Giovedì 20 Settembre 2018 - 19:37

Renzi a Napoli, proiettili vicino piazza Municipio

NAPOLI.Sette proiettili inesplosi sono stati trovati sul manto stradale, a Napoli, tra via Vittorio Emanuele e via Verdi, nei pressi della centrale piazza Municipio. La scoperta è stata fatta da un poliziotto libero dal servizio. Lo si apprende dalla Questura per la quale «l'episodio non ha alcun collegamento» con la visita in città sabato prossimo del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il ritrovamento - si sottolinea - è avvenuto in un punto dove non è previsto il passaggio del premier. Ma i comitati che stanno organizzando la protesta, nonostante questo, per cautela si dissociano dal ritrovamento: «Non siamo stati noi»

Civati insiste, doppio
referendum sull'Italicum

ROMA. Un doppio quesito per demolire l'asse portante dell'Italicum. Non ha perso tempo Pippo Civati nel proseguire la sua battaglia contro la legge elettorale, una delle cause della sua uscita dal Pd, con il conseguente passaggio al gruppo Misto alla Camera. "Oggi - ha detto Civati - lanciamo l'ipotesi di presentare due quesiti referendari, una relativa all'abrogazione dei capilista bloccati e le pluricandidature in più collegi".

"In secondo luogo c'è la possibilità di presentare un quesito sul funzionamento del premio che per noi rimane sproporzionato rispetto alla sentenza della Corte Costituzionale. Spero che questa iniziativa possa riaprire un dibattito che alla Camera è stato negato e che possano essere i cittadini a scegliere. Io non ho una forza politica alle spalle, la mia è una proposta assolutamente libera, rivolta a tutti coloro che hanno avversato l'Italicum".

"Spero che il M5S ci possa dare una mano. I Cinquestelle - ha aggiunto Civati - non hanno reagito benissimo quando è venuta fuori questa idea. Ma io mi rivolgo anche a quelli del Pd, a tutti quelli che volevano cambiare l'Italicum ma non lo hanno potuto fare. Sono sicuro - almeno io me lo immagino così - che faranno i banchetti per raccogliere le firme alle Feste dell'Unità. Vediamo come reagiranno le altre forze politiche, è chiaro che da soli un referendum non si può fare".

Scuola, Renzi annuncia i 5 punti:
discutiamo, ma niente boicottaggi

ROMA. "Discutiamo" ma no a boicottaggi. Matteo Renzi, alla lavagna, in un video pubblicato sul sito del governo (di quasi 18 minuti) illustra i cinque punti essenziali della 'Buona scuola', la riforma contenuta nel Ddl che si appresta a iniziare il suo iter alla Camera.

"Il primo punto è la cosa più urgente, non la più importante, l'alternanza scuola-lavoro. L'obiettivo è di ridurre il 44% di disoccupazione giovanile, è l'urgenza numero uno", spiega il premier aggiungendo: "Il secondo punto è la cultura umanista, nella buona scuola chiediamo di studiare di più alcune materie, di fare un investimento più forte non solo sugli skills professionali, sui curricula, di educare un cittadino".

Il punto tre Renzi lo sintetizza con "più soldi agli insegnanti. Un dato oggettivo: oggi gli insegnanti hanno perso parte dell'autorevolezza sociale che avevano negli altri anni". Il premier racconta una sua esperienza: "La mia maestra Eda entrava nel bar ed era autorevole", mentre "oggi il prestigio sociale è venuto meno, colpa anche di noi nuovi genitori". Quindi, "intervenire per dare più soldi agli insegnanti non per autorevolezza sociale ma perché è un fatto di giustizia: 500 euro annuali a tutti insegnanti".

Renzi poi parla dei 200 mln per la valutazione degli insegnanti: "E' una cosa che ha fatto arrabbiare in tanti, ma non può valere il principio 'nessuno mi può giudicare'. Capisco le opinioni variegate, chi dice che diamo troppi poteri al preside, ma c'è un nucleo di valutazione che deciderà e il principio è dare soldi a chi li merita".

Al quarto punto Renzi mette "l'autonomia, una parola che risale ai tempi di Berlinguer. Che vuol dire? Togliere potere alle circolari ministeriali che in uno stretto burocratese decidono il futuro dei ragazzi. Macché svendere ai privati? Non cambia niente per il Consiglio di istituto. Presidi sceriffi? Il preside ha responsabilità in più ma non farà mai lo sceriffo".

L'ultimo punto, in cui "si va sul delicato" e "la continuità -prosegue Renzi-. Solo quest'anno si assumono più di 100mila persone che avevano diritto, lo Stato non aveva mantenuto la parola. Assumendo più persone la scuola funzionerà con stabilità educativa".

Oggi l'Italia è tornata a crescere dello 0,3, "ma non servirà a nulla crescere nelle statistiche se non cresciamo nella scuola", dice il premier nel videomessaggio sottolineando che l'Italia "non sarà mai una super potenza demografica, diplomatica, geografica ma può essere una super potenza culturale". "Dobbiamo recuperare - sottolinea - tutto ciò che è cultura, educazione, istruzione, formazione e tentare di scrivere insieme una pagina nuova".

"Sono contento - continua - del fatto che la scuola sia al centro della discussione, ma non apprezzo alcuni toni, le polemiche, i boicottaggi sui test Invalsi. Probabilmente abbiamo sbagliato anche noi nei messaggi di comunicazione, ma l'idea che la scuola sia al centro della discussione è la cosa più importante". E' un "fatto oggettivo - osserva - che quando si chiede ai ragazzi di boicottare i test Invalsi o si minaccia il blocco degli scrutini non si fa un servizio alla scuola o ai ragazzi".

Nel Ddl sulla scuola "non si parla di ferie per studenti o di vacanze, non ci sono i presidi Rambo - precisa - che esistono solo al cinema, non è vero che il preside assume l'amico dell'amico, non ci sono i licenziamenti dopo 36 mesi. Sono assolute falsità". Poi annuncia: "Firmerò oggi pomeriggio la circolare che porta oltre 4mld di euro di nuovi investimenti sull'edilizia scolastica in Italia".

"Possiamo discutere serenamente della riforma, che non può essere un prendere o lasciare, la scuola appartiene a tutti", dice il premier, che sottolinea: "Non mi accontento del Pil che fa più 0,3 ma che l'Italia torni a dare alla scuola il ruolo che merita". "Discutiamo e parliamone, ma su cose concrete non su slogan ideologici", conclude.

La scuola verso
il blocco degli scrutini

ROMA. Fumata nera dall'incontro avvenuto questo pomeriggio, durato oltre tre ore, tra i sindacati, sia confederali che di categoria, e il governo sul disegno di legge di riforma della scuola, tanto che i sindacati di categoria hanno annunciato mobilitazioni e forme di protesta, che potrebbero arrivare anche al blocco degli scrutini. L'esecutivo «ha accusato il colpo della manifestazione e questo ha determinato l'incontro di stasera del quale non si può dare un giudizio positivo in quanto non c'è stata nessuna risposta anche se il governo ha detto di aver preso nota», ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil. «Rispetto ad altre occasioni abbiamo un altro appuntamento delle categorie insieme al ministro per discutere del ddl con il governo dopo le audizioni», ha aggiunto.

 

«Da parte del governo -ha detto il segretario generale dello Snals Confsal Marco Paolo Nigi- non c'è stata nessuna apertura, si è limitato ad ascoltare e a prendere atto delle singole posizioni sostenendo, per bocca del sottosegretario Vincenti, che terrà conto delle obiezioni e vedrà cosa si potrà fare in sede di modifica durante le audizioni al Senato. Oltre questo è stato ottenuto un nuovo incontro con il ministro Giannini, ne abbiamo già avuti tre speriamo che il quarto possa andare meglio».

 

Gli ha quindi fatto eco il segretario generale della Flc Cgil Domenico Pantaleo: «Da parte nostra -ha detto- siamo insoddisfatti e continueremo la lotta». I sindacati hanno quindi annunciato una serie di incontri per stabilire azioni unitarie che potrebbero arrivare anche al 'blocco' del contratto.

Per il portavoce nazionale dei Cobas Piero Bernocchi quella di oggi, da parte del governo «è stata solo una formalità, perchè nonostante su diversi punti ci fosse un accordo praticamente unanime da parte dei sindacati sulle modifiche da apportare non hanno indietreggiato nemmeno di un centimetro».

Anche per il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, è necessario proseguire nella mobilitazione. «Dal governo, infatti, oltre a una generica disponibilità all'ascolto - ha sottolineato - non è giunto nessun impegno ma la conferma che potranno esserci emendamenti fino alla fine dell'iter parlamentare».

«Il governo sui punti qualificanti del ddl scuola non ha la volontà di fare passi indietro", ha affermato il ministro Giannini. "Quella che stiamo facendo una riforma culturalmente importante", ha aggiunto ribadendo che l'esecutivo non intende scardinarne l'impianto. "Restano divergenze forti, ma c'è la volontà di dialogo», ha proseguito, evidenziando che è stato concordato un incontro al Miur con i sindacati e spiegando che le audizioni al Senato saranno un'altra occasione per ascoltare le parti sociali e migliorare ulteriormente il provvedimento.

«Sconcerta che, a fronte di una manifesta volontà del governo di dialogare su un tema così delicato come quello di una necessaria riforma della scuola e di una altrettanto necessaria stabilizzazione dei precari, si risponda - da parte di alcune sigle sindacali - minacciando il blocco degli scrutini», ha affermato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti. «Un'iniziativa del genere sarebbe irresponsabile perché finirebbe unicamente per colpire studenti e famiglie».

Il reddito di cittadinanza? Lo vara la Lombardia del centrodestra

MILANO. La Lombardia sarà la prima regione italiana a sperimentare il reddito di cittadinanza. Lo assicura il presidente Roberto Maroni, a margine della presentazione del Por Fse e Fesr 2014-2020. «Molti ne parlano - dice il governatore - tanti chiacchierano, noi lo introdurremo. Ho già incaricato gli assessori Garavaglia e Cantù di studiare le modalità di intervento». In un momento di crisi economica «particolarmente grave - aggiunge Maroni - vogliamo usare i fondi del fondo sociale europeo per ridurre la povertà e l'esclusione sociale, anche attraverso il programma speciale di introduzione del reddito di cittadinanza».

 

L'annuncio di Maroni raccoglie il plauso dei 5 Stelle. «Finalmente Maroni coglie la priorità del reddito di cittadinanza. Ancora una volta, le buone idee del Movimento 5 Stelle dettano l’agenda della politica lombarda che è costretto a rincorrere» afferma Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia, che apre al dialogo con la maggioranza: «Siamo pronti a discutere sin da ora - dice -. Quando si tratta del benessere dei cittadini non ci fermiamo alle dichiarazioni di intenti o alle bandierine politiche e sollecitiamo anche le altre forze politiche di partecipare, il reddito di cittadinanza è una misura che non può più aspettare. Non perdiamo altro tempo». Dubbi e critiche arrivano invece dai sindacati. «La priorità in Lombardia non può essere il reddito di cittadinanza annunciato dalla Regione» afferma Osvaldo Domaneschi, segretario generale Cisl Lombardia. A fine maggio, rileva Domaneschi, «circa 5mila lavoratori lombardi resteranno senza cassa in deroga, altri 30mila la termineranno gradualmente nei prossimi mesi e non avranno più nulla». Per questo, la vicenda «meriterebbe altri approfondimenti: i fondi sociali europei devono servire per creare opportunità e occasioni di sviluppo e di lavoro per i giovani. E se ci sono risorse disponibili, o individuabili, si pensi ai contratti di solidarietà, a chi sta perdendo il lavoro nelle piccole imprese, ai temi della sanità legati ai ticket e superticket».

 

Il riferimento è alla costruzione di un'alternativa alla cassa in deroga: «In Lombardia - sottolinea - abbiamo ottenuto di frazionare i 5 mesi nell'arco dell'anno, ma la situazione rischia di diventare drammatica». Secondo la Cisl Lombardia, dunque, occorre accelerare sulle riforme annunciate: «Il governo deve al più presto realizzare la riforma della cassa integrazione, estendendola anche alle medie e piccole imprese e puntando di più sui contratti di solidarietà».

Fitto lancia il suo partito: pronti 30 parlamentari Fi

ROMA. Il panorama politico italiano si arricchisce di un nuovo soggetto. A quanto apprende l'Adnkronos, sta infatti per nascere un'associazione politica, "embrione" di una nuova destra, che fa capo a Raffaele Fitto. All'interno dell'associazione, che confluirà nel gruppo dei conservatori-riformatori del Parlamento europeo, sarebbero pronti ad entrare almeno 30 parlamentari di Forza Italia.

I pilastri portanti del nuovo soggetto politico si rifanno ai valori fondanti dell'ex PdL. L'associazione punta ad essere, infatti, una guida e un riferimento per tutti i moderati italiani. In sostanza, a prendere l'eredità di quello che è stato il Popolo della Libertà. E, secondo le indiscrezioni raccolte dall'Adnkronos, ad «evitare una transumanza verso il Pd». La nuova iniziativa politica nasce da lontano. E, nello specifico, da un intenso dialogo che c'è stato nei mesi scorsi con l'area politica che fa riferimento al britannico David Cameron, reduce dal trionfo elettorale in Gran Bretagna. L'associazione, che sarà presentata a Roma nei prossimi giorni, avrà rappresentanti in tutte le regioni.

 

Riforma scuola, il Governo convoca i sindacati

ROMA. Il Governo ha convocato i sindacati alle 15 a Palazzo Chigi. Sul tavolo la riforma della scuola fortemente contestata da Cgil, Cisl e Uil. All'incontro che si svolgerà nella sala verde sono stati chiamati i leader sindacali, Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo assieme ai segretari del settore scuola.

 

Convocati anche Gilda, Snals Anp, Disal Anp, Andis, Cidi, Uciim, Adi, Mce, Anief e Cobas. Al Tavolo per il governo il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, il ministro delle Infrastrutture Graziano del Rio e il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia assieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincentis.

 

Altro appello di Mattarella all'Ue: può assorbire
i migranti

ROMA. L'Europa può e deve accogliere gli immigrati che arrivano in Italia ma che cercano riparo in tutto il Vecchio Continente e deve aiutare i Paesi da dove provengono per evitare in futuro di dover fare i conti con ondate ben più rilevanti. In visita in Spagna, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lancia un nuovo appello all'Unione europea e sollecita anche l'Onu a trovare una soluzione per pacificare la Libia, che può diventare la base per formazioni terroristiche e costituire così una minaccia per l'intero Vecchio continente. Tutto ciò senza atti ostili nei confronti di Tripoli.

 

C'è un dato, afferma il Capo dello Stato, che «credo nessuno possa ignorare in Europa: le migliaia e migliaia di persone che arrivano sulle rive d'Italia arrivano cercando in realtà le rive d'Europa e questo è un problema che riguarda l'intera Europa e non soltanto l'Italia. Si tratta d'altronde di numeri di migrazioni contenuti, che l'Europa può assorbire senza alcuna difficoltà, senza pesi nè traumi». Se l'Europa «non interviene presto per migliorare le condizioni dei Paesi da cui partono i migranti -ribadisce poi il Capo dello Stato- avremo in futuro ben altre ondate migratorie, di quello occorre preoccuparsi». Quanto all'ipotesi che alcune nazioni dell'Ue si oppongano ad accogliere quote di immigrati, «non conosco veti, so che nell'Unione si sta affrontando questo tema e che il presidente Juncker lo stia affrontando con chiarezza e determinazione».

 

«Tutta questa attività internazionale, e dell'Unione e all'Onu, fa ben sperare -prosegue Mattarella- Sembra che sia cresciuta molto la coscienza collettiva dentro l'Unione e dentro la comunità internazionale, speriamo dia un frutto adeguato. Io sono fiducioso, perchè credo che nessuno possa nascondersi quanto sia importante, per l'Europa innanzi tutto, far vedere che all'altezza del proprio ruolo. Non potrebbe fare a meno di affrontare in maniera intelligente, guardando al futuro, anche quello più lontano, il tema delle migrazioni e il tema che chiama all'esigenza di aiutare i Paesi da cui nascono le spinte migratorie, perchè migliorino le loro condizioni, perchè soltanto questo potrà evitare in un futuro non lontano ondate migratorie molto più imponenti».

E qui il riferimento più immediato va alla Libia. «Attendiamo le direttive delle Nazioni Unite", sottolinea il Capo dello Stato, e «non si può far nulla che sia contro i libici, ma occorre il loro consenso». Dopo le decisioni dell'Onu, l'Italia è pronta «ad aiutare in ogni maniera possibile, naturalmente in maniere concordate e autorizzate dall'Onu», la Libia, evitando che "rischi di diventare la base di alcune formazioni terroristiche», il che rappresenterebbe «una minaccia gravissima per tutta l'Europa».

«Mi aspetto - dice ancora il Capo dello Stato - che l'Onu, sapendo che è decisiva l'azione del suo mediatore in Libia, Bernardino Leon, lo aiuti anche con una risoluzione, che consenta, in aiuto ai libici, di far ritornare quel Paese in una condizione di ordine. Occorre che si ponga fine ad una condizione di assenza di Stato e di guerra civile, anzitutto nell'interesse dei libici, che hanno diritto di vivere in uno Stato senza guerra civile". Poi "nell'interesse della civiltà internazionale, per stroncare il traffico di esseri umani che tanti svolgono in maniera assolutamente ignobile, ma anche per evitare che la Libia rischi di diventare la base di alcune formazioni terroristiche».

Amministrative in Trentino, Fi crolla sotto il 5%

BOLZANO. Forza Italia crolla sotto il 5% alle amministrative del Trentino Alto Adige e suona il primo campanello d'allarme per Silvio Berlusconi in vista delle regionali. La sfida a Trento e Bolzano tra il partito azzurro e la Lega Nord , infatti, era considerata un primo banco di prova per la futura leadership del centrodestra e i dati parlano chiaro: c'è stata una netta affermazione del Carroccio di Matteo Salvini, che nelle due città capoluogo ha superato il 12%. Il Cav, raccontano, se l'aspettava, anzi, qualcuno nemmeno scommetteva di arrivare al ballottaggio a Bolzano e Rovereto.

Questo risultato dimostra ancora una volta che laddove il centrodestra va unito, ce la battiamo, quando invece prevalgono le divisioni e talvolta anche i bisticci interni, finiamo per consegnare la vittoria alla sinistra di Renzi, sarebbe stato il ragionamento fatto dall'ex premier con i suoi nelle ultime ore. Quanto al successo leghista, i forzisti guardano con rispetto e un po' di preoccupazione alla performance del loro alleato di ferro al Nord: «Prendiamo atto del nuovo trend, facciamo i complimenti a Salvini, ma Fi non accetterà mai diktat da nessuno».

Certo, sull'insuccesso di Fi, riferiscono fonti azzurre, avrebbe inciso l'affluenza davvero bassissima, tant'è che anche il M5S ha perso consensi rispetto alle europee, ma resta un dato inequivocabile: con un centrodestra frammentato non si va da nessuna parte. Da qui l'appello di Berlusconi, ormai quasi quotidiano, a creare un grande partito repubblicano sul modello americano che provi a rimettere insieme le varie forze di destra e di centro, offrendo un'alternativa valida al Partito della Nazione renziano.

Berlusconi, come ogni lunedì ad Arcore, avrebbe pranzato con figli e vertici delle sue aziende per fare il punto sui dossier più caldi, il futuro del Milan e quello di Mediaset. Ma il flop elettorale in Trentino Alto Adige non sarebbe passato inosservato. Tanto che Giovanni Toti prende la palla al balzo e chiede il commissariamento dei vertici: »I risultati del voto amministrativo sono ampiamente deludenti e ritengo siano il frutto di inadeguatezza di ricette, litigi, distinguo e totale incapacità della nostra locale classe dirigente - passata, presente e futura - di rappresentare i nostri elettori e le loro esigenze. Ritengo indispensabile un ripensamento dell'intera struttura del nostro movimento politico in quella zona provvedendo al piu' presto alla nomina di un commissario».

La deputata Michaela Biancofiore non ha dubbi: ''I risultati elettorali nel comune di Bolzano confermano senza se e senza ma che se fosse stato candidato l'ex ministro Frattini contro il sindaco uscente del Pd Spagnolli che la città rifiutava , oggi parleremmo di una probabile vittoria al primo turno del centro destra con la Svp Blockfrei".

Il leader azzurro guarda con attenzione al rush finale della campagna di primavera: questa settimana, riferiscono, non dovrebbe rientrare a Roma e sarebbe confermato il mini tour elettorale di due giorni in Puglia per sostenere la candidatura a governatore di Adriana Poli Bortone: è atteso il 14 e 15 maggio, non più il 13 e 14 come previsto in un primo momento.

Furia Grillo: mai sconsigliato le mammografie

ROMA. «La prevenzione ti salva la vita, la disinformazione uccide». Così Beppe Grillo su Twitter in risposta alle polemiche per le dichiarazioni sull'oncologo Umberto Veronesi e sulla prevenzione del cancro al seno. Il link al suo blog riporta un articolo in cui il leader M5S dichiara: «Sono incazzato come una bestia. Avete messo sui giornali una notizia vergognosa per coprire la marcia per il Reddito di Cittadinanza. Come se io avessi consigliato alle donne di non farsi la mammografia! Siete veramente incredibili e vergognosi». E ci tiene a precisare: «Io ho solo detto che siamo in "un'epidemia di diagnosi". Leggete un libro "Sovradiagnosi" su Pensieroscientifico.it. C'è tutto, sono dati statistici. Non ho voluto fare il medico di consigliare più o meno. Ho detto che oggi si tende con un'informazione tendenziosa come questa fatta dalle grandi case e dai grandi gruppi farmaceutici a trasformare una persona sana in un malato cronico».

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