Domenica 20 Gennaio 2019 - 4:42

Fonti Lega: «Crisi di governo dietro l'angolo»

"Una crisi di governo è possibile e potrebbe anche essere prima delle Europee". E' quanto sostengono con l'AdnKronos autorevoli fonti della Lega, convinte che, per quanto pubblicamente lo stesso Matteo Salvini smentisca questa ipotesi, la crisi sia ineludibile: "Come si fa ad andare avanti così? Tav sì, tav no, migranti sì, migranti no, Pedemontana sì, Pedemontana no. Non può durare una situazione così comica". Le fonti, certe di un nuovo successo della Lega, indicano le regionali del 9 e 10 febbraio in Abruzzo come il momento di un possibile 'redde rationem' con gli alleati del M5S; al massimo subito dopo le elezioni europee del 26 maggio.

Decreto sicurezza, Daniele: reazione del centrosinistra inadeguata

NAPOLI. "Il decreto sicurezza fa schifo. Non risponde alle esigenze di sicurezza del paese e, soprattutto, non investe nel comparto, almeno nel Mezzogiorno, dove il contrasto alla criminalità necessiterebbe di forti investimenti nel settore". A dichiararlo il consigliere regionale Gianluca Daniele che prosegue: "Invece di avviare una grande lotta unitaria di tutte le forze di centrosinistra, partendo dai Presidenti di Regione e dai Sindaci, assistiamo al solito spettacolo di divisioni tra chi è più di sinistra, nella totale assenza di un’iniziativa politica da parte del principale partito di opposizione, il Partito Democratico, sia a livello nazionale che a livello locale. Entrando nel merito del decreto va sottolineato che l’introduzione del taser, esteso ai vigili urbani nei comuni al di sopra dei 100mila abitanti partirà in fase sperimentale e senza molte indicazioni sull’utilizzo, invece, all’estero viene indicato, per esempio, per quali motivi può o non può essere usato. Rispetto alla pratica delle regolarizzazioni c’è il rischio concreto che questa crei ancora più clandestini senza possibilità di rimpatrio con i problemi che ne deriverebbero per i comuni ospitanti. Per quanto riguarda le forze di polizia saranno stanziati 38 milioni per gli straordinari e le indennità accessorie. Una cifra ridicola nemmeno sicura! A mio avviso per lavorare serenamente servirebbero almeno 500 milioni per l’assunzione di circa 8000 poliziotti che andrebbero a sanare, in parte, i danni causati dal blocco del turnover con la perdita di ben 10 mila unità e tagli di circa 7 miliardi avvenuti negli ultimi dieci anni. Secondo me - prosegue Daniele - bisogna affrontare la questione dal punto di vista politico per quanto concerne una grande forza riformista e di sinistra. Infatti, va messa in atto una grande mobilitazione nel Paese delle forze politiche e sociali per denunciare le carenze normativi del decreto e la scarsità di risorse che sono destinate al comparto sicurezza. Sono fermamente convinto - conclude il consigliere - che la strada intrapresa con il decreto sicurezza sia sbagliata perché contrasta con i valori di solidarietà, accoglienza e uguaglianza. Sicurezza e sviluppo si creano attraverso la difesa di questi valori e della libertà degli esseri umani di potersi spostare e circolare e di essere tutelati e salvati".

Baglioni e migranti, è bagarre

E' polemica sulle dichiarazioni di Claudio Baglioni sui migranti. Parlando durante la presentazione del festival, il direttore artistico di Sanremo ha attaccato il governo sul caso 'Sea Watch'. Un attacco che avrebbe provocato imbarazzo tra i vertici di Rai 1. Secondo quanto scrive il quotidiano 'La Stampa', sulla base di quanto riferito da persone vicine alla direttrice della rete ammiraglia Teresa De Santis, l'uscita dell'artista avrebbe fatto naufragare l'ipotesi di un Baglioni Ter per il Festival della canzone italiana.

"Non voglio commentare, però sappiate che sono al lavoro" ha fatto sapere il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini, replicando ai deputati Pd Michele Anzaldi, segretario della Vigilanza Rai, e Alessia Morani della presidenza del gruppo dem alla Camera, che sollecitavano un suo intervento su quella che loro definiscono "minaccia a mezzo stampa" da parte del direttore di Rai1 al conduttore del Festival. 

IL PD - "Il direttore di Rai1 minaccia a mezzo stampa il conduttore della principale trasmissione di Rai1 e della Rai, Sanremo, ma dalla commissione di Vigilanza arriva solo un silenzio tombale" hanno detto Anzaldi e Morani. "Mai si era assistito - aggiungono gli esponenti dem - ad un caso del genere, con l'annuncio di epurazione del direttore artistico del Festival prima ancora che il Festival abbia inizio, peraltro per una semplice dichiarazione perfettamente in linea con la storia e l'attività di tanti anni di Baglioni sull'accoglienza. Con la Vigilanza di Zavoli, di Gentiloni, di Storace, la direttrice Teresa De Santis sarebbe già stata convocata per chiarire".

SINDACO MARTELLO - Sul caso interviene anche il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello. "Ho conosciuto Claudio Baglioni" e "lo stimo non solo per le sue grandi qualità artistiche: è un uomo che merita rispetto. A proposto delle sue parole pronunciate di recente, andrebbero lette tutte, non bisogna fermarsi ai titoli". 

"È vero, il tema della migrazione comprende aspetti dei quali si parla troppo poco e credo che la preoccupazione di Baglioni sul clima che si vive in Italia sia un atto d’amore per il nostro Paese. Purtroppo però - prosegue Martello - come spesso accade, tutto viene appiattito sul piano delle polemiche quando invece bisognerebbe dedicare attenzione al merito delle cose".

ASSOCIAZIONE - Per l'associazione 'Lampedus'Amore', che ogni anno organizza il Premio internazionale di giornalismo dedicato a Cristiana Matano a Lampedusa, dove la giornalista riposa, "Baglioni ha espresso un’opinione sulla vicenda dei migranti". L'associazione "non può esimersi dal constatare che le reazioni contro l’artista sono state estremamente pesanti e vanno stigmatizzate con forza". E ancora: "Traduzione: Claudio Baglioni è uno di noi. Ha partecipato al nostro convegno durante la prima edizione, conosce profondamente Lampedusa, conosce la disperazione della gente che arriva, conosce la forza dell’amore. A lui, noi di 'Lampedus'Amore' diciamo solo una cosa: Claudio, canta e non fartela passare mai!".

Quota 100 e reddito, Cdm slitta ancora

Slitta ancora il Consiglio dei ministri su reddito di cittadinanza e quota 100. Avrebbe dovuto tenersi oggi, poi domani ma, salvo cambi di programma dell'ultimo minuto, si terrà la settimana prossima. A rallentare la “corsa" del provvedimento, gli scontri tra i due alleati di governo sulla disabilità. Ora con ogni probabilità il Cdm si svolgerà venerdì 18 gennaio. Lunedì, infatti, a quanto apprende l'Adnkronos il vicepremier Luigi Di Maio dovrebbe partire alla volta degli States, per fare rientro in Italia giovedì 17.

Intanto oggi a Palazzo Chigi un Consiglio dei ministri si terrà, ma su misure in scadenza. E in odg non dovrebbe esserci nemmeno il nodo della presidenza Consob, nonostante Di Maio abbia ieri ufficializzato il nome di Marcello Minenna.

Ieri il nodo della disabilità è stato affrontato durante il vertice in tarda serata tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i due vicepremier. Di Maio avrebbe ribadito che il reddito di cittadinanza è una misura a contrasto della povertà, dunque destinata ad aiutare anche quei 260mila disabili che vivono sotto la soglia di povertà assoluta e che, per tutti loro, il reddito sarà svincolato dall'accesso al mondo del lavoro e dalla trafila dei centri d'impiego.

I soldi per fare di più - il ragionamento emerso durante il vertice tra i tre - al momento non ci sono. Ma i prossimi giorni saranno decisivi per chiudere questo nuovo fronte. Dalle file del M5S sottolineano - come fatto ieri lo stesso Di Maio - che il reddito di cittadinanza 'viaggia' insieme a quota 100, dunque rallentare il via libera alla misura vorrebbe dire frenare anche il restyling della legge Fornero.

 

 

Forza Italia, Caldoro nominato responsabile del Dipartimento Autonomie

NAPOLI. Stefano Caldoro è il responsabile del nuovo Dipartimento di Forza Italia “Autonomie". L'ex governatore campano e parlamentare Pdl “ritorna" in azzurro con un incarico affidatogli dal presidente del partito Silvio Berlusconi, su proposta del senatore Adriano Galliani, coordinatore nazionale dei Dipartimenti azzurri. Ad annunciare la nomina una nota di Fi. «Ringrazio il presidente Berlusconi, il senatore Galliani ed i vertici di Forza Italia per la responsabilità ricevuta, ruolo che svolgerò con il massimo impegno e partecipazione». Il commento di Caldoro sui social. 

«Amici delle banche», gogna social contro i 5S

«Ah ora le banche si possono salvare?». All'indomani del via libera del governo gialloverde al decreto per Carige, la Rete si scatena prendendo di mira in particolare il M5S. Fioccano su Twitter foto ritoccate e vecchi video in cui Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista si scagliavano contro i salvataggi delle banche da parte del Pd. L'accusa è quella di essere incoerenti. C'è chi nota come «il salvataggio di Carige deciso dal governo del cambiamento» non sia diverso da «quelli messi a punto per altre banche da Renzi e Gentiloni». E si chiede: «Anche i 5 Stelle amici delle banche?».

Qualcuno lancia l'hashtag: «#Carige is the new Etruria», per poi aggiungere ironicamente: «Non è un Salva-Banche, ma un Tutela-Risparmiatori». Ricordando la lista delle cose fatte stilata da Di Maio, un utente scrive: «Salvare una banca con soldi pubblici: fatto». In un altro tweet si legge: «Quale neologismo inventerà il governo per definire il salvataggio di Carige? Pace bancaria?». Qualcuno, citando una famosa intercettazione di Piero Fassino, ironizza: «Abbiamo una banca». Mentre un altro scrive: «Mi aspetto una dichiarazione di Di Maio che spiega che era impossibile non intervenire perché era già stato deciso dal governo precedente».

C'è chi scomoda anche il Garante del Movimento: «Ironia della sorte sarebbe che alla fine Grillo abbia un conto là». E chi tira in ballo il caso della nave Sea Watch. «Si sono confusi: dovevano salvare 49 disperati e invece hanno salvato la Carige», si legge in un tweet. «Potevano chiedere a Malta di salvare Carige», ironizza un altro. E ancora: «Salviamo solo le banche donne e le banche bambine». In molti fanno notare che «il governo del cambiamento» si è limitato a «cambiare banca». Tirando le somme qualcuno sentenzia: «Dopo Carige possiamo tranquillamente affermare che moriremo democristiani».

De Magistris invia manuali diritto navigazione a Di Maio, Salvini e Toninelli

NAPOLI. «Di buonora mi sono recato in via Mezzocannone a Napoli, strada dove ha sede l'università laica più antica del mondo, la Federico II, e ho comprato un breve piccolo compendio sul diritto della navigazione, marittima, interna e aerea, in tre copie, di cui ho voluto far omaggio, sempre con spirito di confronto e non solo di propaganda politica, ai ministri Di Maio, Salvini e Toninelli», dice in un video il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ha aquistato stamane in una libreria cittadina tre manuali di diritto della navigazione. «Hashtag #napoliporto aperto, con la speranza che quando si affermano postulati giuridici essi siano fondati sul diritto. La politica è una cosa, il diritto un altro.- continua de Magistris - Per ora fino a prova contraria i porti sono aperti, e soprattutto nei trattati di diritto internazionale, nelle convenzioni internazionali e nelle costituzioni del mondo sta scritto che se delle persone si trovano in mezzo al mare vanno salvate. A maggior ragione se sono vittime e se sono bambini, donne e persone fragili». 

Reddito anche per chi avvia attività

Un aiuto per chi avvia un'attività, rinunciando al reddito di cittadinanza per mettersi in gioco nell'attività di impresa. È quanto prevede l'ultima bozza della relazione che accompagnerà il dl sull'introduzione del reddito di cittadinanza. "Ai beneficiari del RdC che avviano un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro i primi 12 mesi di fruizione del RdC - si legge infatti nella bozza - è riconosciuto in un’unica soluzione un beneficio addizionale pari a sei mensilità di RdC, nei limiti di 780 euro mensili".

Incentivi all'imprenditorialità anche per beneficiari del reddito di cittadinanza che fanno parte di un nucleo familiare, dunque percepiscono sussidi più elevati. Per chi avvia un'attività di impresa o di lavoro autonomo, sono previste nell'ultima bozza due mensilità di reddito di cittadinanza anticipate per il nucleo familiare a titolo di incentivo. Ma l'avvio dell'attività va comunicata entro 30 giorni all'Inps, pena esclusione dal reddito di cittadinanza.

Di Maio e i gilet gialli, polemica in Ue

Non si placa la polemica sull'appoggio di Luigi Di Maio ai gilet gialli. Dopo aver incitato il movimento di lotta francese a "non mollare", il capo politico del M5S replica alla ministra per gli Affari europei Nathalie Loiseau, che ieri ha criticato la lettera del leader pentastellato, invitandolo, insieme a Salvini "a fare pulizia" in casa propria. Mentre l'Ue ribadisce il sostegno al presidente francese Emmanuel Macron.

IL POST DI DI MAIO - "La ministra per gli Affari europei Nathalie Loiseau, dopo la mia lettera di ieri mattina ai Gilet Gialli, ha dichiarato: 'La Francia si guarda bene dal dare lezioni all'Italia. Salvini e Di Maio imparino a fare pulizia in casa loro' - scrive Di Maio su Facebook -. Forse si dimentica di quando il suo presidente, Macron, parlando del nostro governo ci aveva paragonato alla lebbra, 'Li vedete crescere come una lebbra, un po' ovunque in Europa, in Paesi in cui credevamo fosse impossibile vederli riapparire'. Quanta ipocrisia".

"Il popolo francese - sottolinea ancora Di Maio - chiede il cambiamento e un maggiore ascolto delle loro esigenze. Non posso non condividere questi desideri, né penso di dire nulla di offensivo verso i cittadini francesi. E' chiaro che qualcosa deve cambiare. Come ad esempio è ora di smettere di impoverire l’Africa con politiche colonialiste, che causano ondate migratorie verso l’Europa e che l'Italia si è trovata più volte a dover affrontare da sola", conclude.

LA REPLICA DELLA MINISTRA - Parole alle quali replica la ministra francese: "Ho già reagito ieri: ho sentito molte volte il governo italiano chiedere rispetto per il modo in cui governa l'Italia - afferma Loiseau a margine del Consiglio Affari Generali a Bruxelles -. Credo che questo rispetto sia dovuto a qualsiasi Paese, soprattutto a un Paese vicino, alleato e amico". "Ogni governo - sottolinea ancora Loiseau - ha la priorità di occuparsi del benessere e dell'avvenire dei suoi compatrioti. Penso che la priorità del governo italiano sia occuparsi del benessere del popolo italiano: non penso che occuparsi dei gilet gialli abbia qualcosa a che fare con il benessere del popolo italiano". Quindi aggiunge: con il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi "parliamo spesso e di molte cose. E dunque, evidentemente, parleremo anche" delle parole di Di Maio, "sicuramente".

UE - Sulla polemica interviene anche la Commissione europea: "Prima di tutto non commentiamo i commenti, in particolare quando arrivano da commentatori professionisti- afferma il portavoce capo della Commissione Europea Margaritis Schinas-. Il presidente Macron e le autorità francesi hanno tutta la nostra fiducia per la messa in atto del programma per il quale il presidente è stato eletto dal popolo francese".

 

 

Dl sicurezza, si allarga fronte per ricorso alla Consulta

Dopo la protesta di alcuni sindaci anche alcune regioni guidate dal centrosinistra si muovono contro il decreto sicurezza e annunciano ricorso alla Consulta. Altre fanno sapere di stare valutando il ricorso.

UMBRIA - Oggi è stata la giunta regionale dell'Umbria a deliberare di ricorrere alla Corte Costituzionale. La stessa Regione Umbria fa sapere in una nota che la giunta ha inoltre "deliberato di avviare un percorso per l'approvazione di un disegno di legge 'salva-regolari' che mantenga inalterati, a garanzia di tutta la comunità regionale e in attesa del giudizio della Corte, i diritti sociali ed umani garantiti nel nostro territorio regionale a quegli stranieri entrati regolarmente in Italia e che ora sono stati privati delle proprie legittime aspettative dal decreto sicurezza". "La giunta - si legge - sosterrà anche le azioni legali intraprese dai sindaci, mediante gli opportuni strumenti giuridici a disposizione". "Le misure intraprese oggi dalla giunta regionale sono in continuità con la tradizione millenaria di civiltà del popolo umbro - afferma la presidente dell'Umbria Catiuscia Marini - improntata ai principi di convivenza pacifica e solidarietà, sempre vicina a chi ne ha bisogno: nessuno di coloro che vive in Umbria verrà abbandonato al suo destino, umbri e non, con buona pace dei disseminatori di odio". "Questa è la terra di San Francesco e San Benedetto, è la terra della spiritualità che si è fatta accoglienza, è la terra dell'impegno laico, civile, solidarista e pacifista - conclude - Ai nostri valori ispirati alla Carta Costituzionale e alle convenzioni internazionali di salvaguardia dei diritti dell'uomo non rinunciamo".

TOSCANA - "Noi come Regioni non facciamo disobbedienza civile, ma esercitiamo una competenza per chiarire l'articolo 13" del decreto sicurezza "che ostacola il funzionamento dei servizi sociali e della sanità che ci compete" spiega il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, intervendo a Omnibus su La7, a proposito del ricorso che la giunta regionale delibererà oggi per impugnare il decreto Salvini davanti alla Corte Costituzionale. "Il decreto sicurezza accresce il numero degli irregolari", aggiunge Rossi. "Se i bambini non sono iscritti alla anagrafe è più difficile fare le vaccinazioni. Pertanto noi come Regioni esercitiamo una prerogativa, quella di chiedere un chiarimento sulle nostre competenze regionali di assistenza sociale", afferma il governatore secondo il quale con il decreto sicurezza si rischia "una situazione di non controllo e di creare ulteriori tensioni. Se il premier Giuseppe Conte ci chiamasse basterebbe una modifica dell'articolo del decreto e noi continueremmo a fare il nostro mestiere di gestione del territorio".

PIEMONTE - Anche la Regione Piemonte presenterà ricorso davanti alla Corte Costituzionale sulla parte del decreto sicurezza che tocca competenze regionali. A confermarlo il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, a SkyTg24. "Ci rivolgeremo alla Corte: proprio stamattina ho avuto conferma dalla nostra avvocatura, che su questo si sta anche confrontando con i colleghi della Regione Toscana, che esistono le condizioni giuridiche per il ricorso alla Consulta, visto che il decreto, impedendo il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari, avrà ripercussioni sulla gestione dei servizi sanitari e assistenziali, di nostra competenza, che la Regione ha finora erogato ai migranti interessati". "Noi - aggiunge Chiamparino - continueremo a fornire le cure necessarie, in base al principio universale che quando una persona sta male deve essere curata, ma sono evidenti le gravi conseguenze che il decreto avrà sul territorio regionale, creando di colpo una massa di ‘invisibili’ di cui in qualche modo la Regione e i Comuni dovranno comunque occuparsi, nel campo della sanità e delle politiche sociali, con evidenti e paradossali ripercussioni negative proprio sul terreno della sicurezza e della convivenza civile", conclude il presidente del Piemonte.

LAZIO - In campo contro il dl sicurezza anche Nicola Zingaretti. "Stiamo valutando il ricorso" alla Consulta, "ricorso che deve essere cogente e preparato nel migliore dei modi - sottolinea il presidente della Regione Lazio - Dobbiamo fare in modo che due pilastri della vita democratica come la civiltà e la sicurezza non vengano messi in discussione". Zingaretti ha inoltre comunicato che la Regione Lazio ha accantonato 1,5 milioni "per attenuare o annullare se possibile gli effetti devastanti del decreto sicurezza. Con questi fondi garantiremo agli Sprar di non chiudere". "Faremo presto un bando - aggiunge - che permetterà ai comuni di partecipare e di tenere in vita dei capisaldi dell'integrazione che il dl mette in discussione. Le Asl del Lazio hanno ricevuto la disposizione di non interrompere, in nessun caso, l'assistenza sanitaria per le persone che ne hanno diritto. Nelle prossime ore incontrerò i sindaci per cercare di stabilire come evitare gli effetti negativi del provvedimento del decreto Salvini".

BASILICATA - Anche la Regione Basilicata valuta se ricorrere contro il decreto sicurezza. "Oggi pomeriggio abbiamo una riunione di giunta con all'ordine del giorno il decreto sicurezza - afferma all'Adnkronos la vicepresidente della Regione Flavia Franconi - Iniziamo una discussione per capire cosa fare. Valuteremo, sentendo anche i nostri avvocati, per capire che speranza c'è nel fare ricorso". "Il decreto è complesso - conclude Franconi - vogliamo prendere una decisione ragionata".

 

 

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