Martedì 16 Ottobre 2018 - 6:34

Renzi rilancia: «Nel 2016 via Tasi e Imu per tutti»

ROMA. Le tasse in Italia vanno ridotte, concentrando gli sforzi per imposte e tributi sul bene più caro per gli italiani: la casa. «Il prossimo anno togliamo Tasi e Imu per tutti». Il presidente del consiglio, Matteo Renzi, conferma l'intenzione del governo di eliminare, con la legge di stabilità del prossimo anno, le tasse sulla prima casa. «Non è possibile continuare questo giochino», osserva il premier, arrivato al teatro Rossini di Pesaro. «Sembra che si riducano le tasse per aumentare il livello di consenso, ma non le abbassi per questo ma perché è giusto». «Se dici che togli la tassa sulla casa ti dicono: 'sei come Berlusconi', ma Berlusconi è anche quello che l'ha rimessa la tassa sulla casa, votandola con Tizio e Caio», ricorda Renzi. «Il nostro paese ha una tassazione esagerata» e «ha bisogno di ridurre il carico fiscale».

 
Il presidente del consiglio, nel suo intervento, ribadisce l'intenzione del governo di andare avanti sulle riforme. «Non ci facciamo fermare da qualche custode e cultore del blocco». «Loro mettono gli emendamenti, e noi resistiamo e facciamo le riforme, perché amiamo l'Italia più di loro». «Ci portano mezzo milione di emendamenti? Una risata li seppellirà. Te c'hai la tigna? Ma noi ce l'abbiamo più di te. Non ci facciamo bloccare dallo spauracchio degli emendamenti».

Quanto alle critiche sui dati della crescita poco entusiasmanti, il premier risponde: «Ad agosto ho visto grandi polemiche sul Pil che cresce poco. Per mesi siamo stati in una situazione di difficoltà del Pil e ora che torna a crescere i giornali dicono: "cresce poco". È chiaro che lo 0,5 non basta ma, guardando, i numeri stanno cambiando».

Renzi: «Immigrati, salviamo vite anche se costa voti»

RIMINI. «La grande possibilità dell'Italia oggi è di essere terra di opportunità e non di rimpianti». Lo afferma il presidente del Consiglio Matteo Renzi nel suo intervento al Meeting Cl di Rimini. Un lungo applauso del popolo di Cl ha accolto l'ingresso in sala e l'arrivo sul palco del presidente del Consiglio, per la prima volta alla convention annuale di Comunione e Liberazione.

«L'Italia in questi 20 anni - ha detto Renzi - ha trasformato la Seconda Repubblica in una rissa permanente ideologica che ha smarrito il bene comune e mentre il mondo correva è rimasta ferma in discussioni sterili interne. Il berlusconismo e antiberlusconismo hanno fatto mettere il tasto pausa». Tra i temi prioritari affrontati da Renzi, l'Europa e l'immigrazione. «L'Europa si è allargata ma ha guardato in direzione strabica rispetto al centro motore della propria azione: del Sud si è fatto un racconto macchiettistico, come se fosse il set di una fiction andata male, tutto negatività e disperazione» ha osservato il premier. Per il presidente del Consiglio si sono persi 20 anni sul tema dell'attenzione verso il Mediterraneo. «Quando parliamo di Mediterraneo - ha sottolineato - parliamo non della frontiera dell'Europa, ma del suo cuore». «Prima salviamo le vite, poi penseremo a come dare un futuro a queste persone. Non rinuncio a secoli di civiltà - ha scandito - Non cederemo mai al provincialismo della paura».

Berlusconi boccia le primarie: «Sono manipolabili»

ROMA. «In troppe occasioni le primarie si sono rivelate uno strumento di consultazione popolare estremamente manipolabile e non in grado di esprimere il miglior candidato tra quelli in gara». Così interviene il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una nota diffusa dall'ufficio stampa azzurro, commentando alcune indiscrezioni di stampa che gli attribuiscono l'intenzione di ricorrere alle primarie per la selezione dei candidati di centrodestra alle prossime elezioni amministrative. «Ritengo quindi che - continua Berlusconi - per l'individuazione dei candidati per le prossime elezioni amministrative il centrodestra debba scegliere, come è sempre accaduto, attraverso gli accordi tra le forze politiche che lo compongono».

Unioni gay, il Pd attacca la Chiesa: «Fuori dal tempo»

ROMA. «Bagnasco è oggettivamente fuori dal tempo, la sua riflessione non tiene conto della realtà e si scontra con l'evidenza dei più grandi paesi e dei più prestigiosi ordinamenti giuridici nel mondo, com Gran Bretagna, Francia, Spagna, Stati Uniti d'America». Lo dice all'Adnkronos il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e alle Riforme, Ivan Scalfarotto, replicando al presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, sulle unioni civili. «Tutto quello che sta succedendo nella parte più avanzata del mondo -avverte Scalfarotto- contrasta con quanto succede in Italia. Bagnasco, quindi, è oggettivamente fuori dal tempo e vuole lasciarci in compagnia di quei paesi che non rispettano i diritti umani. Infatti, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia, precisando che la nostra realtà, in assenza di un riconoscimento delle coppie omosessuali, costituisce una violazione dei diritti dell'uomo». «Chiedo, quindi, a Bagnasco se lui trova compatibile con il rango che l'Italia ha all'interno della comunità internazionale il fatto che il nostro Paese sia condannato perché all'interno del suo ordinamento giuridico si consuma una violazione dei diritti umani'», sottolinea ancora l'esponente del Pd.

 
Scalfarotto ci tiene a farsi sentire anche sul tema dei diritti individuali dei singoli conviventi: «Va ricordato a Bagnasco che già nel 2010 la Corte costituzionale ha sottolineato che non è sufficiente riconoscere i diritti individuali ai conviventi, ma ha stabilito che i diritti delle coppie omosessuali, che sono formazioni sociali riconosciute e protette dall'articolo 2 della Carta fondamentale, devono essere equiparati a quelle delle coppie eterosessuali sposate. E la Corte ha espresso un monito al Parlamento a legiferare 'con estrema sollecitudine' -dice testualmente- in tal senso».

Per questo, avverte Scalfarotto, «la politica, con tutto il rispetto per le opinioni del cardinale Bagnasco, deve quanto prima legiferare in materia, per evitare, che sia un giudice italiano o internazionale a risolvere la questione, dando così un ulteriore colpo alla credibilità della politica, che tanto pare preoccupare i vescovi italiani in questo momento».

Dello stesso avviso Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia. «Proprio il veto del Vaticano fa in modo che in Italia le famiglie di fatto non siano aiutate - commenta all'Adnkronos Mancuso -. Bagnasco dice una falsità quando sostiene che i diritti individuali sono già riconosciuti». Il presidente della Cei, aggiunge Mancuso, «si deve mettere l'anima in pace, perché la Corte costituzionale con la sentenza del 2010 ha detto che in queste Paese ci vuole una legge che riconosca pari diritti alle coppie omosessuali».

«Tutti i paesi in cui sono presenti leggi che riconoscono le coppie omosessuali - osserva il presidente di Equality Italia - hanno politiche familiari che invece nel nostro mancano». Al Senato «si sta discutendo una legge di buon senso - continua - che vede anche l'appoggio di moltissimi parlamentari cattolici perché si tratta di superare una discriminazione ormai atavica nel nostro paese».

Per Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale di Ncd, il cardinale Bagnasco «ha colto il punto». Il problema, dice, «non è negare alcun diritto ma diversificare situazioni che sono diverse e, per questo, avere la certezza di sbarrare la strada a pratiche insopportabili per chi laicamente crede nella dignità della donna, come l'utero in affitto. Se queste considerazioni possono diventare consapevolezza comune, non è difficile trovare una soluzione, anche di tipo legislativo».

Una scuola di formazione politica a Scampia

L’obiettivo prefissato è prima di tutto quello di formare, istruire, oltre che riunire quell’area moderata che nel corso degli ultimi tempi, dati alla mano, risulta essere in notevole crescita, affermandosi sempre più come unica risorsa utile a garantire quotidianità e sviluppo attraverso una seria progettualità politica e lo slancio verso una forte stabilità socio-economica

 

Il percorso formativo, ideato dal presidente della Ottava Municipalità di Napoli, avvocato Angelo Pisani, esperto di diritto dei contribuenti e dei cittadini, prevede una serie di incontri e corsi di approfondimento, pratici e teorici, su tematiche di interesse generale e su particolari aspetti della vita amministrativa.

«Si tratta di un’iniziativa che ha come primo obiettivo quello di avvicinare alle istituzioni i cittadini onesti, un percorso pensato per riportare la politica tra persone competenti, ma sarà anche un momento per favorire l’aggregazione di quella vasta area moderata che chiede di essere adeguatamente rappresentata». Economia, integrazione sociale, turismo, lavoro, sicurezza, infrastrutture, salute, agricoltura, ambiente, saranno i temi principali al centro dei meeting.

«Agli incontri – continua Pisani – parteciperanno rappresentanti della società civile e del mondo delle imprese, delle forze sociali, delle istituzioni e dei partiti politici».

Percorsi formativi seri e costruttivi, dunque, particolarmente opportuni per la società e gli addetti ai lavori, «ma, soprattutto, sarà la prima traccia da seguire per i tanti giovani che si avvicinano sempre più al mondo politico attuale con passione e buon senso», sottolinea il presidente Pisani.

 

In un'epoca in cui lo Stato permette funerali da monarca ad un boss della capitale, fa arricchire professionisti della carità e discusse cooperative con il business dei migranti, lasciando gli italiani in condizioni estreme di povertà ed insicurezza, nasce dunque la scuola di formazione politica per aspiranti pubblici amministratori e rappresentanti delle istituzioni.  

I corsi avranno lo scopo di formare ed organizzare la nuova classe dirigente e di risvegliare gli italiani, facendo capire loro che occorre cominciare ad agire in prima persona, trasformando il malcontento in determinazione, per far valere i propri diritti attraverso impegno, studio e formazione.

«Ogni giorno gli italiani si lamentano, una volta non si arrivava a fine mese, oggi purtroppo nemmeno a due settimane – commenta Pisani – per questo è giunto il momento di scendere in campo e formare una nuova classe dirigente, preparando soprattutto i più giovani alla politica».

«Tra fallimenti e scandali del mondo politico - dichiara ancora - tra nuovi poveri e disoccupati, da molti anni sembra di assistere ad un film visto e stravisto, del quale i cittadini italiani sono attori inconsapevoli ed incolpevoli. Ma quella che va cambiata è la regia, ed è proprio questo il nostro scopo, quello di far diventare gli italiani registi della propria vita e del proprio futuro, mettendoli in condizioni di formarsi dal punto di vista politico e di unirsi, di passare quindi dalla teoria della sofferenza alla pratica della reazione».

L’iniziativa si pone come una luce di democrazia dentro quel buio che sembra aver oscurato la speranza di un futuro per la nostra nazione.

«I corsi, tutti gratuiti - precisa Pisani - saranno preceduti da una serie di sondaggi preliminari, perché la nostra volontà è quella di dare effettivamente voce al nostro popolo e di formare gli aspiranti politici; noi ci limiteremo a mettere a loro disposizione la nostra esperienza, ma gli argomenti saranno quelli d'interesse della collettività e delle esigenze politiche».

 

Sarà una vera e propria scuola fondata sulla cultura, sulla democrazia e sui valori, che non punterà ad alcun partito politico, ma sarà rivolta esclusivamente al bene del nostro Paese e dei suoi cittadini.

 

 

In piena estate ecco il carrozzone
di de Magistris

Delibera di mezza estate, in gran silenzio la mega holding del Comune ingloba Asìa, Napoli Servizi e Napoli Sociale: in arrivo una pioggia di superconsulenze. Ma è già polemica. Il segretario generale del Comune nel suo parere stronca l'operazione del sindaco Luigi de Magistris con molti e pesanti dubbi: perché il valore delle società è parametrato ai bilanci del 2013 e non del 2014? Perché è stato scavalcato il consiglio comunale che avrebbe dovuto preventivamente mutare gli statuti delle società da inglobare? Perché non ci si è attenuti al dettato della Legge di Stabilità? CONTINUA A LEGGERE SUL ROMA IN EDICOLA O COMPRA LA TUA COPIA DIGITALE

Torre del Greco, Spierto nuovo vicesindaco

TORRE DEL GRECO. Antonio Spierto è il nuovo vicesindaco di Torre del Greco. È stato nominato questa mattina dal primo cittadino, Ciro Borriello, che gli ha anche conferito le deleghe alla Polizia municipale e alla trasparenza. Spierto contestualmente si è dimesso da consigliere comunale: di conseguenza l’assise cittadina resta senza presidente, ruolo al quale Spierto era stato designato il 26 luglio dello scorso anno. «La nomina di Spierto – afferma il sindaco Ciro Borriello – giunge al termine di un’ampia riflessione politica apertasi all’indomani della mia scelta di rassegnare le dimissioni (decisione poi rientrata lo scorso 17 agosto). A seguito di questa riflessione, e appurata la volontà della maggioranza dei consiglieri comunali di addivenire a una soluzione politica per proseguire il lavoro intrapreso, si è deciso di procedere a una parziale rivisitazione della Giunta». Dall’Esecutivo esce infatti Ciro Accardo, le cui deleghe (Bilancio e tributi) vanno a Salvatore Quirino, al quale resta l’Ambiente avendo ceduto la delega alla polizia municipale a Spierto. A Donato Capone, al quale è stata revocata la vicesindacatura, resta la delega alle Politiche sociali.

Nuova accusa di Galantino: «Politica guidata più da interessi immediati che da progetti»

RIMINI. A guidare la politica, nel senso del governo della cosa pubblica, non sono i grandi progetti per costruire un futuro migliore ma le decisioni del giorno per giorno, spesso condizionate da interessi più particolari che generali. È questo il senso dell'accusa che il segretario generale della Cei monsignor Nunzio Galantino lancia dal palco del Meeting di Rimini, a pochi giorni dall'eco delle sue denunce politiche contenute nell'intervento preparato per l'evento a Trento della fondazione De Gasperi.

«Le scelte, individuali e pubbliche, sono guidate per lo più dal perseguimento di interessi e fini immediati e poco meditati, dettati spesso dalla ricerca dell’utile e meno da un progetto consapevole e a lunga scadenza», sottolinea Galantino.

Osserva il numero due dei vescovi italiani: «Solo apparentemente questo modo di agire è privo di presupposti teoretici e di reali obiettivi. In realtà, presupposti e obiettivi esistono, ma non sono esplicitati; rimangono sotto traccia, quasi non dovessero essere sottoposti a un vaglio attento».

Ricorda infatti l'esponente della Conferenza Episcopale italiana: «A ogni azione o orientamento corrisponde sempre un certo valore che si intende perseguire; sempre vi è alla base dell’agire una certa idea di persona, un ideale di essere umano e di società da raggiungere e verso il quale ci si incammina».

E ancora, analizzando i cambiamenti antropologici che hanno riguardato il singolo individuo e la famiglia negli ultimi decenni, aggiunge: «Il relativismo vuole promuovere a tal punto la libertà individuale, da non tollerare chi la intenda in altro modo, limitando la libertà altrui al fine di difenderla: autentica contraddizione non razionale».

Portici, Olivieri presidente del consiglio comunale

PORTICI. Massimo Olivieri è il nuovo presidente del Consiglio comunale di Portici. L'empasse si è sbloccata nella serata, quando l'ennesima votazione ha fatto registrare stavolta semaforo verde. Olivieri, consigliere comunale dell’Udc, succede così a Ferdinando Farroni, che si era dimesso circa un mese e mezzo fa. Sul nome di Olivieri sono confluiti 14 voti, mentre le schede bianche sono state 3 e una nulla. Adesso tocca al bilancio, che il consiglio comunale porticese sarà chiamato ad approvare entro giovedì. E il patto con l'Udc ora rassicura il sindaco, Nicola Marrone, in vista del voto.

Expo, Renzi accoglie la Merkel Siparietto sullo spread

MILANO. «L'Expo mi piace». Parola di Angela Merkel arrivata, in compagnia del marito Joachim Sauer, in visita all'Esposizione Universale di Milano. A fare gli onori di casa Matteo Renzi, insieme alla moglie Agnese, in un abito rosso vivo, che hanno interrotto per l'occasione le vacanze toscane.

Padiglione Zero, poi il padiglione tedesco, quindi a Palazzo Italia per la cena. Una visita privata - senza appuntamenti con la stampa - di poche ore e anticipata di un giorno per alcuni impegni politici della leader tedesca. Secondo indiscrezioni, martedì la Merkel dovrebbe partecipare a una riunione al Bundestag sul tema Grecia, prima di partire con sei ministri per una missione in Brasile. Giacca blu e pantalone bianco, Merkel sarà uno degli ultimi leader europei e internazionali a visitare l'Expo.

RENZI SULLO SPREAD. «Siamo arrivarti in tempo per la partenza, arriveremo in tempo anche per il futuro» ha detto il premier alla cancelliera che gli chiedeva del futuro del sito espositivo. Poi, davanti a un monitor che simula l'andamento delle contrattazione borsistiche e delle materie prime, il premier non ha perso occasione per una battuta. «Fammi controllare lo spread», ha esclamato.

SPAZIO ALTO ADIGE. Dopo padiglione Zero e il padiglione tedesco, a sorpresa Merkel è entrata nello spazio dell'Alto Adige. Un omaggio a una regione amata dalla cancelliera, affezionata dei paesaggi dolomitici. Alla Merkel è stato offerto speck, pane nero tipico del Sudtirolo, succo di mela e una bottiglia di vino bianco.

QUALCHE FISCHIO A PALAZZO ITALIA. Pochi fischi e qualche applauso per l'arrivo a Palazzo Italia del premier e della cancelliera tedesca. Ad accoglierli c'era Diana Bracco, commissario generale di sezione di Padiglione Italia.

LA CENA. Un antipasto, paccheri ai gamberi, ombrina al vapore di agrumi con terrina di verdure croccanti e un dolce al cioccolato. Quattro portate per la cena, servita dal ristorante di Palazzo Italia Peck Milano a cura dell'executive chef Matteo Vigotti e del pasticciere, o pastry chef, Alessandro Diglio. Da bere, per il brindisi di benvenuto un Ferrari Brut Orgoglio Italia; come bianco, uno Chardonnay 2012 di Planeta, mentre come rosso sarà servito un Recioto Valpolicella Classico 2012 di Allegrini.

LA VISITA A EXPO.  presenti anche il ministro Maurizio Martina, il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca e il commissario unico di Expo Giuseppe Sala - è stata l'occasione per un incontro ravvicinato tra i due leader europei, in un momento in cui tiene banco non solo la crisi ellenica (il Parlamento di Atene ha dato il via libera al terzo piano di salvataggio venerdì scorso) ma anche l'emergenza immigrazione nelle acque del Mediterraneo. "Molto soddisfatto, è andata bene", ha commentato Renzi al termine della serata.

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