Giovedì 27 Luglio 2017 - 0:51

Renzi: «Il mio libro fa discutere? Bene!»

ROMA. «“Avanti” sta facendo discutere e questo mi fa piacere: era il mio obiettivo. In tanti mi state scrivendo i vostri commenti, grazie! Accanto alla ricostruzione dei fatti del passato che nessuno può smentire e accanto alle emozioni umane che ho condiviso scrivendo a cuore aperto, c’è un punto che voglio sottolineare. Se tutti i giornali scrivono che i dati economici sono migliori delle previsioni è perché la strategia di crescita e di riforme che abbiamo fatto durante i Mille giorni sta dando i primi frutti». Così, in un post su Facebook, il segretario del Pd Matteo Renzi 

Scarichi nei fiumi indagato Mastella

BENEVENTO. Un avviso di garanzia e' stato notificato al sindaco di Benevento, Clemente Mastella, in seguito alle indagini della Procura sugli scarichi dei reflui fognari nei fiumi Calore e Sabato, un questione che attanaglia la citta' da anni.

"Non escludo di dimettermi, come feci da ministro della Giustizia" dice il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, commentando l'avviso di garanzia notificatogli in seguito alle indagini della Procura sugli scarichi nei fiumi Calore e Sabato. "Io sto da un anno - ha detto l'ex guardasigilli - e voglio capire quali sono le ragioni per le quali qualsiasi sindaco, anche napoleonico, avrebbe potuto rimettere in piedi la depurazione a Benevento ed eliminare inconvenienti presenti da anni e non lo ha fatto. Con questa situazione non credo ci siano gli elementi per continuare in maniera serena. Ho recuperato i soldi per il depuratore, ho organizzato incontri di giunta per quanto riguarda il collettamento, abbiamo posto in essere tutto quello che era possibile e ora mi arriva anche l'avviso di garanzia ad un anno dalla mia elezione". ''Da ex ministro della Giustizia ne prendo atto, ho preso atto di notizie ben piu' drammatiche, pero' in questo caso non so come avrei potuto eliminare l'inconveniente che la Procura lamenta nei miei confronti''.

Olimpiadi, Renzi: non sono ruffiano e Napoli può candidarsi

«Possono dirmi tutto meno che io sia un ruffiano, non sono davvero il tipo che liscia il pelo, anzi se fossi un po' meno tranchant nei rapporti con gli altri sarebbe molto meglio. Io parto semplicemente da un presupposto: ho fatto il sindaco e so cosa serve per ripartire e rilanciarsi e Napoli ha tutte le condizioni per avere un progetto pluriennale davanti». Lo ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi a Radio Kiss Kiss, spiegando perché a suo avviso Napoli potrebbe essere la città candidata a ospitare una delle prossime edizione dei giochi olimpici. «L'esempio migliore potrebbe essere Barcellona che negli anni '80 era una città ripiegata su se stessa ma con le Olimpiadi del '92 ha avuto una svolta strepitosa. Secondo me questa potrebbe essere un'ipotesi di lavoro, visto la figuraccia che ci hanno fatto fare a Roma, noi eravamo in pole position per organizzare le Olimpiadi del 2024 ma i 5Stelle si sono tirati indietro per paura della corruzione». 

Il governatore De Luca nominato commissario della Sanità in Campania

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha ottenuto l'incarico di commissario alla sanità campana. La conferma ufficiale è arrivata da Palazzo Santa Lucia. La decisione è stata presa a Palazzo Chigi. Il via libera dell'esecutivo Gentiloni arriva dopo l'ok del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Crisi Montefibre Acerra, Cesaro: da De Luca solo nuovi impegni

«Il dato politico sulla grave crisi della Montefibre di Acerra è che, ad un anno dagli impegni assunti, il governo De Luca non ha ancor fatto nulla di concreto, ecco perché è piombato su una vicenda così importante un silenzio assordante». Lo afferma il Presidente del gruppo di Forza Italia del Consiglio regionale della Campania, Armando Cesaro, che sulla vertenza acerrana ha presentato questa mattina, nel corso della seduta dedicata al Question Time del Consiglio regionale della Campania, un'interrogazione a risposta immediata all'Assessore alle Attività Produttive, Amedeo Lepore. «Su nessuna delle questioni urgenti è stato fatto un solo passo avanti, nessuna soluzione alle problematiche esposte», spiega Cesaro. «Prendiamo atto dei nuovi impegni assunti, sui quali vigileremo costantemente, auspicando tempi davvero rapidi sia in ordine ai promessi Contratti di Sviluppo che rispetto agli annunciati Accordi di Programma, sui quali vigileremo«, prosegue Cesaro, per il quale 1è possibile dare una risposta immediata ai lavoratori, per i quali sono in scadenza le tutele degli ammortizzatori, ricorrendo alle risorse previste dall'articolo 10 del Dl 91/17, così come confermato dall'assessore Amedeo Lepore». «Il cofinanziamento regionale di questa misura - conclude Cesaro - sarà il vero banco di prova della reale volontà della Giunta di intervenire concretamente su questa annosa vertenza». 

Apologia del fascismo, è scontro Pd-M5S

È scontro tra il M5S e il Pd sulla proposta di legge, da oggi in discussione a Montecitorio, che chiede l'introduzione nel codice penale del reato di propaganda fascista. I 5 Stelle hanno dato parere contrario al provvedimento presentato dal Pd, primo firmatario Emanuele Fiano, definendolo "liberticida". “Liberticida era il fascismo- scrive oggi su Twitter il segretario del Pd Matteo Renzi- non la legge sull'apologia di fascismo. Bisogna dirlo al #M5S: era il fascismo liberticida. Almeno la storia!'".

Critiche che suscitano la reazione del Movimento 5 Stelle che parla di attacchi "strumentali". «L'antifascismo è un valore fondante della nostra Costituzione e del nostro Paese. Un principio che non può mai essere dimenticato né messo in discussione, rispetto al quale non è neppure ipotizzabile un passo indietro», sottolinea il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera, Simone Valente.

«Gli attacchi odierni nei nostri confronti che provengono dal Pd sono puramente strumentali. Non permettiamo a nessuno di mettere in discussione principi fondanti della nostra storia e della nostra identità», ha rimarcato Valente.

La norma prevede «misure potenzialmente e sostanzialmente arbitrarie o liberticide», dice Vittorio Ferraresi, deputato M5S, durante la discussione in Commissione Giustizia spiegando la contrarietà dei pentastellati alla proposta di legge Fiano.

Nella relazione di minoranza l'esponente Cinque Stelle aggiunge che «più opportuno sarebbe dunque stato, ove ritenuto necessario e come disposto da alcuni emendamenti a mia firma, aggiornare i contenuti delle citate leggi “Scelba" e “Mancino", invece che affiancarvi, nel codice penale, ulteriori fattispecie di reato che ne duplicano maldestramente i contenuti». Mentre ci troviamo di fronte a una norma che sanziona come reato «anche condotte meramente elogiative, o estemporanee, che, pur non essendo volte alla riorganizzazione del disciolto partito fascista, siano chiara espressione della retorica di tale regime, o di quello nazionalsocialista tedesco», concludeva Ferraresi.

Su Facebook, Fiano, chiede di sostenere la legge «anche per l'opposizione che riceverà da tutto il centrodestra e dai Cinque Stelle» e «anche - aggiunge dopo il recente caso della spiaggia fascista a Chioggia - per le cose che accadono tutti i giorni».

«I 5S voteranno contro sostenendo che è una legge liberticida», scrive Fiano in un altro post su Facebook in cui pubblica anche una foto con il testo del parere contrario alla legge del M5S. «Li ringrazio per la chiarezza, la differenza tra le nostre idee - conclude - è per me un vanto». ‬

La norma, che punta a punire "chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco", estende la legge Scelba del 1952 e poi la Mancino del '93, portando la legislazione a contemplare anche gesti individuali da punire, come il saluto romano o la diffusione di gadget ("produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli" del fascismo e del nazismo).

Alessandra Mussolini, parlando della legge Fiano, dice all'AdnKronos: «Invece di pensare ai drammi del paese, vogliono introdurre una norma anacronistica, inutile e senza senso, vogliono cancellare la storia, una cose folle, da matti».

Fondi Lega, 2 anni e 3 mesi a Umberto Bossi

MILANO. Il giudice monocratico dell'ottava sezione penale del Tribunale di Milano Maria Luisa Balzarotti ha condannato oggi Umberto Bossi a due anni e tre mesi di reclusione, il secondogenito del senatore, Renzo Bossi, a un anno e sei mesi e l'ex tesoriere del Carroccio, Francesco Belsito, a due anni e sei mesi di reclusione.

Il giudice li ha ritenuti colpevoli di appropriazione indebita, accusa in alcuni capi d'imputazione cambiata in tentata e per altri episodi prescritta. Il giudice ha poi condannato Umberto Bossi a una sanzione di 800 euro, Renzi Bossi a 500 euro e Francesco Belsito a 900 euro.

Secondo la procura, Bossi avrebbe utilizzato i fondi del partito per spese personali. Come aveva sostenuto il pm in aula, per Bossi sostenere i costi della sua famiglia" con il patrimonio della Lega sarebbe stato "un modo di agire consolidato e concordato" con i tesorieri, cioè con Belsito ma ancor prima con Maurizio Balocchi.

Belsito avrebbe distratto dalla casse della Lega circa mezzo milione di euro tra il 2009 e il 2011, mentre Bossi avrebbe speso 208mila euro di fondi del partito per sue esigenze personali e suo figlio Renzo 145mila euro tra auto, multe da pagare e la presunta 'famosa' laurea in Albania, costata 77mila euro. Ora l'attenzione si sposta a Genova dove per competenza territoriale si è spostata una parte del procedimento milanese nell'ambito del quale Bossi e Belsito, insieme ad altri indagati, sono imputati per truffa aggravata ai danni dello Stato e dove la sentenza è prevista per il 24 luglio.

"Ci aspettavamo questa condanna. E solo il primo grado ma andiamo avanti", dice Renzi Bossi quasi rassegnato. Per il resto il figlio del fondatore della Lega dichiara che il partito "non mi ha mai pagato le multe, tutte rateizzate da me nel 2013, né la laurea in Albania dove non sono mai stato". 

Codice antimafia, arriva il via libera del Senato

ROMA. Il Senato ha approvato il Codice antimafia con 129 voti a favore, 56 contrari e 30 astenuti. Il provvedimento torna alla Camera.

"Vedremo se i rilievi fatti sono fondati, ci sono opinioni moto diverse sia in dottrina che in magistratura, faremo una ricognizione. Vedremo se le modifiche sono necessarie e se sì, dove introdurle". Lo ha afferma il ministro della Giustizia Andrea Orlando, commentando l'approvazione al Senato del Codice.

Il provvedimento tornerà alla Camera per la terza lettura e il Guardasigilli ha escluso il rischio che possa impantanarsi e non essere approvato definitivamente. "Mi pare che la Camera abbia già dato un voto chiaro sul provvedimento, credo che ci siano tutte le condizioni per portarlo fino in fondo".

Orlando: se il Pd si allea con Berlusconi, serve referendum

ROMA. "Se ci fosse l'alleanza tra Pd e Berlusconi, chiederei agli iscritti cosa ne pensano, attraverso un referendum". Un'intesa del genere sarebbe ''uno scenario inquietante e improponibile''. Così il Guardasigilli, Andrea Orlando a 'L'intervista' su Skytg24.
Poi l'invito a mettere da parte le lacerazioni personali per provare a ricostruire una coalizione che includa anche pezzi di società che in questo momento sono alla finestra o sono disincantati". Mettiamo da parte" le divisioni personali, "altrimenti vince la destra''. "Dove il centrosinistra si è diviso, è stato sconfitto. E questa è una buona ragione per costruire una coalizione'', ha insistito Orlando.
"Non vedo una contrapposizione tra la parole di Renzi e Pisapia, se stiamo ai contenuti - ha detto poi - Se si riesce ad andare oltre le contrapposizioni personali, credo che ci siano le condizioni per ricomporre il centrosinistra attorno ai problemi reali delle persone''.
Mentre pensa a "un sistema di alleanze"di "tutte le forze politiche" per "decidere "un'iniziativa comune per chiedere coralmente all'Europa uno sforzo" per fronteggiare l'emergenza immigrati sulle nostre coste. ''Serve un'iniziativa comune per dire all'Europa 'guardate che così non reggiamo' - ha sottolineato il ministro - Queste persone che fuggono dalla povertà e dalla guerra vengono in Italia, perché è il lembo d'Europa più vicino all'Africa. Questo è un problema che riguarda assolutamente tutti''.

Pisapia e Bersani lanciano la nuova sinistra «Insieme»

ROMA. Battesimo in piazza in Piazza Santi Apostoli a Roma di "Insieme", il nuovo schieramento, voluta da Giuliano Pisapia, e nato dall'unione di 'Campo Progressista' e 'Mdp-Articolo1'. A parlare, oltre lo stesso ex sindaco di Milano, sarà Pier Luigi Bersani, che chiuderà dal palco la kermesse. "È una piazza di Roma importante, perché fa riferimento agli apostoli..." ha detto Massimo D'Alema arrivando alla manifestazione, a chi gli ricorda l'importanza per il centrosinistra del luogo simbolo dell'Ulivo. "Andremo alle elezioni ognuno con la sua piattaforma - ha detto D'Alema, rispondendo a chi gli chiedeva se fosse possibile un centrosinistra senza Pd - . Se noi avremo un grande successo, come io spero, sarà possibile riaprire un discorso col Partito democratico per spingerlo a tornare ad essere una forza che vuole fare il centrosinistra, perché il centrosinistra non è una parola, è una politica. E la politica del Pd di questi anni non è stata una politica di centrosinistra, sennò non saremmo qui".

Il palco a metà della piazza, colori arancione e rosso, lo slogan 'Insieme', fatto di palloncini e tanti volti della stagione del centrosinistra che fu, da Cesare Salvi a Vincenzo Vita e Angelo Bonelli .

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