Giovedì 24 Gennaio 2019 - 8:37

La Lega rompe con Fi anche a Torino

TORINO. "Osvaldo Napoli è un'ottima persona, non so se sia il candidato sindaco migliore". Il leader della Lega, Matteo Salvini, punta sul notaio Alberto Morano come candidato sindaco di Torino di una coalizione composta da Carroccio, FdI-An e liste civiche. Dopo averlo incontrato questo pomeriggio nel capoluogo piemontese, Salvini ha infatti dato per "molto probabile" l'alleanza in vista delle prossime amministrative. "Mi sembra il primo passo verso una prospettiva di coalizione alternativa alla sinistra con l'obiettivo di allargarla ancora", ha commentato Morano interpellato dall'Adnkronos.

A stretto giro la replica al leader del Carroccio di Osvaldo Napoli, candidato sindaco di Forza Italia a Torino. "Salvini persegue il disegno lucido, ma velleitario, di sfasciare il centrodestra immaginando di camminare fra le sue macerie per incoronarsi leader - ha detto Napoli - Le sue parole non mi offendono, mi offende invece la sua incallita vocazione alla bugia".

"Il sottoscritto ha lavorato per 37 anni guadagnandosi da vivere lontano dalla politica, diversamente da Salvini che di politica vive. Se esiste il professionismo in politica - ha sottolineato - Salvini ne è il prototipo. Lui preferisce candidare il notaio Morano, ce ne faremo una ragione: Salvini conosce Morano, i torinesi conoscono Osvaldo Napoli. Al di là delle ragioni personali, colpisce la determinazione di Salvini nel perseguire ambizioni sbagliate. Si è fatto strada con la ruspa, ma non ha fin qui dimostrato di saper costruire alcunché".

Alle prossime elezioni amministrative "andrà tutto bene, ci interessa vincere" ha detto a sua volta Salvini. Il centrodestra "sceglierà i candidati migliori città per città. Non ci sono retro pensieri sulla leadership del centrodestra. Stiamo cercando di offrire ai romani, ai milanesi, ai bolognesi e ai torinesi i candidati migliori". "I torinesi mi dicono che il notaio (Morano, ndr) che peraltro dovrebbe piacere a Berlusconi è un uomo del fare, della società civile, un libero professionista, quindi lo offriamo". E conclude ribadendo: "Lo suggeriamo, lo proponiamo".

Primarie, terzo ricorso di Bassolino

NAPOLI. «Con il ricorso presentato oggi alla commissione nazionale di garanzia chiedo formalmente che si voti di nuovo nei seggi contestati». Così Antonio Bassolino in un post su Facebook annuncia la presentazione di un terzo ricorso per chiedere che si voti in cinque seggi contestati per le primarie. Intanto, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, parla della candidatura a sindaco di Michele Brambilla per il Movimento 5 Stelle. «Gli avversari politici vanno sempre rispettati, non vanno sopravvalutati e nemmeno sottovalutati - dice -. A me spiace dover avere un avversario del movimento, perché ritengo che tante battaglie sono state le nostre, tante lotte le abbiamo realizzate».

Roma, la Meloni
si candida. Bertolaso: «Io avanti come una ruspa»

ROMA. "Dopo attenta riflessione ho deciso di correre per la carica di sindaco di Roma". Lo ha detto Giorgia Meloni, che ha incontrato stampa e cittadini in piazza del Pantheon sottolineando che "è una scelta d'amore".

"Faccio una scelta che molti considerano forte ma non mi sono mai tirata indietro davanti alle sfide epocali. Lo faccio con spirito di servizio, senza protagonismo. Si sa che avrei preferito godermi i mesi più belli della gravidanza, forse i più belli che una donna possa avere, ma ho sempre considerato che se non ci fosse stata ipotesi migliore la mia candidatura sarebbe rimasta in campo" ha detto la Meloni.

"Credo che ogni donna sia libera di scegliere come affrontare la gravidanza - ha detto - ma nessun uomo può dire a una donna ciò che deve o non deve fare quando è in gravidanza. Peraltro credo che in una città che ha come simbolo una lupa che allatta due gemelli non sarà un problema".

"Faccio un appello a Salvini, a Berlusconi, al centrodestra: aiutatemi a non lasciare Roma nelle mani di chi l'ha ridotta così né al qualunquismo dei cinque stelle. Vinciamo insieme, noi lo faremo comunque". E ancora: "Rivolgo un appello a Bertolaso, che ho sempre sostenuto fino a oggi ma fin qui non è riuscito a scaldare il cuore dei romani. La sua concretezza e il suo curriculum sono un valore aggiunto, non si faccia strumentalizzare, venga qui a darci una mano. Non mi interessa la leadership del centrodestra, ai romani non interessa".

"Tutti sanno che con Alemanno non c'è nessun tipo di rapporto e lui ha sostenuto Storace. È importante anche per noi dare un segno di discontinuità rispetto al passato" ha poi precisato, aggiungendo che "Marchini non rappresenta l'elettorato di centrodestra".

Poi, a margine dell'annuncio della sua candidatura, Meloni ha detto alla stampa: "Io spero che l'unità del centrodestra si possa ritrovare già al primo turno. Da qui alla presentazione delle liste c'è ancora un mese e spero che alla fine la responsabilità che io dimostro nel momento in cui scendo in campo, non nella situazione più facile, porti gli altri a fare questo stesso gesto di amore facendo mettere l'interesse dei romani prima di quelli dei partiti e dei giochetti sulle leadership che non interessano a nessuno".

Ma Guido Bertolaso a 'Un Giorno da Pecora', su Rai Radio2, ha detto che non si ritirerà. "Io tradito dalla candidatura della Meloni? I politici hanno un’idea e il giorno dopo la cambiano. Io non sono un politico ma un tecnico, sono stati loro tre a chiedermi di candidarmi e io l'ho fatto" ha sottolineato.

"Vado avanti come mi avevano chiesto due mesi fa - ha detto Bertolaso - e vado avanti come una ruspa". "Le scriverò: cara Giorgia, io continuo a volerti bene nonostante tutto. E poi le manderò sette rose rosse", ha concluso il candidato sindaco.

L'ex grillino Barbanti passa al Pd, minacce su Fb

ROMA. È in procinto di passare al Pd, dopo aver lasciato il M5S e tentato la strada di Alternativa Libera prima di approdare al Misto. Sebastiano Barbanti ha confermato la decisione presa all'Adnkronos, con tanto di endorsement per il premier Matteo Renzi. Che, a detta dell'ex grillino, "ha inciso e ha radicalmente rivoluzionato il Pd" portando "un vento di cambiamento nel Paese. Un vero rivoluzionario", a differenza di Grillo che "è solo demagogico, tutto chiacchiere e per giunta strumentali". Parole, le sue, che rimbalzano sulle bacheche Facebook degli attivisti, generando insulti e minacce.

"Lei è l'ennesima prova di quanta falsità e poca coerenza ci sia nel DNA dei calabresi - scrive un attivista sulla pagina Fb di Barbanti - Mi auguro che il tempo sappia vendicarsi su di lei. Lei mi fa veramente schifo come persona!". Rincara la dose tale Ivan: "il mio più caro augurio a te di poterti vedere malato, di vedere i tuoi familiari in chemioterapia, di poterti incontrare per strada ed ammazzarti come un maiale, lurido infame, fai solo venire voglia di scannarti mentre sei appeso a testa in giù, ma tranquillo, se ti vedo per strada non la scampi, vado in galera ma ti strappo il cuore e te lo ficco in c...". I post con insulti e minacce sono poi stati rimossi.

Attacchi anche sulla pagina privata del deputato, dove qualche giorno fa annunciava la nascita del figlio Paolo. "Non spergiurare mai su tuo figlio - scrive Carmelo - non lo merita e non merita un padre incoerente come te. Auguri alla nuova vita. Vergogna a te". "Povero figlio - gli fa eco Gianni - certo che stai contribuendo a fargli trovare un bel paese. Vergognati".

Pensioni, nessuna accelerazione sulla flessibilità

La flessibilità in uscita sulle pensioni resta una delle priorità del governo in vista della prossima Legge di Stabilità, ma compatibilmente al quadro di finanza pubblica. Nonostante le sollecitazioni del presidente dell'Inps Tito Boeri e l'annuncio della mobilitazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil il 2 aprile, non dovrebbero esserci accelerazioni sul tema da parte dell'esecutivo che rimanda all'autunno la scelta se intervenire o meno contro le rigidità della Legge Fornero, nell'ambito della Legge di stabilità.

Del delicato nodo della flessibilità in uscita si sta occupando a Palazzo Chigi un tavolo di lavoro presso il pool di economisti guidati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, con due punti fermi: equità generazionale e sostenibilità finanziaria per un'operazione che, calcoli alla mano, può arrivare a costare fino a 5-7 mld di euro l'anno per diversi anni.

Fermo restando che chi vorrà andare in pensione prima avrà delle penalizzazioni e che l'impianto di fondo della riforma Fornero non verrà stravolto per non incorrere nelle forche caudine di Bruxelles, ci sono diverse ipotesi allo studio. Una di queste prevederebbe uno schema simile all'opzione donna, la possibilità che è concessa di andare in pensione prima alle donne che hanno 35 anni di contributi e hanno raggiunto i 57 anni e tre mesi entro il 31 dicembre 2015, con un assegno interamente calcolato con il metodo contributivo. Ovviamente, si tratterebbe di un'operazione con requisiti diversi e comunque costosa: sarebbe necessario comunque reperire le risorse a regime per evitare ulteriori aggravi sulle casse pubbliche, in una fase di crescita economica inferiore alle attese.

Altre strade, meno onerose per le casse dello Stato, potrebbero essere prese in considerazione. Tra queste, quella del prestito pensionistico. In particolare, tra i possibili meccanismi ipotizzati nei giorni scorsi dal sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta ci sarebbe quello che coinvolge sistema creditizio, Inps e aspirante pensionato, in cui il primo soggetto garantisce la copertura economica al secondo, consentendo così al terzo di andare in pensione prima. ‎

Un'altra possibilità sul tavolo sarebbe la trasformazione della 'buonuscita' che l'impresa dà al lavoratore in una sorta di contribuzione alla flessibilità. Mentre un'altra ipotesi coinvolgerebbe le casse di previdenza e i fondi pensione. Formule, queste, a costo zero non solo nel lungo periodo, quindi che non incidono sul debito, ma anche nel breve periodo, cioè senza causare un aumento del deficit.

Il lombardo Brambilla candidato a sindaco di Napoli

E' l'ingegnere Matteo Brambilla il candidato sindaco del M5S a Napoli. Ha avuto la meglio su Francesca Menna, data per favorita e vicina ai vertici 5 Stelle, e su Stefania Verusio. Sul blog di Beppe Grillo, i risultati delle comunarie partenopee.

"Hanno partecipato alla votazione - si legge - 574 iscritti certificati che hanno espresso le seguenti preferenze: Brambilla Matteo: 48%, pari a 276 voti; Menna Lucia Francesca: 33%, pari a 189 voti; Verusio Stefania: 19%, pari a 109 voti. Il candidato sindaco per il MoVimento 5 Stelle a Napoli è Matteo Brambilla".

Le amministrative, però, si prospettano in salita per i pentastellati.Dopo le vicende che hanno portato all'espulsione di 36 attivisti storici nelle scorse settimane, c'è chi, sotto il Vesuvio, prepara la controffensiva ed è pronto al ricorso contro le 'comunarie'. A quanto apprende l'Adnkronos, un gruppo di attivisti è pronto a portare la vicenda in tribunale, per chiedere l'annullamento delle consultazioni realizzate sul blog di Grillo. In questi giorni sono in corso contatti febbrili tra Napoli e Roma, dove un altro gruppo di grillini delusi è pronto a ricorrere contro le 'comunarie' che hanno visto trionfare Virginia Raggi.

Caso Ruby, Ciotola (FI): "Finisce un incubo"

La Corte d'Appello di Milano ha definitivamente sancito l'assoluzione di Silvio Berlusconi e finalmente pone fine  ad un proceso penoso e vergognoso, durato quattro anni pieno di  illazioni e diffamazioni nella sfera personale del nostro leader.  “Molti sono rimasti delusi dell’assoluzione di Silvio Berlusconi, lo immaginavano già in galera, ormai fuori dalla politica. Il nostro Silvio anche se sfinito da un assalto giudiziario ingiustificato ed ingiustificabile, lo ritroveranno più attivo di prima di nuovo in campo per nuove entusiasmanti vittorie, con un solo ed unico obbiettivo: il bene del nostro amato Paese.” E' con queste parole che Claudio Ciotola, vicecoordinatore di Forza Italia della grande città di Napoli, ha inteso commentare l’assoluzione in cassazione del caso Ruby. Ora che la verità è stata ristabilita,  possiamo finalmente riprendere la nostra strada, conclude Ciotola, in attesa che il Presidente Silvio Berlusconi venga a Napoli per rilanciare la candidatura di Gianni Lettieri a Sindaco di Napoli.

Primarie, bocciato il ricorso di Bassolino. Valente proclamata vincitrice

NAPOLI. La Commissione di garanzia per le primarie del centrosinistra di Napoli ha bocciato il ricorso presentato da Antonio Bassolino con il quale si chiedeva l'annullamento del risultato di 5 seggi delle primarie. La Commissione ha votato a maggioranza il dispositivo disposto dal presidente della Commissione, Giovanni Iacone, con 7 voti favorevoli, 4 contrari e un astenuto.

"Il nostro modo di fare politica è alternativo alla corruzione politica, alle cricche, agli affarismi e da quello che si è visto in quei due video, che riguardano tanto Bassolino quanto Valente perché il ceto politico è esattamente lo stesso". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. " Sono candidato a sindaco in modo completamente diverso alla fotografia delle primarie - ha aggiunto - che non ci appartiene, è una politica che abbiamo lasciato fuori da Palazzo San Giacomo in questi cinque anni e lo faremo anche nei prossimi cinque, perché sono convinto che vinceremo le elezioni".

Affondo di Renzi: chi oggi vuole darmi lezioni ha distrutto l’Ulivo

"In questi giorni tutta la discussione politica è al nostro interno, ma il mondo fuori da qui non è interessato alle nostre discussioni. Vuole sapere se può avere risposte dall'Italia". Lo ha detto Matteo Renzi a Classe democratica.

"Il mondo fuori da qui non è preoccupato del nostro ombelico", ha sottolineato Renzi. Poi a chiare lettere ha scandito: ''Quelli che oggi chiedono rispetto della storia del centrosinistra e dell'Ulivo sono quelli che hanno distrutto centrosinistra e Ulivo, consegnando l'Italia a Berlusconi".

"L'Italia - ha avvertito Renzi - ha vissuto per 20 anni come sotto un sortilegio: 'non si può far niente. E' tutto già scritto'. E questo incantesimo lo abbiamo prodotto anche noi quando siamo andati a governare come centrosinistra. Perché oltre a fare cose belle, dal giorno dopo hanno cominciato a dividersi e a litigare, tanto è vero che quelli che oggi mi vogliono dare lezioni e chiedono più rispetto per la storia dell'Ulivo sono quelli che hanno distrutto l'Ulivo consegnando per 20 anni l'Italia a Berlusconi. Quando tocca a noi governare bisogna governare".

E "chi vuole mandarmi a casa fa bene a fare questa battaglia dentro il partito. Se perdo il congresso, resterò lealmente a dare una mano a chi lo vince. Se lo vinco, mi aspetto la stessa lealtà".

Il premier è anche tornato a difendere lo strumento delle primarie. "Non si usino questi ricorsi'' alle primarie del Pd di Napoli "come scusa per chi ha perso per dire che ha vinto... - ha detto - L'alternativa alle primarie sono i capibastone di una volta... Farne a meno, significa fare un passo indietro. Mettere in discussione il principio delle primarie offende non il Pd ma la democrazia".

"Esiste un disegno per screditare le primarie come strumento... - ha denunciato Renzi - Se io sono qui è perché ho vinto le primarie del 2013. Ma se sono qui è perché ho saputo perdere quelle del 2012. Poi sento dire che se ci vanno troppe persone votano i cinesi, se ce ne vanno poche sono un fallimento... ma fatevele voi le primarie".

Folla all’Augusteo, Bassolino: aspetto ricorso e decido

"Passo dopo passo, aspettiamo l'esito del ricorso e poi vediamo". Così Antonio Bassolino al termine della manifestazione da lui promossa al Teatro Augusteo di Napoli, a chi gli ha chiesto della possibilità di una lista civica.

Dal palco Bassolino ha spiegato: "A chi mi chiede cosa faccio, la mia risposta è la stessa dei mesi scorsi. Abbiamo vinto moralmente e politicamente e, con la verità su quei seggi, anche numericamente. Voglio ascoltare di nuovo la città, se c'è ancora a sinistra e nel Pd un sussulto di serietà, di onestà e di verità".

Bassolino ha spiegato di attendere "fiducioso l'esito del nostro ricorso" e ha invitato "a una riflessione anche i vertici del partito e di Palazzo Chigi. Mi aspetto che venga resa giustizia alla domanda di trasparenza, annullando i seggi dove ci sono state violazioni delle regole".

"La città - ha aggiunto l'ex sindaco - si è impoverita e incattivita ma noi abbiamo in Napoli la possibilità di reagire e combattere. Per questo nei mesi scorsi cercavo di fare la mia parte, altro che guerre interne e rese dei conti che non mi interessano".

Intanto questa mattina, prima dell'inizio della manifestazione, c'è stata una rissa all'esterno del Teatro Augusteo. Con maschere di Pulcinella e sacchetti della spazzatura in mano, quattro aderenti al "Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat" hanno cantato cori contro l'ex sindaco urlando "Napoli non ti vuole e non dimentica". Alcuni supporter di Bassolino hanno tentato di allontanarli con la forza; il gesto ha generato una breve rissa subito sedata. Dopo alcuni ulteriori momenti di tensione l'intervento di alcuni agenti di Polizia ha riportato la calma.

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