Sabato 21 Aprile 2018 - 7:51

Le tre carte di Mattarella

Si ricomincia. Il giorno dopo il fallimento del secondo round di consultazioni dell'esploratrice azzurra Maria Elisabetta Alberti Casellati, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si prende un paio di giorni di riflessione. La presidente del Senato ha spiegato che il confronto sviluppato nell'ambito del suo mandato esplorativo ha permesso di evidenziare "spunti di riflessione politica". Spunti che ora andranno approfonditi per trovare una soluzione al rebus governo.

Il quadro però continua a complicarsi. Il leader di FI Silvio Berlusconi oggi attacca duramente il M5S e apre al Pd, facendo infuriare il segretario della Lega Matteo Salvini, che esclude di dialogare con i dem e ribadisce di essere pronto a metterci la faccia in prima persona. I 5 Stelle chiariscono intanto di preferire il voto a un governo che tiri a campare. Mentre il Pd, rimasto alla finestra in questa fase, fa sapere di non essere disposto a fare la ruota di scorta di nessuno.

Una matassa difficile da sbrogliare per Mattarella tra veti incrociati, scambi di insulti e arroccamenti delle forze politiche in campo. Lunedì si conosceranno le decisioni del capo dello Stato sulle modalità con le quali procedere per arrivare alla formazione del nuovo governo. Gli scenari più probabili a questo punto sono tre: un nuovo mandato esplorativo, per il quale si fa insistentemente il nome del presidente della Camera Robeto Fico; un pre-incarico a un leader politico o l'individuazione di una personalità terza per la formazione di un governo istituzionale.

MANDATO ESPLORATIVO A FICO - Sfumata la possibilità di un'intesa tra centrodestra e M5S dopo il tentativo Casellati, il presidente della Repubblica potrebbe giocarsi la carta Fico per vagliare l'altro 'forno' e verificare la fattibilità di un accordo tra i 5 Stelle e il Pd. Una trattativa che potrebbe essere favorita proprio dalla presenza del presidente della Camera, personalità ben vista dall'ala dialogante dem. Per i 5 Stelle l'orizzonte resta però quello di Di Maio premier. La capogruppo M5S alla Camera Giulia Grillo, oggi su La7, ha bollato come "suggestiva" l'ipotesi di un pre-incarico a Fico, chiarendo poi che non esiste nessun veto da parte dei 5 Stelle su un eventuale mandato esplorativo al presidente della Camera.

PRE-INCARICO A SALVINI O DI MAIO - La palla potrebbe però passare anche a un presidente pre-incaricato che avrebbe il compito di verificare la possibilità di dare avvio alla formazione dell'esecutivo. Per sbloccare l'attuale stallo, Mattarella potrebbe optare per un pre-incarico a Salvini, in quanto leader della coalizione di centrodestra che ha raccolto più consensi. Ma a ricevere il preincarico potrebbe essere anche Di Maio, capo politico del partito che ha ottenuto più voti alle elezioni del 4 marzo.

GOVERNO ISTITUZIONALE - Se non si dovesse trovare una soluzione politica e le forze in campo non fossero in grado di esprimere una maggioranza per la formazione di un esecutivo, si aprirebbe la strada all'opzione di un governo istituzionale. A quel punto sarebbe necessario individuare una personalità terza per il ruolo di presidente del Consiglio. I nomi già circolano da diverse settimane. Nella rosa sembrerebbero esserci, tra gli altri, il presidente emerito della Consulta Giovanni Maria Flick, il giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese, l’economista Carlo Cottarelli, già commissario alla spending review, il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone e l'ex ministro della Giustizia Paola Severino.

Berlusconi: «M5S? Li manderei a pulire i cessi»

"Gente come loro, voglio essere duro e volgare, li manderei a fare i fattorini e a pulire i cessi...''. Lo ha detto Silvio Berlusconi oggi in Molise, ai microfoni di Radionews24, parlando dei Cinquestelle.

A stretto giro è arrivata la replica su Twitter del senatore M5S Nicola Morra: "Meglio vivere onestamente, magari grazie al 'pulire i cessi', piuttosto che accordarsi con la #Mafia. Capito, Silvio?".

E Massimo Bugani, uno dei membri dell'Associazione Rousseau, vicinissimo a Davide Casaleggio e storico consigliere comunale del M5S a Bologna, ha postato su Fb una foto che lo ritrae a pulire un wc, in risposta alle parole di Berlusconi. "#Respect - scrive Bugani nel post che accompagna la foto - per chi pulisce i cessi e ci consente di vivere in un mondo pulito".

Ex ministro mette ko giornalista

Giornalista messo ko in pieno centro a Roma. Durante la realizzazione di alcune interviste sul tema dei vitalizi ai politici, l'inviato di 'Non è l'arena' - programma di Massimo Giletti su La7 - è stato aggredito da parte dell'ex ministro Mario Landolfi.

Danilo Lupo stava chiedendo un parere a Landolfi che, ricostruisce la trasmissione in una nota, "si è mostrato sin da subito visibilmente contrariato. L'ex ministro ha iniziato ad alzare i toni della conversazione per poi sferrare un potente schiaffo, colpendo in pieno volto" il cronista.

IL FILMATO. "L'aggressione, avvenuta nei vicoli dietro Palazzo Montecitorio, è stata vista da turisti e passanti rimasti sbigottiti dalla scena" che, assieme alla vicenda, saranno al centro della prossima puntata, domenica 22.

GILETTI. "Sono estremamente rammaricato - commenta Massimo Giletti - che un ex ministro nonché giornalista reagisca in modo sconsiderato. Le immagini riprese non hanno bisogno di nessun commento e ci raccontano di come, purtroppo, il tema dei vitalizi per gli ex parlamentari continui ad essere un nervo scoperto. Posso comprendere una reazione dialettica forte, ma non la violenza".

QUI IL VIDEO

LANDOLFI. “Ho scritto una lettera a Giletti per scusarmi dell'episodio che nella giornata di ieri mi ha visto protagonista in negativo nei confronti di un giornalista di Non è l'Arena. Chi mi conosce sa che siffatti atteggiamenti non appartengono al mio stile né al mio temperamento. Ho commesso un bruttissimo fallo di reazione e me ne assumo piena responsabilita'". Cosi' l'ex ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi protagonista ieri di un diverbio con Danilo Lupo, giornalista del programma di La7. Diverbio degenerato in uno schiaffo che il politico ha dato a Lupo. "Ritengo tuttavia che tale gesto, ancorché esecrabile, possa essere pienamente valutato solo a seguito della visione integrale del filmato. Conoscendo l'onestà intellettuale e professionale del dott. Giletti- continua l'ex presidente della Commissione di vigilanza Rai- non ho alcun dubbio che egli provvedera' tempestivamente a fornire in merito la piu' completa, corretta e obiettiva informazione anche al fine di chiarire il contesto nel quale la vicenda è maturata".

Casellati: «Mattarella saprà cosa fare»

"Ho svolto l'incarico con dedizione cercando di favorire un confronto costruttivo" e la "discussione, pur nella diversità di opinioni, ha consentito di evidenziare spunti di riflessione politica". Così la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, dopo aver incontrato il capo dello Stato, Sergio Mattarella, che, ha aggiunto, "saprà individuare il percorso migliore da intraprendere".

Dal canto suo Mattarella ha deciso di prendersi un paio di giorni di riflessione dopo quanto riferitogli dalla Casellati. Un modo per approfondire appunto quegli "spunti di riflessione politica" indicati dalla seconda carica dello Stato. Probabile quindi che lunedì si conosceranno le decisioni del Capo dello Stato sulle modalità con le quali procedere per arrivare alla formazione del nuovo governo.

M5S: "Meglio voto che tirare a campare"

"Ce la stiamo mettendo tutta per dare agli italiani un Governo che migliori loro la vita. Rimaniamo noi stessi: intransigenti e legati ai nostri principi, in primis la coerenza. Un governo che tiri a campare non ci interessa, a quel punto meglio il voto. Stateci vicini", è l'ultimo tweet di Danilo Toninelli".

Dal canto suo il leader della Lega Matteo Salvini arrivando in fiera, a Milano, per visitare il Salone del Mobile, afferma: "Ho la netta sensazione che ci sia qualcuno che vuole perdere tempo e che non vuole nessun governo, per arrivare a un governo tecnico alla Monti, telecomandato da Bruxelles per spennare gli italiani". "Per evitare questa fregatura - avverte - farò tutto quello che è possibile fare, se possibile mettendomi anche in campo in prima persona".

cinque stelle sono un ''pericolo per il Paese, non sono un partito democratico'', ha ribadito Silvio Berlusconi sottolineando: "Va evitata assolutamente una loro presa del potere''. E aggiunge: "Serve un governo del centrodestra che trovi i voti in parlamento", tutte le altre ipotesi "sono spiacevoli, deprecabili e dannose per il paese". Governo del centrodesrta che potrebbe ''concretamente fare accordi con uomini saggi, con i parlamentari dei gruppi misti e anche esponenti del Pd".

"Sono contrario al no deciso che dice la Lega e che dice Fratelli d'Italia alla possibilità di aprire un discorso sul programma con il Partito democratico", che, "invece, dal punto di vista della responsabilità e della democrazia, ritengo sia anni luce davanti ai cinque stelle'', ha detto ancora il Cavaliere.

Nel frattempo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sta ricevendo al Palazzo del Quirinale Maria Elisabetta Alberti Casellati. La presidente del Senato deve tirare le somme del suo mandato esplorativo.

Berlusconi apre al Pd, Salvini: «Sbagli»

''Concretamente il centrodestra potrebbe avere degli accordi con i parlamentari dei gruppi misti e anche con degli esponenti del Pd". Silvio Berlusconi è in Molise per le regionali. Il giorno dopo il fallimento del secondo round di consultazioni dell'esploratrice azzurra Elisabetta Alberti Casellati, il Cav cambia schema e guarda ai dem sottolineando che l'unica via di uscita dallo stallo attuale per il centrodestra è cercare in Parlamento i voti anche del Pd. A qualcuno suona come una chiamata a Matteo Renzi. Il leader azzurro lancia così un messaggio preciso agli alleati, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, chiedendo loro di far cadere il 'veto' su intese programmatiche con una forza responsabile come i Dem. 'Veto' che il leader della Lega non è disposto proprio a fare cadere: "Piuttosto che riportare al governo il Pd bocciato dagli italiani, faccio tre passi avanti io".

"Sono contrario al no deciso che dice la Lega e che dice Fratelli d'Italia -dice l'ex premier ai microfoni di 'L'Aria che tira' su La7- alla possibilità di aprire un discorso sul programma con il Partito democratico", che, "invece, dal punto di vista della responsabilità e della democrazia, ritengo sia anni luce davanti ai cinque stelle''. "M5S non è un partito democratico, sono un pericolo per il Paese, va evitata la loro presa del potere'', tuona l'ex presidente del Consiglio, spiegando in pubblico quello che va dicendo in questi giorni in privato, anche ieri: non possiamo fidarci di Di Maio, la verità è che non vogliono fare un governo con noi, è inutile che Salvini continui a trattare con loro.

Berlusconi, raccontano, ribadisce quella che è sempre stata la sua linea, fortemente sponsorizzata da Gianni Letta: no appoggio esterno ai Cinque stelle, nessun passo indietro o di lato, riconoscimento della sua legittimazione politica e unico modo per dare un governo stabile al Paese è quello di trovare i voti in Parlamento, magari con 'Salvini esploratore' in qualità di candidato premier della coalizione, coinvolgendo tutte le forze responsabili, a cominciare dal Pd. In caso di fallimento anche di questo tentativo, riferiscono le stesse fonti, il presidente di Fi 'vede' sono un governo del presidente, con tutti dentro.

''Berlusconi sbaglia a dire che si deve riportare il Pd al governo - replica Salvini all'ex premier - Non rispetta gli italiani e se lo fa lo fa senza la Lega''. ''Berlusconi - ha aggiunto -sbaglia quando dice che gli italiani votano male o non capiscono nulla. E io con il Pd di Renzi non voglio avere nulla a che fare''. E avverte: "Più che provarci e riprovarci, non so cosa fare. Adesso aspettiamo le scelte del presidente della Repubblica, ma piuttosto che tirare a campare, piuttosto che riportare al governo il Pd bocciato dagli italiani, faccio tre passi avanti io".

Di Maio: «Contratto a due o niente»

"Siamo disponibili anche a considerare non ostile un sostegno da Fi e Fdi" ma "il governo si forma su un contratto firmato da due persone, da me e Salvini". Così il capo politico M5S Luigi Di Maio al termine delle consultazioni con Elisabetta Alberti Casellati.

"Non ci si può chiedere di ricominciare da capo con tavoli" che già durante la fase per le presidenze delle due Camere "non abbiamo condiviso. Non si può pensare che tre forze politiche, più la nostra, contrattino ministri e sottosegretari, immaginate a che era politica si torna..." dice Di Maio.

"Con tutta la buona volontà a collaborare - rimarca - nulla per me è perduto e nulla si chiude, ce la metteremo tutta, ma non possiamo andare oltre certi limiti. Se poi mi si chiede di sedermi a un tavolo con altre tre forze politiche, Di Maio, Salvini, Berlusconi e Meloni per concordare un programma di governo e personalità che vengono dalle singole forze politiche, voi capirete che è molto complicato per noi digerire questo scenario".

"Siamo pronti al dialogo ma non oltre certi limiti già tracciati - ribadisce - noi siamo il Movimento 5 Stelle, ci sono questioni che sono poste da noi da sempre. Negarlo sarebbe ipocrita o tradirebbe i nostri elettori".

FI: DA M5S PROVA DI IMMATURITÀ - A stretto giro arriva la nota di Forza Italia: “Il supplemento di veto pronunciato dal Movimento 5 Stelle dimostra, al di là di ogni ragionevole dubbio, il rifiuto di formare un governo. Si tratta dell’ennesima prova di immaturità consumata a danno degli italiani. Il centrodestra unito e Forza Italia hanno invece dimostrato di essere pronti e compatti nella volontà di dare le risposte che il Paese necessita”.

PD - Interviene anche il Pd. "Stiamo assistendo a un balletto tutto tattico sulla pelle degli italiani. Di Maio ha sdoganato Forza Italia con una scelta che è quella di aprire una trattativa indiretta attraverso l'intermediazione di Salvini - dice Ettore Rosato - Noi restiamo in attesa di sapere le conclusioni della presidente Casellati sulle consultazioni fatte".

Salvini: «Via i veti e si parte»

"Un ultimo appello alla responsabilità" per rendere possibile la formazione di una maggioranza con il centrodestra unito. A lanciarlo al M5S è stato Matteo Salvini, al termine delle consultazioni a Palazzo Giustiniani, insieme a Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, con il presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

Lasciando Palazzo Giustiniani il leader della Lega non ha nascosto l'ottimismo in vista di un possibile accordo per il governo. "Sì, sì ci sono novità" ha detto a chi gli chiedeva se oggi è stata una giornata importante. "Ora dobbiamo aspettare un paio d'ore" ha aggiunto riferendosi al secondo colloquio della giornata di Casellati con Di Maio previsto per le 17.30.

"Ieri siamo usciti con gli schiaffoni, stasera con i sorrisi, una metà è fatta, l'altra la settimana prossima - ha affermato - Sono ottimista. Speriamo che oggi sia il giorno buono. Forse oggi si parte, si può costruire qualcosa finalmente".

"Siamo disponibilissimi a parlare di cose concrete, come Di Maio chiede da tempo, a confrontarci sullo stesso tavolo - ha proseguito - Se cadono i veti si parte, l’accordo con i 5stelle è di parlare di cose da fare". Così come ribadito successivamente su Fb: "Via i veti, e si parte! #andiamoagovernare".

Nel suo intervento davanti ai giornalisti Salvini ha rimarcato che "l'Italia reale sta perdendo la pazienza in consultazioni e contro consultazioni, veti e contro veti" e ha "la fondata speranza che si riesca finalmente a superare la politica del no che in molti hanno portato avanti fino a oggi".

Fatta questa premessa, il leader del Carroccio ha informato che il centrodestra ha "riportato al presidente Casellati la nostra fiducia nel fatto che si superino i veti e che chi verrà qui dopo di noi alle consultazioni accetti finalmente di sedersi al tavolo parlando di programmi e non di posti: pensioni, lavoro, fisco, scuola, riforma della giustizia".

"Confidiamo nel fatto che per reciproca buona volontà, nei prossimi giorni, si parli di cose da fare, di ciò che sta a cuore a noi e ai Cinque Stelle" ha detto Salvini. Ed ha ribadito il no a un esecutivo tra M5S e Pd: "Riteniamo improponibile un governo con chi ha perso le elezioni".

Casellati ci riprova

Il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha fissato il secondo giro di incontri con i partiti, come da mandato esplorativo conferitole dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, che si terranno oggi pomeriggio. Alle 14.30 la coalizione di centrodestra; alle 17.30, Movimento 5 Stelle. I colloqui si terranno a Palazzo Giustiniani.

Il nuovo round si è reso necessario dopo lo stallo creatosi al termine del primo giro di consultazioni con il M5S che ribadisce il veto su Forza Italia e la Lega, non disponibile a smarcarsi dagli alleati, che chiede un passo di lato di Luigi Di Maio.

Se la situazione non si dovesse sbloccare, in partita potrebbe rientrare il Pd. "Abbiamo convergenza su alcuni temi - spiega ai microfoni di Rtl 102.5 il capogruppo M5S a Palazzo Madama Danilo Toninelli - e continuiamo a proporre di sederci al tavolo". I dem però, aggiunge, devono fare "un passo in avanti" e "spero che lo facciano anche su sollecitazione del Presidente della Repubblica".

Dal Pd a replicare è Ettore Rosato che scrive su Twitter: "Non siamo la ruota di scorta di nessuno, nemmeno delle mancate vostre intese con la #Lega". "Non è sufficiente sbianchettare il programma elettorale per farci dimenticare che per anni avete considerato le riforme del @pdnetwork il male assoluto", aggiunge il vice presidente della Camera del Pd.

Toninelli spiega anche che se fosse per il M5S si sarebbe "già al tavolo" con la Lega per scrivere un contratto di governo . "Purtroppo Salvini è a un bivio - sottolinea - e quando venerdì, al termine del mandato esplorativo della Casellati" cadrà nel centrodestra "l'ipotesi di un esecutivo, perché noi non faremo mai un governo con un'ammucchiata del centrodestra, allora Salvini dovrà scegliere".

Il leader della Lega da parte sua osserva: "Se tutti continuano a rimanere fermi nelle loro posizioni, situazioni come queste non hanno risposte. Vedo se riesco ad inventarmi qualcosa di più rispetto al tanto che già come Lega abbiamo ipotizzato per fare partire un governo superando i 'no', i bisticci, i litigi".

"Io ultimatum non ne pongo - aggiunge Salvini - vediamo se oggi riesco a convincere gli altri". E sul mandato esplorativo affidato al presidente Casellati, Salvini evidenzia: "Non c'è nulla di inutile. Certo se nessuno rinuncia a niente? Personalmente non so più a cosa rinunciare.".

Il premier Paolo Gentiloni auspica intanto che si arrivi a una soluzione il prima possibile. Nelle discussioni europee "il governo attuale è impegnato, nessuno - assicura - ha staccato la spina. Ma certamente - aggiunge - c'è bisogno di una soluzione politica in tempi rapidi che dia certezza del ruolo che l'Italia non può che svolgere in questa discussioni europea e lo svolgerà assieme a Paesi con visioni comuni".

Pd pronto a entrare in gioco

"Il problema non è quello che decide di fare il Colle, il problema è il Pd e questo Pd non farà un accordo di governo con i 5 Stelle". Un big renziano commentava così ieri a fine giornata le voci che nelle ultime ore si sono alimentate nei conciliaboli alla Camera: in caso di fallimento del tentativo Casellati su centrodestra-M5S, un incarico a Roberto Fico la prossima settimana per vagliare il 'forno' Pd-5Stelle. "E' un forno che non si è mai aperto", ha puntualizzato il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci.

Ma se i renziani definiscono "fantasiosa" qualunque ipotesi di accordo con i 5 Stelle, a partire da Luigi Di Maio premier,l'ala 'dialogante' dem non è così graniticamente chiusa a intavolare un confronto. Specie se fosse Fico l'interlocutore. I renziani la vedono in tutt'altro modo: "Il Quirinale dà un incarico esplorativo a Fico? Benissimo, i 5 Stelle implodono e per noi sarebbe solo un vantaggio...".

Tuttavia, tra i 'dialoganti' c'è chi è convinto che il veto, alla fine, potrebbe cadere. Che Matteo Renzi (che continua a tenersi, anche fisicamente, lontano) abbia bisogno ancora di un po' di tempo per arrivarci. Se restasse, insomma, solo il bivio tra nuove elezioni e un governo con i 5 Stelle sotto la regia del presidente Mattarella, allora le cose potrebbero cambiare. "Di Maio, ovviamente, non sarebbe il premier". Ma serve tempo. E tra i dem c'è anche chi ipotizza che la prossima settimana potrebbe esserci un ulteriore giro 'ristretto' a Lega e M5S.

Al momento, comunque, i renziani continuano a ribadire il no ai 5 Stelle. Dice Ettore Rosato: con i 5 Stelle "non c'è nessun disgelo perché non c'è un'apertura, noi siamo obbligati dalla Costituzione a un confronto con chi riceverà un incarico, chiunque sia ci parleremo e porteremo i nostri punti programmatici, siamo interessati a che questo Paese abbia un governo e disinteressati che sia un governo Lega-Cinquestelle".

Né quella di martedì di Maurizio Martina va letta come un'apertura al M5S ma "ha lanciato i punti presentati al Quirinale e contenuti nel nostro programma", "siamo pronti a pedalare ma il problema è che prima di tutti devono pedalare quelli che dicono di aver vinto le elezioni. Certo noi non siamo fermi".

E Rosato ieri in serata puntualizza anche che "da parte del Pd non esiste alcun accordo con Berlusconi" riferendosi alle parole del leader di Fi che lasciando le consultazioni con la presidente Casellati ha detto 'noi abbiamo una nostra idea...'. Possibile allusione a un asse privilegiato con i dem. "Non esiste", sottolinea il vicepresidente della Camera.

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