Sabato 17 Novembre 2018 - 19:14

De Magistris: entro fine anno risultati su sicurezza, bilancio, servizi

NAPOLI. «Ai napoletani e agli abitanti sempre più numerosi che invadete gioiosamente la nostra città, comunico che stiamo facendo un lavoro enorme e assai proficuo che condurrà a risultati molto concreti, entro la fine di quest'anno, di messa in sicurezza del bilancio del Comune e miglioramento dei servizi della nostra città». Lo scrive il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in un lungo post pubblicato su Facebook. «L'azione che abbiamo messo in campo - spiega de Magistris - è finalizzata a raggiungere risultati assai concreti e anche a distruggere le forze del male, della pavidità, della viltà, del pilatesco nonsipuotismo, che cercano di impedire il raggiungimento dell'interesse pubblico e del bene comune nella nostra città». Secondo il primo cittadino napoletano, «anche nel trascorso mese di settembre ci hanno pesantemente ostacolato con il chiaro obiettivo di colpire la città, i suoi cittadini e chi li amministra per volontà popolare. Hanno però prodotto l'effetto di renderci ancora più forti e coesi anche nei riguardi di quelli che pensano che è impossibile vincere e che sia inevitabile arrendersi», conclude.

M5S, Casaleggio si prende il simbolo

Il simbolo del Movimento 5 Stelle passa anche 'nelle mani' di Davide Casaleggio. La svolta è contenuta nella nota integrativa al rendiconto 2017 dell'Associazione Movimento 5 Stelle, quella fondata nel 2012 con sede a Genova (Via Roccatagliata Ceccardi 1/14) e presieduta da Beppe Grillo. "Il simbolo di proprietà dell'Associazione", si legge a pagina 5 del documento, di cui l'Adnkronos è entrato in possesso, "è stato dato in uso gratuito all'Associazione Rousseau", ovvero la no-profit guidata da Casaleggio che gestisce la piattaforma web del M5S.

Il riferimento è al marchio pentastellato con la dicitura 'Movimento5Stelle.it', depositato nel 2015 dall'Associazione di Grillo presso l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale. L'uso di quel simbolo era stato concesso dall'Associazione di Grillo alla nuova Associazione Movimento 5 Stelle fondata nel 2017, con sede legale in Roma, Via Nomentana 257.

Nello statuto della nuova Associazione (di cui Luigi Di Maio è capo politico) si legge infatti che "alla denominazione del 'MoVimento 5 Stelle' potrà essere abbinato il simbolo, di proprietà dell'omonima associazione 'MoVimento 5 Stelle' con sede in Genova, concesso in uso dalla medesima".

Nello statuto del 'nuovo' M5S - pubblicato il 30 dicembre 2017 sul Blog delle Stelle - non veniva menzionata alcuna cessione dell'uso del simbolo pentastellato all'Associazione Rousseau di Casaleggio. Passaggio che invece viene sancito nero su bianco nella nota integrativa al rendiconto 2017 della 'vecchia' Associazione M5S.

Stando allo statuto, infatti, l'ente guidato da Casaleggio avrebbe dovuto solamente fornire al M5S, mediante "appositi accordi", gli "strumenti informatici" per la consultazione degli iscritti. Tra l'altro, per il "mantenimento delle piattaforme tecnologiche" - come previsto dal nuovo regolamento - gli eletti 5 Stelle devono versare ogni mese alla Rousseau un contributo di 300 euro. L'Associazione guidata dal figlio di Gianroberto Casaleggio ora potrà anche utilizzare il simbolo M5S su concessione di Grillo.

L'ormai celebre logo dei 5 Stelle - caratterizzato da un cerchio che contiene la scritta nera 'Movimento' su sfondo bianco, la lettera 'V' colorata di rosso con carattere di fantasia, e cinque stelle a cinque punte di colore giallo - è stato 'aggiornato' in occasione delle ultime elezioni politiche.

Nel simbolo consegnato al Viminale a gennaio da Di Maio insieme a Grillo e Casaleggio, la dicitura 'Movimento5Stelle.it' viene sostituita da 'IlBlogDelleStelle.it'. La nuova versione del marchio è stata depositata dal Movimento presso l'Ufficio brevetti e marchi del Ministero dello Sviluppo economico in data 19 gennaio 2018.

Il rendiconto 2017 dell'Associazione Movimento 5 Stelle di Grillo, approvato lo scorso 4 giugno, evidenzia un disavanzo di gestione pari a 7.075 euro e un patrimonio netto negativo di 11.203 euro. Nella relazione al rendiconto firmata da Grillo si legge che l'Associazione "non ha mai sostenuto alcuna spesa per campagne elettorali" e "non ha mai ricevuto né ripartito alcun contributo privato o pubblico".

Salvini: «Migranti in charter? Chiudiamo aeroporti»

"Se qualcuno, a Berlino o a Bruxelles, pensa di scaricare in Italia decine di immigrati con dei voli charter non autorizzati, sappia che non c'è e non ci sarà nessun aeroporto disponibile. Chiudiamo gli aeroporti come abbiamo chiuso i porti". Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, risponde alla notizia rivelata da Repubblica nei giorni scorsi: a ottobre, scrive il quotidiano, la Germania sarebbe intenzionata a mandare in Italia due charter pieni di "dublinanti", e cioè i migranti rintracciati in Paesi europei diversi da quello di primo ingresso. Secondo il giornale, il primo volo sarebbe già programmato per il 9 ottobre, ma al Viminale - spiegano - non risulta ancora niente di ufficiale.

Della stessa opinione il vicepremier Luigi Di Maio. "Io questa cosa dei charter con i migranti che arrivano in Italia non so chi l'abbia autorizzata sinceramente perché sui 'secondary movement', che erano il tema su cui si discuteva come Italia in Europa e che ci chiedeva la Germania, non è stato sottoscritto nessun accordo - ha spiegato il ministro del Lavoro a margine della sua visita in Basilicata - Adesso vediamo cosa accadrà ma per fare queste cose ci vogliono gli accordi".

Intanto, impiegati dell'aeroporto di Monaco hanno riferito all'agenzia stampa Dpa che le autorità bavaresi stanno pianificando per i prossimi giorni un primo volo per riportare nel nostro Paese migranti arrivati in Germania precedentemente registrati in Italia. Secondo le fonti, agenti della polizia bavarese saliranno a bordo di un aereo charter per accompagnare in Italia i migranti. Il ministero dell'Interno del land tedesco della Baviera non ha voluto confermare né smentire l'informazione.

Bagnoli, Floro Flores commissario. Lezzi: la bonifica deve essere fatta bene

ROMA. Francesco Floro Flores nuovo commissario a Bagnoli, il presidente del Consiglio Conte ha infatti firmato il decreto di nomina. «È apprezzabile la scelta del Governo di indicare Floro Flores nuovo Commissario per la bonifica e la riqualificazione del sito di interesse nazionale di Bagnoli. Confidiamo in un lavoro dedito e trasparente che restituisca alla città e ai suoi abitanti un’area ingiustamente negata, da oltre 25 anni, in balia di governi e amministrazioni incapaci di dialogare. Abbiamo fiducia nelle  sue competenze e conoscenze del territorio. La scelta migliore per far ripartire l’area ex Italsider». Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi. In un video su Facebook il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, rispondendo alle critiche secondo cui il governo avrebbe dimenticato il sud, ha precisato: «Ad ogni modo, il nuovo commissario sarà Floro Flores, con il quale andremo a visitare Bagnoli e a incontrare cittadini, comitati e istituzioni per portare a termini il prima possibile la bonifica dell'area. Bonifica che deve essere fatta per bene, ascoltando le persone che hanno un sincero interesse verso quel territorio».

Di Maio: «Non c'è un piano B»

"Non c'è nessun piano B". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio parlando della Def a chi gli chiedeva se c'è un'ipotesi alternativa a cui ricorrere in caso di emergenza. "Lo voglio spiegare benissimo - ha aggiunto -. Non esiste, perché non si arretra: si spiegano le ragioni di questa manovra, possiamo sistemare al meglio le coperture che abbiamo trovato e spiegare bene gli investimenti in deficit che stiamo facendo, ma non si torna indietro". Quindi "tutti i piani B di cui sente parlare - ha sottolineato - o sono invenzioni dei giornali o di qualcuno che non sono i giornali e che però non rispecchiano assolutamente la volontà del governo". 

A proposito della lettera inviata ieri dal vice presidente della Commissione europea Vladis Dombrovskis e dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici in risposta al ministro dell'Economia Giovanni Tria sul Def, Di Maio ha detto: "Ci aspettavamo che questa manovra non piacesse a Bruxelles adesso inizia la fase di interlocuzione con la Commissione europea ma deve essere chiaro - ha ribadito - che indietro non si torna". Il vicepremier ha poi aggiunto di aver apprezzato "il fatto che questa lettera sia stata mandata a mercati chiusi".

"Adesso il ministro Tria - ha spiegato - inizierà l'interlocuzione con le istituzioni, so che il presidente Fico nei prossimi giorni sarà a Bruxelles. Saremo tutti quanti compatti e faremo un gioco di squadra per spiegare alla Commissione europea che gli italiani hanno bisogno di queste misure che non sono misure spot ma cambiamo la vita alle persone". Quanto alla scadenza del 15 ottobre, primo test importante per la manovra, Di Maio ha risposto: "Io non sono preoccupato, sono tranquillissimo anche perché abbiamo ancora tanto da fare". "Dopo tanti anni abbiamo scritto una manovra del popolo e quando si aiuta la gente - ha sottolineato - non si può essere preoccupati".

Intervenendo dal palco al villaggio contadino della Coldiretti al Circo Massimo di Roma, il vicepremier ha detto: "C'è una vera e propria guerra contro il made in Italy e noi la dobbiamo combattere con tutte le nostre forze. Questi sono giorni importanti, non sono venuto alla Coldiretti per alzare i toni con l'Europa anche perché diciamoci la verità questa Europa qui tra sei mesi è finita". "Tra sei mesi ci sono le elezioni europee e - ha aggiunto - come c'è stato un terremoto politico in Italia il 4 marzo, ci sarà un terremoto politico alle elezioni europee di maggio". "E questo significa che finalmente molte delle istanze che sono state tradite e ignorate - ha concluso - arriveranno al Parlamento europeo con il triplo, con il quadruplo della forza che hanno avuto in questi anni".

Napoli, Consiglio metropolitano approva bilancio consolidato: utile 7 milioni

NAPOLI. Il Consiglio metropolitano di Napoli ha approvato all'unanimità il bilancio consolidato relativo all'esercizio finanziario 2017 nel corso della seduta di oggi che si è tenuta nell'aula di Santa Maria la Nova. Il bilancio consolidato espone la situazione economico-patrimoniale e finanziaria della Città metropolitana e delle società ad essa afferenti direttamente (Ctp, Sapna e Armena) e indirettamente (Servizi Trasporti Integrati, Na-Met e Servizi per l'Impresa e lo Sviluppo). Il documento approvato dall'Assemblea attesta che l'anno 2017 si è chiuso, complessivamente, con un utile di 7 milioni e 100mila euro. «Il bilancio consolidato approvato oggi - ha dichiarato il sindaco della Città metropolitana Luigi de Magistris - fotografa la situazione di un ente in salute, nonostante i tagli di risorse inferti alle amministrazioni locali e i contributi sempre maggiori che lo Stato ci chiede. Con l'apporto fattivo di tutte le forze politiche presenti in Consiglio, che stanno dimostrando grande senso di responsabilità istituzionale, sono sicuro che riusciremo ad affrontare e risolvere tutte le questioni che abbiamo sul tappeto, nell'interesse dei cittadini e dei territori». L'assemblea ha inoltre approvato la delibera di ratifica della variazione di bilancio con la quale si finanziano le verifiche della vulnerabilità sismica degli edifici scolastici di competenza della Città metropolitana per un importo di 3,5 milioni di euro, oltre a quella per la ricostruzione dei parapetti murari e per l'adeguamento sismico sulla strada provinciale 505 a Casamicciola per 800mila euro. Via libera dell'Assise anche alla presa d'atto del Piano trategico del Grande progetto Pompei per lo sviluppo delle aree comprese nel Piano di gestione del sito Unesco "Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata". In chiusura di seduta il Consiglio ha riconosciuto la legittimità di diversi debiti fuori bilancio. 

Corteo anti-Salvini a Milano

"Lo studente paura non ne ha". È questo il grido di battaglia degli oltre 3mila studenti che questa mattina hanno preso parte a Milano al corteo contro il decreto 'Scuole sicure' e il decreto sicurezza del primo ministro Matteo Salvini. Quasi tutti liceali, provenienti da più città della Lombardia: Milano, Bergamo e Brescia soprattutto. Gridano a una sola voce 'No al governo delle paure di Salvini'.

"Ci opponiamo al decreto 'Scuole sicure' che ci impone di avere poliziotti antidroga praticamente tutto l'anno fuori dai nostri istituti scolastici - spiega uno studente del liceo statale Gaetana Agnesi sulle scienze umani -. Questo non farebbe altro che aumentare situazioni di marginalità. La proposta di Salvini è proprio quella di allontanare dalle scuole i ragazzi "problematici". Sarebbe un errore".

La loro soluzione è un'altra: "I soldi invece dovrebbero essere investiti nel welfare scolastico Nei libri gratuiti, nel mettere a norma tutti gli edifici scolatici", ripetono un po' tutti gli studenti delle prime file del corteo prima di iniziare a cantare 'Bella Ciao' e a correre a ritmo di musica. "Basti pensare che al sud ci sono scuole che non hanno le scale antincendio - lamentano - Per non parlare degli insegnanti, che sono costretti a cambiare sede di lavoro ogni anno".

Non solo scuola. Si grida no anche al decreto sicurezza, firmato ieri dal presidente Mattarella: "Non abbiamo paura dell'uomo nero. Siamo a favore di una accoglienza - ripetono gli studenti -. Salvini utilizza il tema immigrazione per creare consenso. Possiamo dire con certezza che gran parte della nostra generazione è contro questo governo dell'odio".

Napoli "Comune 3.0", sì a delibera su blockchain e criptovalute

NAPOLI. La Giunta comunale di Napoli ha approvato una delibera quadro con la quale apre all'utilizzo della tecnologia basata sulle blockchain nei propri processi amministrativi e favorisce l'uso delle criptovalute. Dalla delibera quadro, con atti successivi, «verrà garantita ulteriore trasparenza nei suoi processi amministrativi e forte semplificazione nel rapporto cittadino-istituzione, grazie alle conclusioni di una fase di studio avviata ad aprile 2018 in materia di trasparenza amministrativa, utilizzo di valute virtuali e supporto all'impiego di eventuali nuove monete complementari, token e criptovalute», spiega il Comune di Napoli. L'obiettivo è la costruzione di “un Comune 3.0". La delibera quadro proposta dal sindaco, Luigi de Magistris, e dall'assessore al Bilancio, Enrico Panini, «rende inoltre la città di Napoli accogliente alla diffusione delle criptovalute, promuovendo la conoscenza e la diffusione della cultura legata all'utilizzo e all'accettazione di forme di pagamento complementari alla moneta ufficiale».

GATEWAY DI CONVERSIONE. «In questo modo - prosegue la nota - il territorio comunale si trasforma, fin da ora, in luogo accogliente per la promozione all'utilizzo di sistemi di pagamento in criptovalute (Pos fisici, virtuali) presso le attività commerciali, per l'utilizzo di gateway di conversione tra e verso valute come l'euro, dollaro, yen eccetera, per l'utilizzo in città di sportelli Atm utili per la diffusione delle criptovalute». Napoli «si appresta così ad accogliere un turismo molto innovativo, composto da chi ormai utilizza quotidianamente le criptovalute, e si prepara a ricevere al meglio, anche sul versante dei consumi innovativi, le decine di migliaia di persone che arriveranno con le Universiadi». Inoltre, prosegue la nota, «sono in fase di studio avanzato azioni mirate a favorire l'uso delle criptovalute o token anche per l'accesso a servizi comunali. Sul fronte innovazione la città di Napoli potrà nei prossimi mesi introdurre la possibilità di generare, distribuire ed utilizzare una “valuta virtuale digitale" o “token" legata alla sua economia». Infine «è stato attivato un nuovo form per proporre idee e soluzioni nell'apposita area dedicata al progetto» sul sito del Comune di Napoli: «Nelle prossime settimane sono già in calendario incontri con associazioni e rappresentanze del settore del commercio e dell'artigianato, della cultura e dello spettacolo, ordini professionali per informare e sostenere questo salto di qualità che fa girare ogni giorno decine di miliardi di dollari, così come verranno calendarizzati incontri divulgativi che consentano ad ognuno di poter entrare in questo mondo nuovo» conclude la nota. 

IL COMMENTO DI DE MAGISTRIS

Tutti i numeri della manovra

Il governo scopre le carte. Dopo giorni di attesa, la Nota di aggiornamento al Def arriva alle Camere, dove la settimana prossima inizierà la discussione. 138 pagine, inviate al Parlamento nella notte, che fissano il deficit del 2019 al 2,4% del Pil, al 2,1% nel 2020 e all'1,8% nel 2021. Anche per il Pil è prevista la crescita del 1,5% nel 2019 poi dell'1,6% e dell'1,4%, come ha anticipato ieri sera il ministro dell'Economia Giovanni Tria nella lettera inviata all'Unione Europea, nella quale ha auspicato un dialogo "aperto e costruttivo" con Bruxelles.

La manovra di bilancio, ha assicurato Tria nella missiva ''è coraggiosa e responsabile, puntando alla crescita e al benessere dei cittadini". Nella relazione inviata al Parlamento si specifica che "il pareggio di bilancio in termini strutturali, sarà raggiunto gradualmente negli anni a seguire". Inoltre, si legge nel documento, "il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato di competenza potrà aumentare fino a 68,5 miliardi di euro nel 2019, 56,5 miliardi nel 2020 e 45,5 miliardi nel 2021. Il corrispondente saldo netto da finanziare di cassa potrà aumentare fino a 147 miliardi di euro nel 2019, 110,5 miliardi nel 2020 e 96 miliardi nel 2021".

REDDITO CITTADINANZA - La spesa per finanziare il reddito di cittadinanza, misura chiave del governo gialloverde, e delle pensioni di cittadinanza sarà di 9 miliardi (+ 1 destinato al potenziamento dei centri per l'impiego). "L'introduzione del Reddito di Cittadinanza ha un duplice scopo - si legge nella Nota al Def - i) sostenere il reddito di chi si trova al di sotto della soglia di povertà relativa (pari a 780 euro mensili); ii) fornire un incentivo a rientrare nel mercato del lavoro, attraverso la previsione di un percorso formativo vincolante, e dell’obbligo di accettare almeno una delle prime tre proposte di lavoro eque e non lontane dal luogo di residenza del lavoratore". Quanto alla 'pensione di cittadinanza' "sarà prevista per le persone che vivono al di sotto della soglia minima di povertà e verrà modulata tenendo conto della situazione complessiva dei nuclei familiari, anche con riferimento alla presenza al loro interno di persone con disabilità o non autosufficienti".

PENSIONI - Capitolo pensioni, per l'introduzione di 'quota 100', sono previsti 7 miliardi di spesa nel 2019. La revisione del sistema pensionistico, si legge nella Nota al Def, mira a "garantire il superamento degli squilibri dell’attuale sistema previdenziale per agevolare il ricambio generazionale e consentire ai giovani di poter avere accesso al mercato del lavoro". 'Quota 100' prevede la somma dell’età anagrafica (62 anni) e contributiva (minimo 38 anni) quale requisito per accedere alle misure previdenziali.

FLAT TAX - Tra i punti essenziali del programma di politica economica e finanziaria c'è poi la 'flat tax', che partirà il prossimo anno e che prevede l’innalzamento delle soglie minime per il regime semplificato d’imposizione su piccole imprese, professionisti e artigiani. Misura che costerà 2 miliardi. "La riduzione della pressione fiscale - si legge nella Nota al Def - proseguirà anche per effetto del taglio dell’imposta sugli utili d’impresa per le aziende che reinvestono i profitti e assumono lavoratori aggiuntivi". Dal lato delle entrate, si prevede poi l’abrogazione dell’Imposta sul Reddito Imprenditoriale (IRI), che doveva entrare in vigore nel 2019 con aliquota al 24 per cento e che è ora superata dalla flat tax.

IVA - Scongiurato inoltre l'aumento dell'Iva. "Gli aumenti delle imposte indirette previste dalle clausole di salvaguardia verranno completamente sterilizzati nel 2019 e parzialmente nel 2020 e 2021" si legge ancora nella Nota al Def.

TASK FORCE - Il governo attiverà poi, entro la fine di quest’anno "una task force sugli investimenti pubblici". "Riprendendo le esperienze di altri Paesi, che hanno affrontato con successo problematiche di investimenti pubblici e di gap infrastrutturali simili a quelli italiani - riporta la Nadef - il governo creerà inoltre un centro di competenze dedicato".

ALTRO - Tra le altre voci di spesa, sono previsti inoltre fondi per le assunzioni straordinarie per le forze dell'ordine e per i risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie.

Tria scrive all'Ue: «Pil all'1,5% nel 2019»

ROMA. Il ministro dell'Economia Giovanni Tria scrive alla Commissione europea indicando alcuni dei nuovi obiettivi di finanza pubblica. A partire dalle misure contenute nella manovra, che ''porterà un aumento della crescita all'1,5% nel 2019, per arrivare all'1,6% e l'1,4% negli anni successivi''.

La manovra di bilancio che questo governo si appresta a varare, sottolinea il ministro nella lettera che accompagna la Nota di aggiornamento al Def, ''è coraggiosa e responsabile, punta alla crescita e al benessere dei cittadini, assicurando in seguito un profilo di riduzione del deficit, che passerà dal 2,4% del 2019 al 2,1% del 2020 per chiudere all’1,8% del 2021”.

L'impatto delle singole misure sull'economia del Paese, spiega il ministro, ''deve essere valutato nel quadro dell’intera manovra. Maggiori risorse per gli investimenti pubblici e privati, minore pressione fiscale sulle piccole e medie imprese e sui lavoratori autonomi, spinta al ricambio generazionale sul mercato del lavoro e sostegno ai soggetti più vulnerabili''.

Il raggiungimento di questi obiettivi, sottolinea il titolare di via XX Settembre, ''verrà ottenuto anche grazie a un attento disegno degli interventi sia sul versante degli investimenti, sia su quello delle misure di sostegno attivo per il lavoro e la coesione sociale che garantiscano la stabilità complessiva del sistema''.

Tria auspica poi un dialogo "aperto e costruttivo con Bruxelles, "tenendo conto delle reali esigenze di cittadini e imprese e del ruolo che svolgono le Istituzioni". "In questo dialogo - rimarca il ministro - il governo si presenta compatto e fiducioso". Ora, osserva Tria, come è avvenuto all'interno del governo, "si apre la fase di confronto con la Commissione Europea, che potrà valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del governo delineata dalla manovra".

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