Sabato 17 Novembre 2018 - 19:11

Oggi l'ok alla manovra
da 27-30 miliardi

ROMA. Conto alla rovescia per il varo della legge di stabilità: è fissato per le 12,30 il Consiglio dei ministri che varerà una manovra che vale tra i 27 e i 30 miliardi di euro. La forchetta dipende dall'accoglimento o meno della richiesta avanzata a Bruxelles di utilizzare uno 0,2 per cento di spazio di patto in più per la clausola migranti. La Stabilità, dunque, sta all'interno del vincolo del 2,2%. Ecco le principali misure attese nel pacchetto.

PENSIONI. Arriva la "flessibilità part time" per i lavoratori che dal 2016 a fine 2018 maturano i requisiti per la pensione sulla base della Legge Fornero. L'intervento permette al lavoratore, sulla base di accordi individuali, di optare per il lavoro part-time al 60%-40%, con il datore di lavoro che versa in busta paga i contributi netti che avrebbe versato all'Inps. Il lavoratore avrà i contributi figurativi e quando uscirà del tutto dal mondo del lavoro non vedrà intaccata la sua pensione. In pratica, potrebbero avvalersi di questa forma parziale di flessibilità i lavoratori a partire dai 63 anni e 7 mesi nel 2016. Potendo usufruire, di fatto, di una finestra di tre anni. Prevista anche una misura di solidarietà espansiva, tramite accordi collettivi. Uno 'scivolo' per i lavoratori a due anni dalla pensione che possono optare per il part-time condizionato a nuove assunzioni. Nel dettaglio, la misura proposta in manovra dai tecnici del ministero del Lavoro prevede un part-time almeno al 50%. Per la quota non lavorata, tali occupati cumulano la pensione. Le aziende che opteranno per questo regime avranno degli sgravi sulle assunzioni di giovani lavoratori.

FISCO - Come anticipato da fonti di governo, la Finanziaria conterrà la cancellazione della Tasi, la tassa sulla prima casa, dell'Imu agricola e sui cosiddetti imbullonati. Inoltre super ammortamenti per gli investimenti delle imprese al 140%; riduzione delle imposte sempre per le imprese; libertà per i Comuni di spendere l'avanzo di amministrazione e soldi in cassa per lavori conclusi.

CONTANTE. Confermato l'innalzamento a 3.000 eruro della soglia per l'uso del contante; per il contrasto all'evasione sul canone Rai arriverà il canone nella bolletta elettrica, ok alla lotta all'evasione fiscale con la fatturazione elettronica e gli strumenti telematici e per le partite Iva facilitazioni e garanzie per il lavoro autonomo.

SPENDING REVIEW. Nella legge di stabilità tra le voci di spending, oltre al previsto taglio alle partecipate alla legge sulla P.A. (da 8mila a mille), ci sarà una sforbiciata al numero dei super-dirigenti; il taglio del 10% ulteriore agli uffici di diretta collaborazione dei ministeri; l’applicazione dei costi standard come regola generale della pubblica amministrazione.

Ncd, è strappo: Quagliariello lascia coordinamento

ROMA. Gaetano Quagliariello si è dimesso dal ruolo di coordinatore del Nuovo centrodestra. La decisione è stata comunicata in una lettera al leader del Nuovo centrodestra, Angelino Alfano. Caro Angelino - scrive Quagliariello - sono cosciente della natura fiduciaria del mio incarico di coordinatore nazionale. Ancorché ratificato da un'assemblea nazionale, questo ruolo - spiega - mi deriva da una tua designazione ed ha carattere prettamente esecutivo. Le differenze sul piano dell'analisi e della linea politica, a noi due note da tempo ma manifestatesi in questi giorni in forma pubblica per via di significative scadenze parlamentari, mi impediscono di continuare a ricoprire tale funzione". "Non per questo -prosegue il senatore- mi esimerò dall'affrontare momenti di dibattito pubblico, interni ed esterni, che auspico possano risultare utili e determinare la possibilità di una sintesi che oggi, con franchezza, non scorgo. Mi sembra tuttavia giusto affrontare tali scadenze senza avvalermi di un ruolo che è venuto meno nei suoi presupposti. Spero che la mia decisione possa anche contribuire a dissipare pettegolezzi e retroscena di varia natura privi di qualsiasi fondamento". "A tal proposito ti ribadisco quanto ti ho già più volte detto: io mi batto perché si trovi il coraggio di costruire il futuro, figuriamoci se ho intenzione di tornare al passato! Sono certo - conclude - che riusciremo a distinguere le nostre divergenze politiche da quel sentimento di stima e di amicizia che, per quel che mi riguarda, durante la nostra collaborazione si è rafforzato".

Replica di Alfano. "Ncd è una forza autonoma, non è di sinistra, dove ci stanno le nostre idee ci siamo noi. Nessuno vuole andare con il Pd. Questo deve essere molto chiaro a tutti", ha detto il presidente di Ncd, Angelino Alfano, rispondendo a Quagliariello. "Andiamo avanti, convinti delle nostre ragioni e dei nostri principi. Non ho forzato nessuno a entrare nel Ncd, non trattengo con forza nessuno. Questa è la mia impostazione", ha detto il segretario del Ncd. "In questo momento - ha aggiunto Alfano nel corso di una conferenza stampa alla Camera - non trovo nessuna ragione al mondo per tornare indietro. Tutti noi abbiamo fatto una scelta, io ho fatto una scelta ed è stata una scelta dolorosa, giusta e che si sta rivelando corretta, come vediamo dai risultati che stanno ottenendo l'Italia e il nostro movimento politico". "Per me è una scelta definitiva, ciascuno è libero di fare quello che vuole, libero di tornare indietro. Noi non indietreggiamo neanche un millimetro dalle scelte fatte. Di certo che se faccio un bilancio di questi due anni, il nostro è un saldo molto positivo".

Scenari possibili - Secondo le ultime indiscrezioni raccolte in Transatlantico, con la mossa di oggi Quagliariello formalizza un dissenso netto e chiaro dalla linea politica di Alfano difficilmente ricomponibile e questo porterebbe dritto alla costituzione di un nuovo soggetto politico. In tanti, infatti, in casa Ncd, scommettono sull'imminente addio di Quagliariello con un gruppo di fedelissimi tra Senato e Camera. Carlo Giovanardi non conferma e non smentisce una sua uscita da Ncd, ma difende Quagliariello: "E' giusto che si sia dimesso il coordinatore del partito dopo essere stato preso a schiaffi, ieri, dall'alleato che con una forzatura gli ha imposto" l'incardinamento del ddl sulle unioni civili. Lo stesso Giovanardi non nasconde la sua posizione critica verso il governo: "Non continuerò a votare la fiducia a Renzi a queste condizioni", dice Giovanardi all'Adnkronos. 

Commenti - "Ogni tanto qualche barlume di luce tra gli amici di Ncd. Obiettivo è ricostruire centrodesatra, non fare il tappetino di Renzi. Bene Quagliariello!”. Lo scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio. "Ho avuto un qualche ruolo nel facilitare la nomina di Gaetano Quagliariello a coordinatore nazionale di Ncd. Dal giorno dopo per comprensibili motivi lui divenne un po' prigioniero di una linea politica che, si vedeva fin da allora, faceva molta fatica a sostenere e a portare avanti. Dopo mesi e mesi di travaglio, nel giorno delle sue dimissioni da questo incarico, desidero dargli atto che oggi abbandona la convenienza per la coerenza con la sua storia e la sua formazione", scrive in una nota, il senatore Paolo Naccarato del gruppo Gal. "E ciò è tanto più apprezzabile in una fase politica particolarmente complessa in cui proprio la convenienza sembra assolutamente prendere il sopravvento sulla coerenza per motivi molto meno nobili", conclude il parlamentare.

Stepchild adoption, Ciotola (FI): "Grave atto da parte del sindaco de Magistris"

"In questi giorni il Sindaco di Napoli balza agli onori della cronaca nazionale per il riconoscimento del piccolo Ruben nato il 3 agosto scorso e registrato all'Anagrafe di Napoli il 30 settembre dalle sue 'due mamme' che si sono sposate in Spagna. Continua la campagna elettorale del Sindaco, con questi atti - afferma in una nota Claudio Ciotola, vice coordinatore di Forza Italia della città metropolitana di Napoli - pubblicizzati in netto ritardo ma il tutto il concomitanza della calendarizzare e l'approdo in aula del testo di legge 2081 sulle unioni civili denominato 'Cirinnà bis'. La proposta di Legge contiene al suo interno la cosiddetta stepchild adoption, la possibilità cioè per le coppie omogenitoriali di adottare il figlio del partner in assenza di madre biologica che potrebbe aprire di fatto la strada al riconoscimento dell'utero in affitto. Ancora grazie a De Magistris che si schiera a favore di poche migliaia di cittadini, ma a discapito della quasi totalità di famiglie cristiane e non napoletane, che credono nei valori del nucleo familiare formato da un papà, ed una mamma. Credono all’ unione e all’amore di due genitori maschi e femmina, che insieme generano una forza unica ed indissolubile e danno vita ad un figlio".

 

Ddl contro negazionismo, sì della Camera

ROMA. Via libera dell'Aula della Camera al ddl che introduce nel codice penale l'aggravante di negazionismo. Il testo, approvato con 340 sì, un no e 107 astenuti, torna ora al Senato in terza lettura. Il testo interviene sulla cosiddetta legge Mancino sui reati di discriminazione. Introduce l’aggravante di negazionismo, con la previsione di un aumento di pena quando la propaganda all’odio razziale o il pubblico incitamento alla discriminazione o alla violenza si fondano sulla negazione della Shoah, dei crimini di genocidio e di quelli contro l’umanità e di guerra. Questo in riferimento alla definizione data dallo Statuto della Corte penale internazionale, tenendo conto dei fatti accertati con sentenza definitiva pronunciata da un organo di giustizia internazionale ovvero da atti di organismi internazionali e sovranazionali dei quali l'Italia è membro. “Anche la Camera, dopo il Senato, oggi - sottolinea il relatore del provvedimento Walter Verini - ha scritto una pagina importante, con il voto che punisce con pene esemplari - attraverso una aggravante - coloro che commettono istigazioni all'odio razziale, etnico, religioso, e lo fanno in nome del negazionismo di crimini contro l'umanità, a partire dalla Shoah. Mi auguro che il Senato, il cui importante lavoro abbiamo pienamente recepito, possa approvare in via definitiva il provvedimento".

Approvato il ddl Boschi, via libera al nuovo Senato

ROMA. Il Senato ha approvato il ddl Boschi con 179 sì. I voti contrari sono stati 17 e 7 gli astenuti. “Semplicemente una bellissima giornata. Per noi ma soprattutto per l'Italia. Grazie a chi ci ha sempre creduto. È proprio #lavoltabuona" ha scritto Maria Elena Boschi su Twitter. I senatori del Pd Corradino Mineo, Walter Tocci e Felice Casson hanno annunciato in Aula il loro voto in dissenso. I senatori di Forza Italia non hanno partecipato al voto finale e hanno lasciato l'emiciclo alla spicciolata. In dissenso dal gruppo Riccardo Villari e Bernabò Bocca, che hanno annunciato voto a favore. Anche Sel non ha partecipato al voto finale sul ddl Boschi. Con le riforme "il Senato sarà del tutto marginale - ha scandito in Aula Loredana De Petris - allora tanto valeva chiuderlo".

"Usciremo dall'Aula subito dopo la nostra dichiarazione di voto coerentemente con quanto detto fin dall'inizio - ha detto il presidente dei senatori della Lega Nord, Gian Marco Centinaio - Queste riforme sono vergognose e sono il frutto di un asse malefico tra Renzi e Verdini. Noi siamo fatti di un'altra pasta".

I senatori della Lega hanno lasciato l'Aula subito dopo la dichiarazione finale di Roberto Calderoli. Il vice presidente del Senato leghista, annunciando l'abbandono dei lavori, ha indicato all'Aula il passato, con la copia della Costituzione, e il futuro, simboleggiato da una boccetta di olio di ricino. Tutti i senatori del Carroccio, quindi, hanno abbandonato l'Aula in fila indiana.

Anche i senatori M5S hanno abbandonato l'Aula, durante le dichiarazioni di voto finale. Sui loro banchi i senatori hanno lasciato un foglio bianco, prima dell'intervento del presidente emerito Giorgio Napolitano, 'disturbato' dal senatore azzurro Domenico Scilipoti, con un altro foglio, ma con la scritta '2011', anno della caduta del governo Berlusconi. Durante l'intervento di Napolitano anche i senatori di Fi hanno abbandonato l'Aula.

I senatori M5S sono poi rientrati per la dichiarazione di voto finale sulle riforme da parte del capogruppo Gianluca Castaldi. Quando ha iniziato a parlare, i senatori pentastellati hanno tappezzato i loro banchi con bandiere tricolori ricavate da fogli rossi, bianchi e verdi. Al termine dell'intervento di Castaldi, i senatori M5S, levando in alto il loro tesserino per il voto, hanno di nuovo abbandonato l'Aula, non partecipando così alla votazione finale sul ddl Boschi.

Cittadinanza agli immigrati, ok della Camera alla legge

ROMA. Cambiano le regole per ottenere le cittadinanza italiana: va in pensione lo ius sanguinis, sostituito dallo ius soli temperato e dallo ius culturae. Secondo le nuove norme approvate oggi dalla Camera e che ora andranno al vaglio del Senato, può diventare cittadino italiano chi è nato in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. È necessaria comunque una dichiarazione di volontà di un genitore o di chi esercita la responsabilità genitoriale, da presentare al comune di residenza del minore, entro il compimento della maggiore età.

 

In assenza della dichiarazione, chi vuole diventare cittadino italiano può farne richiesta entro due anni dal raggiungimento della maggiore età. Quanto allo straniero nato e residente in Italia legalmente senza interruzioni fino a 18 anni, il termine per la dichiarazione di acquisto della cittadinanza viene aumentato da uno a due anni dal raggiungimento della maggiore età.

 

Roma: spese Marino, Gdf acquisisce atti
in Campidoglio

ROMA. È in corso da parte dei militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma l'acquisizione di una serie di atti in Campidoglio. I finanzieri starebbero acquisendo documenti riguardanti le spese del sindaco dimissionario Ignazio Marino. Per il comune di Roma «si vota ad occhio a primavera-estate. Si voterà ragionevolmente a maggio del 2016», ha intanto assicurato ai microfoni di Rtl 102.05 il premier Matteo Renzi.

Renzi: «Limite contanti sale da 1000 a 3000 euro»

ROMA. «Una delle cose che proporremo al Parlamento con la legge di stabilità è riportare i livelli del contante alla media europea, al livello francese, portandolo da 1000 a 3000 euro». Lo annuncia Matteo Renzi a Rtl 102.5. Altro tema, unioni civili. Per il premier è evidente che la legge sulle unioni civili «si debba fare e non si possa rimandare». Ed ha aggiunto: «Non ci sarà una posizione del governo su una questione che riguarda la libertà di coscienza. Sul 95 per cento della legge c’è l’accordo di tutti. Restano ancora alcuni temi sui quali confrontarsi, come quello dell’adozione del figlio del partner, sul quale ci sarà una grande discussione in Senato».

«Spero - aggiunge il premier - che si possa discutere senza toni di furore ideologico, ma cercando di trovare un punto di sintesi. L'importante è che la legge si faccia e credo che, nonostante le differenze, ci sia spazio per trovare un punto di sintesi». Capitolo pensioni, il presidente del consiglio assicura: sulle pensioni '«sono pronto a chiudere in pochi mesi, ma non voglio farlo in modo raffazzonato. La cosa sulle pensioni si fa, ma non si fa arraffazzonata, improvvisata, dobbiamo essere sicuri che non si facciano pasticci», sottolinea.

"Di alcune leggi fatte in maniera improvvisata in passato - avverte Renzi - le conseguenze ammontano ad alcuni miliardi di euro. Preferisco aspettare qualche mese, sentire anche le persone e fare le cose per bene". Si chiude nel 2016? "Sono pronto a chiuderla nell'arco di pochi mesi -insiste- Ma l'importante è non fare una cosa arraffazzonata. Ne ho parlato anche con Boeri. Ne parlerò con Poletti. Vogliamo ascoltare quella fascia di persone in procinto di andare in pensione, anche per avere una stima di quante sono".

Alfano: niente adozione
per coppie gay

ROMA. "Sulle unioni civili il presidente del Gruppo parlamentare Renato Schifani domani riunirà il direttivo del Gruppo Ap e la stessa cosa farà il Pd. E’ inutile negare che sono emerse differenze di merito classiche tra noi e loro. Non siamo d'accordo su tante questioni e nemmeno sul tema dei tempi: per noi non è un'emergenza nazionale. Loro hanno più fretta". Così il ministro dell'Interno Angelino Alfano uscendo dal vertice di Palazzo Chigi col premier Matteo Renzi, alla presenza dei capigruppo al Senato di Pd e Ap, Luigi Zanda e Renato Schifani. "Noi - ha proseguito il leader di Ncd - faremo una battaglia leale e coerente sui nostri principi. Sì al riconoscimento di diritti individuali e patrimoniali anche all'interno di coppie dello stesso sesso. No all'adozione dei bambini". A dividere Pd e Ncd sul tema delle unioni civili sono le questioni "adozione e utero in affitto", pratica per cui, "secondo la nostra idea, ci vorrebbe addirittura la sanzione penale", ha aggiunto Alfano. "La Cirinnà uno non andava bene, mi pare che la Cirinnà due vada ancora meno bene sotto alcuni punti di vista. Noi - ha proseguito Alfano - temiamo che attraverso norme scritte in modo ambiguo si violino alcuni paletti fissati dalla Corte Costituzionale, si faccia una sorta di equiparazione col matrimonio e ci sia la possibilità che si arrivi all’adottabilità di bambini da parte di coppie dello stesso sesso. I bambini devono avere una papà e una mamma e il loro diritto viene prima di tutti gli altri".

Roma, Marino in Campidoglio:
firmate le dimissioni

ROMA. Formalizzate le dimissioni del sindaco di Roma Ignazio Marino . L'ormai ex primo cittadino era arrivato questa mattina, intorno alle 9, in Comune, per poi lasciare il Campidoglio intorno alle 14.45. In Campidoglio sono giunti anche gli assessori al Patrimonio Alessandra Cattoi, ai Lavori Pubblici Maurizio Pucci, alla Trasformazione urbana Giovanni Caudo e alla Legalità Alfonso Sabella. Le dimissioni del sindaco diventeranno irrevocabili trascorsi 20 giorni da oggi, dopo i quali, il 2 novembre, Marino decadrà dall'incarico. Salvo clamorose sorprese, si aprirà la fase del commissariamento e per le nuove elezioni. Due appuntamenti sui quali si accentra ora l'attenzione del mondo politico, sia per l'individuazione del nome che nei prossimi mesi guiderà il Campidoglio; sia per la scelta dei candidati che si contenderanno la guida della Capitale; sia infine per la data delle elezioni, visto che si continua a parlare di un ipotetico rinvio per evitare la coincidenza con il Giubileo. Il prefetto di Roma Franco Gabrielli proprio sul Giubileo ribadisce che per la Capitale non c'è alcun rischio caos. "Roma è una città che sta in piedi da oltre duemila anni".

Sostenitori Marino sotto sede Pd - Nel frattempo i sostenitori di Marino continuano a farsi sentire: un gruppo di liberi cittadini si è radunato sotto la sede del Partito Democratico per dire no alle dimissioni del sindaco. Al sit-in sono presenti una ventina di persone, un numero certamente minore rispetto ai sostenitori che hanno preso parte, nella giornata di ieri, alla manifestazione all'esterno del Campidoglio. Armati di foglietti con scritte che vanno da 'Marino resisti' a 'il Sindaco dell'onestà', fino a 'tenetevi Renzi e ridateci Marino', i sostenitori del primo cittadino intonano cori e slogan per esprimere il proprio dissenso contro il Pd colpevole, secondo loro, di aver cacciato in modo dittatoriale il sindaco capitolino. Tra i movimenti presenti, anche 'Io sto con il Sindaco Marino': il gruppo é nato grazie a una pagina Facebook che ha raccolto già 10.000 adesioni, con l'obiettivo di presidiare i luoghi di potere istituzionali che hanno decretato, a loro parere, la caduta di Marino. Anna Sergio, una degli amministratori della pagina, ha detto: "Siamo qui per manifestare la nostra arrabbiatura nei confronti di chi ha voluto far fuori il nostro sindaco. Parliamo di una persona che é stata votata dai cittadini con il 64% dei voti, non é democratico agire in modo così arbitrario e dittatoriale". "Avevamo già presentato una petizione per chiedere a Marino di ripensarci - aggiunge l'esponente del movimento - e abbiamo raccolto più di 40.000 firme. Oggi ne abbiamo presentata un'altra per chiedere al premier Renzi di ripensare al suo modo di fare in questa triste vicenda".

Mafia Capitale, Campidoglio parte civile - ''Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha firmato questa mattina l’atto di costituzione di parte civile di Roma Capitale nel procedimento penale, numero 22818/15, nei confronti di cinque imputati del procedimento penale Mafia capitale. Tra questi, l’ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon. Il procedimento inizierà il prossimo 20 ottobre e Marino ha espresso la sua ferma intenzione di partecipare alla prima udienza in veste di sindaco''. Lo rende noto l’Ufficio stampa di Roma Capitale.

Toto-commissario - Per la scelta del commissario in molti guardano all'assessore alla legalità del Comune di Roma Alfonso Sabella, che arrivando in Campidoglio ha detto di non essere stato ancora contattato da nessuno. Questa città ha bisogno "di una macchina amministrativa efficiente, che sarà data da una struttura commissariale che metterà in campo il governo", ha aggiunto rispondendo ancora alle domande dei giornalisti. Infine alla domanda se abbia fiducia nel governo, Sabella ha detto: "Quello che il governo deve fare credo lo farà".

Indagine Gdf - La procura di Roma ha delegato questa mattina al nucleo di polizia giudiziaria della Gdf di piazzale Clodio l'acquisizione della documentazione riguardante le spese del sindaco Ignazio Marino, fatte con la carta di credito durante la permanenza nell'incarico di sindaco. La documentazione, che sarà acquisita in Campidoglio e nella banca che ha emesso la carta di credito, verrà poi consegnata al pm Roberto Felici, che seguirà l'inchiesta, e sarà oggetto di esame da parte degli investigatori. Per quanto riguarda l'inchiesta, che è stata aperta dopo gli esposti di Fdi e del M5S, il fascicolo rimane ancora intestato modello 45, cioè senza indicazione di reato o iscrizione di indagati. Dopo aver esaminato la documentazione che la Guardia di finanza consegnerà nei prossimi giorni, il procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone, l'aggiunto Francesco Caporale e il pm Roberto Felici decideranno quali iniziative prendere.

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