Mercoledì 23 Gennaio 2019 - 20:14

"Dl sicurezza va cambiato", lettera 19 deputati 5S

Il decreto sicurezza e immigrazione targato Matteo Salvini rischia di spaccare il Movimento 5 Stelle anche alla Camera. A quanto apprende l'Adnkronos da fonti parlamentari, una ventina di deputati M5S ha inviato una mail al capogruppo pentastellato Francesco D'Uva per rivendicare la possibilità di apportare modifiche al testo del dl licenziato dal Senato lo scorso 7 novembre.

La missiva, racconta una fonte, sarebbe stata sottoscritta da 19 parlamentari, per lo più alla prima legislatura. "Nella mail - spiega all'Adnkronos un deputato - si chiede di presentare emendamenti al dl sicurezza" ma soprattutto "di aprire un tavolo di confronto interno". Una richiesta di attenzione e considerazione da parte del direttivo, quella che arriva dai 19 deputati grillini.

Alla Camera - dove sono in corso le audizioni, in Commissione Affari Costituzionali, sul decreto sicurezza - rischia dunque di aprirsi un nuovo fronte dopo le tensioni al Senato che hanno visto protagonisti 5 esponenti M5S (Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori, Virginia La Mura, Matteo Mantero), i quali si sono rifiutati di partecipare al voto di fiducia al governo sul provvedimento e per questo motivo sono finiti sotto la lente di ingrandimento del collegio dei probiviri.

Il decreto rappresenta una priorità per il governo e in particolare per il ministro dell'Interno Salvini. Anche per questo motivo, il testo viene considerato 'chiuso'. Non ci sarebbero i tempi per rimandarlo a Palazzo Madama, in caso di modifiche. E la questione di fiducia viene considerata quasi scontata.

Salvini: "Se non mi fanno saltare vado fino in fondo"

"Se non mi fanno saltare, io vado fino in fondo". Matteo Salvini parla a margine di Idn 2018 a Milano e dice che "ci sono enormi interessi economici in ballo. Ovunque tu ti muova, vai a toccare interessi economici stratificati da anni". E a titolo di esemplificazione spiega: "Guardate la reazione del presidente del Coni quando abbiamo messo in discussione l'elefantiaco impianto dello sport italiano dicendo: 'rimettiamo il timone in mano alle federazioni e allo sport di base'". "Tocchi degli interessi lì, interessi delle multinazionali, delle lobby, dei grandi settori come i tabacchi e i giochi - sottolinea il vicepremier - Penso che ci abbiate votato per rimettere al centro la trasparenza, il denaro pubblico speso bene e l'interesse dei cittadini".

"MAI PATRIMONIALE" - Il ministro dell'Interno assicura che non ci sarà una patrimoniale. "L’economia italiana è sana, il sistema economico e creditizio è sano. E abbiamo uno dei risparmi privati più elevati al mondo. Lì vogliono arrivare - avverte - E io vi dò la mia parola d’onore che mai e poi mai metterò mano ai risparmi con una patrimoniale o con una tassazione di nessun genere". "L’unica leva che hanno per sovvertire le regole della democrazia e le scelte degli italiani è la leva finanza - continua Salvini - La battaglia è molto più grande di quello che si pensa. Il problema non è Juncker o Moscovici, ma quelle persone che faranno di tutto per costringere l’Italia a svendere le splendide aziende che lavorano nel nostro Paese. E’ una cosa che impediremo". Per questo "dobbiamo essere compatti, perché uno squalo si avvicina se gli fai sentire l’odore del sangue". Per il leader della Lega il mondo della finanza ha fatto "il tentativo con la piccola Grecia e ora vogliono provare a fare il colpo grosso. Se ci sono riusciti con i greci, non ci riescono con il nostro Paese".

RAPPORTI CON UE - Quanto ai rapporti con l'Ue, "noi non siamo qui per scardinare l’Europa - sottolinea - ma per cambiare alcune regole europee che danneggiano i cittadini europei e italiani, sedendoci tranquillamente al tavolo e rappresentando un governo e un Paese che è la seconda potenza industriale europea". "Nessuno può pensare di trattarci come gli ultimi arrivati - rimarca ancora Salvini - Quello che gli italiani mandano a Bruxelles è superiore a quello che torna indietro. Siccome paghiamo l’associazione a questo club, vorremmo che questo club ci trattasse con rispetto". E "sarebbe ingeneroso" se la Commissione europea decidesse delle sanzioni "nei confronti di un Paese che da anni manda miliardi e miliardi di euro a Bruxelles e che non tornano indietro".

CODICE ROSSO ANTI-VIOLENZA - Tra gli impegni, "come Lega e come governo - spiega poi il titolare del Viminale - mi ripropongo di portare in Consiglio dei ministri il prima possibile l’intervento a difesa delle donne sul codice rosso, come al pronto soccorso, perché sui fascicoli dei magistrati le denunce di stalking e di violenza contro le donne non finiscano all’ultimo posto". "Se ci sono segnalazioni dettagliate e documentate, hanno la priorità assoluta, perché di donne ferite, attaccate con l’acido o ammazzate ne abbiamo contate anche troppe. Sarà una delle prossime iniziative che governo e Parlamento porteranno avanti", assicura il vicepremier.

Governo a Caserta, tensione in piazza all'arrivo di Salvini

CASERTA. Momenti di tensione nella piazza antistante la sede della prefettura di Caserta, dove a breve inizierà il vertice di governo per firmare il protocollo d'intesa sui rifiuti. Tra un gruppo di supporter di Matteo Salvini si è intrufolato qualche contestatore dello stesso ministro dell'Interno, che, all'arrivo del responsabile del Viminale come degli altri membri del governo, ha fatto volare qualche parola di contestazione: “buffone" “vigliacco", “magnaccia come gli altri". Ma quando gli insulti - poche voci isolate - hanno raggiunto il responsabile del Viminale è volato qualche ceffone, tra i supporter di Salvini e chi aveva tentato di contestarlo. Così sono dovute intervenire le forze dell'ordine per sedare gli animi. 

L'ARRIVO DI CONTE. Poco prima l'arrivo del premier Giuseppe Conte: “Dobbiamo lavorare perché ci sia una cultura del rifiuto, stiamo per varare una serie di misure. Nel frattempo potremo affrontare una serie di criticità". 

Scontro M5S-Lega sugli inceneritori, Di Maio: "Sono vintage"

"Parlare di inceneritori oggi è come parlare della cabina telefonica con il telefono a gettoni. Qualcuno può essere ancora affascinato dal vintage, ma sempre vintage rimane". Così il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio - a Pomigliano d'Arco per la prima tappa del suo tour campano che oggi culminerà nella firma di un protocollo sulla Terra dei fuochi nella Prefettura di Caserta - in merito alle polemiche sui rifiuti.  

"Abbiamo fatto un contratto di governo oltre 6 mesi fa - ha ricordato Di Maio - e quando ci vediamo e ci mettiamo al tavolo alla fine si va sempre avanti". Sul tema degli inceneritori sollevato da Matteo Salvini, Di Maio ha ricordato che "per fare un inceneritore non ci vuole un giorno ma anni e anni. Negli anni facciamo la differenziata e guardiamo al futuro invece di guardare al passato, dobbiamo investire sulla differenziata perché si creano più posti di lavoro. Siamo al 50% e in pochi anni possiamo arrivare a percentuali in media Ue", ha sottolineato Di Maio.

"Oggi coordiniamo un protocollo con il presidente del Consiglio e con i ministri interessati - ha poi ricordato - E' il primo atto per cominciare a spegnere i fuochi". "E' chiaro - ha aggiunto Di Maio - che se noi combattiamo la camorra, questa prova a organizzarsi con altri strumenti per bruciare i rifiuti. Ma è per questo che al ministero c'è Sergio Costa, che ha scoperto la Terra dei fuochi. Lo abbiamo nominato perché sappiamo che si combatte una battaglia senza quartiere"

"Il tema della Terra dei fuochi lo conosciamo bene. Se combatti il fenomeno dei roghi dei rifiuti, la malavita comincia a bruciare in un altro modo e questa purtroppo è la stagione degli impianti che vengono bruciati, li abbiamo visti bruciati in maniera seriale negli ultimi mesi. Quindi vanno presidiati e controllati di più", ha detto ancora il vicepremier.

termovalorizzatori, "se gestiti bene e controllati bene, portano più salute ed economia. E quindi sicuramente la Lombardia non torna indietro, anzi l'obiettivo è che anche altre regioni vadano avanti. Non voglio un Paese che torni indietro", ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini aggiungendo: "I rifiuti ovunque nel mondo significano ricchezza, energia e acqua calda A Copenaghen inaugureranno inceneritori con pista di sci e una parete di arrampicata mentre altrove solo musei".

"Il governo lavora a una soluzione condivisa e senza polemiche" sui rifiuti si legge in una nota del presidente del Consiglio Conte e dei due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, diffusa mentre vanno avanti i 'botta e risposta' tra i due leader di M5S e Lega. "L'obiettivo è sempre la tutela della salute e del territorio". "Il contratto di governo sul tema generale dei rifiuti -rimarca ancora la nota- esprime un chiaro indirizzo politico-amministrativo: dobbiamo lavorare per realizzare quanto prima una completa economia circolare e rendere 'verde' il nostro sistema economico. Questo significa lavorare a difendere la cultura del 'riciclo' e rendere i rifiuti 'prodotti', puntando alla capillare diffusione della raccolta differenziata". Il governo dunque "si impegna al contempo a gestire le criticità che nel periodo di transizione dovessero manifestarsi, affidando al ministro dell'Ambiente le proposte e la prevenzione di queste criticità per una soluzione innovativa, concreta, realizzabile", concludono Conte, Di Maio e Salvini.

Sugli inceneritori "non è polemica, è dialettica per comprendersi, e non lo dico per uscire dalla vicenda. E' un fatto concreto", aveva detto il ministro dell'Ambiente Sergio Costa sottolineando però che "gli inceneritori sono il contrario della raccolta differenziata. Cioè: più incenerimento meno raccolta differenziata. Se, però, la raccolta differenziata cresce in modo geometrico, che cosa gli dai 'da mangiare' agli inceneritori? E' un progetto a perdere". Sulle contestazioni previste oggi sotto la prefettura a Caserta, il ministro aggiunge che "si tratta di manifestazioni più che di contestazioni, è la voglia di rappresentare che gli inceneritori non servono. E' un fatto tecnico e anche noi siamo di questa idea, superando il concetto ideologico - aveva aggiunto Costa - La domanda è: l'inceneritore, per il sistema italiano, serve? La risposta è che non serve incrementarne e lo dimostra il fatto che il Veneto ne ha chiusi due e la Lombardia sta per chiuderne quattro perché la raccolta differenziata sta crescendo".

Primarie Pd, ancora non c'è data

A otto mesi dalla sconfitta del 4 marzo è partito oggi ufficialmente il Congresso del Pd. Maurizio Martina si è dimesso, l'Assemblea nazionale, riunita all'hotel Ergife, si è sciolta e la Direzione dem ha nominato la Commissione congresso (presidente Gianni Dal Moro), l'organismo che reggerà il partito di qui all'elezione del nuovo segretario.

Quando? Non si sa ancora. Oggi è stata siglata un'intesa per affidare alla stessa Commissione congresso, in cui sono rappresentate tutte le componenti dem, la decisione. Si vedranno martedì, la riunione è già stata fissata. Le opzioni tra il 17, il 24 febbraio e il 3 marzo sono tutte ancora aperte. Su questo, presumibilmente, si concentrerà il dibattito interno con polemiche annesse nei prossimi giorni.

"Fosse per me le primarie si dovrebbero fare a inizio febbraio, ma non decido io", ha detto Paolo Gentiloni. Matteo Orfini in Direzione ha fatto notare che prima di metà febbraio non ci sarebbero i tempi tecnici per le primarie. Né, formalmente, sono ancora in campo tutte le candidature. Oggi all'Ergife c'erano i candidati già in pista: Nicola Zingaretti, Matteo Richetti, Cesare Damiano (che ha parlato a lungo con il governatore del Lazio), Francesco Boccia e il giovane Dario Corallo. Ed anche i candidati in pectore Marco Minniti e il segretario uscente Maurizio Martina.

Oggi Matteo Ricci ha diffuso un appello di oltre 500 sindaci per Minniti, una raccolta firme organizzata da Luca Lotti. "Serve una guida forte e autorevole, per un'opposizione netta e per un'alternativa riformista e di popolo", scrive Ricci su Twitter. L'ex-ministro dell'Interno potrebbe sciogliere domani: è prevista la sua partecipazione alla trasmissione di Lucia Annunziata e in quella sede potrebbe annunciare la sua candidatura ma non il ticket con Teresa Bellanova.

Minniti, a quanto viene riferito, non avrebbe risposto positivamente all'offerta dei renziani: un ticket con la 'renzianissima' Bellanova per garantire il sostegno compatto dell'area. "La cosa al momento è congelata", si fa sapere. Però potrebbe esserci una lista collegata alla candidatura Minniti, la cosa era stata accennata a Salsomaggiore da Andrea Marcucci. Matteo Renzi, da parte sua, si tiene fuori. Oggi ha marcato plasticamente la distanza dalle dinamiche congressuali non facendosi vedere all'assemblea dell'Ergife.

In attesa che si completi la griglia dei candidati, Zingaretti continua a marciare. "Faccio un appello a tutti quelli che vogliono il cambiamento: segnatevi in agenda la data delle primarie e venite a votare", ha detto a margine dell'Assemblea lanciando una proposta: "Facciamo partecipare tutti, eliminando anche quell'euro previsto per poter votare perchè per votare non bisogna pagare ma basta fare una sottoscrizione. Se diamo il messaggio che insieme cambiamo pagina ci sarà una straordinaria risposta anche da chi si è sentito tradito da M5s e Lega. Tutti ai gazebo".

Il governatore del Lazio ha promesso: "Io farò di tutto per aprire una nuova stagione e una nuova speranza. Può farlo un partito aperto che sappia rifondare e rigenerare un campo nuovo. Non si deve tornare indietro commettendo gli errori del passato ma nemmeno stare fermi. Dobbiamo costruire una nuova strada che chiami la parte migliore a combattere. C'è la possiamo fare, mi auguro che le regole punteranno alla massima partecipazione di persone al Congresso".

Una standing ovation dell'assemblea ha salutato Martina che lascia la segreteria "orgoglioso", dice, "del lavoro fatto. Passi cruciali sono ancora da compiere. Questo percorso ha solo cercato di dare alcuni segnali di premessa per un lavoro di ricostruzione" come è stato con la manifestazione i piazza del Popolo, "la prima che ha dato un segnale di reazione e che ha dimostrato come questo partito sia essenziale per l'alternativa alla destra".

Ed ora con l'apertura del Congresso, Martina ha invitato a mettere "in campo insieme una nuova stagione di unità. Capita che in una forza come la nostra, troppo spesso non riusciamo a far prevalere gli elementi che ci uniscono" ora "mettiamo in campo un congresso che sia in grado di stupire l'Italia per la sua concretezza e capacità di creare unità vera". Anche in vista degli appuntamenti elettorali, le amministrative e le europee (oggi il candidato socialista Timmermans è intervento all'Ergife) di maggio. Martina farà sapere a breve quale sarà il suo ruolo nel Congresso, se da candidato o meno.

Napoli, alla guida dei Verdi la 16enne Capobianco e l'avvocato Caiazzo

NAPOLI. Sarà la giovanissima Laura Capobianco, appena sedicenne, coadiuvata dall’avvocato Lello Caiazza, a guidare i Verdi di Napoli. Questo l’esito del congresso cittadino di Napoli del Sole che Ride che ha anche eletto i delegati nazionali che sosterranno la candidatura a portavoce nazionale del giovanissimo consigliere comunale Marco Gaudini. Lanciata la campagna “Un albero per la vita” con la quale i ‘greens’ partenopei regaleranno 100 alberi da piantumare in città.

“Il congresso odierno ha confermato che i Verdi sono l’unico partito a puntare davvero sui giovani – affermano i neo eletti co-portavoce cittadini Laura Capobianco e Lello Caiazza – eleggendo una ‘millennials’ alla loro guida, caso unico in Italia. Le nostre priorità sono quelle di aumentare la raccolta differenziata in città spingendo per la realizzazione degli impianti di compostaggio e del riuso e riciclo dei materiali. Ci opporremo duramente alla politica degli inceneritori che ministro Salvini vorrebbe imporre nella nostra regione al posto dei siti di compostagio. Anche la città deve puntare sui giovani e per questo una delle prime azioni che metteremo in campo sarà quella di sottrarre linfa e manovalanza alla criminalità organizzata e alle baby gang portando avanti la battaglia per la sottrazione preventiva della potestà genitoriale ai camorristi”. 

“Apriremo un dialogo con la parte del Movimento 5 stelle che si oppone alle politiche degli inceneritori e che mal digerisce questa anomala alleanza con la Lega, piena di contraddizioni e controversie”. Queste le parole di Marco Gaudini consigliere comunale di Napoli candidato a Portavoce nazionale dei Verdi. “In Parlamento, ma ancor di più nei territori si coglie la grande insofferenza del popolo grillino nei confronti di misure del Governo che sono ben lontane dalle battaglie condotte sulla Tav, sulla Tap, sull’Ilva. Abbiamo il dovere di provare a costruire un dialogo con questo pezzo di elettorato, che ha molte affinità con le battaglie ecologiste, provando a rompere l’insana alleanza con Salvini”.

“Oltre duemila firme raccolte per sostenere la nostra battaglia per la sottrazione preventiva della potestà genitoriale ai camorristi. Questo è un altro successo del congresso di stamattina che, a dire il vero, ci aspettavamo all’indomani dell’altra battaglia portata avanti con l’inasprimento delle misure detentive nei confronti dei parcheggiatori abusivi inserite nel decreto sicurezza come avevamo chiesto con circa 10000 firme raccolte. Riteniamo che i figli debbano essere sottratti subito alle famiglie di camorristi per impedire che seguano le orme dei padri e delle madri, come quasi sempre accade.  La ricongiunzione potrà avvenire solo dopo un congruo lasso di tempo nel quale la famiglia ha dimostrato di aver preso completamente le distanze dal mondo criminale”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli che ha espresso soddisfazione per l’elezione dei due giovanissimi portavoce e il sostegno pieno alla candidatura a portavoce di Marco Gaudini.

 

Di Maio: "Non temo elezioni"

"No", Luigi Di Maio non teme nuove elezioni. Il vicepremier ritiene "normale" che Matteo Salvini e Silvio Berlusconi "si incontrino perché loro sono alleati sul territorio. Noi abbiamo un contratto di governo a livello nazionale. A livello regionale e comunale ognuno è per sé" sottolinea il vicepremier. Parlando poi di una proposta di riforma dei fondi europei, fatta da Francia e Germania, che potrebbe escludere l'il nostro Paese, dice: "Se si pensa di minacciare l'Italia dicendo non vi diamo più fondi europei, ricordiamo che quelli sono soldi degli italiani perché noi ne diamo più di quelli che riceviamo ogni anno" dall'Europa, dice Di Maio, a margine di un evento a Milano. Per riformare il sistema, aggiunge il vicepremier, "si deve essere in tanti a livello europeo e non solo due Paesi. Se il criterio è che non si erogano più fondi a chi non si attiene alle regole dell'Austerity, io posso essere anche d'accordo; ma se andiamo a vedere negli ultimi 10 anni chi ha rispettato le regole austerity" spiega.

FONDI UE - Secondo Di Maio, sul tema "dobbiamo fare ancora molto e sono contento che Barbara Lezzi stia portando avanti un programma di incontri continuo per chiedere ogni mese a che punto siamo. Non è mai sano quando bisogna spendere i soldi l'ultimo mese, ma cerchiamo di non perderli perché questi sono soldi nostri" dice, ribadendo il concetto.

TIM - Poi, a chi gli chiedeva se si andasse verso un esproprio della rete Tim, dopo il nuovo emendamento sulla banda larga che prevede una norma per l'integrazione tra le reti di Tim e di Open Fiber, Di Maio afferma che "siamo impegnati a creare un player unico della connettività in Italia. Vedremo cosa succederà in Tim": si tratta di "un’operazione di mercato, quindi noi non interferiamo".

EMENDAMENTO - L'autore della proposta depositata in Commissione Finanza del Senato è il relatore al provvedimento, Emiliano Fenu (M5S): per favorire la nascita di una rete unica in fibra, la norma prevede incentivi fissati dall'Autorità sul modello della Rab, la remunerazione degli investimenti. "La nostra ambizione - dice Di Maio - è creare un player unico che consenta di far arrivare la connessione a tutti gli italiani. Anche nelle zone più complicate dove il mercato non arriva. Serve banda larga, 5G, serve connettività ad alta velocità perché questo ci rivoluzionerà il sistema della mobilità della sanità e delle imprese". E a chi chiedeva se il nuovo player sarebbe stato pubblico, "vedremo nei prossimi giorni - risponde il vicepremier - se a maggioranza pubblica o privata".

Ribelli 5S, scatta la resa dei conti

Resta la linea dura ma nel mirino dei vertici M5S oltre al capitano di fregata, Gregorio De Falco, entra la senatrice Elena Fattori: entrambi veleggiano spediti verso la cacciata dal gruppo 5 Stelle di Palazzo Madama. Mentre Paola Nugnes, altra senatrice grillina ribelle, sarà 'graziata' dal ricevere un cartellino rosso e se la caverà con un giallo: la parlamentare napoletana, considerata molto vicina al presidente della Camera Roberto Fico, sarà 'soltanto' sollevata dal ruolo di capogruppo 5 Stelle nelle commissioni Ambiente ed Ecomafie, riferiscono i vertici M5S all'Adnkronos: "non ha mai votato contro né paragonato il M5S al Pd di Renzi", cosa, quest'ultima, che invece viene addebitata a Fattori.

Per De Falco la sanzione più dura. Ovvero l'espulsione. Per Fattori, 'rea' secondo i piani alti del Movimento di aver rilasciato dichiarazioni considerate "pesantissime", dovrebbe arrivare la sospensione, che comporta comunque l'allontamento dal gruppo di Palazzo Madama. Si tratta di sanzioni che possono essere commutate direttamente dal capogruppo in Senato Stefano Patuanelli, senza dover attendere la pronuncia del collegio dei probiviri che comunque arriverà, ma più avanti.

Sembrerebbe uscire di scena, dunque, l'ipotesi di far prevalere la linea morbida. Rumors che stavano prendendo vigore nelle ultime ore anche alla luce delle dichiarazioni di Fico, che, interpellato a Napoli sul futuro dei dissidenti, si era mostrato pacifico: "non succederà niente...". Salvo poi precisare di non essere a conoscenza degli sviluppi dell'affaire ribelli.

Sviluppi che, invece, sembrano portare a una resa dei conti, dopo l'incidente in commissione Ambiente sul dl Genova, lunedì scorso. E con le polemiche nei giorni a seguire, che hanno visto in prima linea la stessa Fattori che aveva pubblicamente ringraziato De Falco e Nugnes per aver mandato sotto il governo sul condono per Ischia, parlando di un clima di 'terrorismo psicologico lontano da ogni forma di democrazia e condivisione' all'interno del gruppo. Parole, le sue, che le comporteranno l'allontamento dal gruppo, esattamente come De Falco. E il conseguente passaggio al gruppo misto.

Salvini: "Di Battista? Lo invidio, sta in spiaggia"

Ancora scaramucce tra Lega e Movimento 5 Stelle. Ultima in ordine di tempo quella di Matteo Salvini che ironizza su Alessandro Di Battista, che in un’intervista gli aveva suggerito di essere leale al contratto: "Sto seguendo riga per riga quello che è l’impegno che ho preso con gli italiani, e invidio profondamente Alessandro Di Battista che mi redarguisce dalle spiagge del Guatemala". Il vicepremier, a chi gli chiedeva se ormai fossero troppo "stretti" i margini del contratto di Governo con il M5S, ha risposto: "Sono contento di quello che abbiamo fatto negli ultimi cinque mesi e sono convinto che andremo avanti altrettanto bene per i prossimi cinque anni".

Poi, a proposito del suo incontro con il leader del centrodestra Silvio Berlusconi ha precisato: "Berlusconi a Roma abita a 30 metri da casa mia per cui ogni tanto si beve un caffè e ci si saluta". A chi gli chiedeva se gli avesse proposto una maggioranza alternativa, "con Berlusconi abbiamo bevuto un caffè, io zuccherato", si è limitato a dire Salvini.

Governo spaccato sugli inceneritori, Di Maio: Salvini crea tensioni

Luigi Di Maio replica ancora a distanza a Matteo Salvini sulla polemica in merito agli inceneritori. "A me dispiace - dice - che Salvini abbia deciso di lanciarsi in questa polemica e di creare tensioni nel governo. Sono veramente dispiaciuto di questa polemica - aggiunge - che, tra l'altro, si fonda sul tema degli inceneritori che, non essendo nel contratto di governo, non si pone".

La polemica è scoppiata dopo che il leader leghista, ieri a Napoli, ha sostenuto come sia necessaria la presenza di un termovalorizzatore per ogni provincia della Campania. Dichiarazioni che hanno provocato la reazione del capo politico 5S che ha sottolineato, tra l'altro, come gli inceneritori non c'entrino "una beneamata ceppa" con la Terra dei fuochi. Salvini però oggi rilancia: "Non c'è nel contratto? Vallo a spiegare ai bambini che si respirano la merda".

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

REPORTACI
di Automobile Club Napoli
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale