale “e-Laborazione” presieduta da Dino Falconio, notaio e scrittore napoletano, durante un workshop intitolato “Riflessioni sulla Giustizia Sociale” che si terrà lunedì 29 maggio 2017 a Napoli presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici a Palazzo Serra di Cassano dalle ore 15,30 alle ore 19,00. Coordineranno i lavori i vicepresidenti dell’associazioneGiovanni De Simone, professore universitario di medicina interna, e Lanfranco Polverino, sindacalista,insieme al segretario Alessandro Zampella, docente di storia nella Scuola.

Sarà l’occasione – spiega il Presidente Falconio – per rimarcare il costante impegno per la costruzione di un Nuovo Centro-Sinistra da parte di un gruppo di cittadini da sempre sensibili alla sintesi del pensiero socialista e liberale, cattolico-democratico ed ecologista.Interverranno esponenti delle Parti Sociali, del mondo del lavoro e dell’impresa, delle libere professioni, dell’Università, della Scuola e della Cultura, delle associazioni civiche e di volontariato,che intendono concentrare nel nuovo soggetto associativo gli sforzi perelaborareuna moderna alleanza sociale del lavoro e per il lavoro”.

Bersani a Ercolano: col voto a ottobre aumenta l'Iva

ERCOLANO. «Credo sia arrivato il momento di non giocare più a palla ma di dire agli italiani cosa si vuol fare. Chi pensa di andare a votare a ottobre sta dicendo che si va in esercizio provvisorio e, tanto per dirne una, a gennaio scatta l'Iva». Lo ha detto Pier Luigi Bersani in visita ad Ercolano

Rai, Cda respinge il piano di Campo Dall'Orto

ROMA. Il Cda Rai respinge a maggioranza il piano informazione presentato dal Dg Campo Dall'Orto. A quanto apprende l'AdnKronos, a votare a favore sarebbe stato solo il consigliere Guelfo Guelfi mentre a votare contro sarebbero stati Franco Siddi, Rita Borioni, Giancarlo Mazzuca, Arturo Diaconale e anche la presidente Monica Maggioni che avrebbe spiegato la sua contrarietà con un discorso molto duro. Ad astenersi Carlo Freccero e Marco Fortis.

Dissenso aveva espresso Paolo Messa, abbandonando i lavori prima della votazione. "Non credo giovi alla Rai un conflitto permanente e una situazione di sostanziale paralisi. In questi mesi ho rappresentato una posizione critica sulla gestione aziendale e in particolare sulle vicende che sono state oggetto di una delibera dell'Anac", ha dichiarato Messa all'AdnKronos.

"Purtroppo le mie critiche e le mie proposte non hanno trovato riscontri. Credo sia un dovere, anche per rispetto dello stesso Campo Dall'Orto, trarne le conseguenze e ammettere che sono venute a mancare le condizioni a base del rapporto di fiducia con il direttore generale".

Il Cda, sempre a quanto apprende l'AdnKronos, ha approvato i piani di produzione fino a settembre. L'intento dei consiglieri sarebbe quello di dare così il via libera alle attività di programmazione che consentono all'Azienda di garantire "una ordinata continuità aziendale". A breve si passerà ad analizzare il documento relativo alla policy aziendale di autoregolamentazione dei compensi artistici che non dovrebbe, però, essere approvato oggi.

Legge elettorale: proposta di Italicum-bis, ma non c’è accordo

Alla fine il testo base è arrivato, ma rischia di naufragare ancora prima di partire. Stasera in commissione Affari costituzionali, Andrea Mazziotti ha depositato un testo che ricalca l'Italicum corretto da estendere al Senato. Una proposta diversa da quella che oggi ha ufficializzato il Pd ovvero un sistema che prevede un 50 per cento di proporzionale (con listini bloccati) e un 50 per cento di collegi uninominali con possibilità di coalizione. Quindi, dopo aver annunciato che non si sarebbe fatto ostruzionismo, il Pd in serata, dopo la presentazione del testo, ha fatto sapere che l'ok dei dem non è scontato. "Martedì alle 11 ci sarà un ufficio di presidenza del gruppo per decidere", spiega il presidente dei deputati, Ettore Rosato. E tanto basta per mettere a rischio il testo presentato da Mazziotti. Come rileva Renato Brunetta di Forza Italia: "Senza il Pd non si va da nessuna parte" per questo "il Pd avrebbe diritto e dovere di dire come la pensa''. Alla Camera i dem hanno una maggioranza schiacciante e quindi qualunque soluzione non può prescindere dal Pd. Con buona pace dei 5 Stelle che esultano: "Bene Mazziotti: si parte dal #Legalicum. Il Pd scarichi Verdini e voti legge condivisa. Siamo disposti anche a correttivi di governabilità", scrive su twitter. Il tema è che l'Italicum bis non convince il Pd che teme di ritrovarsi con un proporzionale puro come lo è di fatto l'Italicum a meno che non si raggiunga la soglia del 40 per cento per far scattare il premio di maggioranza. Altra cosa sarebbe stata se ci fosse stato il ballottaggio. Oggi Matteo Renzi lo ha ricordato in un post su Facebook. "Come sapete sono un grande sostenitore del ballottaggio, perché consente di scegliere ai cittadini anziché costringere agli accordi di palazzo. Ma dopo il No del 4 dicembre alla riforma costituzionale, il ballottaggio in Italia è diventato praticamente impossibile. Anche questa è una delle conseguenze negative del voto referendario", scrive Renzi. E aggiunge: "Continuano le grandi manovre parlamentari di chi chiede a parole una nuova legge elettorale ma in pratica non la vuole, e perde tempo". Oggi il Pd ha esplicitato quindi la proposta del tedesco 'corretto' e ambienti parlamentari dem rimarcano come, sulla soluzione prospettata dai dem, Forza Italia abbia cambiato le carte in tavole nel corso della trattativa portata avanti in questi giorni. "Sono partiti da un sì, poi sono passati al ni, fino ad arrivare al no...".

Oltre alla perplessità del Pd sull'Italicum bis, c'è il no esplicito di Ala, Lega e Mdp. ''Nel testo-base della legge elettorale proposto dal presidente Mazziotti è inaccettabile la conferma dei capilista bloccati alla Camera e la loro estensione al Senato'', dicono i deputati di Mdp in commissione. ''In questo modo - aggiungono - ogni partito potrebbe disporre addirittura di 150 capilista bloccati e quasi i tre quarti dei parlamentari eletti sarebbero sottratti alla scelta dei cittadini". "Articolo 1 farà su questo punto una battaglia politica e parlamentare molto determinata. Dopo quattro mesi di melina, il Pd ha la responsabilità di non aver orientato una scelta diversa già a partire dal testo-base'', annunciano da Mdp. Positivo il commento di Ap con Maurizio Lupi. I 'piccoli' non disdegnano una legge che prevede una soglia di sbarramento al 3 per cento a Camera e Senato. "Il relatore della legge elettorale ha fatto un buon lavoro di mediazione", dice Lupi. Forza Italia si limita a sottolineare di rispettare il lavoro del relatore Mazziotti ma Brunetta non nasconde i limiti di un testo su cui l'ok del Pd non è scontato: "'Tutta la nostra stima e considerazione va al presidente Mazziotti" e "non possiamo che accogliere con rispetto" il lavoro del relatore. "La nostra preoccupazione, però, è che non abbiamo ancora capito cosa voglia il Pd, partito di maggioranza relativa e questo mi sembra grave. Vedo Renzi -dice Brunetta -che accusa altri di perdere tempo. Questo mi sembra risibile e paradossale. Abbiamo aspettato di tutto e di più, ma non ho ancora capito cosa vogliono. Siccome senza il Pd non si va da nessuna parte, il Pd avrebbe diritto e dovere di dire come la pensa'". Il termine per la presentazione degli emendamenti al testo base è stato anticipato al 19 maggio alle 15. 'inizio dell'esame del provvedimento è stato è fissato per il 22 maggio alle 15.30 fermo restando l'obiettivo di arrivare in aula il 29 maggio.

Legge elettorale, ecco la proposta Pd

ROMA. Un tedesco corretto, 50% proporzionale e 50% maggioritario. È la proposta che il Pd, a quanto si apprende da fonti del Nazareno, farà per la riforma della legge elettorale in commissione.

Una decisione arrivata dopo l'incontro tra il Partito democratico e il relatore - e presidente della commissione Affari Costituzionali - Andrea Mazziotti. Dopo il vertice tra la delegazione Pd - formata dal capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato e dal deputato Emanuele Fiano - e Mazziotti, hanno preso il via lavori della commissione.

Francia, Macron è il nuovo presidente

PARIGI. Emmanuel Macron rispetta i pronostici della vigilia e sale all’Eliseo. Eloquente il primo exit poll diffuso subito dopo la chiusura delle urne che lo accredita del 65 per cento contro il  34,9 della sfidante Marine Le Pen. che ammette la sconfitta: «Ho telefonato a Macron per congratularmi con lui e per augurargli ogni successo. I francesi hanno votato per la continuità». Dal canto proprio, il neo-eletto è chiaro: «Si apre un nuovo capitolo nella nostra lunga storia. Vorrei che fosse di speranza e di rinnovata fiducia. È una grande responsabilità l’elezione all’Eliseo, ringrazio dal profondo del cuore tutti quelli che mi hanno votato, non li dimenticherò». 

Pd, Renzi proclamato segretario. Ecco tutti i campani nella direzione

ROMA. Matteo Renzi debutta ufficialmente da segretario. E invita il partito all’unità: «Ci sono due parole, unità e Mezzogiorno, da seguire. L’avversario è dall’altra parte. Basta sparare sul quartier generale». il suo vice sarà il ministro Maurizio Martina, metre Matteo Orfini viene eletto presidente e avrà come vice Barbara Pollastrini e Domenico De Santis. Eletta anche la direzione. I campani che entrano sono, per la mozione Renzi, Teresa Armato (area Dem); Mario Casillo e Raffaele Topo (area Lotti-Guerini); Andrea Cozzolino (area Orfini); Pina Picierno e Luigi Famiglietti; il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto; e di diritto Assunta Tartaglione, segretario regionale del partito, e il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Per la mozione di Andrea Orlando dentro Marco Sarracino e Camilla Sgambato. Per Michele Emiliano entra Simone Valiante. Renzi premette che no nc’è alcuna intenzione di sfiduciare il Governo («sono contento del lavoro che fa») ma sulla legittima difesa conferma tutti i suoi dubbi: «O accetti che la legittima difesa è un valore o non la spieghi. Noi lavoreremo per avere più poliziotti e carabinieri e contemporaneamente più centri di aggregazione». 

Legittima difesa, sparare ai ladri non sarà più reato. Ma solo di notte

ROMA. Con 225 voti a favore, 166 no e 11 astenuti, la Camera ha approvato le nuove norme in materia di legittima difesa, che modificano gli articoli 52 e 59 del codice penale. A favore il centrosinistra, ad eccezione dei deputati di Democrazia solidale che si sono astenuti, contro le opposizioni. Il testo passa ora al Senato.

LIMITI LEGITTIMA DIFESA - Viene specificato che si considera legittima difesa la reazione a un'aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Resta comunque ferma la necessità che vi sia proporzione tra difesa e offesa e l’attualità del pericolo. Già oggi si presume che vi sia proporzione se la difesa anche con armi riguarda un’aggressione domiciliare che mette in pericolo la propria o l’altrui incolumità oppure, ma in questo caso solo quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione, se si difende il proprio patrimonio.

TURBAMENTO ESCLUDE COLPA - Nella legittima difesa domiciliare è sempre esclusa la colpa di chi spara se l’errore, in situazioni di pericolo per la vita e la libertà personale o sessuale, è conseguenza di un grave turbamento psichico causato dall’aggressore.

ASSISTENZA LEGALE A CARICO STATO - Nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.

"Le norme sulla legittima difesa sono scritte con i piedi. Il Pd ha dimostrato ancora una volta come i compromessi con Alfano creano pasticci normativi. Pressato per motivi elettorali ha partorito nella miglior ipotesi il nulla e nella peggiore l'incertezza". Lo affermano i deputati M5S in commissione Giustizia alla Camera, annunciando il voto contrario del gruppo al ddl in discussione in Aula. ''Il dibattito sulla legittima difesa - aggiungono i 5Stelle - è stato puramente basato sulla propaganda elettorale dimenticando la realtà, per questo motivo abbiamo votato contro. La sicurezza e la giustizia devono essere in primis assicurati dallo Stato".

"Legittima difesa, ancora una volta la sinistra e il governo si sono dimostrati incapaci di rispondere alle reali esigenze della popolazione. Esigenze di sicurezza, tranquillità, di difendere i propri beni, la propria vita, le proprie attività dai delinquenti durante le rapine. Per questo voteremo 'no' a questa legge ipocrita, imbrogliona, che dice tutto e il contrario di tutto, scritta male", ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

La proposta di legge voluta dalla maggioranza sulla legittima difesa "è l'ennesimo affronto di un governo clandestino, che arma i ladri e disarma i cittadini. In Italia si può rubare, scippare, rapinare e violentare di giorno perché ti puoi difendere solo, forse, di notte. Siamo al delirio, speriamo vadano a casa il prima possibile. Questo governo è scafismo di Stato e difesa dei delinquenti", ha commentato il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che insieme ad altri parlamentari del Carroccio, indossando una maglia con la scritta "La difesa è sempre legittima", ha preso parte a un sit in di protesta in piazza Montecitorio.

Primarie Pd, a Napoli Renzi al 70%. Ecco tutti i voti nei quartieri e in provincia

ROMA. Renzi stravince le primarie Pd. A 392.163 schede scrutinate si attesta al 71,1%, Andrea Orlando al 21,1 e Michele Emiliano al 7,8. "Grazie e ora avanti insieme " ha scritto Renzi con un bigliettino condiviso sui social. "Oggi non è una rivincita", perché "con il Congresso si apre una pagina nuova, un nuovo inizio, non il secondo tempo della stessa partita". "Oggi ha vinto tutto il Pd, quello che non si è vergognato delle cose che abbiamo fatto sino a ora". 

A parlare di una partecipazione importante era stato, subito dopo la chiusura dei seggi, lo stesso Matteo Richetti, portavoce della mozione Renzi che parlava di una percentuale per l'ex premier "intorno tra il 65% e il 70%" e un dato finale "tra 1,8 e 2 milioni di votanti". Alle 17 avevano espresso la propria preferenza quasi 1,5 milioni di persone. Nel 2013 i votanti erano stati 2,8 milioni.

 

Emiliano si congratula con Renzi - "Ho telefonato poco fa a Renzi per fargli le congratulazioni, ma il nostro risultato è stato straordinario. Prima la nostra mozione, Fronte Democratico, non aveva strutture organizzate di alcun tipo". E' quanto ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. "I dati sono diversi da quelli che vengono diffusi in questo momento: abbiamo la ragionevole aspettativa - ha aggiunto - di superare il 10%, di superare il 12%, 12,5%".

Gentiloni chiama Renzi - Durante l'attesa dei risultati al Nazareno, mentre era ancora in corso lo spoglio, Renzi si è sentito telefonicamente con il premier Paolo Gentiloni in viaggio per la visita in Kuwait.

 

IL VOTO A NAPOLI E IN CAMPANIA. Anche a Napoli l'ex premier si afferma nettamente con il 70,1%, mentre Orlando si ferma al 19% ed Emiliano otteine il 10,7%. Circa 50mila i votanti a Napoli e provincia. A Salerno, "regno" del governatore Vincenzo De Luca, l'ex premier conquista un isulato bulgaro: l'88,8%. Il dato peggiore per Renzi è quello di Caserta, dove si attesta al 40%, con Orlando oltre il 30% ed Emiliano al 28%.A Benevento Renzi prende quasi l'81%, Orlando il 10% ed Emiliano il 9%. Ad Avellino l-ex premier si attesta al 78%, confermando il dato del voto tra gli iscritti che vedeva l'ex premier oltre l'80%. 

 

Ecco i dati di Napoli e provincia ancora provvisori:

Castellammare
Emiliano 459 voti
Renzi 800
Orlando 100

Ercolano

Renzi 83%
Orlando 14%

Emiliano 3%

San Carlo all'Arena 
Renzi 109 voti
Orlando 33 
Emiliano 24 
Nulle 2 
Bianca 1                       

Pianura
Renzi 84
Emiliano 20
Orlando 9          
             
Soccavo
Renzi 317
Emiliano 52
Orlando 46                        

Arenella 
Renzi 378
Emiliano 107
Orlando 102                        

Vomero 
Renzi 754
Orlando 196
Emiliano 191

Fuorigrotta Piazzale Tecchio 
Renzi 288
Emiliano 72
Orlando 56

Fuorigrotta Via Cumana 
Renzi 416
Orlando 90
Emiliano 88

San Giorgio 
Renzi 796
Orlando 276
Emiliano 193
 

Casalnuovo
Emiliano 166 voti
Renzi 111
Orlando 30                   

Quarto 
Emiliano 219
Renzi 162 
Orlando 29 
416 votanti, 1 nulla, 5 contestate e messe a verbale 

Vicaria
Orlando 8 voti
Emiliano 229
Renzi 69
Schede nulle 1
 

Secondigliano

Matteo Renzi 98

Michele Emiliano 58

Andrea Orlando 12

 

Colli Aminei

Renzi 282

Orlando 55

Emiliano 61

Nulle 4

SALERNO. "A scrutinio quasi ultimato, il risultato dei 16 seggi di Salerno città assegna alla mozione Renzi il 90% delle preferenze". Lo rende noto il Comitato per Renzi di Salerno. Mancano ancora i dati ufficiali dello scrutinio a Salerno.

Primarie Pd, Renzi gioca la carta-Bagnoli

NAPOLI. «Oggi molti di noi hanno la mente rivolta alle primarie del Pd che si svolgeranno domani dalle 8 alle 20 in migliaia di gazebo. E anche io ovviamente sto facendo come tutti le ultime telefonate. Ma un amico mi ha mandato queste foto, oggi. E la voglio condividere con voi: è l'Arenile Nord di Bagnoli, finalmente restituito ai napoletani. Ricordate?». Lo scrive su Facebook Matteo Renzi, postando una foto dell'arenile di Bagnoli bonificato. E oggi si vota per eleggere il nuovo segretario: in lizza, oltre a Renzi, anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e il governatore pugliese Michele Emiliano. A Napoli voti controllato: da Roma arriverà Ernesto Carbone.

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