Giovedì 15 Novembre 2018 - 10:17

Il ribelle De Falco annuncia battaglia

L'ipotesi sospensione? "Al momento non è stato avviato alcun procedimento" da parte dei probiviri e comunque "non c'è stata alcuna lesività nel mio agire". Gregorio De Falco, uno dei 5 senatori 'dissidenti' 5 Stelle che non hanno votato la fiducia al governo sul decreto sicurezza, non ci sta e annuncia battaglia anche su un altro provvedimento del governo: quel decreto emergenze finito nel mirino del Partito democratico per la parte relativa al 'condono' di Ischia.

"Ho presentato un emendamento all'articolo 25 - dice De Falco all'Adnkronos - per sopprimere il comma secondo cui" per la definizione delle procedure di condono "trovano 'esclusiva applicazione le disposizioni' contenute nella legge 28 febbraio 1985" emanata durante il governo Craxi.

"Chiedo al governo di chiarire che non c'è alcuna deroga al principio 'Tempus regit actum'" in base al quale ogni atto è regolato dalla legge del tempo in cui esso si verifica. Proposte di modifica all'articolo 25 sono arrivate anche da parte di altre due senatrici 'ribelli': Paola Nugnes e Virginia La Mura. De Falco ha inoltre sottoscritto (insieme ai colleghi 5 Stelle De Bonis, Fattori, Ciampolillo, Trentecoste, Granato, Marilotti, Ricciardi, Angrisani, Romagnoli e l'ex grillino Martelli) anche un emendamento soppressivo del 'famigerato' articolo 41 sulla gestione dei fanghi di depurazione.

Tornando alle possibili sanzioni che saranno comminate dai vertici 5 Stelle (ma "non ci sono ancora novità", assicura all'Adnkronos un membro dei probiviri), De Falco aggiunge: "Ribadisco che non ho alcuna contezza che sia stato effettivamente avviato un procedimento disciplinare. Anzi, manca qualunque contestazione formale. Come faccio a difendermi da un'accusa che non è stata formalizzata? Insisto sulla circostanza che io non ho commesso alcuna violazione, non ho procurato alcun danno al Movimento o al governo, non c'è alcuna lesività nel mio agire. Ritengo di aver rappresentato soltanto, lecitamente, che" il decreto sicurezza "è dannoso per la società e la civiltà giuridica che essa ha raggiunto".

Inoltre, rimarca l'ex capitano di fregata, "mi sembra lecito rifarsi, prima ancora che all'art. 67 della Costituzione, al comunicato n. 45 di Beppe Grillo del 2011" secondo cui "ogni eletto deve rispondere al programma e alla propria coscienza e ha la libertà di esprimersi liberamente in Parlamento, senza chiedere il permesso ad alcun capo bastone. Questo fa capire che io non sono in dissenso con il Movimento".

Lo scenario - che starebbe prendendo quota nelle ultime ore - di una sospensione di uno o due mesi per i 'dissidenti' non turba la tranquillità di De Falco "Credo che sia una ipotesi irrealistica al momento". E a chi gli fa notare che, da sospeso, non sarebbe tenuto a tagliarsi lo stipendio nel periodo oggetto della sanzione, il senatore ribatte tranchant: "Sono solo illazioni sull'ipotesi, è roba non merita alcun rilievo. Qui al Senato c'è tanto lavoro da fare...".

Il vertice di Governo si terrà domani

ROMA. Due riunioni separate - Lega prima, M5s poi - con Giuseppe Conte. Alla vigilia della scadenza dei termini entro i quali la Commissione Ue attende una risposta ai rilievi sulla legge di Bilancio - e nella giornata in cui il presidente del Consiglio e il Sottosegretario alla Presidenza, Giancarlo Giorgetti, hanno ricevuto una delegazione degli ispettori Fmi - la riunione tecnica e allargata a entrambi i partiti e' saltata. Cosi', Conte ha incontrato prima i leghisti - il vicepremier Matteo Salvini, i sottosegretari Giancarlo Giorgetti e Armando Siri - poi, prima di partire per Palermo per dare il via alla Conferenza per la Libia e' stata la volta di Luigi Di Maio, in attesa di rivederli insieme. A questo punto,oggi al ritorno dalla Sicilia e' stato fissato. Fonti di entrambi i partiti negano che dietro alla decisione di tenere due riunioni separate vi siano liti o divergenze.

Dissidente del M5s aderisce a Dema

ROMA. «Dema ha deciso di lavorare su tutto il perimetro nazionale ed europeo, e quindi anche Roma. Diamo a Cristina il benvenuto in un progetto fatto di competenze e di passione. Cerchiamo di accompagnarci a persone che abbiano sensibilita' e differenze, che sono un valore per noi che ci rifacciamo alla Costituzione antifascista e repubblicana. Abbiamo apprezzato in questi mesi la passione politica di Cristina e la sua delusione che non si e' trasformata in rabbia ma in impegno civile e democratico» ha detto il sindaco di Napoli e presidente di Dema, Luigi de Magistris, durante la conferenza stampa a Roma in cui la consigliera capitolina ex M5S Cristina Grancio ha annunciato la sua adesione al suo movimento.

Salvini a Berlusconi: "Io non mollo"

Salvini non ci sta. Dal palco della scuola politica della Lega replica a Silvio Berlusconi che aveva parlato di "un clima illiberale". "In Italia non c'è nessun rischio dittatura - assicura il ministro dell'Interno Matteo Salvini -, semmai una velata dittatura, fondata sulla paura, sulla precarietà, sulla mancanza di speranza e ce l'hanno consegnata i governi precedenti". Respinge al mittente anche l'idea, prospettata dal Cavaliere, di una durata breve del governo gialloverde. "Sono convinto" che questo "esecutivo non potrà durare 5 anni" ha detto Berlusconi, ma Salvini lo gela: "Io non mollo di un centimetro, saranno altri a mollare". 

Si tira fuori con eleganza dalla polemica, nata dagli attacchi alla stampa del M5S. "A noi i giornalisti stanno simpatici, anche perché ci trattano sempre bene - dice sornione dal palco del Carroccio -. Noi siamo dei signori". E torna ad attaccare la politica economica europea. "Se tutte le manovre dei geni che ci hanno preceduto a cui Juncker batteva le manine hanno massacrato l'economia, non abbiamo il diritto ma abbiamo il dovere di fare l'esatto contrario". D'altra parte il governo sarà chiamato a dare una risposta all'Unione europea a proposito della manovra e su questo, assicura, "non andiamo lì cocciuti, dicendo o è così o è pomì". Salvini non si lascia scappare alla fine una stoccata al presidente della Commissione europea. "Io la letterina l'accetto da Babbo Natale non da Juncker - avverte -. Babbo Natale è più vero di lui, mangia castagne e beve vino brûlé, ma pochino...". 

Berlusconi: "Governo cadrà"

"Se si continua così, siamo davvero all'anticamera di una dittatura...". Ne è convinto Silvio Berlusconi, parlando degli attacchi alla stampa di Luigi Di Maio. "Sono convinto - ha aggiunto Berlusconi, a margine del congresso nazionale dei giovani di Fi, in corso a Roma - che questo governo non potrà durare cinque anni, la Lega si accorgerà presto di non poter tradire il programma del centrodestra presentato ai nostri elettori. Questo governo cadrà e allora ci saranno due possibilità. La prima: un mandato al centrodestra che trovi i voti necessari in parlamento per formare una maggioranza, oppure si andrà a nuove elezioni". Secondo il Cavaliere, "tutte le dichiarazioni" dei cinque stelle "mettono molta preoccupazione. Siamo in una democrazia illiberale. Anche il Pd ha capito che siamo di fronte a un governo pericoloso. E quindi, per le nuove persone che sono entrate e costituiscono i vertici del Pd, credo che condividano le nostre preoccupazioni e guardino al futuro come qualcosa che dobbiamo portare verso la libertà'".

Immediata la replica del vicepremier Matteo Salvini: "Berlusconi che parla di rischio dittatura fa ridere. Come si fa a dire così, qualcuno confonde serietà e ordine" con dittatura. "Per essere una dittatura è una dittatura felice", aggiunge ironicamente. Già prima aveva detto: "Berlusconi parla addirittura di rischio 'dittatura' in Italia? Le lasci dire ai burocrati di Bruxelles e ai nostalgici di sinistra queste esagerazioni, l'Italia con la Lega al governo sarà sempre democratica e mai più serva di nessuno", ha replicato Matteo Salvini.

Sala a Di Maio: "Non rompa le p..."

Negozi chiusi la domenica? Il sindaco del capoluogo lombardo Beppe Sala sbotta sulla proposta del vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio e commenta: "La facessero ad Avellino, qui a Milano non ci rompano le palle". Parole a cui lo stesso Di Maio replica su Instagram. "Per il sindaco di Milano Sala i diritti delle persone sono una rottura di palle - attacca il vicepremier -. Nessuno vuole chiudere nulla a Milano né da nessun altra parte, ma chi lavora ha il diritto a non essere più sfruttato. Questo rompe le palle a un sindaco fighetto del Pd? E chi se ne frega!".

"Infimi sciacalli", Di Maio attacca i giornalisti

"Contento di averti sempre difesa e di aver sempre creduto in te". Lo scrive in un post su Facebook, Luigi Di Maio, capo politico del movimento 5 Stelle, dopo l'assoluzione della prima cittadina di Roma, Virginia Raggi, ricordando i "due anni di attacchi alla sindaca più massacrata di Italia". "La magistratura ha fatto il suo dovere e la ringrazio, ha solo seguito quello che andava fatto d’ufficio" sottolinea Di Maio.

"Il peggio in questa vicenda - scrive il vicepremier in un durissimo attacco alla stampa - lo hanno dato invece la stragrande maggioranza di quelli che si autodefiniscono ancora giornalisti, ma che sono solo degli infimi sciacalli, che ogni giorno per due anni, con le loro ridicole insinuazioni, hanno provato a convincere il Movimento a scaricare la Raggi".

"La vera piaga di questo Paese" per il ministro del Lavoro "è la stragrande maggioranza dei media corrotti intellettualmente e moralmente. Gli stessi che ci stanno facendo la guerra al governo provando a farlo cadere con un metodo ben preciso: esaltare la Lega e massacrare il Movimento sempre e comunque".

Di Maio parla di "pagine e pagine di fake news, giornalisti di inchiesta diventati cani da riporto di mafia capitale, direttori di testata sull’orlo di una crisi di nervi". "Presto - scandisce - faremo una legge sugli editori puri, per ora buon Malox a tutti".

Napoli Est, Salvini a don Saporito: presto incontro coi parroci di frontiera

NAPOLI. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha telefonato a don Federico Saporito, il decano dei parroci della zona est di Napoli che pochi giorni fa ha scritto una lettera al responsabile del Viminale per denunciare le problematiche del territorio. Salvini, come si apprende da fonti del ministero, ha confermato che presto sarà in città, auspicando - come già aveva fatto in occasione della visita precedente, il 2 ottobre - di poter incontrare anche alcuni religiosi che combattono in prima linea contro il degrado.

Fondi Lega, Pg Cassazione: "Sì a sequestro"

Confermare il sequestro dei fondi e rigettare il ricorso della Lega. Questa la richiesta del Procuratore generale della Cassazione, avanzata oggi nel corso della requisitoria nel processo sui fondi della Lega e sulla maxi truffa dei rimborsi elettorali da 49milioni di euro.

"Il Pg ha chiesto che venisse confermata la decisione e ha chiesto il rigetto del nostro ricorso. Al momento siamo in attesa del provvedimento che entro oggi verrà depositato, fino ad allora nessun commento", ha detto all'Adnkronos l'avvocato Roberto Zingari, uno dei legali della Lega, dopo la requisitoria del Pg. In mattinata, durante l'udienza a porte chiuse davanti alla sesta sezione penale della Cassazione, è arrivata la richiesta del Pg di rigetto del ricorso presentato dal Carroccio contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Genova che disponeva il sequestro preventivo dei fondi fino al raggiungimento dei 49 milioni.

Una richiesta che non ha sorpreso la Lega. A via Bellerio, a quanto si apprende, le parole di Dall'Olio erano attese. La decisione della Cassazione, dopo la richiesta del Pg, è attesa per questa sera.

Prescrizione: intesa nel Governo, ma nel 2020

ROMA. Quadra trovata sulla prescrizione, dopo il vertice a Palazzo Chigi durato meno di un’ora tra il premier Conte, i due viceministri Salvini e Di Maio e il guardasigilli Bonafede. Dopo giorni di tira e molla sull’emendamento voluto dai Cinquestelle e che prevede il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado (sia in caso di condanna sia di assoluzione) la prescrizione entra subito nel ddl anticorruzione, ma sarà in vigore tra un anno. Contemporaneamente, si approva un disegno di legge delega a Bonafede per riformare il processo penale. La riforma della prescrizione, ha annunciato Bonafede, andrà in Aula la settimana prossima. Per il vicepremier Matteo Salvini «la mediazione è stata positiva» ma ha avvisato: «Accordo trovato, ma solo con tempi certi». Al termine del vertice, Salvini ha ribadito inoltre la necessità di avere tempi brevi per i processi. «In galera i colpevoli, libertà per gli innocenti» ha sottolineato. Il titolare del Viminale ha spiegato che la norma sulla prescrizione «sarà nel ddl ma entrerà in vigore da gennaio del 2020 quando sarà approvata la riforma del processo penale».

Intanto, l'Unione delle Camere Penali ha proclamato, in segno di protesta, quattro giorni di sciopero dal 20 al 23 novembre prossimi.

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