Domenica 19 Novembre 2017 - 15:12

Pensioni, si tratta sull'aumento dell'età

ROMA. Incontro e proposte tra Governo e sindacati a Palazzo Chigi per trovare un accordo sull’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita. Terminato il confronto di oggi e in attesa degli approfondimenti, a quanto si apprende, il prossimo tavolo è stato convocato per martedì mattina alle 9:30.

APE SOCIALE - Il Governo avrebbe proposto ai sindacati l'istituzione, attraverso una norma, di un fondo con potenziali risparmi di spesa per consentire la proroga e la messa in regime dell'Ape sociale, al termine del periodo di sperimentazione.

67 ANNI - L'Esecutivo avrebbe poi deciso di arricchire il pacchetto di provvedimenti proposto la settimana scorsa con altre misure di un certo peso e, in particolare, l'estensione dell'esenzione per le 15 categorie - escluse dall'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni, che dovrebbe scattare nel 2019 - anche alle pensioni di anzianità e non solo per quelle di vecchiaia, avrebbe detto il presidente del Consiglio, secondo quanto riferiscono fonti presenti all'incontro.

LA CARTELLA - L'esecutivo ha quindi consegnato ai sindacati un documento di tre cartelle con le proposte aggiornate sull'adeguamento dell'età pensionabile alle aspettative di vita.

IL TAVOLO - Presenti al tavolo i ministri dell’Economia, del Lavoro e della Pa, Pier Carlo Padoan, Giuliano Poletti e Marianna Madia. "Il governo ritiene di aver fatto importanti sforzi e accoglie con rammarico il fatto che i sindacati abbiano opinioni diverse sulla bontà del pacchetto: la Cisl ha espresso una posizione di condivisione importante, la Cgil una posizione di segno opposto e una posizione intermedia dalla Uil" ha detto Padoan.

CAMUSSO - "Dal punto di vista degli impegni assunti dal governo nel settembre 2016 rispetto alla fase due, le distanze mi paiono evidenti" ha detto Susanna Camusso. "Il governo non dimostra nessuna disponibilità" su quello che avevamo chiesto. C'è "un quadro di grande distanza rispetto agli impegni presi". E "la nostra valutazione di grande insufficienza viene confermata, siamo davanti a un quadro che non risponde alle nostre richieste". "Il governo non dimostra nessuna disponibilità" su quello che avevamo chiesto. C'è "un quadro di grande distanza rispetto agli impegni presi". "La nostra valutazione di grande insufficienza viene confermata, siamo davanti a un quadro che non risponde alle nostre richieste".

FURLAN - La Cisl dà "un giudizio positivo del lavoro fatto che trova accoglimento in alcune importanti proposte". E' quanto ha detto il leader della Cisl Annamaria Furlan al termine dell'incontro con il governo sulle pensioni, anche se ha aggiunto "servono chiarimenti e correzioni".

Pd, Oddati: sabato prossimo si eviti ulteriore farsa

Napoli. - "Spiace che la vicenda congressuale sia finita ai cavilli e alle forzature regolamentari. Sarebbe bastato un po' di buon senso per venire incontro alle richieste di trasparenza e regolarita' che, molto pacatamente, avevamo mosso. Ma si eviti una ulteriore farsa sabato prossimo, e' bastata quella di domenica scorsa". Lo afferma Nicola Oddati, candidato alla segreteria provinciale del pd di Napoli dopo la decisione della commissione congresso di far votare sabato i 28 circoli che erano rimasti chiusi domenica scorsa. "Continuiamo a ribadire - spiega Oddati - che, per uscire a testa alta da questa situazione, e' necessario celebrare un congresso regolare e partecipato. Noi eravamo e siamo pronti a partecipare. L'impegno, la militanza e la passione dei nostri iscritti vanno tutelati con un congresso aperto e partecipato, e non mortificati per capricci correntizi, che nulla hanno a che vedere con il bene del Pd e del territorio". 

Pisapia: il Pd smetta di guardare a destra

ROMA. Al Partito democratico "voglio dire che l'idea dell'autosufficienza rischia di essere un suicidio politico. I nostri avversari sono le destre e i populisti e non possiamo regalare il paese a chi l'ha distrutto più volte". Così il leader di Campo Progressista Giuliano Pisapia aprendo i lavori di 'Diversa'.

Poi l'ex sindaco di Milano ha aggiunto: "Agli amici del Pd dobbiamo dire con forza" che c'è bisogno di "unità perché senza unità non si vince" ma anche "discontinuità perché senza la discontinuità è il Paese che perde". "Discontinuità - ha proseguito Pisapia - significa che nella legge bilancio c'è bisogno sin da subito di segnali forti" partendo da "un intervento importante sui superticket" e da misure per la "lotta alla povertà". E ha poi sollecitato "un impegno forte su ius soli e bio testamento, due dei nostri obiettivi".

Allo stesso tempo ha ricordato dal palco dell'Auditorium Antonianum: "Abbiamo chiesto centinaia di volte al Pd di guardare a sinistra e smettere di guardare a destra. Vogliamo un nuovo centrosinistra" e "un punto fermo è che non ci può essere nessun tipo di cammino insieme a chi pensa che nel nuovo centrosinistra ci debba essere un pezzo del vecchio o del nuovo centrodestra". Ma "non vogliamo un'altra Sicilia, non vogliamo un'altra divisione", ha sottolineato l'ex sindaco di Milano Così Giuliano Pisapia, aprendo 'Diversa', l'iniziativa di Campo Progressista.

Renzi: «Cercano di mettermi da parte, ma non ci riusciranno»

ROMA. "Sono mesi che cercano di mettermi da parte, ma non ci riusciranno nemmeno stavolta". Lo scrive Matteo Renzi nella sua ultima enews. "Dire che il problema sono io - sottolinea -per il voto in Sicilia si colloca nello stesso filone: utilizzare ogni mezzo per togliere di mezzo l’avversario scomodo. Che poi è l’obiettivo di chi è contro di noi". "Non a caso Di Maio rinuncia al confronto, non a caso Berlusconi per prima cosa attacca me e il Pd", prosegue il segretario del dem spiegando che il Pd, "insieme ai nostri compagni di viaggio" può arrivare al 40%.

"Personalmente credo nella squadra", scrive Renzi. "Siamo un bel gruppo di persone e possiamo rivendicare sia i risultati del passato sia i progetti del futuro - prosegue il segretario del Pd -. Ma per farlo torniamo a parlare liberi, in mezzo alla gente. Qui non si molla di un centimetro. E anzi l'Ottava edizione della Leopolda avrà come simbolo L8: lotto per iniziate a scrivere se sarete con noi dal 24 al 26 novembre e per cosa lottate voi. L8, lotto per altro che mollare".

"Già oggi - sottolinea - siamo in coalizione. E siamo pronti ad allargare ancora al centro e alla nostra sinistra". "Le cose che abbiamo fatto al governo in questi anni hanno fatto uscire l'Italia dalla crisi, sia nel settore economico che in quello dei diritti - prosegue il segretario del Pd -. Se qualcuno ha idee migliori, le ascoltiamo volentieri. Non abbiamo veti verso nessuno, noi".

"Dopo la vittoria alle primarie di sei mesi fa ho girato - e continuo a farlo - l'Italia in lungo e in largo. Ho ascoltato, incontrato, condiviso: eppure tutti i giorni si leggono solo notizie in politichese su accordi, litigi, discussioni. Quello che ci preme è far sì che il Pd stia in mezzo alla gente, non blindato nelle chiacchiere di palazzo", spiega Renzi.

"Forse sarebbe il caso di dire - continua - che se qualcuno dentro il Pd pensa di passare i prossimi mesi a litigare fa un grande regalo a Silvio Berlusconi e a Beppe Grillo. Sono mesi che si discute, si media, si fanno compromessi, si limano documenti: una vita fantastica, lo immaginate".

"Personalmente - prosegue Renzi - penso che sia arrivato il momento di cominciare la campagna elettorale. Da un lato c'è Berlusconi, dall'altro Grillo: due schieramenti pieni di estremisti e populisti. Noi siamo nel mezzo. Tiriamo fuori le migliori idee e i migliori candidati. E poi scelgano i cittadini". "Ma quello che deve essere chiaro è che io non posso essere il segretario dei caminetti tra correnti, degli equilibri e dei bilancini - spiega il segretario dem -: io sono perché tutti nel Pd si sentano a casa, rispettando il pluralismo e mettendo i migliori in lista. Ma sono anche perché finalmente si parli agli italiani e con gli italiani". "Basta chiacchierarsi addosso. Con la Direzione Nazionale del 13 novembre si inizia la campagna elettorale, altrimenti facciamo il gioco degli avversari", sottolinea Renzi.

Per l'esito delle elezioni in Sicilia "nessuno - chiarisce - ha dato la colpa a Grasso, neanche il sottosegretario Faraone che ha rilasciato la dichiarazione contestata da tanti. Si è solo detto che se Grasso si fosse candidato, come gli era stato chiesto, i risultati sarebbero stati diversi".

Tornando a criticare il candidato premier del M5s per aver fatto saltare il confronto in tv, Renzi scrive: "Tutti noi abbiamo avuto un Di Maio compagno di scuola. Uno di quelli che ti provocava nell'intervallo dicendo: 'Vieni fuori, che ti faccio vedere io'. Poi tu uscivi fuori e lui non c'era. Li conosciamo. Magari sono anche simpatici. Però a nessuno di loro affideresti il futuro dei tuoi figli". Di Maio "ha avuto paura", ribadisce il segretario del Pd spiegando che invece lui staserà sarà in Tv perché "avevo dato la mia disponibilità e rinunciare mi sembrerebbe un atto da vigliacco".

Alt di Bankitalia: non toccate la riforma delle pensioni

ROMA. Bankitalia ribadisce la necessità di non fare "passi indietro" nella riforma delle pensioni: sono cruciali "per mettere in luce migliore" i conti e per la loro "sostenibilità". Così il vice direttore generale della Banca d'Italia Luigi Federico Signorini risponde durante l'audizione davanti le commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato a Palazzo Madama nel giorno del secondo round tra governo e sindacati sulle pensioni.

L'attuale sistema è un elemento "chiave, che contribuisce nel lungo periodo a mettere le finanze pubbliche italiane in una luce migliore che si potrebbe avere guardando alla sola dimensione debito", ha detto, sottolineando che il paese deve assicurare la "sostenibilità" dei conti.

Gli interessi che l'Italia paga sul debito, aggiunge ancora, "pesano sull' economia in maniera notevole e riducono i margini" per interventi di politica economica. Ne consegue "la necessità, approfittando del periodo congiunturale favorevole, di intervenire sul risanamento della finanza pubblica", rileva

Per Signorini "l'economia italiana continua a migliorare". Il quadro macroeconomico "del governo per il prossimo anno si conferma condivisibile", dice. "Date le misure contenute nella manovra - aggiunge - anche nel 2019 appare possibile conseguire una crescita non lontana da quella programmata, sempre che non muti il quadro economico e finanziario internazionale".

Sicilia, voti reali: il centrodestra allunga

PALERMO. Sfida all'ultimo voto alle elezioni regionali in Sicilia. Il candidato del centrodestra Nello Musumeci è in vantaggio ma lo insegue Giancarlo Cancelleri del M5S. Non è previsto il ballottaggio. Lo spoglio delle schede elettorali è iniziato questa mattina alle 8.

I DATI DEGLI SCRUTINI - Quando sono stati scrutinate 1.219 sezioni su 5.300, Musumeci è al 38,8% mentre Cancelleri è al 35,2%. Fabrizio Micari, candidato del centrosinistra, è fermo al 18,9%. A seguire il candidato della Sinistra Claudio Fava con il 6,1% e Roberto La Rosa (Siciliani Liberi) allo 0,7%.

LE PROIEZIONI - Secondo la V proiezione 'Istituto Piepoli e Noto sondaggi per Rai' (riproduzione riservata), Musumeci è al 38%, seguito da Cancelleri al 36%. Micari è al 17,5% e Fava è al 7,5%. Il campione è del 27% con margine di errore del 3%.

Mentre secondo la III proiezione Emg - Acqua Group diffusa da La7 Musumeci è in testa con il 37,3%, seguito da Cancelleri al 36,4%. Micari è al 18,8%, Fava al 6,9%.

La coalizione di centrodestra è la prima per preferenze. Secondo la IV proiezione 'Istituto Piepoli e Noto sondaggi per Rai' (riproduzione riservata), la coalizione di centrodestra è al 38,6%, percentuale superiore a quella del suo candidato di riferimento Musumeci al 36%.

Secondo la IV proiezione 'Istituto Piepoli e Noto sondaggi per Rai' (riproduzione riservata), Cancelleri è al 34% e raccoglie più consensi del M5s al 27,2%. Al contrario, Micari è al 19,5%, meno di quanto incassa la coalizione che lo sostiene al 25,9%. Per quanto riguarda Fava è al 9% mentre la sua coalizione al 7,3%.

Il M5s è il primo partito in Sicilia secondo la VI proiezione 'Istituto Piepoli e Noto sondaggi per Rai' (riproduzione riservata). Ai pentastellati, infatti, va il 28% delle preferenze. Seconda forza politica Forza Italia con il 13%, mentre il Pd si attesta al 10,8%. Copertura del campione 27%, margine d'errore 3%.

URNE PRESIDIATE - I seggi elettorali sono stati guardati a vista per tutta la notte, dopo la chiusura delle urne alle 22 di ieri. Polizia, Carabinieri e finanzieri hanno controllato le urne contenenti le schede elettorali degli oltre due milioni su 4,5 milioni di siciliani andati ieri al voto.

AFFLUENZA - L'affluenza si attesta al 46,76% (2.179.474 elettori su 4.661.111), in leggero calo rispetto a cinque anni fa, quando fu del 47,41%. A Messina la partecipazione più alta con il 51,69%. Poi Catania con il 51,58%, Siracusa 47,55%, Ragusa 47,48%, Palermo 46,4%, Agrigento 39,6%, Caltanissetta 39,83%. In coda Enna con il 37,68% (dati Istituto Piepoli-Noto per la Rai).

Niente sfida in tv, Renzi: «Di Maio scappa»

ROMA. Salta la sfida in tv tra Luigi Di Maio e Matteo Renzi prevista per martedì. "Avevo chiesto il confronto con Renzi qualche giorno fa, quando lui era il candidato premier di quella parte politica. Il terremoto del voto in Sicilia - scrive Di Maio in un post su Fb - ha completamente cambiato questa prospettiva. Mi confronterò con la persona che sarà indicata come candidato premier da quel partito o quella coalizione".

Renzi su Twitter, rivolgendosi direttamente al candidato premier dei 5 Stelle, commenta così la decisione: "Di Maio: hai scelto la data, la TV, il conduttore. E adesso scappi? Un #leader non fugge".

Nel post su Fb il vicepresidente della Camera scrive: "Il Pd è politicamente defunto. A quello che leggo oggi sui giornali in interviste di esponenti Pd, non sappiamo neanche se Renzi sarà il candidato premier del centrosinistra. Anzi, secondo le ultime indiscrezioni riportate dai media, a breve ci sarà una direzione del Pd dove il suo ruolo sarà messo in discussione. Il nostro competitor - sottolinea - non è più Renzi o il Pd. Combattiamo contro l'indifferenza che genera l'astensione".

E su Facebook Renzi replica: "Di Maio mi ha sfidato a un confronto televisivo. Ha scelto la data, dopo il 5 novembre. Ha scelto la rete TV, La7. Ha scelto il conduttore, Floris. Ha fatto tutto lui". "Io ho semplicemente accettato perché Di Maio è il leader del Movimento 5 stelle che in tutti i sondaggi se la batte con il Pd per il primo posto nel proporzionale. E siccome due milioni di italiani mi hanno chiesto sei mesi fa di guidare il Pd, ho pensato fosse un gesto di rispetto accettare un confronto pubblico e trasparente davanti agli italiani. Mi sembra un modo giusto e onesto di far politica", prosegue il segretario del Pd.

"Oggi Di Maio scappa. Da giorni sapevamo che stavano litigando al loro interno dopo i precipitosi tweet dell'onorevole campano. Che avevano paura - scrive ancora Renzi- Ma non credevamo che arrivassero al punto di fuggire così. Mi spiace. Da padre prima che da politico. Di Maio potrebbe essere il nuovo presidente del Consiglio, se vinceranno loro. Mi spiace per i miei figli pensare che gli italiani rischino di essere guidati da un leader che è senza coraggio. Che ha paura di confrontarsi. Che inventa scuse ridicole".

Renzi aggiunge ancora: "Chi è il leader del Pd lo decidono le primarie, cioè la democrazia interna. Non lo decidono le correnti, non lo decide il software di un'azienda privata, non lo decide Di Maio. Lo decide un popolo meraviglioso che viene ogni giorno insultato sul web da profili falsi e odiatori veri".

"La loro fuga nasce dalla paura, tutto qui. Avevo preso l'impegno con Giovanni Floris di partecipare a questa trasmissione. Io ci sarò, lo stesso. E risponderemo su tutto, dalla Sicilia alle tasse, dai vaccini alle banche, dall'economia alla politica estera. So di giocare in trasferta. Ma un leader che vuole governare l'Italia deve far fronte a enormi sfide: terrorismo internazionale, sicurezza globale, disoccupazione, lotta alla corruzione". "Se un leader che vuole governare l'Italia con queste sfide ha paura di uno studio televisivo, semplicemente non è un leader. A domani, alle 21.30, su La7: se Di Maio ha un sussulto di dignità lo aspettiamo in studio. Altrimenti faremo con i giornalisti", conclude Renzi.

Il confronto dunque è ufficialmente saltato. Una nota dell'ufficio stampa di diMartedì su La7 fa sapere che domani alle 21.15 lo spazio politico della trasmissione sarà dedicato ad un'intervista di Giovanni Floris a Renzi. Sembra sfumare quindi anche l'ipotesi, circolata subito dopo l'annullamento del confronto, di un duello alternato, non diretto tra Renzi e Alessandro Di Battista.

Fico: «Io sindaco di Napoli? Vogliamo governare la città»

NAPOLI.  "Io sindaco di Napoli? Il Movimento 5 stelle è interessato al governo della città, non c'è dubbio. Poi chi sarà, vedremo". Risponde così Roberto Fico, parlamentare del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione Vigilanza Rai, a Napoli per una conferenza stampa nel corso della quale il gruppo Cinque Stelle in Consiglio comunale ha annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti della Giunta de Magistris. Fico è stato candidato sindaco di Napoli per il Movimento 5 Stelle nel 2011. 

Sicilia al voto: testa a testa centrodestra-M5s

Colpo di scena con la I proiezione sul voto in Sicilia, dopo gli exit poll di ieri sera che davano il centrodestra in vantaggio. Secondo la I proiezione 'Istituto Piepoli e Noto sondaggi per Rai' (riproduzione riservata), è testa a testa tra il candidato del centrodestra Nello Musumeci e il candidato del M5s Giancarlo Cancelleri, entrambi al 34%. A seguire il candidato del centrosinistra Fabrizio Micari con il 21% e il candidato della Sinistra Claudio Fava con il 9%. Il campione è del 5%. Lo spoglio delle schede elettorali è iniziato questa mattina alle 8.

Per avere dati più certi si dovrà attendere almeno il primo pomeriggio. I seggi elettorali sono stati guardati a vista per tutta la notte, dopo la chiusura delle urne alle 22 di ieri. Polizia, Carabinieri e finanzieri hanno controllato per tutta la notte le urne contenenti le schede elettorali degli oltre due milioni su 4,5 milioni di siciliani andati ieri al voto.

L'affluenza si attesta al 46,76% (2.179.474 elettori su 4.661.111), in leggero calo rispetto a cinque anni fa, quando fu del 47,41%. A Messina l'affluenza più alta con il 51,69%. Poi Catania con il 51,58%, Siracusa 47,55%, Ragusa 47,48%, Palermo 46,4%, Agrigento 39,6%, Caltanissetta 39,83%. In coda Enna con il 37,68% (dati Istituto Piepoli-Noto per la Rai).

Renzi a Pietrarsa cambia idea: nessun veto a sinistra

PORTICI. Sulle banche "i populisti ci attaccano, ma l'unico interesse che abbiamo salvato sono stati i conti correnti dei cittadini, delle persone, delle famiglie di questo Paese". Così Matteo Renzi sul palco, chiudendo la Conferenza programmatica del Pd a Pietrarsa.

"Non abbiamo scheletri nell’armadio - continua il segretario -, ma in un tempo di pensiero unico che ignora l'intreccio perverso per 15 anni tra questioni aziendali, dinamiche editoriali e vigilanza bancaria rivendico il diritto di non essere preso in giro da chi dice che difendiamo i bancari - aggiunge il leader dem -. Io difendo la dignità del Pd, dei nostri iscritti e l'esigenza della politica di far sentire la propria voce".
BANKITALIA - Quanto alla questione Bankitalia, parlando dei vertici di Palazzo Koch, l'ex premier commenta: "Le istituzioni hanno deciso, noi ieri abbiamo accolto Gentiloni con un grande abbraccio. Quella vicenda appartiene al passato. Punto e capo".

CRISI - "Rivendicare i risultati è un nostro dovere. Se questo Paese è ripartito non è per caso. Nel 2014 c'era chi voleva portare l'Italia fuori dall'euro e chi ha portato l'Italia fuori dalla crisi. Chi lo ha fatto ha un nome e cognome: Partito democratico. E dirlo non è arroganza ma orgoglio per quanto fatto e progetto di quello che vogliamo fare".

TASSE - "Gli altri parlano di flat tax, ma poi le tasse le riduciamo noi, non loro" aggiunge il segretario del Pd, elencando: "Ires, Irap, canone Rai". "Io penso che dobbiamo avere due parole chiave: abbassare le tasse sul lavoro - rimarca - Metti i soldi in tasca paghi le tasse, metti i soldi in azienda e crei lavoro, allora paghi meno tasse. E poi ridurre le tasse alla famiglie".

VITALIZI - Sui vitalizi, Renzi si dice "certo che il Senato approverà la legge senza modifiche, perché ne va della credibilità del Pd". Sulla battaglia contro i vitalizi, per Renzi "è Grillo che insegue Richetti", che porta avanti una battaglia su questo da quando era ancora consigliere in Emilia Romagna.

ALLEANZE - "Sono più importanti i voti dei veti. Non possiamo permetterci di chiudere l'alleanza senza avere il centro e non possiamo mettere veti a sinistra", afferma poi il segretario Pd.

"Se c'è qualcuno che pensa che fuori dal Pd e più facile difendere l'idea di sinistra lo faccia, ma per me fuori dal Pd non c'è rivoluzione socialista ma Salvini e Di Maio - prosegue Renzi-. Se c'è disponibilità al centro e a sinistra di creare strutture e aprire un ragionamento noi ci siamo".

"Noi siamo un squadra - sottolinea - il problema non è chi di noi governerà ma se governeremo noi o altri. Questa è l'unica cosa che mi interessa: portare il Pd al governo del Paese. Serve unità, non possiamo permetterci liti o baruffe. Abbiamo una responsabilita istituzionale, sapere che il Pd ha un compito enorme, scommettere su un modello che non è polemica tutti i giorni".

COALIZIONE - Per il leader dem, la ricetta per la governabilità del Paese è una coalizione ampia: "La legge elettorale che il Parlamento ha approvato è una legge con cui dobbiamo fare i conti ed e' evidente che impone la coalizione e condivido la parte in cui Gentiloni dice che il Pd deve essere il perno di una coalizione di governo. Serve una coalizione ampia, inclusiva e plurale. Nessun insulto del passato sarà per me una ragione di veto, io non metto veto e il Pd non mette veti. Superiamo gli insulti perchè noi pensiamo che non si vive di rancore".

"Più voti prende il Pd e più le larghe intese sono lontane - aggiunge - Se il Pd prende voti, le larghe intese non servono".

EUROPA - Guardando all'Europa, Renzi osserva che serve "un political compact, un social compact". "L'Europa non avrà futuro se non mette al centro la dimensione politica - chiosa - Per questo vogliamo l'elezione diretta del presidente di Commissione e le liste transazionali. Sì che vogliamo più Europa, ma non solo quella della tecnocrazia".

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