Sabato 22 Settembre 2018 - 15:51

Nomina della segretaria, è polemica: Di Maio si difende

OMA. «La dottoressa Assia Montanino l’ho conosciuta cinque anni fa. È la figlia di un commerciante che ha denunciato i suoi usurai e ho avuto modo di conoscerla quando sono stato a far visita al padre per portargli la mia solidarietà. Era una giovane universitaria a cui decisi di dare una opportunità di tirocinio presso la mia segreteria di vicepresidente della Camera». A scriverlo su Facebook il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in merito a un articolo del Giornale sull’assunzione di una segretaria con un compenso di 73mila euro. «Negli anni si è distinta per la sua capacità di gestire situazioni complesse di segreteria. E posso assicurarvi che non ho mai conosciuto una persona più onesta e leale di lei. Vergognatevi». E voci interne al Movimento 5 Stelle puntualizzano: «Definirla una segretaria è una scorrettezza. Lei non è una segretaria. Assia è capo segreteria del ministro al Lavoro e poi sarà anche capo segreteria del Mise. Con un unico stipendio. Quello di ora». E la Montanino, su Facebook, si difende: «Le illazioni sulle mie competenze le ritengo inaccettabili e gli autori ne dovranno rispondere in tribunale».  Ma sotto il post su Facebook di Di Maio infuria la polemica e non mancano voci critiche. Dario Costa, sostenitore del M5S, sottolinea: «Devo dire che questa è stata una mossa sbagliata ancor più se fatta da quelli che dovrebbero essere i garanti della legalità». Francesco Scionti è chiaro: «Con tutto il rispetto per il padre e quello che ha dovuto e deve affrontare, che c’entra? Quale è la logica meritocratica? Sulla base di quali competenze ed esperienze? Solo perché ha lavorato bene quando Lei era vicesegretario della Camera?». «Di Maio nessuno mette in discussione l’onestà della ragazza. Ma sinceramente se avesse fatto l’iter selettivo come segretaria, come tutti noi normali senza conoscenze non avrebbe mai potuto guadagnarsi un posto così importante oltretutto a 70mila euro all’anno». 

«Nessuna strada per l'inferno», la lettera di Conte

Il premier Giuseppe Conte ha scritto una lettera aperta al primo ministro della Repubblica Ceca, Andrej Babis, che domenica scorsa aveva parlato di "strada verso l'inferno" riferendosi alla gestione italiana dei 450 migranti. "Non abbiamo affatto imboccato 'la strada verso l’inferno', ma - scrive Conte - abbiamo piuttosto scelto la strada maestra della legalità, della responsabilità condivisa della gestione del fenomeno migratorio, dell’azione concreta, focalizzata e di matrice autenticamente europea".

"Chi mette piede in un Paese europeo mette piede in Europa. L’altra faccia di tale principio è che nessuno di noi può pensare di fare da solo! Parliamone, caro Andrej. Ti invito a Roma, quando vorrai, per confrontarci e approfondire l’approccio europeo proposto dall’Italia", prosegue il premier.

"Caro Andrej, durante lo scorso fine settimana, anche attraverso l’apprezzata collaborazione di diversi Stati Membri, l’Italia - scrive Conte - ha potuto far fronte all’ennesima crisi migratoria mettendo in salvo 450 persone che verranno ora accolte in diversi Paesi europei. Lo abbiamo fatto salvando vite umane e con modalità rispettose dei diritti delle persone e in piena coerenza con le conclusioni che tutti insieme abbiamo adottato al Consiglio Europeo dello scorso giugno".

"Le conclusioni del Consiglio - che, mi piace ripeterlo, sono il frutto del lavoro fatto insieme a 28 - aprono finalmente a una logica strutturale anziché emergenziale nella gestione della migrazione, una logica che guarda alla realtà del fenomeno, alle sue prospettive e alle sfide concrete a cui esso ci espone".

"D’altronde - osserva Conte - non possiamo affrontare questo fenomeno guardando solo all’oggi, senza premurarci di considerare gli sviluppi futuri, che si ricollegano al tasso di crescita dell’economia mondiale e alle linee dello sviluppo demografico degli altri continenti".

"I flussi migratori costituiscono un fenomeno globale. Se lo affrontassimo in base a un approccio meramente “nazionale”, non riusciremmo a governarlo e ne rimarremmo sopraffatti. La storia stessa del nostro continente mostra che i grandi fenomeni epocali si sottraggono ai tentativi individuali e isolati di controllo. Se rinunciassimo a una gestione comune del fenomeno migratorio, l’Europa sarebbe perdente e con essa tutti i suoi Stati, non solo quelli di frontiera come l’Italia".

"La proposta italiana - scrive Conte al premier ceco - ripresa in larga parte dalle conclusioni del 28 giugno, guarda con coraggio e lungimiranza alla sfida che abbiamo davanti. Non propone affatto un’irrealistica apertura delle frontiere, né tantomeno contempla un’accoglienza indiscriminata. L’Italia propone invece un cambio di prospettiva dell’UE, un approccio multilivello e organico che passa attraverso azioni condivise per contrastare la migrazione illegale e tutelare coloro che davvero hanno diritto alla protezione internazionale.

"Chi mette piede in un Paese europeo mette piede in Europa. L’altra faccia di tale principio è che nessuno di noi può pensare di fare da solo! Parliamone, caro Andrej. Ti invito a Roma, quando vorrai, per confrontarci e approfondire l’approccio europeo proposto dall’Italia", conclude il premier Conte.

Città metropolitana, il sindaco: ok ad assestamento di bilancio

NAPOLI. Il sindaco metropolitano, Luigi de Magistris, ha approvato oggi una delibera di assestamento generale del bilancio di previsione 2018-2020 e di verifica degli equilibri di bilancio. La delibera, così come previsto dalla legge, sarà sottoposta per l’approvazione definitiva al Consiglio Metropolitano. Dalla delibera appare, anche per quest’anno, un sostanziale mantenimento degli equilibri di bilancio così come previsti dai bilanci di previsione. Il sindaco de Magistris ha espresso la sua soddisfazione per il fatto che la Città Metropolitana di Napoli risulti dal punto di vista contabile e finanziario ben solida anche a fronte di una crescita consistente degli investimenti in particolare per le scuole, le strade e la difesa del territorio.

Sul Vesuvio 35 telecamere antincendio, Costa: «Daspo a chi non ama il territorio»

OTTAVIANO. La scorsa estate il Vesuvio è bruciato il larga parte. Ancor più che negli anni precedenti. Da ogni parte è stato sottolineato che il primo passo da compiere riguardava l'installazione di sistemi di videosorveglianza sia come deterrente per la perpetrazione dei reati che per facilitare le indagini degli inquirenti in caso di reati accertati. In questo ultimo anno un piano in questo senso non è stato approntato. A distanza di un anno si presenta un sistema di videosorveglianza. A parlarne questa mattina il neo ministro all'Ambiente Sergio Costa, intervenuto presso la sede dell'Ente Parco nazionale del Vesuvio, ad Ottaviano. «Lo scorso anno in particolare la macchina ha iniziato a reagire subito agli attacchi al Vesuvio. Ci ho tenuto ad essere qui perché questo sistema è importante oltre che fortemente simbolico», ha sottolineato l'ex generale del corpo forestale, il quale ha aggiunto che «la base è stata fatta. Chiedo ai sindaci di fare altrettanto nei territori comunali. Non stiamo costruendo uno stato di polizia, ma una forma di garanzia per il cittadino». Costa ha anche ricordato la firma del protocollo della scorsa settimana, assieme al ministro dell'Interno Matteo Salvini, tra carabinieri e vigili del fuoco per diminuire il gap nello scambio di informazioni. «Per gli incendi dei rifiuti, per gli incendi boschivi chiederò il daspo ambientale», ha ripetuto Costa, che lo aveva già detto alla Camera dei deputati pochi giorni fa. «Il decreto legge per il daspo ambientale, attende solo di diventare legge dello Stato, perché io chiedo che chi non ama il proprio territorio se ne deve andare» ha aggiunto. Due gli aspetti del nuovo sistema di videosorveglianza per controllare il territorio e contrastare i reati ambientali sul Vesuvio: antincendio e controllo del territorio per contrastare gli sversamenti abusivi. Trentacinque i siti di ripresa dell'impianto di videosorveglianza del Parco nazionale del Vesuvio. Di queste dieci sono a fuoco fisso attive per ventiquattro ore al giorno. Le immagini - una cui dimostrazione è stata data nel corso della presentazione del piano - saranno a disposizione dei carabinieri forestali della Campania. Il ministro dell'ambiente ha anche chiesto al sindaco di Ottaviano Luca Capasso di farsi portavoce presso gli altri sindaci di una proposta di rimozione dei rifiuti abbandonati. Alla conferenza di presentazione del sistema di videosorveglianza sono intervenuti anche Agostino Casillo, presidente dell'Ente Parco nazionale del Vesuvio, Luca Capasso, sindaco di Ottaviano e presidente della Comunità dell'Ente Parco, e Massimo Mancini, responsabile della divisione che segue le pubbliche amministrazioni per Fastweb, che ha implementato l'impianto.

Migranti, anche Berlino dice sì

Anche la Germania, dopo Francia e Malta, farà la sua parte riguardo ai 450 migranti arrivati su una nave a largo di Lampedusa e trasbordati su due navi militari. Il governo italiano e quello tedesco "hanno concordato che la Germania accoglierà 50 dei 450 migranti diretti in Italia e trasbordati su due navi militari - conferma una nota ufficiale di Palazzo Chigi - La disponibilità della Germania rientra in un’ottica di futura cooperazione bilaterale in materia di asilo”.

CONTE - "Dopo i 100 migranti di cui si sono fatte carico ieri sera Francia e Malta, oggi anche la Germania ha acconsentito a prenderne altri 50 - scrive su Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte - Al momento ci sono quindi 150 persone - su un totale di 450 migranti che erano diretti in Italia e che sono attualmente a bordo delle navi Frontex e della Guardia di Finanza - che saranno equamente distribuite in altri Paesi europei. Questa è la solidarietà e la responsabilità che abbiamo sempre chiesto all’Europa e che ora, dopo i risultati ottenuti all’ultimo Consiglio europeo, stanno cominciando a diventare realtà". "Continuiamo su questa strada, con fermezza e nel rispetto dei diritti umani", conclude il premier.

Stando a quanto trapela da fonti di Palazzo Chigi, da parte dell’Italia non è stata data alcuna disponibilità ad accettare i secondary movements provenienti dalla Germania, ovvero il ricollocamento dei migranti dai vari Stati Ue allo Stato in cui sono sbarcati. "D’ora in poi - filtra da Palazzo Chigi - si lavorerà in un’ottica europea multilivello capace di recepire i principi di condivisione e responsabilità reciproca così come prevedono le conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo".

PRAGA - Intanto però Praga gela l'Italia. "Una strada per l'inferno". Così il premier della Repubblica Ceca Andrej Babis ha definito su Twitter la richiesta ai Paesi dell’Ue di accogliere parte dei migranti. "Ho ricevuto, insieme ad altri primi ministri europei, copia della lettera del premier italiano (Giuseppe) Conte, in cui chiede che l’Unione europea si faccia carico di alcune delle 450 persone ora bloccate in mare. Un simile approccio è la strada per l'inferno", si legge nel post.

Mentre Francia, Malta e Germania hanno già acconsentito ad accogliere 50 migranti ciascuno, Babis ritiene che questa misura "incita solo i trafficanti e aumenta i loro profitti". "Il nostro Paese - prosegue - non prenderà alcun migrante. Al Consiglio europeo abbiamo applicato il principio della volontarietà e ci atteniamo ad esso".

Il premier ceco ha quindi ribadito che "l'unica soluzione alla crisi migratoria è il modello australiano, ossia non fare sbarcare i migranti in Europa". "Dobbiamo inviare il chiaro segnale che l'immigrazione clandestina è finita e che l'Unione europea è pronta a rimpatriare immediatamente i migranti illegali". "Dobbiamo aiutare i migranti nei Paesi dai quali vengono, al di fuori dei confini dell'Europa, per impedire loro di mettersi in viaggio", ha concluso Babis.

LA RISPOSTA ITALIANA - “Non sorprende, ma fa molto pensare che Babis commenti l'approccio italiano come 'la strada per l'inferno' - replica in una nota il sottosegretario agli Affari esteri, Manlio Di Stefano - Forse il premier della Repubblica Ceca non ha ancora colto il senso di cosa significhi far parte di un'Unione”.

"Non ci si può riempire le mani quando si tratta di beneficiare economicamente dall'Europa e lavarsele quando ci sono problemi da affrontare a viso aperto - continua duro Di Stefano - Sappiamo tutti che nel lungo periodo l'obiettivo comune è quello di permettere a tutti di restare a casa loro con una vita dignitosa, ma nell'immediato non si può delegare".

"Bisogna che tutti i 27 Paesi dell'Unione si prendano le proprie responsabilità - l'invito del sottosegretario M5S - come ad esempio stanno iniziando a fare Francia, Malta e Germania, che hanno appoggiato la richiesta di Conte, dichiarando che si faranno carico di una parte dei migranti che in queste ore sono in mare”. "Il premier Babis, insieme ai Paesi Visegrad, devono seguire l'esempio. Altrimenti ripensino seriamente la loro funzione all'interno dell'Unione Europea”, conclude il sottosegretario agli Affari esteri.

MADRID - Per Madrid, "se, come sembra, l'Italia sceglierà di inasprire la politica migratoria, potrebbe iniziare a percorrere la strada verso la disintegrazione dell'Europa". E' quanto sostiene il ministro degli Esteri spagnolo Josep Borrell, in un'intervista a El Pais, sottolineando che "sfortunatamente, Schengen sta iniziando a scomparire. Dalla porta di servizio e di nascosto, la Francia, la Germania e l'Italia hanno reintrodotto i controlli alle frontiere a causa della crisi migratoria".

Per il nuovo capo della diplomazia spagnola, il problema della migrazione è il "più potente fattore di dissoluzione dell'Ue". "Può causare una crisi più grave di quella dell'euro. Una crisi economica può essere risolta con risorse finanziarie e con cambiamenti istituzionali, ma i problemi delle migrazioni sono più profondi: riguardano valori, identità, culture, capacità di assimilazione delle società", afferma.

Ex presidente del Parlamento europeo, Borrell ritiene che "la struttura mentale delle società europee non è pronta per affrontare un incremento disordinato dei flussi migratori di cui, dall'altra parte, ha bisogno per compensare il calo demografico".

Cento migranti a Francia e Malta. Conte: «Italia ascoltata»

"Francia e Malta prenderanno rispettivamente 50 persone dei 450 migranti trasbordati sulle due navi militari. A breve arriveranno anche le adesioni di altri Paesi europei. È un risultato importante ottenuto oggi, dopo una giornata di scambi telefonici e scritti che ho avuto con tutti i 27 leader europei". Lo ha scritto su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al lavoro per un accordo con gli altri Paesi Ue per una redistribuzione immediata dei migranti trasbordati dal barcone al largo di Linosa.

"Ho ricordato loro - ha aggiunto - la logica e lo spirito di condivisione che sono contenuti nelle conclusioni del Consiglio europeo di fine giugno e che prevedono il pieno coinvolgimento di tutti i Paesi dell’Ue. È proprio rifacendomi a questi principi, che ho chiesto loro di farsi carico di una parte di questi migranti".

"Le stesse cose - ha proseguito - le ho ribadite anche nella lettera che, come annunciato, ho inviato proprio oggi al Presidente della Commissione europea Juncker e al Presidente del Consiglio europeo Tusk, sollecitando una attuazione immediata delle conclusioni del Consiglio europeo. Finalmente l’Italia inizia a essere ascoltata davvero".

Al termine della giornata a palazzo Chigi non nascondono la soddisfazione per il risultato portato a casa. Giuseppe Conte, si apprende, ha gestito per tutto il giorno in prima persona la vicenda, con una girandola di telefonate e comunicazioni scritte con i partner europei. In una telefonata con Joseph Muscat il premier 'convince' il primo ministro maltese a partecipare alla redistribuzione dei migranti: "Malta non solo chiede ma offre anche solidarietà", spiega Muscat. La disponibilità della Francia a prendersi carico di una quota di migranti arriva dopo uno scambio di messaggi con Emmanuel Macron.

Stessa richiesta viene inoltrata in una lettera a tutti i 27 leader europei. In un'altra lettera, indirizzata a Jean Claude Juncker e Donald Tusk, Conte chiede l'attuazione delle conclusioni dell'ultimo Consiglio Ue. A palazzo Chigi, spiegano fonti di governo, c’è soddisfazione per il risultato portato a casa, anche grazie alla credibilità e autorevolezza che Conte si è costruito agli occhi degli altri leader europei negli ultimi vertici.

LA LETTERA DI CONTE - "L'attuale regolazione e gestione dei flussi migratori a livello Ue non appare in grado di evitare la crescente sfiducia fra i cittadini, fra gli Stati membri e fra le stesse istituzioni, nazionali ed europee; di conseguenza dobbiamo agire, insieme e con urgenza per affrontare al meglio una situazione complessa e sensibilissima" si legge in un passaggio della lettera di Conte.

Conte ripercorre le decisioni principali del Consiglio europeo del 28 giugno scorso e sottolinea che "si apre una nuova prospettiva verso una genuina politica comune per le migrazioni e si cessa di attribuire al Regolamento di Dublino il ruolo improprio di perno della gestione europea dei flussi migratori". Per il premier, "finalmente l'Unione si apre a una logica strutturale, anziché emergenziale, nella gestione della migrazione, in base ad un approccio multilivello e organico che ho sollecitato ad assumere sin dal pre Vertice di Bruxelles del 24 giugno".

Il premier annuncia che il governo chiederà alla prossima riunione del Cops "l'adeguamento immediato del Piano operativo dell'Operazione Eunavformed-Sofia in relazione al porto di sbarco, che non può continuare ad essere identificato solo in Italia". Il contributo dell'Italia, inoltre, "sarà integrato dall'organizzazione di una conferenza internazionale sulla gestione della migrazione, indicativamente verso la fine del prossimo mese di ottobre".

SALVINI - "Due buone notizie. La Procura di Trapani ha confermato l'arresto di due immigrati sbarcati ieri dalla nave Diciotti per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Grazie. Dei 450 immigrati su due navi al largo delle coste italiane, Francia e Malta hanno accettato di accoglierne 50 a testa, e altri Paesi faranno lo stesso. Bene. Volere è potere, io non mollo. #primagliitaliani" ha scritto su Facebook il vice premier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

Salvini questa sera ha telefonato a Conte per complimentarsi: "Complimenti al presidente Conte per i risultati che sta ottenendo nella gestione dei 450 immigrati! Un traguardo che direi storico per coerenza, concretezza e velocità! Il nostro è il governo del vero cambiamento. Avanti così!".

NAVI AL LARGO DI POZZALLO - Le due navi di Frontex e della Guardia di Finanza con a bordo gli oltre quattrocento migranti trasbordati dal barcone al largo di Linosa sono da ore al largo di Pozzallo, in attesa di conoscere le decisioni del governo. A bordo ci sono anche donne e molti bambini. "Stiamo fornendo di viveri le due navi ma, fino a questo momento, non abbiamo avuto alcuna indicazione sull’attracco al porto" ha detto all’Adnkronos il sindaco di Pozzallo, Giuseppe Ammatuna. Una donna è stata trasportata d’urgenza dalla nave della Guardia di Finanza all’ospedale di Modica. "E' stata separata dai suoi due figli che sono rimasti sulla nave. Adesso stiamo cercando di far scendere i due bimbi, di cui uno molto piccolo, per farli riunire" ha riferito Ammatuna.

LA VERSIONE DI PALAZZO CHIGI - Secondo la versione fornita da fonti di palazzo Chigi, una parte dei migranti del barcone si è gettata volontariamente in mare. Questo spiega come le navi italiane siano intervenute per salvare dall'annegamento diversi occupanti dell'imbarcazione stessa. Nella serata di ieri - si fa presente - un convoglio costituito da 3 motovedette della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza ha intercettato il barcone a largo di Linosa. Alla vista delle unità italiane l'imbarcazione si è fermata e dopo alcuni minuti i naufraghi hanno iniziato a lanciarsi in acqua.

Grazie all'intervento di una motovedetta della Guardia Costiera i migranti che si erano tuffati in mare sono stati tutti recuperati. In nottata è poi giunto il pattugliatore Montesperone della Guardia di Finanza e una nave inglese di Frontex che hanno accolto 442 migranti. Le persone bisognose di assistenza, invece, sono state sbarcate dalla Capitaneria di porto a Lampedusa.

Bufera su Casalino, “Il Foglio" gli regala abbonamento

'Il Fogliorisponde a Casalino e gli regala un abbonamento. "Fare gli spiritosi con i giornali significa fare gli spiritosi con alcuni valori non depilabili di una democrazia" scrive il direttore Claudio Cerasa. "Di Rocco Casalino non parleremo neanche sotto tortura: l'unico titolato a giudicarlo è il suo estetista. Ma le parole affettuose e cariche di ironia rivolte a Salvatore Merlo – 'Adesso che il Foglio chiude, che fai? Mi dici a che serve il Foglio? Perché esiste?' – sono un buon pretesto per ricordare al portavoce del presidente del Consiglio e al suo datore di lavoro che fare gli spiritosi con i giornali significa fare gli spiritosi con alcuni valori non negoziabili, non depilabili, di una democrazia: la libertà di stampa, di opinione, di critica". 

"E questo vale ancora di più, naturalmente, se chi fa lo spiritoso rappresenta un partito che vuole superare la democrazia rappresentativa, che vuole abolire il voto segreto, che vuole abolire il diritto di un parlamentare di rappresentare la nazione senza vincolo di mandato, che vuole chiamare i parlamentari a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni e che sputa ogni giorno sullo stato di diritto".

"A che serve il Foglio? A mille cose, ma anche a difendere tutto questo. Che futuro avrà il Foglio? Un futuro fantastico – e a partire dal 19 agosto (notizia!) si raddoppia con una fantastica edizione domenicale dedicata allo sport. Che cosa si può fare per essere più spiritosi di Casalino? Cogliere al volo l’occasione di fare un abbonamento speciale. Lo trovate qui sotto. Si chiama 'Il Foglio Vitalizio'. E' un abbonamento con lo sconto anti-casta. Inserite il codice 'Rocco' per ricevere uno sconto populista del 20 per cento. Un bacio anche a Rocco – al quale abbiamo ovviamente attivato gratis un abbonamento anti-populista".

«Via le vipere», contrattacco 5S su decreto dignità

Medita vendetta il M5S. E dopo l'accusa mossa dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio - una 'manina' avrebbe inserito nella notte gli 8.000 posti di lavoro in meno nella relazione tecnica inviata al Quirinale a corredo del dl dignità - dai piani alti del Movimento filtra la volontà di "fare pulizia" in Ragioneria dello Stato e al Ministero dell'Economia. In altre parole spoil system 'chirurgico', "togliendo dai posti chiave chi mira a ledere - spiegano fonti qualificate all'Adnkronos - l'operato del governo e del M5S in particolare".

FONTI MEF - Dopo le dichiarazioni del vicepremier, fonti del ministero dell'Economia riferiscono che le relazioni tecniche sono presentate insieme ai provvedimenti dalle amministrazioni proponenti, così anche nel caso del decreto Dignità, giunto al Mef corredato di relazione con tutti i dati. La Ragioneria generale dello Stato prende atto dei dati riportati nella relazione per valutare oneri e coperture, aggiungono poi le stesse fonti di Via XX Settembre.

M5S: VIPERE IN MEF E RAGIONERIA - In queste ore, nello specifico, si guarda con sospetto a uomini vicini al Pd e alla squadra dell'ex ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan. "Quel che è accaduto è gravissimo - lamentano dal Movimento puntando il dito contro quegli 8.000 posti di lavoro in meno comparsi come una doccia gelata nella relazione al dl dignità - non possiamo ammettere che vengano fatte delle 'porcate' simili. Abbiamo bisogno di persone di fiducia, non di vipere in posti chiave del Mef e della Ragioneria".

DI MAIO - “80mila è un numero che non sta da nessuna parte, mi faccio una risata - dice Di Maio in un video su Fb - C'è un altro numero invece: 8mila. Perché nella relazione c'è scritto che questo dl farà perdere 8mila posti di lavoro in un anno. Ci tengo a dirvi che quel numero è apparso la notte prima che il dl venisse inviato al Quirinale. Non è un numero messo dal governo". La verità, osserva, è che "questo dl Dignità ha contro lobby di tutti i tipi".

"Leggo sui giornali di stamattina - dice Di Maio in diretta Fb - che il decreto Dignità farebbe perdere 80mila posti di lavoro. Mi faccio una risata perché 80mila non sta da nessuna parte. Invece c'è un altro numero: 8mila che i giornali riportano perché c'è scritto nella relazione che accompagna questo decreto. Quel numero per me non ha nessuna validità perché nessuno ha spiegato cosa significa quell'8 mila e ci tengo a dirvi che è apparso, nella relazione tecnica al decreto, la notte prima che si inviasse il decreto al presidente della Repubblica".

"Non è una cosa che hanno messo i miei ministeri, non è una relazione che hanno chiesto i miei ministeri e soprattutto che hanno chiesto i ministri della Repubblica. Il tema è: c'è un tot di contratti a tempo determinato e la relazione dice che in Italia, su quel tot, per effetto di questo decreto se ne perderanno 8mila. Ma perché nella relazione non c'è scritto invece quanti contratti a tempo indeterminato nasceranno per effetto della stretta sui contratti a tempo determinato, visto che aumenteremo gli incentivi sull'indeterminato?", prosegue Di Maio.

"Perché non c'è scritto? Questo mi lascia perplesso perché questo decreto Dignità ha contro lobby di tutti i tipi tanto che c'è voluto un po' per farlo arrivare in porto e al Quirinale, e ringrazio il presidente della Repubblica per averlo firmato. Il mio sospetto è che questo numero sia stato il modo per iniziare a indebolire questo decreto e per fare caciara. Non mi spaventa, noi siamo stati abituati a cose peggiori contro il Movimento. Ma tutti devono sapere che questo decreto non è stato fatto per aumentare la disoccupazione ma per incentivare il tempo indeterminato. Sono certo che il tempo ci darà ragione".

Ultimatum di Conte a Ue

Il presidente del Consiglio Conte sta lavorando per un accordo con gli altri Paesi Ue per una redistribuzione immediata dei 450 migranti recuperati a largo di Lampedusa. Se non ci saranno risposte dai partner europei, trapela da palazzo Chigi, in queste condizioni ai 450 non sarà consentito di sbarcare.

In costante contatto con i ministri Matteo Salvini, Enzo Moavero e Danilo Toninelli e con i responsabili delle unità di soccorso, per la risoluzione di questa ulteriore emergenza, oggi stesso, proseguono le stesse fonti, verrà inviata al presidente Juncker, a Tusk e agli altri leader europei una lettera volta a sollecitare l'applicazione immediata, anche in questo caso - viene specificato - dei principi europei affermati nel corso dell'ultimo Consiglio europeo di fine giugno. L'Italia, si sottolinea, non è più disposta a farsi carico in modo isolato di una problema che riguarda tutti i Paesi europei.

LE TRE IPOTESI IN CAMPO - A quanto si apprende, sarebbero tre le ipotesi in campo: redistribuzione immediata dei 450 con altri partner europei; contatti con Libia per il loro eventuale rientro sulle coste libiche, da dove sono partiti; permanenza a bordo delle navi dove fare riconoscimenti ed esami richieste.

LA VERSIONE DI PALAZZO CHIGI - Secondo la versione fornita da fonti di palazzo Chigi, una parte dei migranti del barcone si sono gettati volontariamente in mare. Questo spiega come le navi italiane siano intervenute per salvare dall'annegamento diversi occupanti dell'imbarcazione stessa. Nella serata di ieri - si fa presente - un convoglio costituito da 3 motovedette della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza ha intercettato il barcone a largo di Linosa. Alla vista delle unità italiane l'imbarcazione si è fermata e dopo alcuni minuti i naufraghi hanno iniziato a lanciarsi in acqua.

Grazie all'intervento di una motovedetta della Guardia Costiera i migranti che si erano tuffati in mare, sono tutti stati recuperati. In nottata è poi giunto il pattugliatore Montesperone della guardia di finanza e una nave inglese di Frontex che hanno accolto 442 migranti. Otto persone bisognose di assistenza, invece, sono state sbarcate dalla Capitaneria di porto a Lampedusa.

LE PAROLE DI SALVINI - In mattinata, sulla vicenda è intervenuto anche Matteo Salvini che non sembra intenzionato ad arretrare di un passo. Il titolare del Viminale ha informato il premier Conte che "occorre un atto di giustizia, rispetto e coraggio per contrastare i trafficanti di esseri umani e stimolare un intervento europeo". Per questo ha insistito affinché alle due navi di Frontex e Guardia di Finanza venga data indicazione di fare rotta verso Sud. Direzione? Malta o Libia.

''In Italia si arriva solo con mezzi legali'', ha spiegato il ministro dell'Interno. ''Si nutrono e curano tutti a bordo, mettendo in salvo donne incinte e bambini, ma non si arriva in nessun porto. Non possiamo cedere, la nostra fermezza salverà tante vite e garantirà sicurezza a tutti''. A Conte, Salvini ha sottolineato: ''Da quando siamo al governo, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, sono sbarcate 27.000 persone in meno. Se vogliamo mantenere questi risultati positivi, non possiamo mostrare debolezze''.

Di Maio: «Lobby contro decreto dignità»

ROMA. "80mila è un numero che non sta da nessuna parte, mi faccio una risata". Lo dice Luigi Di Maio in un video su Fb a proposito delle critiche al dl Dignità che porterebbe a una contrazione di 80mila posti di lavoro.

"C'è un altro numero invece: 8mila. Perché nella relazione c'è scritto che questo dl farà perdere 8mila posti di lavoro in un anno. Ci tengo a dirvi che quel numero è apparso la notte prima che il dl venisse inviato al Quirinale. Non è un numero messo dal governo". La verità, osserva, è che "questo dl Dignità ha contro lobby di tutti i tipi".

PENSIONI D'ORO - Dopo i vitalizi, prosegue poi Di Maio, "stiamo anche per tagliare le pensioni d'oro dai 4000 euro in su. Tutte quelle pensioni d'oro per chi non ha versato i contributi". "Se hai 20mila euro di pensione e non hai contributi, io ti do la pensione per quanti contributi hai versato", spiega il vicepremier.

"I vitalizi - sottolinea - sono anche una questione di volontà politica perché quando una cosa si vuol fare, si può fare. Per questo vi chiedo di promuovere eventi 'bye bye ai vitalizi' in tutta Italia: nei bar, in spiaggia (senza stalkerizzare le persone..), dove volete". Dopo la Camera, "stiamo procedendo in tutte le regioni d'Italia a tagliare i vitalizi ai consiglieri regionali e poi chiedo al Senato di prendere esempio dalla Camera. Non c'è voluto nemmeno un voto in aula, è bastato il voto di una ventina persone nell'ufficio di presidenza della Camera, presieduto da Roberto Fico che abbraccio".

CETA - Il ministro del Lavoro torna anche sul Ceta. "E' un cavallo di Troia che va respinto - dice - è un trattato che permette ai falsi prodotti italiani come il Parmesan" di essere venduti all'estero, "è un trattato che svende il nostro made in Italy. Quando arriverà in aula sconfesseremo il vecchio governo".

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