Domenica 23 Settembre 2018 - 21:01

Accuse a Renzi: «Viola il silenzio elettorale»

ROMA. È iniziato il countdown per il voto che domani vedrà alle urne 7 Regioni e 742 Comuni italiani. Oggi giornata di silenzio elettorale, dopo lo sprint finale che ha visto i principali leader politici percorrere la Penisola in lungo e largo. E fa discutere la partecipazione, oggi a Trento, del premier Matteo Renzi a un incontro pubblico al Festival dell'economia con il premier francese Manuel Valls. A puntare il dito Nicola Fratoianni, coordinatore di Sel, e Pippo Civati, che lanciano l'hashtag "matteostaiacasa". «Palazzo Chigi informa - sottolineano i due parlamentari - che nel giorno del silenzio elettorale Renzi interverrà ad un'iniziativa pubblica a Trento. Prima di lui solo Berlusconi, alla vigilia delle elezioni politiche il sabato 23 febbraio 2013, violò il silenzio. Ma almeno per un giorno può evitare di parlare?».

 
Le ultime ore della campagna elettorale sono state avvelenate dal caso impresentabili, con 4 nomi in Puglia e 12 in Campania, compreso il candidato governatore dem Vincenzo De Luca. «Nessuna ingerenza nella campagna elettorale, abbiamo solo fornito una fotografia per informare i cittadini della qualità della classe politica che vanno a votare», ha spiegato la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi. Parole che non hanno convinto il presidente del Consiglio che, intervenendo ieri ad Ancona, ha detto: «L'antimafia non può essere utilizzata in modo strumentale, tutti si devono riconoscere nell'antimafia». Il Pd ha chiuso la campagna elettorale a Firenze, Beppe Grillo a Genova, Nichi Vendola a Napoli. Appelli televisivi per Silvio Berlusconi e, soprattutto, per Matteo Salvini, che è stato impegnato in una maratona tra piazze e piccolo schermo e ha poi chiuso a Verona.

Torre del Greco, Borriello: Maresca salvo, noi soddisfatti

TORRE DEL GRECO. L'ospedale Maresca di Torre del Greco non chiuderà e il sindaco, Ciro Borriello, esprime tutta la sua soddisfazione: «La strada, grazie al lavoro svolto dalla giunta regionale guidata da Stefano Caldoro, è stata tracciata. Dal Governo nazionale arrivano chiari i segnali che l’ospedale Maresca non chiuderà - afferma Borriello -. Ora, sulla base di questo importante traguardo, saremo chiamati a lavorare a partire dai prossimi giorni con il futuro governatore della Campania, noi siamo convinti che sarà ancora Caldoro, al fine di concretizzare quanto è scritto nel nuovo piano ospedaliero».

Renzi a Melfi: per il lavoro servono fabbriche, non talk show

'MELFI. «Per difendere il lavoro non si va ai talk show il martedì sera a fare grandi slogan ideologici. Per il lavoro si creano le fabbriche. Qui oggi a Melfi lo abbiamo visto. Possiamo prenderci tutte le polemiche del mondo ma noi andremo avanti insieme a chi crede nell'Italia perchè il lavoro torni finalmente ad essere un diritto»'. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Matteo Renzi al termine della visita allo stabilimento della Fiat Chrysler a Melfi. Il premier è accompagnato dall'amministratore delegato Fca Sergio Marchionne, dal presidente John Elkann e dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio. Il corteo è arrivato a bordo dei modelli che si producono nello stabilimento di Melfi, Jeep Renegade e Fiat 500X.

«Oggi ci è stato fatto un grande regalo. Quando si parla di lavoro siamo abituati a parlarne con le statistiche, uomini e donne diventano numerini. Oggi abbiamo visto volti, occhi e storie - ha aggiunto Renzi - Uomini e donne che anche grazie al Jobs Act avranno contratti di lavoro sempre più stabili e solidi». «Bisogna essere orgogliosi, siate orgogliosi - ha detto ancora il premier, rivolgendosi ai lavoratori - perché qui si fanno le jeep che vanno in America. Dobbiamo fare in modo che l'industria automobilistica italiana sia la più forte nel mondo».

Il sito produttivo di Melfi vanta linee produttive tecnologicamente molto avanzate, realizzate negli ultimi due anni in base al piano di investimenti della compagnia automobilistica. A fine 2014 i lavoratori della Sata erano circa 5.900. Con l'avvio delle nuove produzioni e gli ottimi riscontri del mercato, a gennaio è stata chiusa la cassa integrazione straordinaria con il rientro immediato all'attività lavorativa di tutti i dipendenti. Si è inoltre reso necessario aumentare progressivamente gli organici e attualmente l'organico conta 7.474 persone, di cui 1.550 nuovi assunti tra gennaio e marzo. Si tratta della soglia occupazionale più alta nella storia dello stabilimento.

Oltre ai nuovi assunti, sono stati temporaneamente trasferiti 475 lavoratori da altri stabilimenti (264 da Cassino, 160 da Pomigliano e 51 dalla Magneti Marelli di Napoli). Il 78% dei lavoratori è della Basilicata, il 20% della Puglia, il 2% di altre regioni. Ai lavoratori diretti Fca vanno aggiunti i dipendenti dei fornitori e degli operatori logistici insediati all'interno del comprensorio, 3.330 persone (di cui 880 nuovi assunti quest'anno), e altre 800 persone di aziende di servizi che lavorano all'interno dello stabilimento.

Confcommercio: domani incontro con il candidato Vincenzo De Luca‏

Domanigiovedì 27 maggio alle ore 15, presso la sede di Confcommercio Imprese per l'Italia della Provincia di Napoli (Piazza Carità 32), presieduta da Pietro Russo, si terrà l'incontro tra il candidato a presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ed i rappresentanti del Terziario di Napoli, per discutere del progetto per la Regione alla presenza dei rappresentanti delle organizzazioni territoriali e di categoria.

All'incontro, moderato da Mimmo Falco, presidente del Movimento Unitario Giornalisti, interverrà, il generale Carmine De Pascale, capolista di "De Luca Presidente".

Sicilia, compravendita di voti: arrestati due deputati regionali

PALERMO. Terremoto all'Assemblea regionale siciliana. All'alba di oggi, i finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Palermo hanno arrestato due deputati regionali e un ex parlamentare Ars e altre due persone, tra cui un finanziere. I cinque sono tutti agli arresti domiciliari. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, «di aver promesso o ricevuto denaro o altre utilità in cambio di voti, per sé o per altri, nell’ambito delle elezioni del 2012 per il rinnovo del Consiglio Comunale di Palermo e dell’Assemblea Regionale Siciliana», spiegano gli inquirenti.

Ai domiciliari sono andati i deputati Nino Dina (Udc), Presidente della Commissione Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, Roberto Clemente, (Pid-Cantiere Popolare) e l'ex deputato Franco Mineo, già sotto processo per intestazione fittizia di beni. E ancora: Giuseppe Bevilacqua (Pid-Cantiere popolare), primo dei non eletti al Consiglio comunale di Palermo.

Tra gli indagati c'è anche un finanziere accusato di corruzione. L'inchiesta è coordinata dal Procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dai pm Annamaria Picozzi, Amelia Luise e Francesco Del Bene. Secondo l'accusa, i politici finiti ai domiciliari per voto di scambio, in cambio di voti avrebbero promesso posti di lavoro e denaro. L'inchiesta è nata da una inchiesta antimafia.

Già nell'ottobre del 2013 uno degli arrestati, Giuseppe Bevilacqua, dipendente Amat di Palermo, era stato iscritto nel registro degli indagati per malversazione, appropriazione indebita e usura. Secondo la Procura di Palermo, che coordina l'inchiesta del Nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza, Bevilacqua, primo dei non eletti al Consiglio comunale di Palermo nel 2012, avrebbe usato per la compagna elettorale dei generi alimentari del 'Banco opere di carità' destinati agli indigenti. Il finanziere arrestato per corruzione è accusato di avere fatto dei favori allo stesso Bevilacqua.

Salvini: «Domenica lettera di sfratto
a Renzi, Alfano
e Boldrini»

FAENZA. «Il voto di domenica per la Lega anche a Faenza è un voto anche per dire no alla legge Fornero, all'Imu sui terreni agricoli e alle leggi infami votate dal Pd. È un modo per mandare una lettera di sfratto a Renzi, Alfano e Boldrini». Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini che oggi ha fatto tappa a Faenza (Ravenna), dove domenica prossima si voterà per il nuovo sindaco. Salvini, in città per sostenere il candidato del Carroccio Gabriele Padovani, ha spiegato che in questa campagna elettorale «l'aria per la Lega è eccezionale, la Lega sta crescendo perché la gente ci vede come l'unica alternativa seria, onesta e coerente a Renzi e alla sinistra». Quanto al centrodestra Salvini ha chiesto in modo retorico «dove era e che opposizione ha fatto? In tutti questi anni hanno dormito».

Salvini: chiedo scusa per i cori contro Napoli

ROMA. «Per il coro da stadio chiedo scusa. Io sono un ultrà, seguo il Milan da quando ho cinque anni». Lo ha detto Matteo Salvini a "In mezz'ora", la trasmissione su Raitre. Poi ha aggiunto: «Andrò a Napoli e tornerò a Napoli. È una città stupenda e amministrata malissimo e con sindaci che sono stati una calamità naturale». «Io non mi autoinvesto, dipende dagli elettori. Ma se domenica saremo secondi dopo Renzi io ci sono, non mi tiro indietro», ha spiegato a proposito del ruolo di sfidante di Matteo Renzi per il governo del Paese. «Domenica prossima la Lega sarà il primo movimento politico alternativo a Renzi e alla sinistra. Saremo interlocutori, il mio obiettivo è prendere un voto in più di Renzi e andare al governo al posto di Renzi», ha aggiunto il leader del Carroccio. Salvini si è anche soffermato sul futuro del centrodestra: «Non mi piacciono i partiti unici, tutti uniti per sconfiggere Renzi. Io con Alfano ho poco a che fare. Ne riparliamo con Berlusconi dal primo giugno. Io vorrei parlare ai 10 milioni di italiani che non sono di sinistra e che votavano centrodestra e ora non lo fanno più. Un progetto coerente riporta alla passione questi italiani. A Forza Italia offro di cambiare l'Italia, la prospettiva di cambiare il Paese senza Fini, Casini, Buttiglione e tutti quelli che frenavano. Dritti all'obiettivo».

Secondo il leader della Lega, «con Berlusconi bisogna sedersi a un tavolo e ragionare su quello che condividiamo e non condividiamo. Rottamarlo? Non mi permetto, lui ha fatto tanto e potrebbe fare tanto ma deve guardare avanti». infine, a proposito della primarie, Salvini ha spiegato: «Portiamo in piazza i punti del programma su cui siamo d'accordo e solo dopo pensiamo alla leadership. Troviamo un sinonimo, non primarie ma mega consultazioni apertissime. Siano le piazze a decidere il centrodestra alternativo a Renzi».

Scuola, la Camera approva
la riforma

ROMA. la riforma della Scuola passa alla Camera. La riforma targata Renzi-Giannini ha incassato 316 voti favorevoli, 137 contrari dall'assemblea di Montecitorio. Solo uno si è astenuto. Ma per il varo il ddl deve passare ora al vaglio del Senato. Ma il malcontento tra gli insegnanti non si ferma. Per tutta la mattina i prof hanno dato l'assedio a Montecitorio per manifestare in piazza contro il provvedimento. «Con il voto di oggi non si chiude la battaglia, che continua», avverte il leader Cgil Susanna Camusso. Battaglia che però non passerà per il paventato blocco degli esami. Non ci sarà nessun blocco degli scrutini per i cicli finali del percorso scolastico: esami di terza media, maturità e abilitazioni professionali. Ad annunciarlo è stata l'Autorità di garanzia per gli scioperi che, riferisce in una nota, ha ricevuto da parte delle sigle sindacali Unicobas, Cobas e Usb, le proclamazioni di due giorni di sciopero, da effettuarsi successivamente alla chiusura delle scuole. Questi sindacati, «conformandosi a quanto già dichiarato dall’Autorità, con riferimento all’articolo 3, lettera g, dall’Accordo sulla scuola del 1999, hanno esplicitamente escluso ogni forma di blocco degli scrutini per i cicli terminali del percorso scolastico (esami di terza media, maturità, abilitazioni professionali)», riferisce il Garante.

Pensioni, Renzi: «Problema risolto in 15 giorni. Più libertà in uscita»

ROMA. «C'era un problema e l'abbiamo risolto in 15 giorni, perché l'Italia non si può permettere di perdere tempo, c'era una credibilità da recuperare in Europa, c'erano dei soldi da parte, segno di buon governo». Lo ha detto il premier Matteo Renzi a 'Porta a Porta' parlando di pensioni e della sentenza della Consulta sull'indicizzazione.

«Nella legge di stabilità - ha spiegato - stiamo studiando un meccanismo non per cancellare la Fornero ma per dare della libertà in più se accetti di prendere un po' meno, quei 30 euro: liberiamo dalla Fornero quella parte di popolazione italiana che, accettando una piccola riduzione, può andare in pensione con un pochino in più di flessibilità». Ed ha fatto un esempio concreto: «Una signora 60enne e nonna deve avere la libertà di muoversi con meno vincoli, spiegando bene che se te ne vai in pensione due anni prima perdi qualcosa».

Quanto all'adeguamento per il 2016 delle pensioni, il premier è netto: «Ci sono un milione di bambini che soffrono per la povertà, se ho soldi li voglio mettere lì e non a chi prende 5mila euro con il contributivo». «In Italia oggi ci sono 350 mld bloccati dalla paura - ha rimarcato ancora Renzi - Sono i dati sui risparmi bancari dal 2012 al 2014 passati da 3500 a 3850 mld. Sono fermi lì, la gente ha paura, io non sono il mago Zurlì e non sono in grado da solo di far passare la paura ma l'investimento del governo è tentare di dire che l'Italia è più grande della paura».

Quindi la scuola. «Assolutamente sì», le detrazioni per scuole paritarie restano, ha scandito il presidente del Consiglio. «Alle parificate confermiamo il nostro impegno, svolgono un servizio, ma devono avere la qualità». Renzi ha parlato anche di fisco («Il mio sogno è pagare le tasse con questo» ha detto mostrando il suo smartphone), di vitalizi («Questa storia dei vitalizi è insopportabile, io il vitalizio non ce l'ho, quelli che abbiamo mandato a casa ne hanno tre o quattro»), e dei migranti, con riferimento all'ultima grande tragedia nel Mediterraneo.

«Noi andremo in fondo al mare a recuperare quel barcone - ha assicurato il presidente del Consiglio - costerà 15-20 mln di euro, spero che pagherà l'Unione europea se no pagheremo noi, ma tutti devono vedere quello che è successo, voglio che smettano quelli che fanno i furbi e ci fanno le lezioni». Renzi ha lanciato anche un monito: «I Paesi europei devono accettare le quote, non è che mandano le navi e lasciano gli immigrati a Pozzallo».

Riguardo alla Libia, il premier ha messo in chiaro: «Non mando le truppe italiane a farsi sgozzare senza che ci sia un impegno internazionale, stiamo parlando dei nostri figli. Diverso è per gli scafisti, siamo pronti a intervenire ma è solo una parte del problema».

Un uomo tenta di aggredire Berlusconi: fermato

SARONNO. Tentativo di aggressione questo pomeriggio a Saronno nei confronti di Silvio Berlusconi. Al suo arrivo in piazza per un comizio, un uomo ha tentato con fare minaccioso di avvicinarsi al leader di Forza Italia, subito fermato dalle forze dell'ordine. «Volevano aggredire uno di noi, se non addirittura il presidente Berlusconi e le forze dell'ordine sono intervenute prontamente ed è stato è stato evitato uno spiacevole episodio», ha sottolineato la compagna di Berlusconi Francesca Pascale. Il presunto aggressore è stato prima ammanettato, poi è stato fatto salire su un'auto delle forze dell'ordine, ma secondo la Polizia non si è proceduto a nessun arresto. L'uomo sarebbe per ora stato semplicemente identificato e su di lui si stanno facendo delle verifiche.

 
Durante il comizio Berlusconi ha detto che «quelli di sinistra sono dei professionisti della politica ma non hanno mai lavorato e quando si tratta di fare qualcosa qui casca l'asino». «Da noi la democrazia è sospesa - denuncia Berlusconi -. Siamo al terzo governo non eletto dal popolo e abbiamo un governo che si fonda su 130 parlamentari alla Camera che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali. Viviamo quindi una situazione che nega il primo principio della Costituzione che dice che la sovranità è del popolo e oggi questo governo è un abuso perché non è un governo eletto dal popolo». La fidanzata dell'ex premier, in jeans e giubbetto color cuoio, mostrava la spilletta della lotta all'Aids, ribadendo visivamente la sua sensibilità ai temi sociali e contro le discriminazioni ed è stata più volte chiamata per scattare selfie o per una semplice stretta di mano. La mattina era cominciata con una visita al primo club tutto al femminile del Milan. Le tifose le hanno donato una sciarpa rossonera che Pascale ha accolto con rispetto ma non senza sottolineare che il suo cuore «rimane sempre biancoazzurro», con chiaro riferimento al Napoli.

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